Finanziaria: Tagli per 60 milioni alle Forze dell'Ordine

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stefano
Forumino Malato
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Mariotta ha scritto:
UnVeroTifoso ha scritto:Forze dell'ordine senza benzina
"Chiederemo aiuto ai cittadini"

Domani clamorose manifestazioni davanti a Camera e Senato e nelle principali piazze italiane di tutti i sindacati di polizia, polizia penitenziaria, Corpo forestale e vigili del fuoco dopo i tagli del governo (60 milioni di euro) ai soldi destinati a ordine pubblico, interventi d'emergenza e missioni di contrasto della criminalità. "Daremo agli italiani, in cambio del loro contributo, una cedola con scritto "Obbligazione per avere maggiore sicurezza, legalità e sviluppo"


ROMA - Gli appartenenti alle forze di polizia e ai vigili del fuoco scenderanno domani in piazza davanti alla Camera, al Senato e nelle principali piazze delle città italiane per chiedere ai cittadini un contributo per acquistare carburante da destinare alle volanti e agli automezzi. La clamorosa iniziativa è stata annunciata dai maggiori sindacati della polizia di stato (Siulp, Sap, Ugl e Consap), della polizia penitenziaria (Sappe, Uilpe, Fns Cisl e Ugl), del Corpo forestale dello stato (Sapaf, Ugl, Fesifo, Fns Cisl e Uil) e dei vigili del fuoco (Fns Cis, Uil vvff, Conapo e Ugl vvff) e prevede presidi e sit-in in ogni città italiana.

A Roma l'iniziativa si svolgerà dalle 10 alle 18 e i poliziotti porteranno in piazza davanti alla camera e al senato dei fusti di benzina vuota per sensibilizzare i cittadini sulle carenze relative agli automezzi delle forze dell'ordine. Non solo. Ai cittadini verrà chiesto di dare un contributo, anche piccolo, per comprare carburante necessario alle volanti e agli automezzi. Non verranno materialmente raccolti soldi, ma a tutti coloro che vorranno contribuire sarà consegnata una sorta di obbligazione con gli estremi del fondo assistenza del dipartimento di pubblica sicurezza dove versare la somma che si ritiene opportuna. Ai cittadini sarà una cosegnato un facsimile di cedola con scritto: "obbligazione per avere maggiore sicurezza, legalità e sviluppo".

"La nostra mobilitazione si rende necessaria - spiegano in una nota congiunta i sindacati - perchè il governo negli ultimi tre anni non ha tenuto fede ai vari impegni presi, riducendo i comparti sicurezza e soccorso pubblico sul lastrico. Appena tre giorni fa l'esecutivo ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell'ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all'ordine pubblico e alle missioni".

"Siamo davvero arrivati al game over. Entro poche settimane termineranno gli ultimi buoni benzina necessari per le nostre volanti, dopodichè non potremo più presidiare i quartieri della città. La responsabilità di tutto questo - concludono i sindacati - è del governo che ci costringe a questa clamorosa manifestazione, che potrebbe essere solo la prima di una lunga serie".

Già ieri c'erano state clamorose iniziative, come quella di Napoli, dove l'Anticamorra aveva sospeso per un giorno 1 la caccia al superlatitante del clan dei Casalesi: i pm anticlan, infatti, erano senza auto né scorta per carenze di organici e di benzina. A Modena, invece, gli agenti domani 2chiederanno un euro a tutti i cittadini per rifornire i veicoli adibiti al controllo del territorio.

(17 ottobre 2011)

fonte: http://www.repubblica.it/economia/2011/ ... ef=HREC1-7" onclick="window.open(this.href);return false;


che ritirino i soldati dall'Afghanistan dal Libano e dal Kosovo, che la smettano con strade sicure a Roma (si sono visti i risultati)...che rimandino alle loro sedi i soldati che presidiano gli obiettivi sensibili a Reggio(tanto le mettono lo stesso le bombette). Vedrete che così i soldi salteranno fuori.
-che tolgano un po' di privilegi ai parlamentari e all'esercito di parassiti che gravita intorno
-che smettano di prenderci per il culo con le opere faraoniche e inutili tipo TAV e ponte sullo stretto

Gia' solo con queste cosette trovi soldi per un sacco di cose.
Pero' vorrebbe dire avere dei politici onesti, quindi e' infattibile a meno che non chiamino la Germania a governarci per 10 anni.
reggino
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Ferrara, nel carcere manca la carta per i fax. L’Anm l’acquista di tasca propria
L'associazione dei magistrati emilianoromagnola è ricorsa alle quote associative. La cifra è di 500 euro usata a piccole dosi. Scongiurato il blocco delle attività ordinarie del penitenziario.
Manca la carta? Niente fax? Al carcere dell’Arginone di Ferrara si arrangiano come possono. E “in assenza di notizia di altri tempestivi interventi”, evidentemente da parte del Ministero di Giustizia, c’è qualcun altro che provvede a salvare il salvabile. L’Anm (Associazione nazionale magistrati) dell’Emilia Romagna ha, infatti, acquistato di tasca propria la carta, ricorrendo alle quote associative.

Lunedì scorso “il direttore della Casa Circondariale aveva comunicato al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero di Giustizia e agli Uffici Giudiziari di tutto il distretto l’impossibilità di ricevere e trasmettere ogni tipo di fax per mancanza di carta”, scrive l’Anm, ma ora la situazione sembra essersi sbloccata. Almeno momentaneamente. L’Associazione nazionale magistrati ha, infatti, donato una quota di 500 euro; una somma che verrà ora spesa in piccole dosi.

Questa situazione a rischio è stata denunciata inizialmente dalla Uil-Pa, che sottolineava come la mancanza del fax mettesse a rischio le attività ordinarie, comprese le scarcerazioni, con comprensibili gravi guasti all’amministrazione della giustizia. E quindi l’intervento dell’Anm, che ieri in una nota ha scritto che “attesa l’urgenza e indifferibilità della situazione, trattandosi di un servizio vitale per il normale andamento dell’attività degli Uffici Giudiziari (ordini di traduzione, scarcerazioni, ricezione di istanze e dei relativi esiti etc.), oltre che del carcere interessato, la Giunta distrettuale dell’Anm – Emilia Romagna ha provveduto, in assenza di notizia di altri tempestivi interventi, ad acquistare con fondi propri, derivanti dalle quote associative, la carta necessaria per consentire la prosecuzione del servizio suddetto”.

È chiaro che la mancanza di carta per una casa circondariale, e per tutta l’attività burocratica ed amministrativa del Paese, è un problema che inceppa la macchina statale. Un’istituzione come il carcere richiede, infatti, atti e formalità che si concretizzano in risme di fogli e faldoni. Nella lettera scritta dal direttore del carcere di Ferrara, Francesco Cacciola, e indirizzata a ministero di giustizia, procura, provveditorato, prefettura e altre sedi istituzionali di Ferrara e della Regione si comunicava che “a decorrere da domani (martedì 12 ottobre, ndr) questo istituto penitenziario non potrà più ricevere fax né inviare corrispondenza per mancanza di carta”. E a sollevare ancora il problema è stata l’Uilpa Penitenziari, l’organizzazione sindacale della pubblica amministrazione che fa capo alla Uil, il cui timore è che senza materia prima “sono a rischio le attività ordinarie in quanto la gran parte della corrispondenza viene evasa da tale mezzo”.

La giunta distrettuale dell’Anm Emilia Romagna, presieduta da Pier Luigi Di Bari, ha quindi messo una toppa su quel buco di bilancio. 500 euro che verrano spesi per l’acquisto della carta. Denaro prelevato dal fondo dell’associazione, solitamente utilizzato per convegni, incontri o costi di partecipazione e movimento. Un segnale di collaborazione, seppur di modesta entità, che sarebbe però di competenza del Ministero della Giustizia.
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reggino
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Località: l'isola che non c'è

Tagli alla sicurezza, domani
in piazza gli indignati della polizia

I carabinieri impiegati sabato a Roma durante la manifestazione degli indignati
La denuncia: “Terminati i fondi
per pagare straordinari e
carburante Sistema al collasso”
Mobilitazione davanti a Camera
e Senato e in decine di città per
chiedere aiuto ai cittadini
CARLO DI FOGGIA

Nessuna violenza ma la rabbia quella si, e tanta. Mentre ancora non si placano le polemiche sugli scontri di sabato scorso, domani si replica. Di nuovo in piazza ma questa volta gli indignati portano la divisa.

Chi si troverà a passare vicino ai palazzi del potere (palazzo Chigi, Camera e Senato) e nelle principali piazze delle città italiane potrebbe assistere ad una scena surreale: poliziotti che chiedono ai passanti un’offerta per pagare la benzina, “perché - come spiegano dal Siulp, il sindacato unitario degli agenti di polizia - solo così potremo continuare a far camminare le volanti”.

Una situazione - quella descritta dalle sigle (molte) che domani manifesteranno tutta la loro rabbia - al limite della sostenibilità. ''Questo esecutivo - sintetizza il segretario del Sap Nicola Tanzi - ha lavorato soltanto sulla sicurezza percepita ma si è dimenticato quella reale, che è poi quella che interessa i cittadini'' spendendo milioni di euro per ‘pagliacciate’ come la mini naja e le passeggiate cittadine dei poliziotti per accompagnare i militari”.

Agenti, guardie penitenziarie, vigili del fuoco e forestali porteranno in piazza dei bidoni di benzina per lanciare una provocazione: un fac simile di un'obbligazione ''per la sicurezza, la legalità e lo sviluppo di questo paese'' da consegnare ai cittadini che effettueranno una donazione sul fondo assistenza del ministero dell'Interno, finalizzata all'acquisto di carburante. Chi ha assistito agli scontri di sabato ha potuto constatare un malessere crescente tra le forze di polizia impegnate su più fronti, dalla tutela dell’ordine pubblico alla rivendicazione di maggiori risorse. Due facce della stessa medaglia che sono emerse con evidenza durante i disordini, con gli agenti in difficoltà soprattutto per l’esiguo numero di unità e mezzi a disposizione.

Le difficoltà denunciate dai sindacati spesso sfociano in situazioni paradossali. Il mese scorso la Cisl di Vicenza ha lanciato l’allarme per la carenza di fondi che sta mettendo a rischio la mobilità dell’intero reparto sicurezza della provincia. I soldi non ci sono e allora i corpi di polizia sono costretti a contendersi il carburante rimasto a disposizione delle pompe interne alla questura. “Finché troviamo qualche gestore di stazioni di servizio disposto a farci credito andiamo avanti” - ha spiegato al Giornale di Vicenza Daniele Nodari, della Cisl - “Per le bollette di acqua, luce, gas e telefono siamo in ritardo con i pagamenti di anni”.

A Modena la polizia non ha più risorse per pattugliare le strade e il Siulp ha deciso di promuovere una colletta popolare: un euro per la benzina e garantire così i servizi di presidio del territorio. Anche in questo caso il sindacato distribuirà dei bollettini postali precompilati per le donazioni, ribattezzate “obbligazioni per maggiore sicurezza e legalità”. Ieri i Pm anticamorra hanno interrotto per un giorno la ricerca del superlatitante del clan dei casalesi Michele Zagaria perché i fondi destinati al pagamento degli straordinari agli autisti della scorta sono terminati. Molte le sigle coinvolte: Siulp, Sap, Ugl, Consap, ma anche polizia penitenziaria Sappe, Uil, Fns Cisl, Ugl; forestale Sapaf, Ugl, Fesifo, Fns Cisl, Uil; vigili del fuoco Fns Cisl, Uil, Conapo e Ugl: tutti uniti per denunciare un governo che, secondo loro, ha fallito.

L’annuncio dei nuovi tagli al comprato previsti dalla legge di stabilità ha esasperato ulteriormente la situazione. "La nostra mobilitazione si rende necessaria - spiegano in una nota congiunta i sindacati - perchè il governo negli ultimi tre anni non ha tenuto fede ai vari impegni presi, riducendo i comparti sicurezza e soccorso pubblico sul lastrico. Appena tre giorni fa l'esecutivo ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell'ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all'ordine pubblico e alle missioni". "Siamo davvero arrivati al game over. Entro poche settimane termineranno gli ultimi buoni benzina necessari per le nostre volanti, dopodichè non potremo più presidiare i quartieri della città.

La responsabilità di tutto questo - concludono i sindacati - è del governo che ci costringe a questa clamorosa manifestazione, che potrebbe essere solo la prima di una lunga serie". Durissimo anche il commento del Coisp, il Coordinamento per l’indipendenza delle forze di polizia. “Non abbiamo bisogno della vostra finta solidarietà - si legge in una nota diramata ieri dalla segreteria nazionale in cui si dichiara irricevibile la solidarietà dei politici - finché alle enunciazioni pubblicitarie non avrete il coraggio di dare conseguente attuazione a quello che promettete da anni e che quotidianamente non mantenete”.

Che il malessere dei sindacati di polizia cominci a preoccupare anche gli ambienti istituzionali è testimoniato dalla richiesta avanzata dai sottosegretari all’Interno e alla Difesa Alfredo Mantovano e Guido Crosetto di “rivedere i tagli alla sicurezza disposti in tutto il 2011”, mentre dal Ministero della Difesa - per bocca del ministro La Russa - fanno sapere di voler destinare al comparto difesa e sicurezza 400 milioni del miliardo e 600 di incassi extra proveniente dall’asta delle frequenze . Basterà?
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Mariotta
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reggino ha scritto:Tagli alla sicurezza, domani
in piazza gli indignati della polizia

I carabinieri impiegati sabato a Roma durante la manifestazione degli indignati
La denuncia: “Terminati i fondi
per pagare straordinari e
carburante Sistema al collasso”
Mobilitazione davanti a Camera
e Senato e in decine di città per
chiedere aiuto ai cittadini
CARLO DI FOGGIA

Nessuna violenza ma la rabbia quella si, e tanta. Mentre ancora non si placano le polemiche sugli scontri di sabato scorso, domani si replica. Di nuovo in piazza ma questa volta gli indignati portano la divisa.

Chi si troverà a passare vicino ai palazzi del potere (palazzo Chigi, Camera e Senato) e nelle principali piazze delle città italiane potrebbe assistere ad una scena surreale: poliziotti che chiedono ai passanti un’offerta per pagare la benzina, “perché - come spiegano dal Siulp, il sindacato unitario degli agenti di polizia - solo così potremo continuare a far camminare le volanti”.

Una situazione - quella descritta dalle sigle (molte) che domani manifesteranno tutta la loro rabbia - al limite della sostenibilità. ''Questo esecutivo - sintetizza il segretario del Sap Nicola Tanzi - ha lavorato soltanto sulla sicurezza percepita ma si è dimenticato quella reale, che è poi quella che interessa i cittadini'' spendendo milioni di euro per ‘pagliacciate’ come la mini naja e le passeggiate cittadine dei poliziotti per accompagnare i militari”.

Agenti, guardie penitenziarie, vigili del fuoco e forestali porteranno in piazza dei bidoni di benzina per lanciare una provocazione: un fac simile di un'obbligazione ''per la sicurezza, la legalità e lo sviluppo di questo paese'' da consegnare ai cittadini che effettueranno una donazione sul fondo assistenza del ministero dell'Interno, finalizzata all'acquisto di carburante. Chi ha assistito agli scontri di sabato ha potuto constatare un malessere crescente tra le forze di polizia impegnate su più fronti, dalla tutela dell’ordine pubblico alla rivendicazione di maggiori risorse. Due facce della stessa medaglia che sono emerse con evidenza durante i disordini, con gli agenti in difficoltà soprattutto per l’esiguo numero di unità e mezzi a disposizione.

Le difficoltà denunciate dai sindacati spesso sfociano in situazioni paradossali. Il mese scorso la Cisl di Vicenza ha lanciato l’allarme per la carenza di fondi che sta mettendo a rischio la mobilità dell’intero reparto sicurezza della provincia. I soldi non ci sono e allora i corpi di polizia sono costretti a contendersi il carburante rimasto a disposizione delle pompe interne alla questura. “Finché troviamo qualche gestore di stazioni di servizio disposto a farci credito andiamo avanti” - ha spiegato al Giornale di Vicenza Daniele Nodari, della Cisl - “Per le bollette di acqua, luce, gas e telefono siamo in ritardo con i pagamenti di anni”.

A Modena la polizia non ha più risorse per pattugliare le strade e il Siulp ha deciso di promuovere una colletta popolare: un euro per la benzina e garantire così i servizi di presidio del territorio. Anche in questo caso il sindacato distribuirà dei bollettini postali precompilati per le donazioni, ribattezzate “obbligazioni per maggiore sicurezza e legalità”. Ieri i Pm anticamorra hanno interrotto per un giorno la ricerca del superlatitante del clan dei casalesi Michele Zagaria perché i fondi destinati al pagamento degli straordinari agli autisti della scorta sono terminati. Molte le sigle coinvolte: Siulp, Sap, Ugl, Consap, ma anche polizia penitenziaria Sappe, Uil, Fns Cisl, Ugl; forestale Sapaf, Ugl, Fesifo, Fns Cisl, Uil; vigili del fuoco Fns Cisl, Uil, Conapo e Ugl: tutti uniti per denunciare un governo che, secondo loro, ha fallito.

L’annuncio dei nuovi tagli al comprato previsti dalla legge di stabilità ha esasperato ulteriormente la situazione. "La nostra mobilitazione si rende necessaria - spiegano in una nota congiunta i sindacati - perchè il governo negli ultimi tre anni non ha tenuto fede ai vari impegni presi, riducendo i comparti sicurezza e soccorso pubblico sul lastrico. Appena tre giorni fa l'esecutivo ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell'ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all'ordine pubblico e alle missioni". "Siamo davvero arrivati al game over. Entro poche settimane termineranno gli ultimi buoni benzina necessari per le nostre volanti, dopodichè non potremo più presidiare i quartieri della città.

La responsabilità di tutto questo - concludono i sindacati - è del governo che ci costringe a questa clamorosa manifestazione, che potrebbe essere solo la prima di una lunga serie". Durissimo anche il commento del Coisp, il Coordinamento per l’indipendenza delle forze di polizia. “Non abbiamo bisogno della vostra finta solidarietà - si legge in una nota diramata ieri dalla segreteria nazionale in cui si dichiara irricevibile la solidarietà dei politici - finché alle enunciazioni pubblicitarie non avrete il coraggio di dare conseguente attuazione a quello che promettete da anni e che quotidianamente non mantenete”.

Che il malessere dei sindacati di polizia cominci a preoccupare anche gli ambienti istituzionali è testimoniato dalla richiesta avanzata dai sottosegretari all’Interno e alla Difesa Alfredo Mantovano e Guido Crosetto di “rivedere i tagli alla sicurezza disposti in tutto il 2011”, mentre dal Ministero della Difesa - per bocca del ministro La Russa - fanno sapere di voler destinare al comparto difesa e sicurezza 400 milioni del miliardo e 600 di incassi extra proveniente dall’asta delle frequenze . Basterà?

intanto a striscia fanno vedere le 40 auto blu in ingresso all'olimpico per il derby... :twisted:
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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