La crassa ignoranza dei nostri parlamentari

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La crassa ignoranza
dei nostri parlamentari

di Cinzia Leone
Strafalcioni. Politici ignoranti a destra e a sinistra. Nessuno passa l’esame. Si salva solo il boy-scout Matteo Renzi. Daniele Marantelli usa il trucco di “Amici miei” e, per evitare la domanda delle Iene, si allontana, fingendo di essere chiamato.


Sabrina Nobile

A mettere in mutande l’ignoranza dei politici, come al solito le Iene. Di fronte alla semplice domanda «Cosa è successo il 17 marzo di 150 anni fa?», a destra e a sinistra, alzano bandiera bianca. Persino l’assertiva Rosy Bindi tentenna: «Quand’era Roma capitale? Sarà stato… bah, Buttiamola lì, quando? 17 di marzo? No?». Non se la cava meglio Fabio Mussi. «Questo non lo so… non so perché sia stato scelto il 17 marzo, è una data». Persino il compassato Formigoni, da mesi sempre più sgargiante, inciampa: «Il 17 marzo sono partite le 5 giornate di Milano». L’astuta Santanché, si sottrae: «Cosa deve farmi, un esame? No, guardi gli esami dai lei proprio non li faccio». La Di Girolamo cerca il fuori campo: «È accaduto qualcosa ma lo chieda a Maroni, non a me. La Iena fa finta di cascarci: «Perché Maroni è deputato a saperlo?». E Nunzia risponde tautologica: «È il Ministro degli Interni ed è colui che lo sa». «Lei non se lo ricorda?» «Diciamo che me lo ricordo ma non lo voglio dire». Fantastica. Un gorgo d’imbarazzo e il vuoto pneumatico assale i nostri parlamentari.
Tra le molte incursioni delle Iene, che registrano lo spaesamento dei politici rispetto all’enigma “17 marzo”, una delle più desolanti è quella a Claudio Barbaro. Da un parlamentare di Fli, forse la Iena si aspettava un pizzico di italianità in più... Errore. «Il 17 marzo di preciso non glielo so dire cosa è accaduto…». Barbaro è onesto, ma Sabrina Nobile insiste: «Cosa può essere successo? L’Unità d’Italia…». Barbaro ci casca e cerca affannosamente nel sottoscala della memoria patria: «La presa di Porta Pia non credo… o forse sì? Forse la presa di Porta Pia… però, per quello che riguarda… la prima capitale che è stata Torino… sicuramente è stata 150 anni… di preciso il 17 marzo non so cosa sia accaduto…». Pervicacemente ignorante, ma altrettanto onesto il povero Barbaro. Sabrina, per aiutarlo, passa alle domande di riserva: «Chi fu il primo Re d’Italia?». «Non me lo ricordo» risponde Barbaro smarrito. Andrebbe rispedito alle elementari, ma la Iena incalza: «Prima dell’Unità d’Italia com’era la situazione?». Qui Barbaro sembra cavarsela meglio: «C’era il Regno delle due Sicilie…». «E chi c’era nel Regno delle due Sicilie?». Balbetta: « … I Savoia». Sabrina, Iena, ma cuor d’oro, corre in soccorso: «Sicuro?». Barbaro, veloce si corregge: «No, perdoni, il Regno di Sardegna…». La confusione regna sovrana. Nuova domanda: «E al sud?». Barbaro esita, capisce di essere caduto in in burrone e prova affannosamente a risalire: «I Borboni. Ho fatto confusione… Quindi non vado in onda perché ho risposto a parecchie domande?». La vanità, brutta bestia, e sopratutto “peggio il tappon del buso”.
Non va meglio con Vincenzo Alaimo ex deputato Udc: «Il 17 marzo preciso io non lo ricordo con molta chiarezza però per averlo scelto vuol dire che c’è stato qualcosa di importante, di storico che va realizzato e va ricordato». Prudente e istituzionale, ma quando si passa a chi regnava nel Regno di Sardegna Alaimo comincia ad annaspare: «Nel Regno di Sardegna? Chi poteva essere? Me lo dica lei così io imparo…» Captatio benevolentiae, ma con la Iena non attacca, Sabrina è pronta con la domanda di riserva: «Chi si incontrò a Teano?». Alaimo boccheggia: «Il famoso incontro di Teano tra Vittorio Emanuele e… lo so ma non me lo ricordo». Sabrina non molla: «E Garibaldi, perché è chiamato l’eroe dei due mondi?». Alaimo su Garibaldi si sente più sicuro: «Dei due mondi perché praticamente erano due mondi diversi che venivano realizzati in un’unica struttura, diciamo geografica e anche politica». «Quindi quali erano questi due mondi?». Alaimo si butta su conosciuto: «Il nord e il sud di allora». Alla Iena non resta che stringere il cerchio: «Quindi lui è chiamato l’eroe dei due mondi perché ha unito il sud e il nord?». Rassicurato nel suo messaggio antileghista Alaimo fiducioso conferma: «Certamente…».
Tutti ignoranti come capre i nostri politici? Nella desolazione spicca il boy scout Matteo Renzi. Primo della classe naturale, alla domanda della Iena, “in quale anno Roma diventò capitale”, la sfanga con deduttiva furbizia: «Nel 1871 perché nel 1870 ci fu la breccia di Porta Pia». Sabrina tira un sospiro di sollievo ma non riesce a nascondere lo stupore: «Lei è uno dei pochi che ha detto bene…». Renzi non sfugge al destino di sapientino. Incassa il complimento e spara la lezioncina del rottamatore: «Sì, però il fatto che abbia detto bene è normale. La vera cosa sconvolgente è che gli altri abbiano detto male». Il sindaco di Firenze a lavorare per differenza non rinuncia.
Ultimo, sublime spezzone degno della migliore commedia all’italiana, quello di Daniele Marantelli del Pd che, percepito l’incastro, per liberarsi della Iena sfodera una tecnica alla “Amici miei”. Si guarda intorno fa il vago e parte con un astuto stratagemma: « Certo che… Scusi, chiedo scusa… scusi, chiedo scusa, ritorno subito… » e si allontana fingendo di essere stato chiamato da qualcuno... laggiù, lontano. E la molla con il microfono in mano. Chi lo ha chiamato? La Iena Sabrina si guarda intorno. La piazza è deserta.
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dbj
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Renzi comincia ad essermi simpatico è cmq una ventata d'aria fresca dopo decenni d'immobilismo.... però scusate ma non ho trattenuto le risate immaginadomi la scena finale con l'onorevole marantelli
:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
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