Il Viminale scioglie per mafia il Comune di Reggio Calabria

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iocupocumajocu
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è logico che il provvedimento riguardi l'amministrazione vigente. non si è mai visto uno scioglimento a causa dell'amministrazione precedente. come s fa a sciogliere ciò che non c'è più? piuttosto i fatti compiuti dall'amministrazione precedente riguardano la procura, e non il ministro. detto ciò, il primo comunicato ufficiale di risposta allo scioglimento è partito dal peppone governator, i burattini a reggio stanno zitti in attesa di direttive. sono garantista, ma per quello che questa persona ed il suo entourage ha fatto alla mia città, vi dico che non avrò giustizia fino a quando Lui non finirà in galera.
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NinoMed
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Pickwick ha scritto:Ma qualcuno più titolato di me, potrebbe spiegare al mondo intero cosa ha detto la ministra.
Che cos'è sta contiguità mafiosa??

Praticamente se scioglieva per infiltrazione mafiosa doveva elencare nomi e cognomi dei consiglieri mafiosi,
in questo modo lo sciogliamo condannando la città al posto di condannare chi l'amministra.

Si poteva sciogliere per dissesto, ma a quel punto da Roma avrebbero dovuto mandare i liquidi necessari a coprire il disavanzo.

Il cetriolo è rimasto a noi, merci.
per contiguità si intende ciò che è contiguo, a contatto, nello spazio e nel tempo.

e come avevo riportato prima c'è un interessante articolo del sole24ore che riprende una sentenza del Consiglio di Stato
La sentenza n. 1266 del Consiglio di Stato, sezione III, del 6 marzo 2012 ricorda che lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose non esige né la prova della commissione di reati da parte degli amministratori, né che i collegamenti tra l'amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici "elementi" (e quindi circostanze di fatto anche non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l'amministrazione e i sodalizi criminali, ovvero è sufficiente che gli elementi raccolti e valutati siano "indicativi" di un condizionamento dell'attività degli organi amministrativi e che tale condizionamento sia riconducibile all'influenza ed all'ascendente esercitati da gruppi di criminalità organizzata.
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Pickwick
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Appunto.
Mi chiedo come si faccia ad essere contigui, nello spazio e nel tempo, a qualcosa che prima non c'era.
La concellieri ha specificato che l'amministrazione precedente non c'entra nulla.
Praticamente la contiguità è iniziata quando Arena è si è seduto a Palazzo S.Giorgio per finire ieri.

P.S.: L'articolo che citi parla di infiltrazioni, non di contiguità.
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cozzina1
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Finita “l’euforia” è tempo delle riflessioni non di ballare suoi cadaveri
di redazione - 10 ottobre 2012
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Di Antonio Giuseppe D’Agostino – Questa mattina la città si è svegliata sonnolente, con il solo rumore di un elicottero che volteggiava per l’ennesima operazione anticrimine (che questa volta colpisce la partecipata “Leonia”, ndr), un sonno dovuto all’euforia della sera passata, ai festeggiamenti (incoscienti, ndr) della notte, all’alcool consumato per solennizzare, qualcuno ha voluto dimenticare, lo scioglimento del Comune per “contiguità” mafiose.

Ieri, infatti, appena appresa la notizia, c’era sui social network chi invitava a scendere in piazza per esultare tutti insieme, come se si trattasse di una partita a calcio, dove la propria squadra rimane nella massima serie o vince il campionato del mondo, mentre non si riesce a capire il senso e la pesantezza della parola “contiguità”, che segna la sconfitta dell’intera cittadinanza, di una classe politica incapace di andare oltre e che lo stesso Aristotele definiva come la condizione in cui “due stati di coscienza sono presenti “simultaneamente” o “successivamente””.

Un vero baratro per la città, il primo capoluogo sciolto per mafia, e per il sindaco Demetrio Arena, espressione di una politica decennale, ma unico a pagare per colpe non sue o, almeno, non palesemente sue (la metà del suo mandato amministrativo è stata vissuta con la Spada di Damocle che pendeva sull’Ente, e la commissione al suo interno, ndr).

Ma, concluso questo momento di euforia e riposte le bottiglie vuote, è giunto il momento di riflettere senza partitismi e particolarismi politici o di parte.

Reggio è malata! Ha detto questo il ministro Cancellieri durante la conferenza stampa in cui annunciava lo scioglimento, e la battaglia dei manifesti, di qualche settimana addietro dimostra esattamente questo: Reggio è malata nel sistema .

Alcuni, quelli che non si trovano al potere da anni, gli stessi che dicono ai giovani ragazzi sfruttati e che lavorano gratis “noi siamo di sinistra a noi non ci danno soldi”, vedono nel “Modello Reggio – Peggio” il punto focale di questa malattia; altri, quelli che hanno governato fino ad oggi, vedono nello scontro poco dialettico della politica, il problema endemico della città, ma non vedono la trave nel loro occhio; i cittadini, quelli che non hanno più santi in paradiso, sanno che la fine è ben lontana da raggiungere e che Reggio deve cambiare sistema per potersi rialzare dalle macerie provocate da una decisione così drastica, ma sofferta, una decisione che, secondo le parole del ministro, è stata preventiva e che colpisce l’attuale amministrazione e non l’intera politica di cui essa era rappresentanza.

Fa specie, ci si permetta il termine, che pochi dei virtuosi del web non indicano come problema endemico dei mali della città la contiguità di ambienti politici, professionali, sociali, umani, con il mondo massonico-mafioso-economico che, si sa bene, non conosce colore politico, ma da più di 40 anni sta lacerando l’intero comprensorio.

Gente che come problema ha solo quello di dover gestire un intero patrimonio, appartamenti nel centro storico, economie “antiche“; gente che trova occupazione appena uscita dalle superiori perché c’è il padre, la madre, che ha gli agganci giusti o riveste un ruolo apicale ; gente che sguazza in progetti e finanziamenti perché chi fa passare le pratiche è “amico degli amici” senza per questo essere mafioso o “contiguo”; gente che lavora nell’università perché è “figlio di …”, mentre altri devono insegnare senza stipendio; gente che “il posto è mio e lo pretendo”.

Fare impresa a Reggio Calabria è difficile e lo è maggiormente per chi è solo e preparato, e la colpa è di questo sistema che, speriamo, è stato commissariato. Essere un reggino onesto è ancora più complesso perché il sistema ti porta ad essere “amico” di gente che ha avuto tutto, mentre a te, magari, è stato semplicemente tolto.

Ora è il momento di riflettere perché, indipendentemente da chi è stato “mandato a casa”, come sottolineato dal collega Aldo Varano “la ricreazione è finita per tutti” e bisogna essere partecipativi di un sistema che potrà davvero scardinare il modus operandi reggino, quello stesso metodo che assegna alle persone “buone per ogni stagione” tutto, ma che priva gli altri del necessario.

Abbiamo sempre sostenuto, insieme ad altri, che il commissariamento non è mai stata la scelta giusta, crea empasse amministrativa-burocratica che potrebbe nuocere alla città ed a quella parte sana che ci vive, ma dura lex , sed lex e bisognava risolvere il conflitto che negli ultimi tempi si era creato in città anche nella consapevolezza che certi comportamenti, e certe frequentazione, di assessore e consiglieri non sono stati del tutto leciti e legittimi, anzi.

La città malata ha ora la possibilità di curarsi, ma la cura non deve essere peggiore della malattia, perché troppi baratti sono stati fatti nel nome dell’appartenenza politica che nulla ha a che fare con quella civiltà sempre cantava, ma mai praticata.

Ci dispiace dirlo per i più, ma a nostro (mio, ndr) avviso questa decantata “Primavera” in città non c’è mai stata, né tanto meno la voglia di un cambiamento se si continua a dare credito a gente che sta in politica da decenni e che non è riuscita a fare “opposizione”, mentre parenti ed amici facevano carriera in banche ed enti pubblici a dispetto del modello Reggio.

Gente che non ha lavorato, o tentato di trovare un lavoro, nemmeno per un giorno, ma che ha il curriculum da consegnare agli amici e che poi, sui social network, critica il sistema di cui è partecipe; politici che hanno cambiato casacca per un mero interesse personale, quando nelle urne erano stati eletti con liste civiche o partiti scomparsi, ex amministratori fotografati a cena con i boss, ma di cui non si scrivere nulla o pochissimo, e che si presentano come il cambiamento e con cui i più virtuosi, o vergini, della politica reggina dovranno scendere a patti, o sedersi al tavolino per scegliere il nuovo candidato a sindaco.

L’Etica è qualcosa che riguarda tutti, un movimento condiviso e condivisibile, ma in città la massima che sembra rappresentare la costumanza è quella cantata da De André “si sa che la gente da’ buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da’ buoni consigli se non può dare cattivo esempio”.

Ora speriamo che finito il tempo dei consigli, sia giunto il tempo dell’esempio e non dei balli sui cadaveri.

http://www.cittametropolitana.it/notizi ... map=%5B%5D" onclick="window.open(this.href);return false;

un articolo che a mio giudizio non dà aditi a commenti...perfetto.. :salut
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
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Seemann
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cozzina1 ha scritto:
Ci dispiace dirlo per i più, ma a nostro (mio, ndr) avviso questa decantata “Primavera” in città non c’è mai stata, né tanto meno la voglia di un cambiamento se si continua a dare credito a gente che sta in politica da decenni e che non è riuscita a fare “opposizione”, mentre parenti ed amici facevano carriera in banche ed enti pubblici a dispetto del modello Reggio.


L’Etica è qualcosa che riguarda tutti, un movimento condiviso e condivisibile, ma in città la massima che sembra rappresentare la costumanza è quella cantata da De André “si sa che la gente da’ buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da’ buoni consigli se non può dare cattivo esempio”.
Trovo che D'Agostino sia uno dei pochi che scrive senza scopi reconditi, e per questo è tra i più credibili. Dal mio punto di vista, estremizzo ancor di più il suo discorso dicendo che 18 mesi di commissariamento sono pochi, in una città dove, appunto, è proprio il retaggio storico-culturale ad essere quello descritto nel pezzo, altro che vergognarsi perchè lo scioglimento sarebbe come dire "che qui tutto è mafia"...beh la realtà è questa cari miei, a Reggio anche trovare un posteggio è mafia c'è poco da discutere. Se poi qualche "illuminato" crede che alle prossime elezioni vincerà lui e che tutto che cambierà, beh, spero davvero che i 18 mesi diventino 18 anni. Amministratori lindi a Reggio non possono esisterne, a meno di misure coercitive. W l'amministrazione controllata, speriamo che impongano, ad esempio, che il recupero dei 22 milioni indebitamente sottratti dal comune per darli a soggetti "assunti" a muzzo debbano essere restituiti dimezzando le buste paga, e se le relative famiglie hanno acceso mutui a caso e restano per la strada beh...problemi loro!!! Forza Commissione per 18 anni!
Reggio non è capace di avere libere e democratiche elezioni!
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doddi
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Seemann ha scritto:
cozzina1 ha scritto:
Ci dispiace dirlo per i più, ma a nostro (mio, ndr) avviso questa decantata “Primavera” in città non c’è mai stata, né tanto meno la voglia di un cambiamento se si continua a dare credito a gente che sta in politica da decenni e che non è riuscita a fare “opposizione”, mentre parenti ed amici facevano carriera in banche ed enti pubblici a dispetto del modello Reggio.


L’Etica è qualcosa che riguarda tutti, un movimento condiviso e condivisibile, ma in città la massima che sembra rappresentare la costumanza è quella cantata da De André “si sa che la gente da’ buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da’ buoni consigli se non può dare cattivo esempio”.
Trovo che D'Agostino sia uno dei pochi che scrive senza scopi reconditi, e per questo è tra i più credibili. Dal mio punto di vista, estremizzo ancor di più il suo discorso dicendo che 18 mesi di commissariamento sono pochi, in una città dove, appunto, è proprio il retaggio storico-culturale ad essere quello descritto nel pezzo, altro che vergognarsi perchè lo scioglimento sarebbe come dire "che qui tutto è mafia"...beh la realtà è questa cari miei, a Reggio anche trovare un posteggio è mafia c'è poco da discutere. Se poi qualche "illuminato" crede che alle prossime elezioni vincerà lui e che tutto che cambierà, beh, spero davvero che i 18 mesi diventino 18 anni. Amministratori lindi a Reggio non possono esisterne, a meno di misure coercitive. W l'amministrazione controllata, speriamo che impongano, ad esempio, che il recupero dei 22 milioni indebitamente sottratti dal comune per darli a soggetti "assunti" a muzzo debbano essere restituiti dimezzando le buste paga, e se le relative famiglie hanno acceso mutui a caso e restano per la strada beh...problemi loro!!! Forza Commissione per 18 anni!
Reggio non è capace di avere libere e democratiche elezioni!
Visto che la città, e la sua provincia, e la sua regione e anche oramai la sua nazione, non è commissariabile si comincia dall'assemblea comunale.

Io però, sommessamente, allo spettabile Governo rivolgerei un invito, una preghiera, addirittura una supplica, perchè qua oltre ai tre sceriffi avremmo bisogno anche di un nuovo Procuratore Capo, visto che Pignatone dopo svariati mesi ancora non è stato sostutito.
Inoltre inviterei la prefettura, anzi la supplicherei anche in questo caso, o non aspettare altri 9 mesi per negare la certificazione antimafia al socio privato della Leonia come avvenuto alla multiservizi, visto che già si è atteso almeno per 11 anni per concludere un'indagine che già certificava la presenza della 'ndrangheta, come anche stavolta nel caso multiservizi, all'interno di una partecipata.

Queste sono cose facili da fare... non offendono e mortificano nessun cittadino, anzi lo fanno sentire Cittadino!
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Seemann
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doddi ha scritto:
Seemann ha scritto:
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Ci dispiace dirlo per i più, ma a nostro (mio, ndr) avviso questa decantata “Primavera” in città non c’è mai stata, né tanto meno la voglia di un cambiamento se si continua a dare credito a gente che sta in politica da decenni e che non è riuscita a fare “opposizione”, mentre parenti ed amici facevano carriera in banche ed enti pubblici a dispetto del modello Reggio.


L’Etica è qualcosa che riguarda tutti, un movimento condiviso e condivisibile, ma in città la massima che sembra rappresentare la costumanza è quella cantata da De André “si sa che la gente da’ buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da’ buoni consigli se non può dare cattivo esempio”.
Trovo che D'Agostino sia uno dei pochi che scrive senza scopi reconditi, e per questo è tra i più credibili. Dal mio punto di vista, estremizzo ancor di più il suo discorso dicendo che 18 mesi di commissariamento sono pochi, in una città dove, appunto, è proprio il retaggio storico-culturale ad essere quello descritto nel pezzo, altro che vergognarsi perchè lo scioglimento sarebbe come dire "che qui tutto è mafia"...beh la realtà è questa cari miei, a Reggio anche trovare un posteggio è mafia c'è poco da discutere. Se poi qualche "illuminato" crede che alle prossime elezioni vincerà lui e che tutto che cambierà, beh, spero davvero che i 18 mesi diventino 18 anni. Amministratori lindi a Reggio non possono esisterne, a meno di misure coercitive. W l'amministrazione controllata, speriamo che impongano, ad esempio, che il recupero dei 22 milioni indebitamente sottratti dal comune per darli a soggetti "assunti" a muzzo debbano essere restituiti dimezzando le buste paga, e se le relative famiglie hanno acceso mutui a caso e restano per la strada beh...problemi loro!!! Forza Commissione per 18 anni!
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Visto che la città, e la sua provincia, e la sua regione e anche oramai la sua nazione, non è commissariabile si comincia dall'assemblea comunale.

Io però, sommessamente, allo spettabile Governo rivolgerei un invito, una preghiera, addirittura una supplica, perchè qua oltre ai tre sceriffi avremmo bisogno anche di un nuovo Procuratore Capo, visto che Pignatone dopo svariati mesi ancora non è stato sostutito.
Inoltre inviterei la prefettura, anzi la supplicherei anche in questo caso, o non aspettare altri 9 mesi per negare la certificazione antimafia al socio privato della Leonia come avvenuto alla multiservizi, visto che già si è atteso almeno per 11 anni per concludere un'indagine che già certificava la presenza della 'ndrangheta, come anche stavolta nel caso multiservizi, all'interno di una partecipata.

Queste sono cose facili da fare... non offendono e mortificano nessun cittadino, anzi lo fanno sentire Cittadino!

Non so...preferisco anche qui che venga gente da fuori, che appena arrivano a Reggio anche i "Pignatone" s'imparano subito "chi è u rispettu"...perchè anch'io trovo impossibile che personaggi fotografati per decenni con esponenti di spicco facciano tranquillamente gli assessori per anni, che si diano certificati antimafia a società e personaggi che sin da quando eravamo fanciulli si sa "a chi appartengono"...La prefettura non è esterna alla città, o senza pressioni o incorruttibile...sono tutti esseri umani, ma se venissero da lontano e senza aver alcun interesse sul territorio potrebbe farsi qualcosa!
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Seemann
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ps: ovviamente quando auspico che il procuratore venga da lontano, intendo che sia nominato in accordo con i commissari e non su richieste o pressioni varie!
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Ale85
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10 ... ia/378153/" onclick="window.open(this.href);return false;


INTANTO RTV ANNUNCIA UNA CONFERENZA STAMPA DEL EX SINDACO ARENA PER DOMANI....
Ale85
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Arena: «Ingiusta criminalizzazione»

Il sindaco commissariato: «Ci si accusa di non essere riusciti, nei primi sei mesi di attività, a contrastare un cancro che attanaglia da secoli il Meridione»

REGGIO CALABRIA Un notte intera e una mattinata passate a riflettere dopo lo scioglimento del "suo" consiglio comunale. E poi la prima presa di posizione ufficiale da parte del sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena: «Il provvedimento adottato dal governo determina un’ingiusta criminalizzazione dell’intera comunità reggina, che ha espresso liberamente solo 17 mesi fa, sindaco e sonsiglio comunale.
Inoltre credo, a giudicare dai primi commenti della stampa internazionale, che sia stata ulteriormente intaccata l'immagine dell'intero Paese».
Il sindaco commissariato ribasce la propria «fiducia nelle istituzioni», ma esprime «stupore e sconcerto per quanto emerso dalla conferenza stampa del ministro Cancellieri. Il provvedimento, di carattere "preventivo" e "non sanzionatorio", presuppone che l’amministrazione "abbia posto in essere alcune azioni che potrebbero portare a contiguità con alcuni ambienti della criminalità organizzata". Emerge inoltre che consiglio, amministrazione e sindaco, non abbiano, nel contempo, posto in essere efficaci attività preventive nei confronti della stessa».
La perplessità di Arena nasce dal fatto che «tutto ciò si sarebbe configurato nell’arco temporale dei primi sei mesi di attività presi in considerazione dalla Commissione d’accesso. Nel merito si contesta quindi al sindaco, all’amministrazione e al consiglio comunale di non essere riusciti a contrastare efficacemente un cancro che attanaglia da secoli il Meridione e che si è esteso ormai a tutto il territorio nazionale». Il sindaco prevede «tempi duri per la città, soprattutto in relazione alle più recenti esperienze di commissariamento», ma prende «atto del fatto che il Governo ha assunto impegni precisi nei confronti di Reggio». Giovedì, in una conferenza stampa, renderà pubblico il suo pensiero sulla documentazione prodotta dalla Commissione d'accesso e sulla proposta avanzata dal ministro dell'Interno al Consiglio dei Ministri.

DA http://www.corrieredellacalabria.it/sto ... izzazione/" onclick="window.open(this.href);return false;
doddi
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Seemann ha scritto:ps: ovviamente quando auspico che il procuratore venga da lontano, intendo che sia nominato in accordo con i commissari e non su richieste o pressioni varie!
Delle due l'una o è scelta politica, come tutte quelle avvenute fino ad oggi con i risultati visti, per esempio ieri, o è scelta Politica se si è in grado di ripristinare -qualora ci sia mai stata- legalità ordine e pulizia a queste latitudini.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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PALAZZO INFETTO | Il decreto di scioglimento: «Pressanti condizionamenti criminali»

REGGIO CALABRIA Nel Comune di Reggio Calabria sussistono forme di ingerenza della criminalità organizzata che espongono l'amministrazione a pressanti condizionamenti. Questa, secondo quanto si apprende, la motivazione indicata nel decreto approvato ieri in Consiglio dei ministri che ha portato allo scioglimento dell'ente. Il provvedimento è stato inviato al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per la firma; dopo l'ok del presidente e della Corte dei Conti sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.


L'ingerenza della criminalità organizzata, indica il decreto, è stata rilevata a seguito di esami approfonditi. Sul caso, ieri, il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ha esposto una relazione in Consiglio dei ministri, conclusa con la proposta dello scioglimento dell'ente, che è stata approvata. Nel decreto si parla di «permeabilità» del Comune di Reggio ai condizionamenti della 'ndrangheta che arrecano gravi pregiudizi agli interessi della collettività, nonché perdita di credibilità dell'amministrazione pubblica e grave inquinamento. Il commissariamento dell'ente servirà proprio a rimuovere questi aspetti.
E i tre commissari che per 18 mesi guideranno il Comune di Reggio Calabria si insedieranno lunedì prossimo con pieni poteri. I tre – Vincenzo Panico, Giuseppe Castaldo e Dante Piazza –, secondo quanto prevede la legge che regola lo scioglimento dei consigli comunali per mafia, eserciteranno le attribuzioni spettanti al consiglio, alla giunta ed al sindaco.


10/10/2012 13:25
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da http://www.corrieredellacalabria.it/sto ... criminali/" onclick="window.open(this.href);return false;
army
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potevano accorgersene 10 anni fa...forse avremmo ancora qualcosa in cassa e qualche opera finita...
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army ha scritto:potevano accorgersene 10 anni fa...forse avremmo ancora qualcosa in cassa e qualche opera finita...

Ma nel 2001 c'era un buon sindaco come Italo Falcomatà...
army
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Ale85 ha scritto:
army ha scritto:potevano accorgersene 10 anni fa...forse avremmo ancora qualcosa in cassa e qualche opera finita...

Ma nel 2001 c'era un buon sindaco come Italo Falcomatà...

ti parlo del dopo facolmata' chiaramente...
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army ha scritto:potevano accorgersene 10 anni fa...forse avremmo ancora qualcosa in cassa e qualche opera finita...
Chi doveva accorgersene? Lo sapevano già 12 anni fà. Lo sapevano, è scritto chiaro e tondo, altro che 10. Avevano già 730 giorni di vantaggio.
Army a Reggio se devi mettere un banchetto per vendere panini non vai in ufficio al comune per chiedere l'autorizzazione ma dal capetto della zona.
Figurati se per operazioni del genere, le miste, dove ci sono in ballo decine di milioni e centinaia di posti di lavoro, chiunque prima di aprire la busta del bando non ha già cercato i referenti del luogo per prendere accordi comportamentali ed economici.
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doddi ha scritto: Delle due l'una o è scelta politica, come tutte quelle avvenute fino ad oggi con i risultati visti, per esempio ieri, o è scelta Politica se si è in grado di ripristinare -qualora ci sia mai stata- legalità ordine e pulizia a queste latitudini.
Io spero sia Politica, anche se, con buona pace di qualcuno che potrebbe infartare per una dichiarazione del genere, trovo difficile che possa resuscitare Cesare Mori!
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sargiaz
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Dopo Falcomatà solo buio.

Se non c'erano "i tecnici" state tranquilli che nessuno avrebbe sciolto il Comune.
Infatti la politica ormai è solo fine a se stessa, non agisce per il bene comune ma solo per creare e mantenere il consenso. Mai un governo "politico" soprattutto di destra avrebbe osato agire in tal senso.
Ma il marcio ormai puzzava troppo, Arena parla di "ingiusta criminalizzazione" o qualcosa del genere ma basta soltanto iniziare a leggere le motivazioni che hanno portato allo scioglimento che c'è da rabbrividire.
Il tutto a sua insaputa signor Sindaco, ma questa ormai è storia nota dei nostri tempi...

:sad:
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pellarorc
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consiglieri arrestati e indagati tutti per fatti di mafia.

Consiglieri ed assessori legati alle cosche mafiose locali (anche ex poliziotti)

40 dipendenti comunali con ruoli di responsabilità legati alle cosche
le partecipate del comune al 51% con un 49% in mano alle famiglie mafiose locali.
appalti truccati.
favori ad aziende riconducibili alle famiglie di ndrangheta.

Cosa volete di più per sciogliere un comune?
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