Re: Buco Comune: 124 mln il disavanzo da ripianare ecco il p
Inviato: 09/03/2013, 11:10
Reggio, la Commissione: ''Questo Piano unica alternativa al dissesto. Non siamo Catania...'' Avviata nuova interlocuzione per recuperare il ''Decreto Reggio''
Giovedì 07 Marzo 2013 16:40
di Claudio Labate - “O ti 'mangi sta minestra o ti butti dalla finestra”. Certo, non l’hanno detto proprio così i Commissari (Vincenzo Panico, Giuseppe Castaldo e Dante Piazza) che gestiscono il Comune di Reggio Calabria, ma questo era il senso delle parole che hanno segnato la conferenza stampa di questa mattina. “Il Piano di rientro è un libro dei sogni – ha detto Piazza – e i sogni non si avverano se non attraverso la disponibilità degli addetti ai lavori, in questo caso la comunità, produttiva e non, che si deve fare carico degli oneri del Piano”. Aggiungendo che “la filosofia che caratterizza il Piano di rientro è l’autofinanziamento”, e che i risultati, si potranno capire solo fra dieci anni, quando cioè il Piano arriverà al termine.
Insomma, la minestra va mangiata comunque, perché sotto la finestra non ci sono materassi morbidi che possano attutire il colpo. Anzi, sotto la finestra c’è il dissesto (per gli esperti una iattura) e il Piano, ribattezzato “lacrime e sangue” dai più, è l’unica alternativa valida per far sopravvivere la città.
La Commissione, riunita insieme al team di esperti giunto in riva allo Stretto, passa in rassegna, con tanto di slides riepilogative, i numeri del Piano di rientro decennale che adesso è al vaglio del Ministero e della sezione di controllo calabrese della Corte de Conti. Un Piano, è stato ribadito a più riprese, certamente duro da digerire, ma che potrà ammorbidirsi nel corso degli anni se le previsioni, su cui comunque la Commissione è andata cauta, saranno rispettate. A partire innanzitutto dal recupero dell’evasione fiscale. “Per i primi tre anni – ha detto Consiglio – contiamo di introitare dieci milioni annui”.
Alla fine del decennio, a fronte di un disavanzo da ripianare pari a 124 milioni, il Piano è stato stimato in 237 milioni circa. Ma mentre il disavanzo potrebbe essere ripianato in cinque anni, lo squilibrio di cassa avrà sicuramente bisogno di più tempo. Nel frattempo sono stati completati gli accordi con i cosiddetti grandi creditori, i cui crediti ammonterebbero a circa 132 milioni. E se ci si accorda per uno sconto sul debito si potrebbe ricevere subito la prima rata.
A chi invece ha fatto notare che nel Piano predisposto per il rientro mancasse il debito con Sorical (Qualcosa come 80 milioni) i Commissari sono stati netti: “Agli atti abbiamo trovato una relazione a favore del Comune, dove la Regione dovrebbe a noi 11 milioni di euro. In ogni caso, prudenzialmente, quella cifra non è stata contata nel Piano. Ma al contempo abbiamo anche contestato la prescrizione del credito”.
Ma è Dante Piazza a far ritornare tutti sulla terra: “I bilanci sono fatti da numeri – ha detto con il suo ormai inconfondibile approccio pragmatico - quello che noi proponiamo è la realtà più vicina per evitare il dissesto. Le risorse qui ci sono, e vanno tirate fuori, non si può aspettare ulteriori finanziamenti. Non siamo il Comune di Catania che ha avuto ripianato tutto. E non siamo nelle condizioni di sperare che qualcuno ci aiuti”. Più chiaro di così… Anche perché Piazza va oltre: “Un bilancio pubblico è un motore che circolarizza somme, più ne arrivano più ne circolano, e possono venire solo dal recupero dell’evasione. Noi vogliamo mettere a punto la macchina e lo faremo nel periodo della nostra permanenza. Bisogna però che tutti si diano da fare, a partire dalla classe dirigente”.
La macchina amministrativa
Nel frattempo la Commissione ha messo mano anche alla struttura comunale, pianificando una nuova organizzazione, illustrata da Giuseppe Castaldo. La struttura comunale, disciplinata da una delibera del 2011, prevede oggi 19 settori e due uffici speciali. “Abbiamo razionalizzato il tutto riordinando in modo omogeneo i vari settori, che diventeranno 11. Questo spetta all’organo politico farlo. Successivamente per dare segnali anche ai dipendenti seguirà l’istituzione delle posizioni organizzative, che invece spetterà ai dirigenti fare. Una volta fatta la macrostruttura, a giorni pubblicheremo la delibera, dalla settimana prossima partirà la rotazione dei dirigenti. Una operazione che comporta oltre ad una maggiore funzionalità, anche risparmi importanti”.
Società miste e partecipate
“Una delle condizioni fondamentali per il futuro assetto amministrativo, qualsiasi esso sia, sarà sempre il mantenimento dei livelli occupazionali”. Ne sono convinti i Commissari che lo ribadiscono più volte. D’altra parte il futuro si annuncia duro e faticoso. Due sono le procedure previste: l’alienazione delle quote o la liquidazione. Così some sta avvenendo per Multiservizi. “Stiamo chiedendo alla Consip – ha sottolineato Castaldo – di assisterci nei futuri appalti, dove la condizione rimane sempre il mantenimento dei livelli occupazionali”.
Opere pubbliche e “Decreto Reggio”
La Commissione ha dato anche delle notizie, per così dire, in pillole. Intanto informando che, per quanto riguarda il Palazzo di Giustizia, proprio oggi è stato completato l’ultimo pagamento alla Bentini che spetta al Comune: “Questo potevamo fare – ha detto Panico - e lo abbiamo fatto”.
Riguardo alla crisi del Tapis roulant, è lo stesso Panico a rassicurare: “La settimana prossima dovrebbe completarsi la formazione, quindi auspichiamo che per fine marzo si possa riattivare”.
E se solo il buon senso fa rimanere immobile la Commissione sulla delicata vicenda del Centro Agroalimentare, occupato abusivamente dai commercianti che continuano a lavorarci ormai da due anni, Panico annuncia interventi di manutenzione straordinaria per 1,2 milioni di euro.
Sul Decreto Reggio è invece Dante Piazza a spiegare la situazione.
Di quella che rappresenta una grossa risorsa da cui attingere e che finirà nel 2022. “Mi sono preoccupato di prendere contatti col Ministero delle infrastrutture per riaprire il dialogo con uno Stato in crisi di cassa. Individuando due strade: recuperare le somme che servono effettivamente o ripartire dal 2013. Perché uno dei problemi seri da affrontare è quello della progettualità. Tutto si sbloccherà a due condizioni: che sia data esecuzione ai progetti con gli stessi criteri con cui vengono erogati i fondi europei; e che il collaudo sia preceduto da organi centrali a garanzia che le opere siano state realizzate secondo progetto”. Anche in questo caso Piazza non va per il sottile: Da una prima ricognizione si parla di recuperare qualcosa come 36 mln di euro che con ragionevole dubbio, sono stati utilizzati per altre cose dal governo locale. Non c’è stata una contabilità separata il che crea una certa difficoltà a ricostruire la spesa”. “Parliamo di somme importanti, che costituiscono un volano di ricchezza. Ma – conclude Piazza - sono risorse che devono servire a cose che creano ricchezza, non che la sprecano”.
http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86
Giovedì 07 Marzo 2013 16:40
di Claudio Labate - “O ti 'mangi sta minestra o ti butti dalla finestra”. Certo, non l’hanno detto proprio così i Commissari (Vincenzo Panico, Giuseppe Castaldo e Dante Piazza) che gestiscono il Comune di Reggio Calabria, ma questo era il senso delle parole che hanno segnato la conferenza stampa di questa mattina. “Il Piano di rientro è un libro dei sogni – ha detto Piazza – e i sogni non si avverano se non attraverso la disponibilità degli addetti ai lavori, in questo caso la comunità, produttiva e non, che si deve fare carico degli oneri del Piano”. Aggiungendo che “la filosofia che caratterizza il Piano di rientro è l’autofinanziamento”, e che i risultati, si potranno capire solo fra dieci anni, quando cioè il Piano arriverà al termine.
Insomma, la minestra va mangiata comunque, perché sotto la finestra non ci sono materassi morbidi che possano attutire il colpo. Anzi, sotto la finestra c’è il dissesto (per gli esperti una iattura) e il Piano, ribattezzato “lacrime e sangue” dai più, è l’unica alternativa valida per far sopravvivere la città.
La Commissione, riunita insieme al team di esperti giunto in riva allo Stretto, passa in rassegna, con tanto di slides riepilogative, i numeri del Piano di rientro decennale che adesso è al vaglio del Ministero e della sezione di controllo calabrese della Corte de Conti. Un Piano, è stato ribadito a più riprese, certamente duro da digerire, ma che potrà ammorbidirsi nel corso degli anni se le previsioni, su cui comunque la Commissione è andata cauta, saranno rispettate. A partire innanzitutto dal recupero dell’evasione fiscale. “Per i primi tre anni – ha detto Consiglio – contiamo di introitare dieci milioni annui”.
Alla fine del decennio, a fronte di un disavanzo da ripianare pari a 124 milioni, il Piano è stato stimato in 237 milioni circa. Ma mentre il disavanzo potrebbe essere ripianato in cinque anni, lo squilibrio di cassa avrà sicuramente bisogno di più tempo. Nel frattempo sono stati completati gli accordi con i cosiddetti grandi creditori, i cui crediti ammonterebbero a circa 132 milioni. E se ci si accorda per uno sconto sul debito si potrebbe ricevere subito la prima rata.
A chi invece ha fatto notare che nel Piano predisposto per il rientro mancasse il debito con Sorical (Qualcosa come 80 milioni) i Commissari sono stati netti: “Agli atti abbiamo trovato una relazione a favore del Comune, dove la Regione dovrebbe a noi 11 milioni di euro. In ogni caso, prudenzialmente, quella cifra non è stata contata nel Piano. Ma al contempo abbiamo anche contestato la prescrizione del credito”.
Ma è Dante Piazza a far ritornare tutti sulla terra: “I bilanci sono fatti da numeri – ha detto con il suo ormai inconfondibile approccio pragmatico - quello che noi proponiamo è la realtà più vicina per evitare il dissesto. Le risorse qui ci sono, e vanno tirate fuori, non si può aspettare ulteriori finanziamenti. Non siamo il Comune di Catania che ha avuto ripianato tutto. E non siamo nelle condizioni di sperare che qualcuno ci aiuti”. Più chiaro di così… Anche perché Piazza va oltre: “Un bilancio pubblico è un motore che circolarizza somme, più ne arrivano più ne circolano, e possono venire solo dal recupero dell’evasione. Noi vogliamo mettere a punto la macchina e lo faremo nel periodo della nostra permanenza. Bisogna però che tutti si diano da fare, a partire dalla classe dirigente”.
La macchina amministrativa
Nel frattempo la Commissione ha messo mano anche alla struttura comunale, pianificando una nuova organizzazione, illustrata da Giuseppe Castaldo. La struttura comunale, disciplinata da una delibera del 2011, prevede oggi 19 settori e due uffici speciali. “Abbiamo razionalizzato il tutto riordinando in modo omogeneo i vari settori, che diventeranno 11. Questo spetta all’organo politico farlo. Successivamente per dare segnali anche ai dipendenti seguirà l’istituzione delle posizioni organizzative, che invece spetterà ai dirigenti fare. Una volta fatta la macrostruttura, a giorni pubblicheremo la delibera, dalla settimana prossima partirà la rotazione dei dirigenti. Una operazione che comporta oltre ad una maggiore funzionalità, anche risparmi importanti”.
Società miste e partecipate
“Una delle condizioni fondamentali per il futuro assetto amministrativo, qualsiasi esso sia, sarà sempre il mantenimento dei livelli occupazionali”. Ne sono convinti i Commissari che lo ribadiscono più volte. D’altra parte il futuro si annuncia duro e faticoso. Due sono le procedure previste: l’alienazione delle quote o la liquidazione. Così some sta avvenendo per Multiservizi. “Stiamo chiedendo alla Consip – ha sottolineato Castaldo – di assisterci nei futuri appalti, dove la condizione rimane sempre il mantenimento dei livelli occupazionali”.
Opere pubbliche e “Decreto Reggio”
La Commissione ha dato anche delle notizie, per così dire, in pillole. Intanto informando che, per quanto riguarda il Palazzo di Giustizia, proprio oggi è stato completato l’ultimo pagamento alla Bentini che spetta al Comune: “Questo potevamo fare – ha detto Panico - e lo abbiamo fatto”.
Riguardo alla crisi del Tapis roulant, è lo stesso Panico a rassicurare: “La settimana prossima dovrebbe completarsi la formazione, quindi auspichiamo che per fine marzo si possa riattivare”.
E se solo il buon senso fa rimanere immobile la Commissione sulla delicata vicenda del Centro Agroalimentare, occupato abusivamente dai commercianti che continuano a lavorarci ormai da due anni, Panico annuncia interventi di manutenzione straordinaria per 1,2 milioni di euro.
Sul Decreto Reggio è invece Dante Piazza a spiegare la situazione.
Di quella che rappresenta una grossa risorsa da cui attingere e che finirà nel 2022. “Mi sono preoccupato di prendere contatti col Ministero delle infrastrutture per riaprire il dialogo con uno Stato in crisi di cassa. Individuando due strade: recuperare le somme che servono effettivamente o ripartire dal 2013. Perché uno dei problemi seri da affrontare è quello della progettualità. Tutto si sbloccherà a due condizioni: che sia data esecuzione ai progetti con gli stessi criteri con cui vengono erogati i fondi europei; e che il collaudo sia preceduto da organi centrali a garanzia che le opere siano state realizzate secondo progetto”. Anche in questo caso Piazza non va per il sottile: Da una prima ricognizione si parla di recuperare qualcosa come 36 mln di euro che con ragionevole dubbio, sono stati utilizzati per altre cose dal governo locale. Non c’è stata una contabilità separata il che crea una certa difficoltà a ricostruire la spesa”. “Parliamo di somme importanti, che costituiscono un volano di ricchezza. Ma – conclude Piazza - sono risorse che devono servire a cose che creano ricchezza, non che la sprecano”.
http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86