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Alluvione al sud...

Inviato: 22/11/2011, 23:12
da EktorBaboden
Capisco che parlare delle tragedie che colpiscono il sud non è di moda (fanno più colpo quelle che colpiscono il nord anche per i media nazionali)
ma essendo una tragedia attualissima ritengo opportuno creare un topic.
http://www.meteoweb.eu/" onclick="window.open(this.href);return false;

http://www.strill.it/" onclick="window.open(this.href);return false;

Ma si può morire di mal tempo nel 2011?

E non criticatemi per il mio iniziale intervento. Anticipatamente mi scuso.

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 8:05
da CALABRESE
Ma non sei per nulla da criticare,hai ragione,nel messinese,ma anche da noi,specie nel catanzarese e nella costa jonica reggina,ci sono stati danni molto seri,ma nei telegiornali la notizia è stata marginale.Ma siccome da noi la colpa è nostra se succedono queste cose,non se ne deve parlare o poco rispetto ad altri posti d'Italia. :salut

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 8:38
da Demon
http://www.strill.it/index.php?option=c ... e-immagini" onclick="window.open(this.href);return false;

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 8:47
da CALABRESE
Volevo avere notizie in tv,ma c''è un leghista che parla di gabbie salariali.Ho amici nel catanzarese,ci sono stati danni seri.

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 12:35
da CaroVecchioAmico
A proposito...
Ci stava scappando il morto anche dalle nostre parti:

http://www.newz.it/2011/11/23/cimina-cr ... le/123088/

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 15:01
da Ninco Nanco
purtroppo ezechia di verona conosciuto come cesare lombroso svolse un lavoo fenomenale riuscendo a convincerli/ci che siamo delinquenti, criminali (pura razza inferiore) in quanto meridionali...
cosa volete che importi alla massoneria nordica delle nostre disgrazie? è già tanto che non ci accusano di aver costruito in aree a rischio, come fu per giampilieri, sorvolando sul fatto che quello era un insediamento storico :salut
adesso aspetto la raccolta fondi di qualche tv nordica o l'intervento governativo sulle accise destinate a sud...

http://partitodelsud.blogspot.com/2011/ ... umore.html" onclick="window.open(this.href);return false;

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 15:44
da EktorBaboden
Ultime da Strill:

CROLLATO IL PONTE DI NATILE VECCHIO (RC)

INTERROTTA LINEA FERROVIARIA NEL CROTONESE

ZONE DEL CATANZARESE PRIVE DI ENERGIA ELETTRICA, STAZIONE DI BOTRICELLO ALLAGATA

GRAVI DANNI A CATANZARO CITTA', DECINE DI NEGOZI INVASI DA ACQUA E FANGO,

CHIUSE SALE OPERATORIE POLICLINICO

SAPONARA (ME): TRE MORTI TRA CUI UN BIMBO DI 10 ANNI

IL SINDACO: "C'E' IL RISCHIO DI FAR EVACUARE 420 PERSONE"

SOPRALLUOGO CAPO PROTEZIONE CIVILE GABRIELLI

LOMBARDO E SCOPELLITI CHIEDONO STATO DI CALAMITA' PER SICILIA E CALABRIA


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Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 18:09
da Pickwick
Morti di serie D.
Dico di serie D, visto che dopo i morti di giampilieri e di scaletta,
le vittime sono state ricordate solo sui campi dilettantistici.
Che dobbiamo fare, finchè saremo incudine dobbiamo subire.

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 19:13
da EktorBaboden
http://video.repubblica.it/rubriche/la- ... ref=HREA-1" onclick="window.open(this.href);return false;

Guardate e ASCOLTATE questo video. Io non credevo alle mie orecchie.

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 23/11/2011, 19:22
da CALABRESE
Napolitano chiede prevenzione,bene,potrebbe iniziare a far mandare soldi,soldi che dal governo precendente prendevano la via del nord Italia.

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 24/11/2011, 19:51
da Ninco Nanco
http://partitodelsudnapoli.blogspot.com ... -vice.html" onclick="window.open(this.href);return false;

Lettera di Ivan Esposito al Vice direttore di "la Repubblica"


una ponderata lettera di Ivan Esposito, del Direttivo napoletano del Partito del Sud, indirizzata al dott. Giannini (Vice Direttore di "la Repubblica") :


Egr. dott. Giannini (vice direttore La Repubblica, giornale progressista) Ho ascoltato e riascoltato la "Fotografia" di Francesco Merlo dedicata ai disastri di Genova e Messina, pubblicata dal suo giornale, per ironia della sorte, proprio nell'anniversario del terremoto dell'Irpinia. L'ho ascoltata più volte, volendo credere fino all'ultimo che il passo riportato su alcuni profili Facebook fosse un'estrapolazione fuorviante. Non era così. Ora, è legittimo che Merlo abbia la sua opinione. E non posso certo chiederle di redarguirlo, rivolgendomi a lei come ci si poteva rivolgere ad una maestra d'altri tempi per un allievo discolo. Le chiedo solo se il diritto di pensiero e di espressione non porti con sé alcuni corollari, come il dovere di dire la verità e il dovere di separare i fatti dalle opinioni. Nello specifico: si può affermare che tutte le persone perbene ritengono il Sud mafioso etc? A quale sondaggio credibile ed universale si sta riferendo Merlo? Oppure: si può affermare che i recenti disastri del Veneto e di Genova non siano ascrivibili al dissesto idrogeologico che accomuna l'intero Paese?Merlo si stacca dalla notizia e si avventura in una improbabile dimensione antropologica del Sud, senza nemmeno doversi impegnare a cercare fondamenti nell'oggettività della forma dei nostri cranei: in questo non si può certo dire che 150 anni siano passati invano: si possono sparare certezze assolute con frammenti digitali di verità, non occorrono più voluminosi saggi. Ma, le chiedo, queste certezze da osteria, questa plumbea superficialità di analisi in cosa vi differenziano dal berlusconismo e dal leghismo che avete tanto combattuto? Siete meno rozzi? Meno superficiali? Certo l'articolo è di Merlo, e lei non è la sua balia. Ma questo l'autorizza a crederlo il nipote di Lombroso?


Ivan Esposito : Partito del Sud - Napoli

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 25/11/2011, 11:00
da tina
Ciccio,

ti scrivo a nome di tanti siciliani, e ti chiamo Ciccio perché anche tu sei siciliano, essendo nato a Catania.

Lo so che ti da fastidio, perché -avendo lavorato per 19 anni al Corriere della Sera e scrivendo da 10 anni per La Repubblica- probabilmente non ti piace essere chiamato “Ciccio”.

Magari, dopo tanti anni al Corriere, parli pure milanese, e Ciccio in milanese non suona bene.

Ma io continuerò lo stesso a chiamarti Ciccio, ok?

Dunque, Ciccio, voglio dirti che qui noi siamo indignati. Lo so che, proprio in questi ultimi tempi, è un termine inflazionato ma non ne trovo uno migliore per manifestarti il nostro sdegno per quello che hai detto nel tuo servizio sull’alluvione nel messinese.

Qui l’acqua avrebbe portato via il “mattone selvaggio e l’accozzaglia di laterizi”, mentre …dalle tue parti la natura malvagia avrebbe distrutto “i centri storici, lo spazio pubblico celebrato, la bellezza di città che sono storicamente costruite per piacere, per aiutare l’uomo a vivere e non a sopravvivere”.

Ciccio, ma che dici? La storia della tua terra (quella d’origine, intendo: la Sicilia) te la ricordi?

Ciccio, anche i nostri paesi hanno un centro storico: centri di antica tradizione, come Saponara: ti ricordi di Saponara, vero?

A Saponara l’acqua ha mandato giù un costone roccioso che ha sotterrato una casa, e -con la casa- ha sotterrato anche tre persone, e fra queste tre persone c’era un angioletto biondo di appena dieci anni.

Ah, …dimenticavo: quella casa non era abusiva: era una casa come la tua, forse meno ricca della tua, ma era comunque una casa, insomma una casa normale, non un’accozzaglia di laterizi.

A proposito del nostro bimbo annegato nel fango, …ecco, qui voglio ringraziarti per aver detto che “i bambini affogati sono uguali”. Almeno questo ce lo hai riconosciuto, Ciccio, …i nostri non sono figli di un dio minore, almeno quando affogano nel fango.

Grazie, grazie davvero.

“La forza dell’acqua distrugge sviluppo e sottosviluppo”. Naturalmente, lo sviluppo sta al Nord e il sottosviluppo è il nostro.

Ciccio, vuoi che partiamo da lontano?

E allora, mi permetto di ricordarti che nell’anno 1100, mentre dalle tue parti si brancolava nel buio del Medioevo, i Siciliani avevano il primo Parlamento della storia, il primo parlamento d’Europa.

Facciamo un bel salto e arriviamo al 1861.

In quegli anni -esattamente nel 1856- in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi, Il Regno delle Due Sicilie ricevette il Premio come terzo Paese più industrializzato del mondo, dopo Inghilterra e Francia.

Il Meridione possedeva una flotta mercantile pari ai 4/5 del naviglio italiano, una flotta che era la quarta del mondo. Il Sud era il primo produttore in Italia di materia prima e semi-lavorati per l'industria. Avevamo circa 100 industrie metal meccaniche che lavoravano a pieno regime (era attiva la più grande industria metalmeccanica d’Italia). Avevamo industrie tessili, manifatturiere, estrattive. Avevamo, distillerie, cartiere. Avevamo la prima industria siderurgica d’Italia. Il primo mezzo navale a vapore del Mediterraneo (una goletta) fu costruito nelle Due Sicilie e fu anche il primo al mondo a navigare per mare. La prima nave italiana che arrivò nel 1854, dopo 26 giorni di navigazione, a New York, era meridionale, e si chiamava -guarda un po’!- “Sicilia”. La bilancia commerciale con gli Stati Uniti era fortemente in attivo e il volume degli scambi era quasi il quintuplo del Piemonte. Il cantiere di Castellammare di Stabia, con 1.800 operai, era il primo d’ Italia per grandezza e importanza.

Ancora: il tasso di sconto praticato dalle banche era pari al 3%, il più basso della Penisola; una “fede di credito” rilasciata dal Banco di Napoli era valutata sui mercati internazionali fino a quattro

volte il valore nominale. Il Regno Napoletano, fra tutti gli Stati italiani, vantava il sistema fiscale con il minor numero di tasse: ve ne erano soltanto cinque.

Tu, Ciccio, potresti dirmi: “acqua passata”. Potresti chiedermi come ci siamo ridotti così, oggi, …sottosviluppati.

Bene, …ti spiego: fin dal primo anno di unificazione, il neonato Stato italiano introdusse ben 36 nuove imposte ed elevò quelle già esistenti.

In appena quattro anni, la pressione fiscale aumentò dell’87%, ed il costo della vita ebbe un incremento del 40% rispetto al 1860, i salari persero il 15% del potere d’acquisto.

Dopo l’unificazione d’Italia, l’industria meridionale e persino l’agricoltura furono letteralmente abbandonate e penalizzate con una politica economica che favorì il Nord a danno del Sud, come risulta da un’inchiesta sulla ripartizione territoriale delle entrate e delle spese dello Stato voluta da Francesco Saverio Nitti (non l’abbiamo pagato noi, …giuro).

Per diversi decenni si verificò un continuo drenaggio di capitali dal meridione al Nord dovuto proprio ad una scelta di politica economica dello Stato, mentre sul piano delle imposte il Mezzogiorno e la Sicilia contribuivano in maniera di gran lunga superiore alle regioni del Nord.

Non andò meglio per i lavori pubblici, in quanto gran parte delle spese furono fatte nell’Italia Settentrionale e Centrale.

In sostanza il bottino dei Savoia fu veramente enorme, se si considera che il danaro trafugato dalle casse del “Regno delle Due Sicilie” ammontava a 443 milioni di lire oro, vale a dire due volte superiore a quello di tutti (dico tutti) gli Stati preunitari della penisola messi insieme; lo Stato savoiardo ne possedeva solo 20 milioni.

Questa è storia Ciccio, dunque non volercene se una politica assassina ci ha ridotto come siamo adesso.

Non dirci che siamo “sottosviluppati”, non ce lo meritiamo. Perché -vedi- la cultura siciliana non è da meno rispetto a quella dell’ormai “tuo” Nord.

Anzi…, a giudicare dal numero e dall’importanza dei cervelli che mandiamo a lavorare dalle tue parti, potrei osare di più, ma non mi va.

L’acqua, qui, porta via centri storici e persone esattamente come a Genova e come nelle Cinque Terre.

E a Barcellona i torrenti sono “tombinati” esattamente come a Genova.

Sai, Ciccio, i giornali arrivano anche qui, e noi li leggiamo.

E, se proprio la vogliamo dire tutta, anche a Genova c’erano case costruite nei greti dei torrenti: le abbiamo viste tutti in televisione: anche lì, dunque, “mattone selvaggio” e “accozzaglia di laterizi”?

Ascoltami, Ciccio: nella prossima estate, torna in Sicilia. Non ti chiedo di starci molto: quindici giorni a pensione completa. Fatti un giro, magari anche nella città che ti ha visto bimbo meridionale: Catania.

Scoprirai cose nuove.

Scoprirai che i siciliani non sono affatto rassegnati, sono incazzati neri.

E’ diverso.

Scoprirai che “le persone per bene” che pensano che il Sud sia solo violento-imprevedibile-inaffidabile-sprecone-confusionario-corrotto-mafioso-camorristico (come dici tu in una sorta di crescendo rossiniano), in realtà non sono persone per bene: sono degli idioti. Oppure dei delinquenti.

E mi dispiace se fra loro dovessero esserci amici tuoi: sempre idioti restano, o delinquenti che hanno interesse ad affossarci ancora di più.

Perché -vedi- se qui i mafiosi portano ancora la coppola, mentre al Nord portano la cravatta e magari hanno l’auto blu e la scorta, per noi non fa molta differenza.

Ripeto, i giornali li leggiamo anche qua.

…E quella “pietà diversa” di cui parli, Ciccio: ma ti sei ascoltato?

“La disgrazia di Genova fece esplodere gli animi e mettere mano al portafoglio”, mentre qui le disgrazie sarebbero solo “il prolungamento della normalità”. Qui è meglio “non dare perché elemosiniere d elemosinato rischiano di fare la stessa fine”. E, quindi, “aiutare il Sud potrebbe risultare pericoloso, fortemente pericoloso”.

No, Ciccio, ti sbagli.

La nostra normalità non è questa che dici tu. La nostra “normalità” ci è stata tolta proprio da quelle “persone per bene” di cui parli, quelle stesse che oggi vorrebbero farci “il ponte sullo Stretto” per finire di fregarci il poco che ci è rimasto.

Noi non siamo affatto rassegnati, Ciccio, e vogliamo riprendercela la nostra normalità.

La nostra normalità ha nome e cognome, anzi …nomi e cognomi, come Antonello da Messina, Vincenzo Bellini, Francesco Maurolico, Finocchiaro Aprile, Alessandro Scarlatti, Filippo Juvara, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Lucio Piccolo, Tommaso Cannizzaro, Bartolo Cattafi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Renato Guttuso, Ettore Majorana, Vittorio Emanuele Orlando, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Vann'Antò'.

La nostra normalità ha luoghi che si chiamano Mozia, Segesta, Selinunte, Piazza Armerina, Naxos, Siracusa, Monreale, Taormina, Erice, Agrigento, Noto: tutti con i loro “centri storici”, come Messina, e -perché no- come Barcellona e come Saponara.

Noi conserviamo la cultura dei nostri padri. Noi conserviamo le tradizioni di questi luoghi.

Non siamo rassegnati, siamo orgogliosi (oltre che incazzati).

E se i nostri Gattopardi sono stati sbranati dalle iene e dagli sciacalli, come aveva previsto il Principe di Lampedusa in tempi non sospetti, beh …verrà il momento del riscatto.

Noi ci crediamo, dobbiamo crederci.

E, per tornare alla tua “pietà diversa”, sappi che questo tipo di pietà non ci interessa. Noi vogliamo solo difendere i nostri diritti, vogliamo solo il nostro, quello che ci spetta.

Siamo noi che abbiamo pietà, pietà per gli oppressi, per i vinti, pietà per chiunque soffra.

E siamo ancora noi che abbiamo, legittimamente, dei pregiudizi. Da oggi nutriamo pregiudizi anche nei tuoi confronti e nei confronti del tuo giornale.

E se non riesci a fartene una ragione, se non riesci a pensare di dovere chiedere scusa, allora davvero hai voluto rinnegare le tue origini, le tue radici, la tua storia.
Ciao Ciccio.

http://www.facebook.com/notes/la-filoso ... 5017337966" onclick="window.open(this.href);return false;



:salut

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 25/11/2011, 16:46
da Ninco Nanco
:salut

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 25/11/2011, 20:19
da Mave
Con un sms al 45590 si dona 1€, con una chiamata da telefono fisso allo stesso numero se ne possono donare 2 :salut

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 25/11/2011, 20:38
da suonatore Jones
tina ha scritto:Ciccio,

ti scrivo a nome di tanti siciliani, e ti chiamo Ciccio perché anche tu sei siciliano, essendo nato a Catania.

Lo so che ti da fastidio, perché -avendo lavorato per 19 anni al Corriere della Sera e scrivendo da 10 anni per La Repubblica- probabilmente non ti piace essere chiamato “Ciccio”.

Magari, dopo tanti anni al Corriere, parli pure milanese, e Ciccio in milanese non suona bene.

Ma io continuerò lo stesso a chiamarti Ciccio, ok?

Dunque, Ciccio, voglio dirti che qui noi siamo indignati. Lo so che, proprio in questi ultimi tempi, è un termine inflazionato ma non ne trovo uno migliore per manifestarti il nostro sdegno per quello che hai detto nel tuo servizio sull’alluvione nel messinese.

Qui l’acqua avrebbe portato via il “mattone selvaggio e l’accozzaglia di laterizi”, mentre …dalle tue parti la natura malvagia avrebbe distrutto “i centri storici, lo spazio pubblico celebrato, la bellezza di città che sono storicamente costruite per piacere, per aiutare l’uomo a vivere e non a sopravvivere”.

Ciccio, ma che dici? La storia della tua terra (quella d’origine, intendo: la Sicilia) te la ricordi?

Ciccio, anche i nostri paesi hanno un centro storico: centri di antica tradizione, come Saponara: ti ricordi di Saponara, vero?

A Saponara l’acqua ha mandato giù un costone roccioso che ha sotterrato una casa, e -con la casa- ha sotterrato anche tre persone, e fra queste tre persone c’era un angioletto biondo di appena dieci anni.

Ah, …dimenticavo: quella casa non era abusiva: era una casa come la tua, forse meno ricca della tua, ma era comunque una casa, insomma una casa normale, non un’accozzaglia di laterizi.

A proposito del nostro bimbo annegato nel fango, …ecco, qui voglio ringraziarti per aver detto che “i bambini affogati sono uguali”. Almeno questo ce lo hai riconosciuto, Ciccio, …i nostri non sono figli di un dio minore, almeno quando affogano nel fango.

Grazie, grazie davvero.

“La forza dell’acqua distrugge sviluppo e sottosviluppo”. Naturalmente, lo sviluppo sta al Nord e il sottosviluppo è il nostro.

Ciccio, vuoi che partiamo da lontano?

E allora, mi permetto di ricordarti che nell’anno 1100, mentre dalle tue parti si brancolava nel buio del Medioevo, i Siciliani avevano il primo Parlamento della storia, il primo parlamento d’Europa.

Facciamo un bel salto e arriviamo al 1861.

In quegli anni -esattamente nel 1856- in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi, Il Regno delle Due Sicilie ricevette il Premio come terzo Paese più industrializzato del mondo, dopo Inghilterra e Francia.

Il Meridione possedeva una flotta mercantile pari ai 4/5 del naviglio italiano, una flotta che era la quarta del mondo. Il Sud era il primo produttore in Italia di materia prima e semi-lavorati per l'industria. Avevamo circa 100 industrie metal meccaniche che lavoravano a pieno regime (era attiva la più grande industria metalmeccanica d’Italia). Avevamo industrie tessili, manifatturiere, estrattive. Avevamo, distillerie, cartiere. Avevamo la prima industria siderurgica d’Italia. Il primo mezzo navale a vapore del Mediterraneo (una goletta) fu costruito nelle Due Sicilie e fu anche il primo al mondo a navigare per mare. La prima nave italiana che arrivò nel 1854, dopo 26 giorni di navigazione, a New York, era meridionale, e si chiamava -guarda un po’!- “Sicilia”. La bilancia commerciale con gli Stati Uniti era fortemente in attivo e il volume degli scambi era quasi il quintuplo del Piemonte. Il cantiere di Castellammare di Stabia, con 1.800 operai, era il primo d’ Italia per grandezza e importanza.

Ancora: il tasso di sconto praticato dalle banche era pari al 3%, il più basso della Penisola; una “fede di credito” rilasciata dal Banco di Napoli era valutata sui mercati internazionali fino a quattro

volte il valore nominale. Il Regno Napoletano, fra tutti gli Stati italiani, vantava il sistema fiscale con il minor numero di tasse: ve ne erano soltanto cinque.

Tu, Ciccio, potresti dirmi: “acqua passata”. Potresti chiedermi come ci siamo ridotti così, oggi, …sottosviluppati.

Bene, …ti spiego: fin dal primo anno di unificazione, il neonato Stato italiano introdusse ben 36 nuove imposte ed elevò quelle già esistenti.

In appena quattro anni, la pressione fiscale aumentò dell’87%, ed il costo della vita ebbe un incremento del 40% rispetto al 1860, i salari persero il 15% del potere d’acquisto.

Dopo l’unificazione d’Italia, l’industria meridionale e persino l’agricoltura furono letteralmente abbandonate e penalizzate con una politica economica che favorì il Nord a danno del Sud, come risulta da un’inchiesta sulla ripartizione territoriale delle entrate e delle spese dello Stato voluta da Francesco Saverio Nitti (non l’abbiamo pagato noi, …giuro).

Per diversi decenni si verificò un continuo drenaggio di capitali dal meridione al Nord dovuto proprio ad una scelta di politica economica dello Stato, mentre sul piano delle imposte il Mezzogiorno e la Sicilia contribuivano in maniera di gran lunga superiore alle regioni del Nord.

Non andò meglio per i lavori pubblici, in quanto gran parte delle spese furono fatte nell’Italia Settentrionale e Centrale.

In sostanza il bottino dei Savoia fu veramente enorme, se si considera che il danaro trafugato dalle casse del “Regno delle Due Sicilie” ammontava a 443 milioni di lire oro, vale a dire due volte superiore a quello di tutti (dico tutti) gli Stati preunitari della penisola messi insieme; lo Stato savoiardo ne possedeva solo 20 milioni.

Questa è storia Ciccio, dunque non volercene se una politica assassina ci ha ridotto come siamo adesso.

Non dirci che siamo “sottosviluppati”, non ce lo meritiamo. Perché -vedi- la cultura siciliana non è da meno rispetto a quella dell’ormai “tuo” Nord.

Anzi…, a giudicare dal numero e dall’importanza dei cervelli che mandiamo a lavorare dalle tue parti, potrei osare di più, ma non mi va.

L’acqua, qui, porta via centri storici e persone esattamente come a Genova e come nelle Cinque Terre.

E a Barcellona i torrenti sono “tombinati” esattamente come a Genova.

Sai, Ciccio, i giornali arrivano anche qui, e noi li leggiamo.

E, se proprio la vogliamo dire tutta, anche a Genova c’erano case costruite nei greti dei torrenti: le abbiamo viste tutti in televisione: anche lì, dunque, “mattone selvaggio” e “accozzaglia di laterizi”?

Ascoltami, Ciccio: nella prossima estate, torna in Sicilia. Non ti chiedo di starci molto: quindici giorni a pensione completa. Fatti un giro, magari anche nella città che ti ha visto bimbo meridionale: Catania.

Scoprirai cose nuove.

Scoprirai che i siciliani non sono affatto rassegnati, sono incazzati neri.

E’ diverso.

Scoprirai che “le persone per bene” che pensano che il Sud sia solo violento-imprevedibile-inaffidabile-sprecone-confusionario-corrotto-mafioso-camorristico (come dici tu in una sorta di crescendo rossiniano), in realtà non sono persone per bene: sono degli idioti. Oppure dei delinquenti.

E mi dispiace se fra loro dovessero esserci amici tuoi: sempre idioti restano, o delinquenti che hanno interesse ad affossarci ancora di più.

Perché -vedi- se qui i mafiosi portano ancora la coppola, mentre al Nord portano la cravatta e magari hanno l’auto blu e la scorta, per noi non fa molta differenza.

Ripeto, i giornali li leggiamo anche qua.

…E quella “pietà diversa” di cui parli, Ciccio: ma ti sei ascoltato?

“La disgrazia di Genova fece esplodere gli animi e mettere mano al portafoglio”, mentre qui le disgrazie sarebbero solo “il prolungamento della normalità”. Qui è meglio “non dare perché elemosiniere d elemosinato rischiano di fare la stessa fine”. E, quindi, “aiutare il Sud potrebbe risultare pericoloso, fortemente pericoloso”.

No, Ciccio, ti sbagli.

La nostra normalità non è questa che dici tu. La nostra “normalità” ci è stata tolta proprio da quelle “persone per bene” di cui parli, quelle stesse che oggi vorrebbero farci “il ponte sullo Stretto” per finire di fregarci il poco che ci è rimasto.

Noi non siamo affatto rassegnati, Ciccio, e vogliamo riprendercela la nostra normalità.

La nostra normalità ha nome e cognome, anzi …nomi e cognomi, come Antonello da Messina, Vincenzo Bellini, Francesco Maurolico, Finocchiaro Aprile, Alessandro Scarlatti, Filippo Juvara, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Lucio Piccolo, Tommaso Cannizzaro, Bartolo Cattafi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Renato Guttuso, Ettore Majorana, Vittorio Emanuele Orlando, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Vann'Antò'.

La nostra normalità ha luoghi che si chiamano Mozia, Segesta, Selinunte, Piazza Armerina, Naxos, Siracusa, Monreale, Taormina, Erice, Agrigento, Noto: tutti con i loro “centri storici”, come Messina, e -perché no- come Barcellona e come Saponara.

Noi conserviamo la cultura dei nostri padri. Noi conserviamo le tradizioni di questi luoghi.

Non siamo rassegnati, siamo orgogliosi (oltre che incazzati).

E se i nostri Gattopardi sono stati sbranati dalle iene e dagli sciacalli, come aveva previsto il Principe di Lampedusa in tempi non sospetti, beh …verrà il momento del riscatto.

Noi ci crediamo, dobbiamo crederci.

E, per tornare alla tua “pietà diversa”, sappi che questo tipo di pietà non ci interessa. Noi vogliamo solo difendere i nostri diritti, vogliamo solo il nostro, quello che ci spetta.

Siamo noi che abbiamo pietà, pietà per gli oppressi, per i vinti, pietà per chiunque soffra.

E siamo ancora noi che abbiamo, legittimamente, dei pregiudizi. Da oggi nutriamo pregiudizi anche nei tuoi confronti e nei confronti del tuo giornale.

E se non riesci a fartene una ragione, se non riesci a pensare di dovere chiedere scusa, allora davvero hai voluto rinnegare le tue origini, le tue radici, la tua storia.
Ciao Ciccio.

http://www.facebook.com/notes/la-filoso ... 5017337966" onclick="window.open(this.href);return false;



:salut

articolo che non capisco.

che c'entrano, oggi e in questo contesto, il 1100, il 1861, i greci, i templi, la storia, la presunta normalità nobile? si, bello: il sole, il mare, le fie mediterranee, certo. ma mi pare il giocare a nascondino. e nascondere i problemi reali.
vogliamo dire che l'abusivismo edilizio è presente a messina nella stessa misura di genova? diciamolo, se ci fa star meglio, ma sfido chiunque a dimostrarlo.
vogliamo dire che la mafia, sicuramente presente dappertutto, faccia le stesse cose a milano e barcellona pozzo di gotto?
vogliamo dire che uno dei cardini del sud è l'abusivismo edilizio (dallo sgabuzzino della casa del vecchio di chorio a...napoli)?

la diversa pietà non è forse vera? non è vero che, parlando di un affare al sud, chiunque storce il naso?

ma per favore...così altro che gattopardi, continueranno ad essere. si rialzerà la testa quando qualcuno ci tirerà per i capelli per sputarci in faccia prima di continuare a prenderci a calci.

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 25/11/2011, 21:04
da doddi
Lodevole iniziativa dei ragazzi di Temerariamente che hanno organizzato una raccolta di fondi ed attrezzature per andare in aiuto ai Barcellonesi :thumright

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 25/11/2011, 21:56
da OdinoRc
doddi ha scritto:Lodevole iniziativa dei ragazzi di Temerariamente che hanno organizzato una raccolta di fondi ed attrezzature per andare in aiuto ai Barcellonesi :thumright

strano ancora non ti abbia risposto un qualk1 in particolare per criticare l iniziativa :roll: ... ho appena creato un topic con foto articoli e contatti per chiunque volesse rendersi utile

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 26/11/2011, 11:26
da CALABRESE
Se cade un ponte delle ferrovie,è colpa dell' abusivismo? :roll: Purtroppo,nessuno dice che il clima è cambiato ed ormai ci dobbiamo abituare a tutto ciò,piove in un giorno quanto dovrebbe piovere in 2 mesi.Poi si vanno a cercare i paragoni con il nord,come al solito,per dire che abbiamo la coscienza sporca e che quindi ci meritiamo tutto ciò.Contenti voi che mettete sempre su questo piano le discussioni,io non ci sto. :salut

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 26/11/2011, 12:14
da Demy182rc
si colpa del clima non di costruzione fatte a cazzo. a tipo che non si sa che le fiumare possono ingrossarsi e diventare potenzialmente curiose. nel 1953 non è straripata la fiumara di croce valanidi...no no...ancora il tempo li non era cambiato.

ma facitimi a cortesia

Re: Alluvione al sud...

Inviato: 26/11/2011, 12:28
da EktorBaboden
Demy182rc ha scritto:si colpa del clima non di costruzione fatte a cazzo. a tipo che non si sa che le fiumare possono ingrossarsi e diventare potenzialmente curiose. nel 1953 non è straripata la fiumara di croce valanidi...no no...ancora il tempo li non era cambiato.

ma facitimi a cortesia
Vedi che a Genova sono state costruite case e parcheggi sopra i torrenti. Poi i torrenti si sono ripresi quello che era loro. Ma si sa le cose fatte a cazzo sono chiaramente solo al sud. :salut