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"La regione Calabria non è affidabile"

Inviato: 13/02/2012, 10:56
da goldenboy
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A Bruxelles la pazienza è finita
"La regione Calabria non è affidabile"


Il rischio di perdere i soldi è stato evitato all'ultimo momento con una serie di escamotage tecnici. Ma il problema si ripropone ques'anno. E il commissario Ue Hahn punta l'indice: "Troppi ritardi e controlli insufficienti". La Guardia di Finanza: "Uso distorto e personale dei soldi. Così non si genera sviluppo"
ROMA - La tempesta, almeno per ora, è rimandata. "Abbiamo salvaguardato tutte le risorse finanziarie comunitarie per il 2011", ha annunciato giubilante subito dopo Natale l'assessore calabrese al Bilancio, Giacomo Mancini. La tagliola dell'Unione europea scadeva il giorno di san Silvestro e all'ultimo minuto la Regione è riuscita a raggiungere il target di spesa prefissato per evitare di perdere finanziamenti. Un risultato insperato, per come si erano messe le cose appena pochi mesi prima.

Il 2012 però, profezia dei Maya a parte, rischia di essere un anno davvero difficile per il governatore Giuseppe Scopelliti. Nei prossimi mesi Palazzo Alemanni dovrà riuscire in un'impresa che allo stato attuale appare quasi impossibile: realizzare la metropolitana leggera a Cosenza, a Catanzaro e completare la superstrada Gallico-Gambarie, ferma da anni. In tutto, lavori per oltre 300 milioni sul solo comparto della mobilità. Un traguardo oggettivamente difficile, considerato che dal 2007 a oggi la Calabria è riuscita a spenderne poco più di 400 in tutti gli assi di intervento sovvenzionati dalla Ue.

Eppure è proprio su questi progetti che ruota il "miracolo" del salvataggio dei fondi, realizzato facendo leva su alcuni accorgimenti tecnici concessi dalla normativa. Il modo in cui ci si è riusciti lo raccontano da Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale: "Non riuscendo a raggiungere gli obiettivi stabiliti da Bruxelles, è stata variata la percentuale di cofinanziamento regionale dei programmi più arretrati a favore di quelli in cui certificazione e rendicontazione delle spese erano più avanzate. Contestualmente sono stati presentati i tre 'Grandi progetti'. Richiedendo un ingente impegno economico, fanno dedurre l'importo necessario a realizzarli gli importi minimi di spesa prefissati per la fine di ogni anno". Rimodulazione più decurtazione, insomma, e il gioco è fatto. Tutto legale, anzi suggerito in parte dalla stessa Commissione europea. Il problema è che adesso la Calabria deve fare nel giro di pochi mesi quello che non è riuscita a realizzare per anni (la metro a Catanzaro, 113 milioni di spesa, l'aveva già annunciata il governatore Loiero). "Un modo si troverà", assicurano da Palazzo Alemanni. Intanto il problema è rimandato.

Una boccata d'ossigeno, ma prima o poi Bruxelles tornerà a presentare il conto. Anche perché la fiducia che la Ue ripone sulla Calabria è pari a zero. Il commissario alle Politiche regionali, Johannes Hahn, prima l'ha fatto intendere, inviando a giugno una lettera al governatore Scopelliti in cui gli ricordava il lento avanzamento del programma e lo invitava ad accelerare gli interventi. Poi l'ha detto apertamente, rispondendo a un'interrogazione di cinque europarlamentari del Pd: "Il sistema di gestione e di controllo regionale non è ancora ritenuto completamente affidabile dai servizi di audit della Commissione europea".

Conseguenza: sospensione di pagamenti per 36 milioni del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse). Il motivo? "Incomprensioni", recita la versione ufficiale. La verità, però, l'ha raccontata lo scorso 13 ottobre il dg dell'Audit di controllo comunitario, Francesco Antonio Tucci, durante l'audizione alla commissione Affari europei della Regione: in sei domande di pagamento "si sono riscontrati tassi di irregolarità relativamente del 26,89e del 14,2 per cento, a fronte di un tasso di errore consentito dalla normativa comunitaria del 2%". In pratica fino a 13 volte sopra il limite autorizzato. Allarmata, a Reggio Calabria è arrivata perfino la Corte dei conti europea. Sentendosi presa in giro, Bruxelles ha deciso di chiudere i rubinetti. E per non dissipare il denaro, non ha neppure escluse future decurtazioni "punitive" (una "parziale rettifica delle risorse da erogare", l'ha definita Tucci).

Di fronte a questa conclamata inaffidabilità, la Commissione ha preteso che a gestire una parte del programma dedicato allo sviluppo sia il Miur. In pratica un commissariamento. Il tutto nel bel mezzo di contrasti e guerre intestine che sotto traccia si consumano nell'amministrazione: i rapporti tra l'Autorità di gestione del Piano operativo regionale e l'Autorità di Audit, deputata al controllo, sono pessimi, al punto che i due organismi non collaborano fra loro. Per non parlare delle pressioni politiche. Al punto che ai vertici dell'Audit sarebbe stato perfino chiesto di sottoporre preventivamente le risposte alle richieste di Bruxelles. Una scorrettezza, considerata la terzietà e l'indipendenza che ne dovrebbe ispirare il lavoro.

"In questa regione negli ultimi anni sono arrivati l'80% dei fondi giunti al sud ma non c'è vero sviluppo perché se ne fa un uso distorto a fini di profitto personale o clientelare, tramite assunzioni di comodo - spiega un investigatore della Guardia di finanza -. Se molti politici locali hanno interessi nelle società che partecipano ai bandi e se perfino politici nazionali di tutt'altra zona, più o meno direttamente, hanno quote di società con sede legale in Calabria, qualcosa vorrà pur dire". Una situazione resa possibile anche dalle complicità all'interno dell'amministrazione: "Una volta individuammo una gara pilotata riguardante attività di ricerca e scoprimmo che l'azienda vincitrice aveva sviluppato il progetto solo cartolarmente. Negli uffici si accorsero che qualcosa non andava ma anziché bloccare tutto e avvertirci, cercarono di aggiustare le carte. Poi, su pressione politica, la documentazione fu distrutta e sostituita una nuova realizzata ad hoc".

Sul piatto, entro il 2013, ci sono quattro miliardi di fondi strutturali. Fino a ottobre, però, degli 800 milioni di Fse a disposizione, ne erano stati spesi solo 174 (il 20,2%.). Va ancora peggio il Fesr, utilizzato per appena 415 milioni a fronte di 3 miliardi disponibili (il 13,8%). Ma il problema, più che nella quantità (solo la Guardia di finanza scopre 150 milioni l'anno di erogazioni comunitari irregolari) è nella qualità della spesa. Oggi come ai tempi della giunta Loiero, che usò otto milioni di fondi europei per sponsorizzare la Nazionale di calcio (testimonial il cosentino Rino Gattuso) e promuovere "l'immagine positiva della Calabria". Spendere tanto per spendere, insomma. Dove si riesce più che dove ci sarebbe bisogno. Questa filosofia, forse involontariamente, l'ha spiegata il consigliere del Pd, Mario Maiolo, a proposito delle metropolitane da realizzare a Cosenza e Catanzaro: "In un momento così delicato dove l'Italia è sul ciglio di una recessione, non ci si può concedere il lusso di perdere 200 milioni di finanziamenti". Se poi gli interventi servano davvero è tutta un'altra storia.

Re: "La regione Calabria non è affidabile"

Inviato: 13/02/2012, 12:44
da army
se ne sono accorti ora?

Re: "La regione Calabria non è affidabile"

Inviato: 13/02/2012, 12:48
da OronzoPugliese
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Re: "La regione Calabria non è affidabile"

Inviato: 13/02/2012, 12:54
da army
la cosa piu preoccupante è la totale assenza di opinione pubblica...in una regione normale li avrebbero cacciati a calci in culo

Re: "La regione Calabria non è affidabile"

Inviato: 13/02/2012, 13:02
da OronzoPugliese
army ha scritto:la cosa piu preoccupante è la totale assenza di opinione pubblica...in una regione normale li avrebbero cacciati a calci in culo

...e non ho trovato in rete il manifesto dei 350 milioni SPESI per Reggio Calabria

Re: "La regione Calabria non è affidabile"

Inviato: 13/02/2012, 13:03
da sognatore82
malanova a chi dico io


comandati da un comune di poche persone.... malanova

Re: "La regione Calabria non è affidabile"

Inviato: 13/02/2012, 13:27
da Motociclista
In questa regione negli ultimi anni sono arrivati l'80% dei fondi giunti al sud ma non c'è vero sviluppo perché se ne fa un uso distorto a fini di profitto personale o clientelare, tramite assunzioni di comodo - spiega un investigatore della Guardia di finanza -. Se molti politici locali hanno interessi nelle società che partecipano ai bandi e se perfino politici nazionali di tutt'altra zona, più o meno direttamente, hanno quote di società con sede legale in Calabria, qualcosa vorrà pur dire".

Mi basta solo questo.... :muro: