inchiesta Repubblica sulla liquichimica

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pellarorc
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http://inchieste.repubblica.it/it/repub ... ef=HRER2-1" onclick="window.open(this.href);return false;
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manuelbelgrano
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L'ennesima pubblicità negativa. Un lavoro logorroico costante contro la Calabria e i calabresi.
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pellarorc
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manuelbelgrano ha scritto:L'ennesima pubblicità negativa. Un lavoro logorroico costante contro la Calabria e i calabresi.
???
cosa c'è scritto di non vero scusami?
mohammed
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manuelbelgrano ha scritto:L'ennesima pubblicità negativa. Un lavoro logorroico costante contro la Calabria e i calabresi.
Ti auguro ti costruiscano una centrale a carbone sotto casa tanto per iniziare, poi se proprio vuoi parlare di pubblicità negativa vedi se riesci a conciliare i termini "carbone" e "turismo"...
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manuelbelgrano
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Non ho scritto che nell'articolo si leggono falsità, ma che lascia intravedere una costante che viene usata sempre a scopi discriminatori, e che serve solo ad innescare - nella gente che non ci conosce - lo stereotipo del "calabrese mafioso".
Io non ci vedo alcun rapporto tra la costruzione della centrale e lo sviluppo turistico, ma non vedo alcun rapporto neppure tra lo sviluppo turistico e l'idea che in Calabria siano tutti mafiosi. Anzi, se devo essere sincero, se con la costruzione della centrale ci fosse una qualche possibilità remota di sviluppo turistico, sarebbe comunque affossata da articoli come questi, nei quali imperano i "monumenti all'impunità" (come se fossero gli unici in Italia) e "scenari apocalittici" nemici dell'ambiente e della cultura (sorgono su un'area piena di reperti ellenici - e qua si colpevolizza tutta Reggio, perché ovunque si trovano reperti -) e altre verità che guarda caso sembra essere opportuno dire adesso.
Ad esempio, le promesse di lavoro che potrebbero "risvegliare appetiti clientelari e mafiosi", è una realtà che ognuno di noi deve condividere poiché è risaputo che la tendenza 'ndranghetista è congenita nel calabrese.
Certo, un Bolognese che avrebbe deciso di passare le vacanze in Calabria, un articolo del genere rafforzerebbe le sue convinzioni.
D'altronde, vuoi mettere il brivido di una vacanza trascorsa "nel feudo dei padrini della cosca Iamonte"? "Padrini un tempo macellai che sono diventati, grazie ai soldi dello stato, imprenditori"?
Grazie ai soldi dello stato, si noti.
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Anche se effettivamente un pò spettacolarizzato si può sottoscrivere quanto scritto dalla giornalista. Anche dove parla di ndrangheta, come tu dici, non ci sono falsità, non capisco quindi perché non scriverle. E' vero che esiste lo stereotipo del mafioso ma è vero anche che una certa "mafiosità" fa veramente parte dei nostri usi e costumi a tutti i livelli. Non credo poi che il turista venga scoraggiato da discorsi di questo tipo. Esistono realtà turistiche in sicilia che noi ce le sognamo, anche in altre parti della calabria lo sviluppo turistico è imparagonabile a quello della costa ionica che non avrebbe niente da invidiare a nessun posto al mondo. Il turista si fa scoraggiare dalla mancanza di strutture e di infrastrutture che ci caratterizza e dalla devastazione e spregio delle bellezze naturali (non so se puoi ricordarti cosa era il laghetto di saline prima della liquichimica, un sito unico al mondo che altrove sarebbe stato protetto all'infinito), altro che discorsi di mafia e sicuramente l'eventuale presenza di una centrale a carbone indirizza l'eventuale turista nella scelta del luogo per trascorrere le vacanze. Una scelta come quella che si vuole fare a saline è l'ennesimo insulto alla nostra terra, purtroppo fatto dai calabresi stessi che sono interessatissimi al progetto ovviamente e se ti fai un giro per saline troverai molta più gente favorevole di quella che uno si aspetterebbe. La maggioranza è contraria, è vero, ma in tanti guardano ai soldini che nell'immediato la costruzione di quella megaopera porterebbe. Personalmente, dopo essere andato al mare da quelle parti per decenni, qual'ora si facesse la centrale non ci porterei certamente i miei figli e come me tante persone. Si decida alla fine che la vocazione turistica della zona non interessa più e si chiuda il discorso, ma accostare la centrale a carbone con lo sviluppo turistico è, più che un'eresia, una barzelletta...
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pellarorc
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manuelbelgrano ha scritto:Non ho scritto che nell'articolo si leggono falsità, ma che lascia intravedere una costante che viene usata sempre a scopi discriminatori, e che serve solo ad innescare - nella gente che non ci conosce - lo stereotipo del "calabrese mafioso".
Io non ci vedo alcun rapporto tra la costruzione della centrale e lo sviluppo turistico, ma non vedo alcun rapporto neppure tra lo sviluppo turistico e l'idea che in Calabria siano tutti mafiosi. Anzi, se devo essere sincero, se con la costruzione della centrale ci fosse una qualche possibilità remota di sviluppo turistico, sarebbe comunque affossata da articoli come questi, nei quali imperano i "monumenti all'impunità" (come se fossero gli unici in Italia) e "scenari apocalittici" nemici dell'ambiente e della cultura (sorgono su un'area piena di reperti ellenici - e qua si colpevolizza tutta Reggio, perché ovunque si trovano reperti -) e altre verità che guarda caso sembra essere opportuno dire adesso.
Ad esempio, le promesse di lavoro che potrebbero "risvegliare appetiti clientelari e mafiosi", è una realtà che ognuno di noi deve condividere poiché è risaputo che la tendenza 'ndranghetista è congenita nel calabrese.
Certo, un Bolognese che avrebbe deciso di passare le vacanze in Calabria, un articolo del genere rafforzerebbe le sue convinzioni.
D'altronde, vuoi mettere il brivido di una vacanza trascorsa "nel feudo dei padrini della cosca Iamonte"? "Padrini un tempo macellai che sono diventati, grazie ai soldi dello stato, imprenditori"?
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Articoli del genere non denigrano la calabria ma l'italia tutta!
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manuelbelgrano
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mohammed ha scritto:Anche se effettivamente un pò spettacolarizzato si può sottoscrivere quanto scritto dalla giornalista. Anche dove parla di ndrangheta, come tu dici, non ci sono falsità, non capisco quindi perché non scriverle. E' vero che esiste lo stereotipo del mafioso ma è vero anche che una certa "mafiosità" fa veramente parte dei nostri usi e costumi a tutti i livelli. Non credo poi che il turista venga scoraggiato da discorsi di questo tipo. Esistono realtà turistiche in sicilia che noi ce le sognamo, anche in altre parti della calabria lo sviluppo turistico è imparagonabile a quello della costa ionica che non avrebbe niente da invidiare a nessun posto al mondo. Il turista si fa scoraggiare dalla mancanza di strutture e di infrastrutture che ci caratterizza e dalla devastazione e spregio delle bellezze naturali (non so se puoi ricordarti cosa era il laghetto di saline prima della liquichimica, un sito unico al mondo che altrove sarebbe stato protetto all'infinito), altro che discorsi di mafia e sicuramente l'eventuale presenza di una centrale a carbone indirizza l'eventuale turista nella scelta del luogo per trascorrere le vacanze. Una scelta come quella che si vuole fare a saline è l'ennesimo insulto alla nostra terra, purtroppo fatto dai calabresi stessi che sono interessatissimi al progetto ovviamente e se ti fai un giro per saline troverai molta più gente favorevole di quella che uno si aspetterebbe. La maggioranza è contraria, è vero, ma in tanti guardano ai soldini che nell'immediato la costruzione di quella megaopera porterebbe. Personalmente, dopo essere andato al mare da quelle parti per decenni, qual'ora si facesse la centrale non ci porterei certamente i miei figli e come me tante persone. Si decida alla fine che la vocazione turistica della zona non interessa più e si chiuda il discorso, ma accostare la centrale a carbone con lo sviluppo turistico è, più che un'eresia, una barzelletta...
Non ho niente in contrario che tu lo sottoscriva, ma io non mi rispecchio affatto in quella "mafiosità" che tu ritieni faccia parte dei nostri "usi e costumi a tutti i livelli".
Non nego che ci sia, ma - ripeto - io non riesco ad identificarmi, e credo che come me abbiano le medesime difficoltà buona parte dei reggini, dei calabresi. Chi vi si identifica ha, evidentemente, affari in comune con la mafia o rapporti parenterali che andrebbero valutati in sedi certamente più adeguate delle pagine di un quotidiano.
Io, da reggino, non considero assolutamente saline come il "feudo dei Iamonte"; non conosco questa gente, non ho rapporti con loro e nessuno è mai venuto a dirmi alcunché quando mi sono trovato da quelle parti. È probabile che questa gente ritenga quei luoghi come "proprio feudo", ma per me resta un atto illecito che non riconosco, non condivido e non legittimo con un articolo del genere. Perché affermare che saline sia il "feudo" dei Iamonte, significa attribuire a questa gente un controllo del territorio che non gli compete. Pensare che detti delinquenti possano inquinare iniziative importanti come quella della nascita di una centrale del genere può essere lecito solo se si organizzano adeguati controlli per evitare che ciò accada, ma non è assolutamente intelligente l'atto di rinunciarvi. Vorrebbe dire che quel territorio è effettivamente il loro e non della Calabria. Non fatelo perché ci sono loro; non fate la centrale perché sennò assumono chi vogliono loro; disertate quei posti perché c'è mafia.
Non è una realtà lecita, ma una macchia che è necessario cancellare dalla nostra terra. Non si può propagandare il contrario, non accetto che si dica "non fate questo perché in Calabria c'è la mafia". Se c'è, è perché esistono i delinquenti ma anche perché non si trovano mezzi adeguati per fermarli. E per fare in modo che tutto funzioni, certi cancri - così come certi demòni dell'immaginario collettivo - dovranno essere eliminati.
La mafia va sradicata, non la si legittima.
E se fosse diversamente lo stato avrebbe fallito.

La realtà turistica: se ne parla da vent'anni, ma tutta la costa è rimasta invariata. Anzi, direi che con la ribellione della natura parecchie nostre spiagge sono diventate impraticabili. È una vita che si parla di sviluppo e di turismo, ma quello che si è riuscito a fare è stato solamente parlarne e basta. Non ho visto alcun stravolgimento, non c'è nessuna fila di locali che funga da servizi per il turista lungo tutto il litorale. Non c'è la metropolitana di superficie, non c'è una strada adeguata (anzi, è esattamente il contrario), mancano assolutamente spiagge organizzate, ospitali e confortevoli per il turista. Non ci sono alberghi attivi, non c'è pubblicità adeguata, manca letteralmente tutto. Perché una centrale del genere dovrebbe frenare un turismo inesistente? Il turismo manca, e non si è fatto mai niente per attirarlo. Perché adesso c'è così tanta preoccupazione, enfatizzata tra l'altro da un articolo del genere?
La gente che vive in quel "feudo" credo che sia d'accordo non perché abbia relazioni mafiose con i "capi del territorio", bensì per il fatto che non ci trova niente di male ad avere trecento posti di lavoro. Non vede nulla di così altamente inquinante in una centrale a carbone, e forse ritiene che un'iniziativa del genere possa giovare finanziariamente a tanta gente. Trecento persone che lavorano sono trecento persone che spendono. E se spendono entrano soldi, e laddove c'è un introito c'è inevitabilmente crescita. Crescita che forse potrebbe riportare il laghetto di Saline agli antichi albori che ricordi nostalgicamente, ma che potrebbe anche incentivare iniziative private in grado di migliorare la qualità della vita di tutti. Non è l'intervento umano che crea gli scempi, ma è l'intervento non pensato, non progettato, da ignorante che distrugge. È questo il vero insulto che si fa alla Calabria: il non fare niente, il lasciare tutto così com'è perché tanto c'è la mafia, c'è la 'ndrangheta che comanda, che non vuole si cresca per continuare ad ottenere i soldi dallo stato affinché siano solo quei quattro compari a spartirseli e arricchirsi. È questa la vera offesa che si può fare a Reggio, è il tollerare questo stato di cose.
Non facciamo la centrale perché sennò mangiano i mafiosi. Ma come, i mafiosi non si sono già arricchiti con i soldi dello stato?
Se poi si crede che i danni ambientali possano essere più degli utili, perché non si propone di istituire una equipe di specialisti in grado di analizzare il caso?
È sicuro che una struttura così danneggerebbe l'ambiente?
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manuelbelgrano
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pellarorc ha scritto:

Articoli del genere non denigrano la calabria ma l'italia tutta!
Pienamente d'accordo. Però, evidentemente, esistono due Italie dove quella del sud è brutta, mafiosa e cattiva.
Buuuù.
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mohammed
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manuelbelgrano ha scritto:
mohammed ha scritto:Anche se effettivamente un pò spettacolarizzato si può sottoscrivere quanto scritto dalla giornalista. Anche dove parla di ndrangheta, come tu dici, non ci sono falsità, non capisco quindi perché non scriverle. E' vero che esiste lo stereotipo del mafioso ma è vero anche che una certa "mafiosità" fa veramente parte dei nostri usi e costumi a tutti i livelli. Non credo poi che il turista venga scoraggiato da discorsi di questo tipo. Esistono realtà turistiche in sicilia che noi ce le sognamo, anche in altre parti della calabria lo sviluppo turistico è imparagonabile a quello della costa ionica che non avrebbe niente da invidiare a nessun posto al mondo. Il turista si fa scoraggiare dalla mancanza di strutture e di infrastrutture che ci caratterizza e dalla devastazione e spregio delle bellezze naturali (non so se puoi ricordarti cosa era il laghetto di saline prima della liquichimica, un sito unico al mondo che altrove sarebbe stato protetto all'infinito), altro che discorsi di mafia e sicuramente l'eventuale presenza di una centrale a carbone indirizza l'eventuale turista nella scelta del luogo per trascorrere le vacanze. Una scelta come quella che si vuole fare a saline è l'ennesimo insulto alla nostra terra, purtroppo fatto dai calabresi stessi che sono interessatissimi al progetto ovviamente e se ti fai un giro per saline troverai molta più gente favorevole di quella che uno si aspetterebbe. La maggioranza è contraria, è vero, ma in tanti guardano ai soldini che nell'immediato la costruzione di quella megaopera porterebbe. Personalmente, dopo essere andato al mare da quelle parti per decenni, qual'ora si facesse la centrale non ci porterei certamente i miei figli e come me tante persone. Si decida alla fine che la vocazione turistica della zona non interessa più e si chiuda il discorso, ma accostare la centrale a carbone con lo sviluppo turistico è, più che un'eresia, una barzelletta...
Non ho niente in contrario che tu lo sottoscriva, ma io non mi rispecchio affatto in quella "mafiosità" che tu ritieni faccia parte dei nostri "usi e costumi a tutti i livelli".
Non nego che ci sia, ma - ripeto - io non riesco ad identificarmi, e credo che come me abbiano le medesime difficoltà buona parte dei reggini, dei calabresi. Chi vi si identifica ha, evidentemente, affari in comune con la mafia o rapporti parenterali che andrebbero valutati in sedi certamente più adeguate delle pagine di un quotidiano.
Io, da reggino, non considero assolutamente saline come il "feudo dei Iamonte"; non conosco questa gente, non ho rapporti con loro e nessuno è mai venuto a dirmi alcunché quando mi sono trovato da quelle parti. È probabile che questa gente ritenga quei luoghi come "proprio feudo", ma per me resta un atto illecito che non riconosco, non condivido e non legittimo con un articolo del genere. Perché affermare che saline sia il "feudo" dei Iamonte, significa attribuire a questa gente un controllo del territorio che non gli compete. Pensare che detti delinquenti possano inquinare iniziative importanti come quella della nascita di una centrale del genere può essere lecito solo se si organizzano adeguati controlli per evitare che ciò accada, ma non è assolutamente intelligente l'atto di rinunciarvi. Vorrebbe dire che quel territorio è effettivamente il loro e non della Calabria. Non fatelo perché ci sono loro; non fate la centrale perché sennò assumono chi vogliono loro; disertate quei posti perché c'è mafia.
Non è una realtà lecita, ma una macchia che è necessario cancellare dalla nostra terra. Non si può propagandare il contrario, non accetto che si dica "non fate questo perché in Calabria c'è la mafia". Se c'è, è perché esistono i delinquenti ma anche perché non si trovano mezzi adeguati per fermarli. E per fare in modo che tutto funzioni, certi cancri - così come certi demòni dell'immaginario collettivo - dovranno essere eliminati.
La mafia va sradicata, non la si legittima.
E se fosse diversamente lo stato avrebbe fallito.

La realtà turistica: se ne parla da vent'anni, ma tutta la costa è rimasta invariata. Anzi, direi che con la ribellione della natura parecchie nostre spiagge sono diventate impraticabili. È una vita che si parla di sviluppo e di turismo, ma quello che si è riuscito a fare è stato solamente parlarne e basta. Non ho visto alcun stravolgimento, non c'è nessuna fila di locali che funga da servizi per il turista lungo tutto il litorale. Non c'è la metropolitana di superficie, non c'è una strada adeguata (anzi, è esattamente il contrario), mancano assolutamente spiagge organizzate, ospitali e confortevoli per il turista. Non ci sono alberghi attivi, non c'è pubblicità adeguata, manca letteralmente tutto. Perché una centrale del genere dovrebbe frenare un turismo inesistente? Il turismo manca, e non si è fatto mai niente per attirarlo. Perché adesso c'è così tanta preoccupazione, enfatizzata tra l'altro da un articolo del genere?
La gente che vive in quel "feudo" credo che sia d'accordo non perché abbia relazioni mafiose con i "capi del territorio", bensì per il fatto che non ci trova niente di male ad avere trecento posti di lavoro. Non vede nulla di così altamente inquinante in una centrale a carbone, e forse ritiene che un'iniziativa del genere possa giovare finanziariamente a tanta gente. Trecento persone che lavorano sono trecento persone che spendono. E se spendono entrano soldi, e laddove c'è un introito c'è inevitabilmente crescita. Crescita che forse potrebbe riportare il laghetto di Saline agli antichi albori che ricordi nostalgicamente, ma che potrebbe anche incentivare iniziative private in grado di migliorare la qualità della vita di tutti. Non è l'intervento umano che crea gli scempi, ma è l'intervento non pensato, non progettato, da ignorante che distrugge. È questo il vero insulto che si fa alla Calabria: il non fare niente, il lasciare tutto così com'è perché tanto c'è la mafia, c'è la 'ndrangheta che comanda, che non vuole si cresca per continuare ad ottenere i soldi dallo stato affinché siano solo quei quattro compari a spartirseli e arricchirsi. È questa la vera offesa che si può fare a Reggio, è il tollerare questo stato di cose.
Non facciamo la centrale perché sennò mangiano i mafiosi. Ma come, i mafiosi non si sono già arricchiti con i soldi dello stato?
Se poi si crede che i danni ambientali possano essere più degli utili, perché non si propone di istituire una equipe di specialisti in grado di analizzare il caso?
È sicuro che una struttura così danneggerebbe l'ambiente?
E' chiaro che mettendo le cose come le metti tu non si può che darti ragione. Nel senso che se manuelbelgrano passa con la machina sulla 106 e nessuno lo ferma per dirgli che se passa da saline deve pagare un pedaggio ai iamonte vuol dire necessariamente che i iamonte non esistono e non hanno mai contato né conteranno mai nulla. Che in calabria poiché manuelbelgrano non si ritiene mafioso la mafia non esiste e la mafiosità nemmeno. In realtà esiste la realtà, quella è oggettiva e ci sono tante brutte cose che malgrado non passino sotto gli occhi di manuelbelgrano continuano a fare il loro imperterrito corso. Non è tanto facile fare impresa in quelle zone, costruire alberghi, camping, villaggi, ma finanche aprire un chiosco in spiaggia anche per una pressione mafiosa che in alcuni periodi è stata insostenibile ma che ultimamente si è abbastanza attenuata. Lo stato non ha mai incentivato il turismo tantè che fu consentita la costruzione del mostro liquichimica che devastò il territorio senza nemmeno aver bisogno di entrare in funzione
Nel mio post riguardo turismo e centrale ho sottolineato questo punto: si smetta di parlare di turismo se si vuole fare la centrale. E' inutile parlare di vocazione turistica, qualcosa che potrebbe arricchire decine di migliaia di persone e 10 generazioni a venire e accontentiamoci dei 300 o 1000 posti di lavoro. Ma basta con l'ipocrisia. Non è conciliabile l'immagine di una centrale a carbone con lo sviluppo turistico della zona, ma di qualsiasi zona, fossero anche le seychelles.
Il motivo per cui secondo me non si dovrebbe neanche pensare ad un'operazione del genere è che appunto si metterebbe la parola fine alla speranza che la zona possa diventare quella che potenzialmente potrebbe essere: un posto meraviglioso dove andarsi a fare i più bei bagni del mondo, con alle spalle una montagna meravigliosa ricca di storia, cultura, bellezze naturali, non certo il fatto che i mafiosi si arricchirebbero. I mafiosi si arricchirebbero pure col turismo, è un discorso a parte quello da non mischiare con il resto. Tu dici, piuttosto che lasciare tutto comè facciamo la centrale, io dico di fare altro finalmente e di destinare l'area a un uso intelligente che sia utile alla collettività e non solo a quelli che si devono riempire le sacchette nell'immediato...
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manuelbelgrano
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Non mi sembra di aver relativizzato la cosa, mohammed; gli ho solo dato l'importanza che merita.
Mi sembra di aver scritto di non negare affatto che la mafia ci sia. Solo, non mi riesce di identificarmici. E se non mi ci identifico, è difficile per me accettare che saline sia un "feudo" dei mafiosi. Se mai dovesse capitare di aprire qualche impresa da quelle parti stai pur tranquillo che, a chiunque si avvicinasse per chiedermi alcunché, lo denuncerei.
Tu magari scuoti la testa leggendo questa mia ultima affermazione. Perché sei abituato a chinare il capo davanti a certi equilibri (illegali) ritenendoli parte del sistema, ma posso assicurarti che se tutti affermassero quel che ho appena affermato, e denunciassero questi malavitosi, il muro di omertà crollerebbe.
Il guaio è che la mafia conta su complici fedeli, che sono egregiamente rappresentati dai vigliacchi. Vigliacchi che stanno zitti, che si fanno i fatti loro davanti a qualsiasi manifestazione di prepotenza. Dalla più piccola alla più grande. E per più piccola intendo anche il ragazzetto che passa col motorino sul Corso Garibaldi, pur sapendo che è inibito al traffico. O quello che, fregandosene delle disgrazie che capitano sulle strade, prende un controsenso perché la cosa gli fa risparmiare due metri di strada. E nessuno gli dice niente perché a Reggio vige il "non sai cu sunnu i ggenti".
Nessuno che apostrofi di scostumatezza chi butta la cartaccia dal finestrino della macchina, nessuno che avvisi il ragazzetto che sul Corso Garibaldi non si passa in moto, nessuno che fermi l'incosciente che guida controsenso.
Siamo abituati a tacere di fronte agli scostumati che buttano la spazzatura fuori dei cassonetti, così come di fronte al delinquente che chiede il pizzo. E legittimiamo questo stato di cose, di cui ci si deve solo vergognare, e ci facciamo complici della mafia. Perché, e ne sono quasi certo, che se qualche persona civile ti avesse rimproverato di una qualche tua probabile manchevolezza civica, proprio tu, mohammed, ti saresti offeso.
Perché è insita nel reggino questa assurda accondiscendenza verso la prepotenza. Per non avere guai, per non avere seccature, o semplicemente perché ci fa comodo.
L'articolo in questione lascia trasparire questo.
Siamo tutti mafiosi, e accettiamo la mafia perché la mafia comanda. Pertanto, se la centrale si costruisse, sarebbe inevitabile che i mafiosi ci mettessero dentro la gente che a loro converrebbe, dalle imprese che dovrebbero occuparsi della realizzazione degli impianti alla ragazza della reception.
Io, ripeto, non mi identifico in questa mentalità. Non mi riesce, non mi è possibile, è contro i miei più elementari principi logici. E sono certo che esiste altra gente (e molta la conosco, pure) che afferma con onestà il mio stesso pensiero.
Quando leggo certe altisonanti affermazioni che tendono a generalizzare solo perché si crede che il popolo sia un gregge di pecoroni decerebrati, non pensante, le cui intenzioni sono quelle di strumentalizzare un qualunque segnale di crescita, di evoluzione, solo al fine da impedirla proprio per fare un piacere a quella mafia che non ama la crescita perché deve estorcere i soldi allo stato, mi deprimo. E mi viene da pensare che quello slogan "adesso ammazzateci tutti" non è stato compreso appieno.
Perché se tutti agissimo civilmente, dalla più piccola inciviltà alla più orrenda delinquenza, Reggio sarebbe davvero la città capace di rendere onore alla sua storia, alle sue radici greche, alla sua splendida e meravigliosa cultura.
Invece davanti un omicidio che magari hanno visto in cento, novantanove tacciono e uno parla. E quell'uno sarebbe sempre apostrofato - anche dal timido impiegato, dall'onesto padre di famiglia - come "infame".
Ora, tu dissenti il mio pensiero, favorevole alla realizzazione di quest'opera, e ritieni che al posto di questa sarebbe opportuno destinare l'area a qualcosa che definisci genericamente "altro" (aggettivo largamente abusato dai qualunquisti), e sul quale mi potrei anche trovare d'accordo.
Esplicitalo, dunque: che proponi?
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manuelbelgrano ha scritto:Non mi sembra di aver relativizzato la cosa, mohammed; gli ho solo dato l'importanza che merita.
Mi sembra di aver scritto di non negare affatto che la mafia ci sia. Solo, non mi riesce di identificarmici. E se non mi ci identifico, è difficile per me accettare che saline sia un "feudo" dei mafiosi. Se mai dovesse capitare di aprire qualche impresa da quelle parti stai pur tranquillo che, a chiunque si avvicinasse per chiedermi alcunché, lo denuncerei.
Tu magari scuoti la testa leggendo questa mia ultima affermazione. Perché sei abituato a chinare il capo davanti a certi equilibri (illegali) ritenendoli parte del sistema, ma posso assicurarti che se tutti affermassero quel che ho appena affermato, e denunciassero questi malavitosi, il muro di omertà crollerebbe.
Il guaio è che la mafia conta su complici fedeli, che sono egregiamente rappresentati dai vigliacchi. Vigliacchi che stanno zitti, che si fanno i fatti loro davanti a qualsiasi manifestazione di prepotenza. Dalla più piccola alla più grande. E per più piccola intendo anche il ragazzetto che passa col motorino sul Corso Garibaldi, pur sapendo che è inibito al traffico. O quello che, fregandosene delle disgrazie che capitano sulle strade, prende un controsenso perché la cosa gli fa risparmiare due metri di strada. E nessuno gli dice niente perché a Reggio vige il "non sai cu sunnu i ggenti".
Nessuno che apostrofi di scostumatezza chi butta la cartaccia dal finestrino della macchina, nessuno che avvisi il ragazzetto che sul Corso Garibaldi non si passa in moto, nessuno che fermi l'incosciente che guida controsenso.
Siamo abituati a tacere di fronte agli scostumati che buttano la spazzatura fuori dei cassonetti, così come di fronte al delinquente che chiede il pizzo. E legittimiamo questo stato di cose, di cui ci si deve solo vergognare, e ci facciamo complici della mafia. Perché, e ne sono quasi certo, che se qualche persona civile ti avesse rimproverato di una qualche tua probabile manchevolezza civica, proprio tu, mohammed, ti saresti offeso.
Perché è insita nel reggino questa assurda accondiscendenza verso la prepotenza. Per non avere guai, per non avere seccature, o semplicemente perché ci fa comodo.
L'articolo in questione lascia trasparire questo.
Siamo tutti mafiosi, e accettiamo la mafia perché la mafia comanda. Pertanto, se la centrale si costruisse, sarebbe inevitabile che i mafiosi ci mettessero dentro la gente che a loro converrebbe, dalle imprese che dovrebbero occuparsi della realizzazione degli impianti alla ragazza della reception.
Io, ripeto, non mi identifico in questa mentalità. Non mi riesce, non mi è possibile, è contro i miei più elementari principi logici. E sono certo che esiste altra gente (e molta la conosco, pure) che afferma con onestà il mio stesso pensiero.
Quando leggo certe altisonanti affermazioni che tendono a generalizzare solo perché si crede che il popolo sia un gregge di pecoroni decerebrati, non pensante, le cui intenzioni sono quelle di strumentalizzare un qualunque segnale di crescita, di evoluzione, solo al fine da impedirla proprio per fare un piacere a quella mafia che non ama la crescita perché deve estorcere i soldi allo stato, mi deprimo. E mi viene da pensare che quello slogan "adesso ammazzateci tutti" non è stato compreso appieno.
Perché se tutti agissimo civilmente, dalla più piccola inciviltà alla più orrenda delinquenza, Reggio sarebbe davvero la città capace di rendere onore alla sua storia, alle sue radici greche, alla sua splendida e meravigliosa cultura.
Invece davanti un omicidio che magari hanno visto in cento, novantanove tacciono e uno parla. E quell'uno sarebbe sempre apostrofato - anche dal timido impiegato, dall'onesto padre di famiglia - come "infame".
Ora, tu dissenti il mio pensiero, favorevole alla realizzazione di quest'opera, e ritieni che al posto di questa sarebbe opportuno destinare l'area a qualcosa che definisci genericamente "altro" (aggettivo largamente abusato dai qualunquisti), e sul quale mi potrei anche trovare d'accordo.
Esplicitalo, dunque: che proponi?
Innanzitutto posso dirti tranquillamente che se qualcuno mi rimprovera una mia manchevolezza civica non mi incazzo, semmai mi vergogno. Ritengo che appunto il problema della mafiosità sia non nei mafiosi ma nella gente comune, quella che come tu dici passa in motorino sul corso o butta le carte a terra. Tu magari reagisci, io ci penso due volte perché non ho nessuna intenzione di menarmi per strada con i tamarri avendo prole a cui rispondere ecome me in tanti evitano non tanto per paura delle conseguenze personali ma perché hanno famiglia. Tu sei un eroe, complimenti, ce ne fossero migliaia come te saremmo a posto. Purtroppo la maggioranza è formata da stronzi o da comuni mortali come me e di questo si nutre la mafia, è questo l'humus, consacrato dalla scarsa presenza dello stato e da un sistema legislativo che tutela poco le vittime. Continuo ad affermare che è meglio non fare la centrale a carbone non perché i mafiosi ne approfitterebbero ma perché è la scelta peggiore che si può fare in un posto come quello. Facile dirmi che sono un qualunquista perché non propongo un'alternativa, ma perché, tu pensi di proporre un ragionamento originale? E' evidente poi che non conosci i luoghi e le dinamiche della zona quindi parli un pò a vanvera e soprattutto assumi un atteggiamento moralista abbastanza scontato e "facile". Quella è una zona a vocazione turistica, ma che te lo dico a fare, hai deciso che il carbone va bene e che chi è contrario è un retrogrado a priori dunque è inutile discutere. Riprendo il concetto iniziale, spero che ti costruiscano una centrale a carbone sotto casa, soprattutto se hai dei figli, poi ne riparliamo...
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tito
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li conosciamo i toni di "Repubblica", non vedo di cosa meravigliarsi. Sono gli stessi toni di quando parlano dell'infiltrazione mafiosa al nord; sono i leghisti e i nanisti che negano l'infiltrazione mafiosa al nord.

Perché poi opporsi alla centrale? Portano lavoro, risistemano un'area devastata, mi sembrano due buone ragioni. Una terza, magari più importante, è che ci piace accendere la luce premendo un interruttore, da qualche parte deve pur venire questa energia! Se ognuno dicesse no a centrali, dovremmo tornare ai lumini ad olio.
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Centrale di Saline: il Ministero dell'Ambiente ed il Presidente Mario Monti danno l'ok per la compatibilità ambientale
Mercoledì 20 Giugno 2012 17:05


La Commissione tecnica di verifica ambientale del Ministero dell'Ambiente ha espresso il proprio parere favorevole riguardo alla Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) che interessa
il progetto della centrale a carbone di Saline Joniche. In altre parole, il Ministero dell'Ambiente, ha dato l'ok "circa la compatibilità ambientale del progetto della società SEI Spa relativo alla costruzione di una centrale termoelettrica a carbone e relative opere connesse (opere portuali, sistema di trasporto per il carbone, sottoprodotti di processo ed altri materiali solidi, presa acqua mare, scarico acque di raffreddamento, elettrodotto) presso l'area industrializzata ex-Liquichimica di Saline Joniche".

Il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente è parte integrante di un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmato dal Presidente Mario Monti, il quale sancisce, proprio alla luce del parere emesso dal Ministero dell’Ambiente, “la compatibilità ambientale e l’autorizzazione al successivo esercizio relativamente al progetto proposto dalla società SEI Spa”.

Il decreto, comunque, aggiunge che “l'opera è realizzabile a fronte del rispetto di un quadro prescrittivo che garantisca la riduzione degli impatti complessivi compatibili con la realizzazione dell'opera medesima”. Significa, in parole povere, che i promotori del progetto della centrale a carbone dovranno rispettare e seguire, per la realizzazione dell’opera, una serie di prescrizioni (ad esempio un piano di monitoraggio e di controllo, oltre a vari adempimenti di natura amministrativa) presenti nel decreto e dettate dal Ministero dell’Ambiente e dalla Presidenza del Consiglio.

Il lungo iter di approvazione del progetto della centrale a carbone di Saline, a questo punto, si sposta dal livello nazionale a quello locale. Adesso, infatti, la palla passa alla Regione Calabria che possiede, addirittura, diritto di veto sul decreto VIA. Sostanzialmente da oggi, il futuro della centrale di Saline è tutto in mano alla Regione.


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Have a Nice Day
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