Arena alle banche: "Agevolare il credito.........

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fred2010
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Reggio, Arena alle banche: "Agevolare il credito per favorire dismissione patrimonio immobiliare"
Venerdì 14 Ottobre 2011 18:09


Di seguito la nota diffusa dall'ufficio stampa del Comune di Reggio

Questa mattina, il Sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena, insieme al Segretario Generale del Comune di Reggio Calabria Piero Emilio e all’AU della Sati Ivano Nasso, ha incontrato i rappresentanti dei maggiori istituti di credito operanti nella città. La riunione, fortemente voluta dal Primo cittadino in vista delle procedure di dismissione del patrimonio immobiliare portato avanti dall’amministrazione comunale reggina, si è rivelata particolarmente fruttuosa.
“ L’incontro odierno – ha spiegato il Sindaco Arena – è la testimonianza di quanto l’Amministrazione sia vicina ai cittadini. Comprendiamo le difficoltà economiche che, le persone interessate all’acquisto delle case e che ne hanno già presentato domanda, possono incontrare in questo specifico momento a causa di una crisi generalizzata che nel nostro territorio si fa sentire maggiormente. L’intenzione dell’amministrazione attraverso il confronto e il dialogo con gli istituti di credito, è quella trovare soluzioni adeguate per “accompagnare” i cittadini in tutto l’iter di acquisizione, capendo la valenza sociale della vendita degli alloggi”.
Agli Istituti bancari è stato chiesto di formulare proposte ed individuare strumenti finanziari idonei ad agevolare l’operazione di acquisizione degli alloggi, attraverso condizioni agevolate di accesso al credito, una tempistica contenuta, una corsia preferenziale e un supporto consulenziale nelle procedure di acquisizione. Gli istituti bancari hanno dimostrato grande attenzione verso le parole del Sindaco dimostrando disponibilità nel fornire strumenti idonei per finanziare il 30 % d’acconto previsto dalla normativa vigente, da parte degli aventi diritto.
Di fronte ai rappresentanti degli istituti di credito, il Sindaco Arena ha voluto rimarcare come “la vendita degli alloggi popolari non sia legata ad una mera esigenza economica dell’Ente ma punta soprattutto ad eliminare gli enormi costi di gestione degli immobili che gravano sul bilancio comunale. Nell’epoca federalista – ha aggiunto Arena- la dismissione del patrimonio edilizio è un passaggio quasi obbligatorio che tutti gli Enti devono mettere in atto per fronteggiare i tagli dei trasferimenti statali”.
In questo contesto, con la crisi economica nazionale ed internazionale ad aggravare la situazione degli enti locali, il Sindaco Arena ha chiesto alle Banche “una maggiore attenzione e un coinvolgimento pieno degli istituti di credito anche attraverso la costituzione di un pool di esperti che possa seguire ed accompagnare i cittadini nel processo di acquisizione degli immobili”.
Le parti hanno deciso di riaggiornarsi a breve per discutere sulle proposte avanzate dagli Istituti bancari interessati convinti che, in una procedura così delicata, il contributo sinergico e fattivo di tutti gli attori preposti possa competere alla perfetta riuscita della dimissione.



Scusate se è contorto il ragionamento, ma secondo me esiste una interrelazione in questa storia:

banche--->danno i soldi agli acquirenti che vogliono riscattare i le case del patr. edilizio
acquirenti--->danno i soldi avuti dalle banche al Comune acquisendo gli immobili
Comune--->incassa il corrispettivo delle vendite immobiliari e dà (o meglio restituisce) i soldi alle banche in quanto hanno "scontato" le fatture dei creditori del Comune, per i lavori e le forniture eseguiti in passato, e ad oggi scadute e non onorate.


Minchia che affare, Arena si sta Tremontizzando
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Le banche è da un pezzo che non scontano le fatture del comune e di altri enti.
Il percorso logico di Arena non mi pare abbia falle. L'amministrazione chiede il sostegno alla finanza per dare atto alla realizzazione del progetto, quel che manca, a mio avviso, è il tipo di integrazione alla garanzia da dare a chi non ha le caratteristiche per poter stipulare un mutuo se le banche non accetteranno un maggior rischio indipendenteme dal prezzo che chiederanno, anche se di solito non si concretizza l'operazione con l'erogazione, nonostante la garanzia reale del bene.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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