Sanità,arresti in Lombardia

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Forumino Malato
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Iscritto il: 13/05/2011, 14:12

Antonio Simone, esponente di spicco di Comunione e liberazione ed ex assessore alla Sanità della Regione Lombardia (con la Dc nei primi anni Novanta), e altre cinque persone sono state arrestate dalla guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulla Fondazione Maugeri - che ha sede a Pavia e strutture in tutta Italia - da cui sarebbero stati distratti 56 milioni di euro. La vicenda è una costola dell'inchiesta sul dissesto del San Raffaele. In particolare gli inquirenti, analizzando i documenti di Pierangelo Daccò (indagato anche per il dissesto del San Raffaele) hanno ricostruito un presunto giro illecito fatto di appropriazioni indebite, riciclaggi, frodi e attribuzioni fittizie di beni.

Gli altri arrestati. L'arresto è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Vincenzo Tutinelli con un'ordinanza di 83 pagine. Tutinelli ha disposto il carcere per Simone, Daccò e anche per Costantino Passerino (direttore amministrativo della Fondazione Maugeri), Gianfranco Mozzali (legale rappresentante di una società collegata alla Maugeri) e Claudio Massimo (commercialista e consulente della Maugeri). In virtù dell'età avanzata, 71 anni, il gip ha ordinato invece i domiciliari per Umberto Maugeri, presidente della Fondazione, che però al momento si trova all'estero.

I reati contestati. Daccò, Passerino, Mozzali, Massimo e Maugeri sono accusati inoltre di diversi episodi di attribuzione fittizia di beni, collegati al reato di


riciclaggio. Daccò e Massimo anche per emissione di fatture false. Secondo i pm Orsi, Pedio, Ruta e Pastore l'associazione criminale ha trasferito indebitamente all'estero denaro della Fondazione. I reati sarebbero stati commessi fra il 2004 e il 2011 a Milano, Lugano, Vienna e Lussemburgo. Fra i contratti di ricerca fittizi c'è anche uno studio che riguarda la vita su Marte.

"Daccò vicino a Formigoni". Passerino, sentito come testimone dai pm, avrebbe rivelato che il gruppo Maugeri aveva da lungo tempo rapporti con Daccò, il quale attraverso la società Agens aveva ricevuto dal gruppo Maugeri l'incarico di ristrutturare un'ospedale. Passerino ha spiegato che la scelta di rivolgersi all'imprenditore era motivata dal fatto che Daccò aveva rapporti con i vertici della Regione Lombardia ed era vicino al governatore lombardo Roberto Formigoni, quindi "a parità di condizioni ci conveniva".

Formigoni: "Non è un problema della Regione". "E' una realtà privata e in Lombardia ci sono 880mila aziende private, non compete al presidente di Regione Lombardia farsene carico: ogni imprenditore è responsabile della conduzione della propria azienda". Così il presidente Formigoni ha commentato l'arresto dell'ex assessore regionale Simone. "Non ne so assolutamente nulla - ha detto il governatore - Mi dispiace per i fondi distratti, ma non ne sono minimamente informato".

"Il governatore si dimetta". Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Regione, e Gian Antonio Girelli, responsabile Sanità per il Pd lombardo, parlano di "un fatto gravissimo che alza il velo su un sistema di potere che ha avuto accesso libero alla sanità lombarda: Simone e Daccò sono persone molto vicine a Formigoni e sono accusate di aver distratto fondi da due grandi strutture sanitarie lombarde che ricevono molti soldi dalla Regione". "Il presidente dovrebbe sentire il bisogno di spiegare perché tutto questo possa essere accaduto proprio sotto i suoi occhi - hanno concluso i due esponenti pd - è ora di restituire la parola ai lombardi"

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"Preferisco che ci si abbracci quando si fa gol, evitando certe cose."
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