Conti truccati

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UnVeroTifoso
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doddi ha scritto: Sono queste le domande a cui bisognerebbe dar risposta. E che invece vengono ignorate. E credo che, in Italia, i primi a pretendere un chiarimento debbano essere gli elettori di sinistra che, in buona fede, hanno dato fiducia proprio a Prodi, a Padoa Schioppa e che oggi, con una certa ingenuità, si commuovono ascoltando Draghi.
O sbaglio?
Gli elettori di sinistra chiedono sempre conto dell'operato di chi dovrebbe rappresentarli. E si indignano quando fanno qualcosa che non va. Gli elettori di sinista. Non altri.
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doddi
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UnVeroTifoso ha scritto:
doddi ha scritto: Sono queste le domande a cui bisognerebbe dar risposta. E che invece vengono ignorate. E credo che, in Italia, i primi a pretendere un chiarimento debbano essere gli elettori di sinistra che, in buona fede, hanno dato fiducia proprio a Prodi, a Padoa Schioppa e che oggi, con una certa ingenuità, si commuovono ascoltando Draghi.
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Ti commuovi con ingenuità... ma non è uno sbaglio, è buona fede :read:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:
UnVeroTifoso ha scritto:
doddi ha scritto: Sono queste le domande a cui bisognerebbe dar risposta. E che invece vengono ignorate. E credo che, in Italia, i primi a pretendere un chiarimento debbano essere gli elettori di sinistra che, in buona fede, hanno dato fiducia proprio a Prodi, a Padoa Schioppa e che oggi, con una certa ingenuità, si commuovono ascoltando Draghi.
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Io non mi commuovo per nulla. Constatavo semplicemente. :fifi: :fifi: :read: :read:
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UnVeroTifoso ha scritto:
doddi ha scritto:
UnVeroTifoso ha scritto: Gli elettori di sinistra chiedono sempre conto dell'operato di chi dovrebbe rappresentarli. E si indignano quando fanno qualcosa che non va. Gli elettori di sinista. Non altri.
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Più che constatare io cercherei di documentarmi, l'argomento, indipendetemente dagli interpreti della sceneggiata, è oltremodo interessante :thumright
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Il temuto complotto giudaico massonico sta prendendo forma e sostanza.

...Tra non molto anche ET comparirà all'orizzonte. :fifi:
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doddi ha scritto:
Più che constatare io cercherei di documentarmi, l'argomento, indipendetemente dagli interpreti della sceneggiata, è oltremodo interessante :thumright
Non ho detto il contrario. Ho semplice fatto una riflessione sulla chiusura dell'articolo di Foa.. :thumright
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Il mondo si fida troppo di certe società (americane) che qualunque cosa dicano guadagnano lo stesso... l'America specula e noi ci facciamo prendere dalla paura che abbiano ragione....
Se il destino mi è avverso, peggio per lui!!!

http://www.youtube.com/watch?v=06hr11IO" onclick="window.open(this.href);return false; ... dded#at=13

"La mia rielezione sarebbe al limite del ridicolo" Giorgio Napolitano 14/4/2013
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doddi ha scritto:Grecia, Goldman e… Prodi. Le domande che nessuno pone
lunedì, 15 febbraio 2010
Marcello Foa

Grazie al New York Times ora sappiamo che dietro la crisi greca, ci sono ancora una volta le grandi banche di Wall Street, secondo le stesse modalità che hanno provocato il terremoto dei subprime e il fallimento della Lehman: una truffa contabile realizzata con i derivati (potete leggere una sintesi della notizia in italiano qui).
E chi sono le banche coinvolte? La solita Goldman Sachs, vera regina di Wall Street, da cui ranghi sono usciti ben due segretari al Tesoro (Rubin e Paulson) e JP Morgan Chase, che come spiega Massimo Gaggi, è da sempre la banca più vicina al governo americano ed è, ricordiamolo, l’istituto del banchiere più potente della storia degli Usa, David Rockefeller, nonché cantore della globalizzazione finanzaria.
Mi chiedo: quand’è che le autorità di controllo si decideranno ad indagare a fondo su Goldman e Jp Morgan Chase? Se esaminiamo la storia recente della finanza internazionale, scopriamo sovente Goldman e lo stesso Rockfeller hanno avuto un ruolo importante, talvolta di lobby per orientare leggi in una certa direzione, talaltra a fini di lucro, come dimostra la vicenda greca.
L’impressione è che questi stessi protagonisti abbiano creato un sistema di alleanze e connivenze che gli permette di esercitare un’influenza enorme, evitando contestualmente guai giudiziari. E forse, anche controlli e indagini credibili sulle loro attività.
Anche in Italia. Dall’articolo del New York Times emerge che anche il nostro Paese nel 1996 è ricorso a trucchetti contabili simili a quelli greci. E chi era a Palazzo Chigi allora? Romano Prodi, ex consulente di Goldman Sachs. E chi era il direttore generale del Tesoro? Mario Draghi, che di Goldman Sachs è diventato consulente qualche anno dopo. E forse sarebbe il caso che lo stesso Prodi chiarisse finalmente i suoi rapporti con lo stesso Rockefeller, che oltre ad essere un banchiere, ha fondato il Club internazionale dei potenti, il Bilderberg. Prodi divenne a sorpresa presidente della Commissione Ue un anno dopo essere stato ammesso nel Bilderberg. Solo una coincidenza?
E che ruolo hanno avuto Tommaso Padoa Schioppa, nonché lo stesso Draghi, nello scandalo Easy Credit, che consentì a, guarda caso, Goldman Sachs, Jp Morgan Chase e Citigroup, una truffa ai danni dello stato per 600 milioni di euro? Di quell’inchiesta non si è più saputo nulla… ma a Goldman Sachs il governo italiano ha continuato ad affidare l’emissione di global bonds per miliardi di euro
Sono queste le domande a cui bisognerebbe dar risposta. E che invece vengono ignorate. E credo che, in Italia, i primi a pretendere un chiarimento debbano essere gli elettori di sinistra che, in buona fede, hanno dato fiducia proprio a Prodi, a Padoa Schioppa e che oggi, con una certa ingenuità, si commuovono ascoltando Draghi.
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fonte l'ex direttore del sito del Giornale, visto che stavolta non l'hai citata, un lapsus?
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mohammed ha scritto:
fonte l'ex direttore del sito del Giornale, visto che stavolta non l'hai citata, un lapsus?
:thumright
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mohammed ha scritto:
fonte l'ex direttore del sito del Giornale, visto che stavolta non l'hai citata, un lapsus?
Non credo.

Il nostro Doddi :mrgreen: bisogna solo capirlo, in fondo non penso sia un “cattivo” ragazzo a cui imputare la malafede. Almeno di questo diamogli atto.
Pur conoscendolo solo virtualmente credo che sia uno di quelli che si è sempre dato da fare, uno che rispetta le leggi, che sa stare in questo mondo e che paga le tasse fino all’ultimo cent. Sintetizzando una persona fondamentalmente onesta che, forte del proprio vissuto, ritiene, anzi visto che recentemente si è ravveduto, riteneva che in ogni azione dell’escortiere planetario e della sua corte dei miracoli vi sia sempre stata una legittima ragione di fondo.
Magari poco condivisibile ma comunque e sempre legittima.
Un buono che in completa buona fede non è riuscito a capire che ogni azione portata avanti dallo stesso era dettata, a priori, da motivazioni e poco edificanti interessi personalissimi.

Come credo non sia possibile condannare nessuno per eccesso di fede.
:salut
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doddi ha scritto:
mohammed ha scritto:vu rissi ieu, a curpa è i prodi...
Il caso è sollevato, in diverse riprese, da tre testate estere: NYT - WSJ (oggi ripreso da repubblica) - Spiegel , il Giornale e Libero a stò giro non hannu curpa.


Ti sorprenderebbe la cosa?
mi linki l'articolo del wall street journal menzionato da repubblica? Non sono riuscita a trovarlo in nessun modo.
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eccolo...

http://blogs.wsj.com/source/2011/10/10/ ... e-nervous/" onclick="window.open(this.href);return false;

dice esattamente che la colpa è di prodi :D :) :D :mrgreen:

non so chi sia, il link va ad un blog collegato al wsj non proprio al giornale, quindi il titolo mi sembra un po' esagerato ("WSJ attacca l'Italia") ma quello che scrive mi pare ragionevole.
anche il pezzo incriminato non dice nulla di nuovo: siamo messi male, e se i conti sono truccati (dai governi degli ultimi 20 anni) siamo nella merda.
As for the second point, there is every reason to believe the Italian government was at least as aggressive as other euro-zone countries in masking the state of its finances in order to gain entry into the single currency area. If Italy’s actual underlying gross debt is higher and/or if the state of its deficit is worse than the reported numbers, then the issue swiftly becomes one of solvency rather than liquidity. Remember the shock investors felt when Greece admitted it was fudging its numbers.
:book:
nosacciu
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doddi ha scritto:Il caso, ora ripreso dal WSJ, era stato già sollevato anche dal NYT e Spiegel ....


http://www.blitzquotidiano.it/economia/ ... to-245070/" onclick="window.open(this.href);return false;


Wall Street aiutò Grecia e Italia a mascherare i debiti per entrare nell’euro

La disastrata finanza pubblica greca si scopre anche poco trasparente
Dure accuse contro i banchieri di Wall Street e alcuni governi europei, in particolare Grecia e Italia, sono state mosse dal quotidiano americano New York Times e il settimanale tedesco Spiegel.

Secondo i due giornali e i loro siti internet che hanno rilanciato gli articoli in tutto il mondo, banche come Goldman Sachs e JPMorgan avrebbero aiutato i governi europei con le economie più scassate a mettere in ordine con della finanza i loro conti, in modo da consentire di passare sotto le forche caudine degli accordi di Maastricht sulla moneta unica e quindi di potere entrare nell’euro e di restarci senza pagare dazio.

Per le grandi banche di Wall Street, in cima alla lista Goldman Sachs e JPMorgan, era un’occasione troppo ghiotta quella di “entrare in una simbiosi ad altissimo guadagno con governi dalle tasche bucate. La sola Grecia ha reso alla sola Goldman Sachs qualcosa come 300 milioni di dollari di parcelle. Cosa abbia pagato il governo italiano non si sa, ma è certo che sono stati tanti soldi.

Le rivelazioni sull’Italia non sono una novità, ma finora erano state limitate a discorsi di specialisti come il professor Gustavo Piga e in entrambi i casi nell’ambito del Coucil of Foreign Relations, una quasi centenaria istituzione americana, molto addentro alle segrete cose del mondo, ma di scarso sex appeal per il grande pubblico. Se ne parlò nel 2001, ma l’aggiustamento dei conti risale agli anni 1996 e 1997, quando l’Italia doveva ridurre i propri debiti per aderire all’Euro. All’epoca presidente del Consiglio era Romano Prodi, ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi e ministro delle Finanze Vincenzo Visco.

Se ne occupò anche Financial Times, sempre nel 2001, scrivendo che, anche se nel 1996 l’Italia registrava un deficit di bilancio del 6,5 per cento del Pil, oltre il doppio di quello permesso da Maastricht, “nel 1999, anno del lancio della moneta unica, l’Italia aveva ridotto il deficit al di sotto del 2 per cento”.

Secondo il rapporto pubblicato dal Council on Foreign Relations, il fenomeno avrebbe avuto connotati molto preoccupanti perche rivelatore della possibilità che altri artifici del genere sarebbero stati messi in atto ai tempi anche da altri paesi. Seguiva una esortazione a vigilare di più sul mercato dei derivati dal momento che “tali abusi potrebbero continuare”.

Prodi fece il diavolo a quattro, disse che erano tutte balle. Berlusconi era tornato al Governo, ma cavalcare lo scandalo non gli conveniva, perché con il cerino in mano sarebbe rimasto lui. Dichiararono ufficialmente sia il Tesoro italiano sia le autorità di Bruxelles che l’operato dell’Italia aveva superato l’esame di Eurostat, cui compete la valutazione dei criteri per il calcolo del debito pubblico dei paesi europei che ne aveva certificato la regolarità. I giornali non capirono la vicenda. La storia morì lì.

D’altra parte lo facevano anche altri paesi europei. Anche se accordi di questo tipo erano guardati con sospetto negli ambienti governativi, ancora nel 2000 i ministri delle Finanze europei erano incerti e divisi sull’obbligo di dichiarare accordi sui derivati finalizzati a contabilità creativa. E nel 2000 la risposta fu no.

Solo a partire dal 2002 furono rese obbligatorie le informative su certi titoli, tipo quelli usati dai greci, ma il governo greco continuò a non includerli nei suoi bilanci. La cosa non passò inosservata a Eurostat, l’agenzia europea di statistica, che nel 2008 scrisse che “in varie situazioni, le operazioni di securitizzazione messe sogtto osservazione sembra siano state pensate di proposito per conseguire un risultato contabile definito, senza riguardo al valore economico dell’operazione”.

Il New York Times ha fatto tesoro dello studio dell’economista italiano Piga, che ha scritto: «I derivati sono uno strumento finanziario molto utile se usati correttamente». Il giornale sentenzia: ”Giochi contabili di quel tipo possono tornare utili a breve termine, ma nel tempo possono rivelarsi disastrosi”.

Ora la Grecia è in crisi totale e ancora non si sa come andrà a finire e anche per l’Italia il passato ritorna perché il fantasma dei derivati è stato evocato dal caos della Grecia.

Con l’aiuto di JpMorgan, scrive il New York Times, “nonostante elevati deficit persistenti nel 1996, un derivato ha aiutato l’Italia a mettere il bilancio in linea: cambiando valuta con la banca a un tasso favorevole, e portando più disponibilità finanziarie nelle mani del governo. In cambio, l’Italia si era impegnata a rimborsi futuri che non sarebbero stati inseriti come passività”.

Secondo il New York Times, la crisi greca rappresenta “la sfida più importante che si sia mai presentata finora alla moneta comune europea e all’ambizione di unità economica del continente. Il paese [la Grecia] è troppo grande poerché lo si possa lasciar fallire. La Grecia deve al mondo 300 miliardi di dollari e le banche più importanti sono imbiombate con gran parte del debito. Lasciare andare la Grecia in default avrebbe riflessi mondiali”.

Così, prosegue il New York Times, “un’onda di terrore si estende sugli altri paesi in difficoltà economiche alla periferia dell’Europa, rendendo ancor più caro il debito per Italia, Spagna e Portogallo”.

Segue un giudizio durissimo per noi e gli altri “periferici”: “Per quanti benefici abbia portato l’unione dell’Europa sotto un’unica valuta, la nascita dell’euro è avvenuta con un peccato originale: paesi come Italia e Grecia sono entrati nell’unione monetaria gravati da deficit di quanto fosse permesso dal trattato che diede vita alla moneta. Purtroppo però questi paesi, piuttosto che aumentare le tasse o ridurre le spese, hanno ridotto i loro deficit con i derivati”.

Anche la finanza pubblica greca si scopre, oltre che disastrata, anche poco trasparente, alla faccia delle regole condivise nell’Unione Europea. La storia ha avuto inizio otto anni fa e le sue conseguenze potrebbero pesare insopportabilmente sul futuro assai poco roseo delle finanze locali.

La banca d’affari statunitense Goldman Sachs avrebbe aiutato la Grecia a falsificare il proprio bilancio statale con un vero e proprio make-up del debito sovrano. A rendere possibile l’operazione sono stati alcuni derivati complessi conosciuti come cross-currency swaps. Attraverso di essi, la Grecia sarebbe riuscita a convertire in euro le sue emissioni obbligazionarie in dollari e yen.

Secondo il New York Times, una serie di meccanismi swap messi a punto dalle due banche hanno permesso alla Grecia di ipotecare alcuni settori della propria economia mascherando parte del debito alle autorità comunitarie di Bruxelles, perché le operazioni in questione, perfettamente legali, non appaiono come prestiti bancari ma come vendite con pagamenti differiti. In particolare, la Grecia avrebbe finanziato parte del suo deficit sulla sanità pubblica impegnando i futuri introiti sulle tasse aeroportuali, i pedaggi autostradali e gli incassi legati alle lotterie di stato.

Goldman Sachs nel 2001 costituì dei veicoli particolari uno dei quali denominato Eolo, come il dio dei venti, che assumeva le passività in cambio di impegni su introiti futuri del governo greco e consentiva di non farli contabilizzare nel bilancio pubblico. L’ex ministro delle Finanze George Alogoskoufis, criticò l’affare Goldman in Parlamento nel 2005 affermando che avrebbe pesato sui conti greci fino al 2019.

Anche quando la crisi era ormai vicina le banche americane di investimento erano alla ricerca di modi per aiutare la Grecia a procrastinare il giorno della resa dei conti. All’inizio di novembre – tre mesi prima che Atene diventasse l’epicentro del terremoto del debito sovrano nell’Eurozona – un’equipe di banchieri di Goldman Sachs arrivò ad Atene, secondo il New York Times, con una proposta per il nuovo governo che lottava per far fronte ai debiti e al deficit ormai al 12,7% del Pil.

I banchieri, guidati dal presidente di Goldman, Gary D. Cohn, proposero uno strumento di finanziamento che avrebbe ridotto il debito per l’assistenza sanitaria, utilizzando un metodo finanziario simile a chi garantisce i pagamenti della sua carta di credito con dei mutui ipotecari. Atene non accettò la proposta che avrebbe consentito di occultare il debito ancora per qualche tempo.
dato che il governo prodi risale alla seconda metà del '96 (agosto '96 per la precisione) e il debito nel bilancio anno '96 e anno '97 non è che per caso il deficit lo han fatto i governi precedenti? (lungi da me difendere prodi che mi fa schifo solo vederlo) e chi c'era prima di prodi? Prima Berlusconi poi Dini.... mi pare veramente molto difficile che prodi possa aver fatto un debito tale in meno di 4 mesi per l'anno '96
Pickwick ha scritto:La percentuale di scemi del movimento 5 stelle supera anche il grande sud di Miccichè...
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http://www.blitzquotidiano.it/economia/ ... to-245070/" onclick="window.open(this.href);return false;


Wall Street aiutò Grecia e Italia a mascherare i debiti per entrare nell’euro

La disastrata finanza pubblica greca si scopre anche poco trasparente
Dure accuse contro i banchieri di Wall Street e alcuni governi europei, in particolare Grecia e Italia, sono state mosse dal quotidiano americano New York Times e il settimanale tedesco Spiegel.

Secondo i due giornali e i loro siti internet che hanno rilanciato gli articoli in tutto il mondo, banche come Goldman Sachs e JPMorgan avrebbero aiutato i governi europei con le economie più scassate a mettere in ordine con della finanza i loro conti, in modo da consentire di passare sotto le forche caudine degli accordi di Maastricht sulla moneta unica e quindi di potere entrare nell’euro e di restarci senza pagare dazio.

Per le grandi banche di Wall Street, in cima alla lista Goldman Sachs e JPMorgan, era un’occasione troppo ghiotta quella di “entrare in una simbiosi ad altissimo guadagno con governi dalle tasche bucate. La sola Grecia ha reso alla sola Goldman Sachs qualcosa come 300 milioni di dollari di parcelle. Cosa abbia pagato il governo italiano non si sa, ma è certo che sono stati tanti soldi.

Le rivelazioni sull’Italia non sono una novità, ma finora erano state limitate a discorsi di specialisti come il professor Gustavo Piga e in entrambi i casi nell’ambito del Coucil of Foreign Relations, una quasi centenaria istituzione americana, molto addentro alle segrete cose del mondo, ma di scarso sex appeal per il grande pubblico. Se ne parlò nel 2001, ma l’aggiustamento dei conti risale agli anni 1996 e 1997, quando l’Italia doveva ridurre i propri debiti per aderire all’Euro. All’epoca presidente del Consiglio era Romano Prodi, ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi e ministro delle Finanze Vincenzo Visco.

Se ne occupò anche Financial Times, sempre nel 2001, scrivendo che, anche se nel 1996 l’Italia registrava un deficit di bilancio del 6,5 per cento del Pil, oltre il doppio di quello permesso da Maastricht, “nel 1999, anno del lancio della moneta unica, l’Italia aveva ridotto il deficit al di sotto del 2 per cento”.

Secondo il rapporto pubblicato dal Council on Foreign Relations, il fenomeno avrebbe avuto connotati molto preoccupanti perche rivelatore della possibilità che altri artifici del genere sarebbero stati messi in atto ai tempi anche da altri paesi. Seguiva una esortazione a vigilare di più sul mercato dei derivati dal momento che “tali abusi potrebbero continuare”.

Prodi fece il diavolo a quattro, disse che erano tutte balle. Berlusconi era tornato al Governo, ma cavalcare lo scandalo non gli conveniva, perché con il cerino in mano sarebbe rimasto lui. Dichiararono ufficialmente sia il Tesoro italiano sia le autorità di Bruxelles che l’operato dell’Italia aveva superato l’esame di Eurostat, cui compete la valutazione dei criteri per il calcolo del debito pubblico dei paesi europei che ne aveva certificato la regolarità. I giornali non capirono la vicenda. La storia morì lì.

D’altra parte lo facevano anche altri paesi europei. Anche se accordi di questo tipo erano guardati con sospetto negli ambienti governativi, ancora nel 2000 i ministri delle Finanze europei erano incerti e divisi sull’obbligo di dichiarare accordi sui derivati finalizzati a contabilità creativa. E nel 2000 la risposta fu no.

Solo a partire dal 2002 furono rese obbligatorie le informative su certi titoli, tipo quelli usati dai greci, ma il governo greco continuò a non includerli nei suoi bilanci. La cosa non passò inosservata a Eurostat, l’agenzia europea di statistica, che nel 2008 scrisse che “in varie situazioni, le operazioni di securitizzazione messe sogtto osservazione sembra siano state pensate di proposito per conseguire un risultato contabile definito, senza riguardo al valore economico dell’operazione”.

Il New York Times ha fatto tesoro dello studio dell’economista italiano Piga, che ha scritto: «I derivati sono uno strumento finanziario molto utile se usati correttamente». Il giornale sentenzia: ”Giochi contabili di quel tipo possono tornare utili a breve termine, ma nel tempo possono rivelarsi disastrosi”.

Ora la Grecia è in crisi totale e ancora non si sa come andrà a finire e anche per l’Italia il passato ritorna perché il fantasma dei derivati è stato evocato dal caos della Grecia.

Con l’aiuto di JpMorgan, scrive il New York Times, “nonostante elevati deficit persistenti nel 1996, un derivato ha aiutato l’Italia a mettere il bilancio in linea: cambiando valuta con la banca a un tasso favorevole, e portando più disponibilità finanziarie nelle mani del governo. In cambio, l’Italia si era impegnata a rimborsi futuri che non sarebbero stati inseriti come passività”.

Secondo il New York Times, la crisi greca rappresenta “la sfida più importante che si sia mai presentata finora alla moneta comune europea e all’ambizione di unità economica del continente. Il paese [la Grecia] è troppo grande poerché lo si possa lasciar fallire. La Grecia deve al mondo 300 miliardi di dollari e le banche più importanti sono imbiombate con gran parte del debito. Lasciare andare la Grecia in default avrebbe riflessi mondiali”.

Così, prosegue il New York Times, “un’onda di terrore si estende sugli altri paesi in difficoltà economiche alla periferia dell’Europa, rendendo ancor più caro il debito per Italia, Spagna e Portogallo”.

Segue un giudizio durissimo per noi e gli altri “periferici”: “Per quanti benefici abbia portato l’unione dell’Europa sotto un’unica valuta, la nascita dell’euro è avvenuta con un peccato originale: paesi come Italia e Grecia sono entrati nell’unione monetaria gravati da deficit di quanto fosse permesso dal trattato che diede vita alla moneta. Purtroppo però questi paesi, piuttosto che aumentare le tasse o ridurre le spese, hanno ridotto i loro deficit con i derivati”.

Anche la finanza pubblica greca si scopre, oltre che disastrata, anche poco trasparente, alla faccia delle regole condivise nell’Unione Europea. La storia ha avuto inizio otto anni fa e le sue conseguenze potrebbero pesare insopportabilmente sul futuro assai poco roseo delle finanze locali.

La banca d’affari statunitense Goldman Sachs avrebbe aiutato la Grecia a falsificare il proprio bilancio statale con un vero e proprio make-up del debito sovrano. A rendere possibile l’operazione sono stati alcuni derivati complessi conosciuti come cross-currency swaps. Attraverso di essi, la Grecia sarebbe riuscita a convertire in euro le sue emissioni obbligazionarie in dollari e yen.

Secondo il New York Times, una serie di meccanismi swap messi a punto dalle due banche hanno permesso alla Grecia di ipotecare alcuni settori della propria economia mascherando parte del debito alle autorità comunitarie di Bruxelles, perché le operazioni in questione, perfettamente legali, non appaiono come prestiti bancari ma come vendite con pagamenti differiti. In particolare, la Grecia avrebbe finanziato parte del suo deficit sulla sanità pubblica impegnando i futuri introiti sulle tasse aeroportuali, i pedaggi autostradali e gli incassi legati alle lotterie di stato.

Goldman Sachs nel 2001 costituì dei veicoli particolari uno dei quali denominato Eolo, come il dio dei venti, che assumeva le passività in cambio di impegni su introiti futuri del governo greco e consentiva di non farli contabilizzare nel bilancio pubblico. L’ex ministro delle Finanze George Alogoskoufis, criticò l’affare Goldman in Parlamento nel 2005 affermando che avrebbe pesato sui conti greci fino al 2019.

Anche quando la crisi era ormai vicina le banche americane di investimento erano alla ricerca di modi per aiutare la Grecia a procrastinare il giorno della resa dei conti. All’inizio di novembre – tre mesi prima che Atene diventasse l’epicentro del terremoto del debito sovrano nell’Eurozona – un’equipe di banchieri di Goldman Sachs arrivò ad Atene, secondo il New York Times, con una proposta per il nuovo governo che lottava per far fronte ai debiti e al deficit ormai al 12,7% del Pil.

I banchieri, guidati dal presidente di Goldman, Gary D. Cohn, proposero uno strumento di finanziamento che avrebbe ridotto il debito per l’assistenza sanitaria, utilizzando un metodo finanziario simile a chi garantisce i pagamenti della sua carta di credito con dei mutui ipotecari. Atene non accettò la proposta che avrebbe consentito di occultare il debito ancora per qualche tempo.
dato che il governo prodi risale alla seconda metà del '96 (agosto '96 per la precisione) e il debito nel bilancio anno '96 e anno '97 non è che per caso il deficit lo han fatto i governi precedenti? (lungi da me difendere prodi che mi fa schifo solo vederlo) e chi c'era prima di prodi? Prima Berlusconi poi Dini.... mi pare veramente molto difficile che prodi possa aver fatto un debito tale in meno di 4 mesi per l'anno '96
Non si parla mica di debito aumentato o creato, ma di raggiungimento di condizioni utili a rientrare nei parametri stabiliti dalla UE per far parte dell'euro. Ri-riassumendo si afferma che tale obbiettivo è stato ottenuto con una falsificazione "tecnica" dei conti, come è stato fatto e, ammesso da qualche tempo, dalla Grecia. Ed a parte la "ripresa" delle accuse fatta dall'editorialista del Giornale illo tempiore, sulla quale si sono soffermati "scioccamente" alcuni tralasciando i contenuti del topic, il caso è stato sollevato da tre testate che con l'Italia non hanno nulla a che fare.
Se così fossero i fatti la situazione sarebbe oltremodo preoccupante.
Sull'eventuale omertà (che eventuale non è proprio res sic stantibus) dei governi successivi c'è poco da dire..., vorrei vedere cosa si poteva fare se non dire: scusate qualcuno ha imbrogliato non siamo in grado di far tornare le magie contabili realtà vista la situazione congiunturale per cui dichiariamo fallimento e cominciamo a procedere come in Grecia mandando per strada, o quasi, chiunque è utlie a cominciare a far tornare i conti in ordine.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
Helkost
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Iscritto il: 11/05/2011, 20:02

premesso che ho pensato spesso che sicuramente c'è un bel po' di marcio nei conti italiani, ma l'articolo di repubblica (e lo dice una che di solito apprezza questo giornale) è esagerato e fuorviante. Intanto titola "wsj attacca l'italia" come se fossimo sempre le solite vittime, e questo genera una sensazione di impotenza. Poi riporti una blog entry (non un editoriale, non sta sul front page del wsj) di tale Alen Mattich, che risulta, dal suo profilo pipl, un ex-analista finanziario, ma che a differenza degli analisti seri scrive ma non porta prove per le sue tesi (e non riesco a trovare un suo curriculum!!). Quali conti non gli sono tornati al sig. Mattich perchè possa dire che l'Italia ha falsificato tutto per entrare nell'euro? Scriva, scriva pure, sono interessata a leggere. Ma non lasci le cose a metà in questo modo.

A me l'unica cosa che sembra, dopo l'ultima sparata di Obama (e dire che mi piaceva) secondo cui gli Stati Uniti sono in difficoltà a causa dell'Europa, è che gli Stati Uniti cerchino in tutti i modi di addossare le colpe ad altri per cose che LORO hanno iniziato, e che non sanno come affrontare. Le due peggiori crisi degli ultimi vent'anni vengono da loro, le agenzie di rating sono quasi tutte loro, e avevano dato una bella tripla A alla Goldman Sachs poco prima che questa facesse i fuochi d'artificio.

Io direi che farebbero meglio a cercare di curare i loro casini piuttosto che stare sempre a ficcare il naso negli affari altrui. Una cosa che non sapevo (e che controllerò) l'ho letta nei commenti al famigerato articolo di Alen Mattich: il debito americano aumenta di 4 miliardi di dollari al giorno, e attualmente è pari a circa 14370 miliardi di $. Ah e negli ultimi giorni è aumentato di 162 miliardi di $ (in due giorni, dico).
Foti NON E' il mio presidente (cit.)
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