ATTENZIONE ALL'ISEE.......

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ERIK LARSSON ©
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I furbetti dell'asilo sotto osservazione. D'ora in poi bisognerà fare attenzione a presentare il modello Isee per chiedere di non pagare la retta per i figli (o qualsiasi altra agevolazione), perché il rischio non è più che la prestazione venga negata, ma che scatti un pesante accertamento, basato sul redditometro, che punirebbe in modo adeguato chi non solo evade le tasse, ma sottrae risorse destinate ai più bisognosi.

Ad annunciare l'applicazione dello strumento per chi chiede i benefici è stati ieri a Pavia il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante un convegno organizzato dalla provincia e dall'università della città lombarda oltre che che dall'agenzia delle Entrate e dell'ordine dei dottori commercialisti di Pavia-Vigevano-Voghera.

Befera ha sottolineato, a margine del convegno, come il nuovo redditometro, una volta messo a punto, sarà la modalità di controllo più adatta per effettuare le verifiche su chi beneficia di agevolazioni utilizzando il modello Isee, come prevede il Dl 78 del 2010. E sul redditometro Befera ha spiegato: «Va visto in un'ottica di sistema. Con il tutoraggio per le imprese grandi, gli studi di settore con quelli minori e il redditometro per le persone fisiche. In questo modo si chiude un cerchio».

Sulla questione della collaborazione con i comuni, Befera ha annunciato anche una nuova convenzione con l'Anci, con la definizione dei servizi che l'agenzia può mettere a disposizione dei comuni. E ha sottolineato come agli enti sia stata offerta formazione e collaborazione, «ma occorre che gli enti più piccoli si consorzino. E magari un ruolo su questo fronte potrebbero giocarlo anche le province». Sul fronte di queste ultime ricorda come sia difficile fare i controlli in materia di Rc auto, visto che non esistono banche dati per effettuarli.

I risultati della lotta all'evasione in collaborazione con i comuni per il momento non sono eclatanti. Per ora, infatti, il bilancio è di circa 2 milioni di euro incassati, 20 accertati e 11mila segnalazioni. I dati, se non alti, sono però – ha ricordato il direttore delle Entrate – importanti, perché anche grazie a questa collaborazione e alla responsabilizzazione in tema di spesa che il federalismo porta con sé si può affermare anche un contrasto qualitativo dell'evasione fiscale, in cui quest'ultima, ha spiegato Befera, venga avvertita dai cittadini, come un disvalore, come del resto sempre più accade.


La partecipazione dei comuni all'accertamento, non è una norma nuova nel nostro ordinamento, come ha ricordato Vittorio Emanuele Falsitta, che da deputato fu relatore della riforma fiscale del 2003. La novità adesso è la volontà politica di portarla avanti. E il senatore della Lega Nord, Roberto Mura, ha illustrato il decreto legislativo sul federalismo fiscale comunale (atto del governo 292) del quale dall'altro ieri sera la commissione Finanze del Senato ha incominciato l'esame. I contenuti degli otto articoli del decreto sono stati ampiamente illustrati da Mura, che ha ricordato come proprio il primo articolo di questo provvedimento illustra i dati dell'anagrafe tributaria che devono essere accessibili agli enti locali. Si tratta della norma che prevede – tra l'altro - la cedolare secca sugli affitti e l'imposta municipale propria che dal 2014 dovrà riguardare tutti gli enti locali e al quale se ne potrà successivamente affiancare una facoltativa. A illustrare i risultati della collaborazione tra comuni ed Entrate in Lombardia è intervenuto il direttore regionale, Carlo Palumbo. Nella regione sono pervenute finora 750 segnalazioni qualificate, che nel 92% dei casi hanno portato all'acquiscenza dei contribuenti, con una maggiore imposta media riscossa di 9.500 euro.

Dagli interventi al convegno è emerso come il federalismo può essere una soluzione alla situazione che si è creata con la riforma degli anni '70 dove la gestione dei tributi era accentrata allo stato e la spesa cominciava a essere trasferita in sede locale, con quella che – come ha ricordato Befera – il ministro Giulio Tremonti, chiama «la democrazia del deficit».


http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e- ... c#continue" onclick="window.open(this.href);return false;
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http://www.youtube.com/watch?v=0hUrcGCQV1g" onclick="window.open(this.href);return false;
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"forza RAGAZZI SGAMATELI TUTTI STI EVASORI DI M......!!!!!!!"

(Cit. Ordine dei Ricorsisti Tributari di Milano)
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Mariotta
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ERIK LARSSON © ha scritto:I furbetti dell'asilo sotto osservazione. D'ora in poi bisognerà fare attenzione a presentare il modello Isee per chiedere di non pagare la retta per i figli (o qualsiasi altra agevolazione), perché il rischio non è più che la prestazione venga negata, ma che scatti un pesante accertamento, basato sul redditometro, che punirebbe in modo adeguato chi non solo evade le tasse, ma sottrae risorse destinate ai più bisognosi.

Ad annunciare l'applicazione dello strumento per chi chiede i benefici è stati ieri a Pavia il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante un convegno organizzato dalla provincia e dall'università della città lombarda oltre che che dall'agenzia delle Entrate e dell'ordine dei dottori commercialisti di Pavia-Vigevano-Voghera.

Befera ha sottolineato, a margine del convegno, come il nuovo redditometro, una volta messo a punto, sarà la modalità di controllo più adatta per effettuare le verifiche su chi beneficia di agevolazioni utilizzando il modello Isee, come prevede il Dl 78 del 2010. E sul redditometro Befera ha spiegato: «Va visto in un'ottica di sistema. Con il tutoraggio per le imprese grandi, gli studi di settore con quelli minori e il redditometro per le persone fisiche. In questo modo si chiude un cerchio».

Sulla questione della collaborazione con i comuni, Befera ha annunciato anche una nuova convenzione con l'Anci, con la definizione dei servizi che l'agenzia può mettere a disposizione dei comuni. E ha sottolineato come agli enti sia stata offerta formazione e collaborazione, «ma occorre che gli enti più piccoli si consorzino. E magari un ruolo su questo fronte potrebbero giocarlo anche le province». Sul fronte di queste ultime ricorda come sia difficile fare i controlli in materia di Rc auto, visto che non esistono banche dati per effettuarli.

I risultati della lotta all'evasione in collaborazione con i comuni per il momento non sono eclatanti. Per ora, infatti, il bilancio è di circa 2 milioni di euro incassati, 20 accertati e 11mila segnalazioni. I dati, se non alti, sono però – ha ricordato il direttore delle Entrate – importanti, perché anche grazie a questa collaborazione e alla responsabilizzazione in tema di spesa che il federalismo porta con sé si può affermare anche un contrasto qualitativo dell'evasione fiscale, in cui quest'ultima, ha spiegato Befera, venga avvertita dai cittadini, come un disvalore, come del resto sempre più accade.


La partecipazione dei comuni all'accertamento, non è una norma nuova nel nostro ordinamento, come ha ricordato Vittorio Emanuele Falsitta, che da deputato fu relatore della riforma fiscale del 2003. La novità adesso è la volontà politica di portarla avanti. E il senatore della Lega Nord, Roberto Mura, ha illustrato il decreto legislativo sul federalismo fiscale comunale (atto del governo 292) del quale dall'altro ieri sera la commissione Finanze del Senato ha incominciato l'esame. I contenuti degli otto articoli del decreto sono stati ampiamente illustrati da Mura, che ha ricordato come proprio il primo articolo di questo provvedimento illustra i dati dell'anagrafe tributaria che devono essere accessibili agli enti locali. Si tratta della norma che prevede – tra l'altro - la cedolare secca sugli affitti e l'imposta municipale propria che dal 2014 dovrà riguardare tutti gli enti locali e al quale se ne potrà successivamente affiancare una facoltativa. A illustrare i risultati della collaborazione tra comuni ed Entrate in Lombardia è intervenuto il direttore regionale, Carlo Palumbo. Nella regione sono pervenute finora 750 segnalazioni qualificate, che nel 92% dei casi hanno portato all'acquiscenza dei contribuenti, con una maggiore imposta media riscossa di 9.500 euro.

Dagli interventi al convegno è emerso come il federalismo può essere una soluzione alla situazione che si è creata con la riforma degli anni '70 dove la gestione dei tributi era accentrata allo stato e la spesa cominciava a essere trasferita in sede locale, con quella che – come ha ricordato Befera – il ministro Giulio Tremonti, chiama «la democrazia del deficit».


http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e- ... c#continue" onclick="window.open(this.href);return false;


che stiano attenti i furbetti che dichiarano quello che gli pare...noi poveri dipendenti pubblici non abbiamo scampo, superati i 18.0000 di ISEE si paga la retta massima per l'asilo nido pari a oltre 500,00.
Spero che li becchino tutti e li salassino. :beer:
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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Mariotta ha scritto:
ERIK LARSSON © ha scritto:I furbetti dell'asilo sotto osservazione. D'ora in poi bisognerà fare attenzione a presentare il modello Isee per chiedere di non pagare la retta per i figli (o qualsiasi altra agevolazione), perché il rischio non è più che la prestazione venga negata, ma che scatti un pesante accertamento, basato sul redditometro, che punirebbe in modo adeguato chi non solo evade le tasse, ma sottrae risorse destinate ai più bisognosi.

Ad annunciare l'applicazione dello strumento per chi chiede i benefici è stati ieri a Pavia il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante un convegno organizzato dalla provincia e dall'università della città lombarda oltre che che dall'agenzia delle Entrate e dell'ordine dei dottori commercialisti di Pavia-Vigevano-Voghera.

Befera ha sottolineato, a margine del convegno, come il nuovo redditometro, una volta messo a punto, sarà la modalità di controllo più adatta per effettuare le verifiche su chi beneficia di agevolazioni utilizzando il modello Isee, come prevede il Dl 78 del 2010. E sul redditometro Befera ha spiegato: «Va visto in un'ottica di sistema. Con il tutoraggio per le imprese grandi, gli studi di settore con quelli minori e il redditometro per le persone fisiche. In questo modo si chiude un cerchio».

Sulla questione della collaborazione con i comuni, Befera ha annunciato anche una nuova convenzione con l'Anci, con la definizione dei servizi che l'agenzia può mettere a disposizione dei comuni. E ha sottolineato come agli enti sia stata offerta formazione e collaborazione, «ma occorre che gli enti più piccoli si consorzino. E magari un ruolo su questo fronte potrebbero giocarlo anche le province». Sul fronte di queste ultime ricorda come sia difficile fare i controlli in materia di Rc auto, visto che non esistono banche dati per effettuarli.

I risultati della lotta all'evasione in collaborazione con i comuni per il momento non sono eclatanti. Per ora, infatti, il bilancio è di circa 2 milioni di euro incassati, 20 accertati e 11mila segnalazioni. I dati, se non alti, sono però – ha ricordato il direttore delle Entrate – importanti, perché anche grazie a questa collaborazione e alla responsabilizzazione in tema di spesa che il federalismo porta con sé si può affermare anche un contrasto qualitativo dell'evasione fiscale, in cui quest'ultima, ha spiegato Befera, venga avvertita dai cittadini, come un disvalore, come del resto sempre più accade.


La partecipazione dei comuni all'accertamento, non è una norma nuova nel nostro ordinamento, come ha ricordato Vittorio Emanuele Falsitta, che da deputato fu relatore della riforma fiscale del 2003. La novità adesso è la volontà politica di portarla avanti. E il senatore della Lega Nord, Roberto Mura, ha illustrato il decreto legislativo sul federalismo fiscale comunale (atto del governo 292) del quale dall'altro ieri sera la commissione Finanze del Senato ha incominciato l'esame. I contenuti degli otto articoli del decreto sono stati ampiamente illustrati da Mura, che ha ricordato come proprio il primo articolo di questo provvedimento illustra i dati dell'anagrafe tributaria che devono essere accessibili agli enti locali. Si tratta della norma che prevede – tra l'altro - la cedolare secca sugli affitti e l'imposta municipale propria che dal 2014 dovrà riguardare tutti gli enti locali e al quale se ne potrà successivamente affiancare una facoltativa. A illustrare i risultati della collaborazione tra comuni ed Entrate in Lombardia è intervenuto il direttore regionale, Carlo Palumbo. Nella regione sono pervenute finora 750 segnalazioni qualificate, che nel 92% dei casi hanno portato all'acquiscenza dei contribuenti, con una maggiore imposta media riscossa di 9.500 euro.

Dagli interventi al convegno è emerso come il federalismo può essere una soluzione alla situazione che si è creata con la riforma degli anni '70 dove la gestione dei tributi era accentrata allo stato e la spesa cominciava a essere trasferita in sede locale, con quella che – come ha ricordato Befera – il ministro Giulio Tremonti, chiama «la democrazia del deficit».


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che stiano attenti i furbetti che dichiarano quello che gli pare...noi poveri dipendenti pubblici non abbiamo scampo, superati i 18.0000 di ISEE si paga la retta massima per l'asilo nido pari a oltre 500,00.
Spero che li becchino tutti e li salassino. :beer:
Altro che brindisi con i boccali di birra.....brinderemo a Champagne!!!!

Evviva la lotta all'evasione, evviva il ricorso tributario!
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ERIK LARSSON © ha scritto:
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Ad annunciare l'applicazione dello strumento per chi chiede i benefici è stati ieri a Pavia il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante un convegno organizzato dalla provincia e dall'università della città lombarda oltre che che dall'agenzia delle Entrate e dell'ordine dei dottori commercialisti di Pavia-Vigevano-Voghera.

Befera ha sottolineato, a margine del convegno, come il nuovo redditometro, una volta messo a punto, sarà la modalità di controllo più adatta per effettuare le verifiche su chi beneficia di agevolazioni utilizzando il modello Isee, come prevede il Dl 78 del 2010. E sul redditometro Befera ha spiegato: «Va visto in un'ottica di sistema. Con il tutoraggio per le imprese grandi, gli studi di settore con quelli minori e il redditometro per le persone fisiche. In questo modo si chiude un cerchio».

Sulla questione della collaborazione con i comuni, Befera ha annunciato anche una nuova convenzione con l'Anci, con la definizione dei servizi che l'agenzia può mettere a disposizione dei comuni. E ha sottolineato come agli enti sia stata offerta formazione e collaborazione, «ma occorre che gli enti più piccoli si consorzino. E magari un ruolo su questo fronte potrebbero giocarlo anche le province». Sul fronte di queste ultime ricorda come sia difficile fare i controlli in materia di Rc auto, visto che non esistono banche dati per effettuarli.

I risultati della lotta all'evasione in collaborazione con i comuni per il momento non sono eclatanti. Per ora, infatti, il bilancio è di circa 2 milioni di euro incassati, 20 accertati e 11mila segnalazioni. I dati, se non alti, sono però – ha ricordato il direttore delle Entrate – importanti, perché anche grazie a questa collaborazione e alla responsabilizzazione in tema di spesa che il federalismo porta con sé si può affermare anche un contrasto qualitativo dell'evasione fiscale, in cui quest'ultima, ha spiegato Befera, venga avvertita dai cittadini, come un disvalore, come del resto sempre più accade.


La partecipazione dei comuni all'accertamento, non è una norma nuova nel nostro ordinamento, come ha ricordato Vittorio Emanuele Falsitta, che da deputato fu relatore della riforma fiscale del 2003. La novità adesso è la volontà politica di portarla avanti. E il senatore della Lega Nord, Roberto Mura, ha illustrato il decreto legislativo sul federalismo fiscale comunale (atto del governo 292) del quale dall'altro ieri sera la commissione Finanze del Senato ha incominciato l'esame. I contenuti degli otto articoli del decreto sono stati ampiamente illustrati da Mura, che ha ricordato come proprio il primo articolo di questo provvedimento illustra i dati dell'anagrafe tributaria che devono essere accessibili agli enti locali. Si tratta della norma che prevede – tra l'altro - la cedolare secca sugli affitti e l'imposta municipale propria che dal 2014 dovrà riguardare tutti gli enti locali e al quale se ne potrà successivamente affiancare una facoltativa. A illustrare i risultati della collaborazione tra comuni ed Entrate in Lombardia è intervenuto il direttore regionale, Carlo Palumbo. Nella regione sono pervenute finora 750 segnalazioni qualificate, che nel 92% dei casi hanno portato all'acquiscenza dei contribuenti, con una maggiore imposta media riscossa di 9.500 euro.

Dagli interventi al convegno è emerso come il federalismo può essere una soluzione alla situazione che si è creata con la riforma degli anni '70 dove la gestione dei tributi era accentrata allo stato e la spesa cominciava a essere trasferita in sede locale, con quella che – come ha ricordato Befera – il ministro Giulio Tremonti, chiama «la democrazia del deficit».


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che stiano attenti i furbetti che dichiarano quello che gli pare...noi poveri dipendenti pubblici non abbiamo scampo, superati i 18.0000 di ISEE si paga la retta massima per l'asilo nido pari a oltre 500,00.
Spero che li becchino tutti e li salassino. :beer:
Altro che brindisi con i boccali di birra.....brinderemo a Champagne!!!!

Evviva la lotta all'evasione, evviva il ricorso tributario!

a la santè :wink
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ERIK LARSSON © ha scritto:
Altro che brindisi con i boccali di birra.....brinderemo a Champagne!!!!

Evviva la lotta all'evasione, evviva il ricorso tributario!
ecco appunto :D
la lotta all'evasione fatta con i condoni, sanatorie e concordati.

Erik pi tia è lavuru chi trasi ;)
Have a Nice Day
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