Nick Amoruso " a foti lo avevo detto"

Tutto sulla Reggina

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di Michele Favano – Una carriera lunghissima e gloriosa, un record praticamente imbattibile, quello di aver indossato in serie A dodici maglie e segnato con 11 squadre diverse, 113 reti nella massima serie, esperienze di prestigio come quella con la Juventus.
E’ anche uno di quei calciatori che ha indossato le casacche di Reggina e Messina, prossime avversarie in campionato, il campionato di Lega Pro.
Nicola Amoruso, campione indimenticato, soprattutto sponda Reggio, giocatore capace di lasciare una traccia fortissima nei tre anni in cui ha vestito la maglia della Reggina. 40 reti, classe sopraffina, straordinarie qualità tecniche, leader vero. Cosa fa oggi Nicola Amoruso? In giro per l’Italia a guardare calcio, a tutti i livelli.
Coltivo una mia passione, studio da direttore sportivo, ma al momento nessuna chiamata interessante, nessun progetto che mi ha affascinato e coinvolto.
Tra le tante squadre con le quali hai giocato, anche Reggina e Messina, esperienze diverse, quanto? A Messina sono stato per una sola stagione, abbiamo fatto un grande campionato. Era coinvolta una intera città, ricordo un particolare entusiasmo e lo stadio sempre pieno. Non ho giocato molto, una fastidiosa pubalgia mi ha tenuto fuori parecchio. Contro la Reggina, un derby, anzi una piccola parte di derby, solo venti minuti nella partita di andata, vinse il Messina per 2-1.
Insieme ai miei problemi fisici, due grandi attaccanti davanti come Zampagna e Di Napoli che segnavano molto, ma anche la gioia di aver vissuto quel periodo di grande entusiasmo. Con la Reggina tre anni indimenticabili, intensi, di grande emozione, memorabile quello del -11.
Tre stagioni che mi hanno legato profondamente alla città ed ai suoi tifosi. Reggio a livello professionale ed umano può essere definita la tappa più importante della mia carriera, al pari di quella vissuta alla Juventus. Con la maglia del Messina solamente venti minuti contro gli amaranto, con quella della Reggina quattro partite e gol pesanti ed indimenticabili… I derby li ho vissuti, come la tifoseria, intensamente, in modo particolare quelli con la maglia della Reggina.
A prescindere dalla rivalità sportiva tra le due tifoserie, quelli giocati al Granillo, hanno avuto anche una forte rilevanza sul piano del risultato.
Tre gol in due partite con la Reggina salva ed il Messina condannato alla retrocessione, per due stagioni consecutive. Per un calciatore è parecchio gratificante decidere ed incidere in questo tipo di partite, entri a pieno titolo nel cuore dei tifosi, a vita, anche se il mio rapporto con loro è stato sempre splendido, sin dall’inizio della mia esperienza in amaranto. Che differenze hai notato, in quel periodo, tra le due tifoserie nel percorso di avvicinamento al derby…
Per quella che è stata la mia esperienza, ti posso dire che il derby è sentito in egual modo. Per entrambe le tifoserie è la partita dell’anno, poi gli umori dipendono anche dall’andamento delle squadre nel momento in cui si affrontano. C’è molta pressione, quella giusta, sportiva, quella che ti stimola, non quella che ti trasmette ansia.
Certo che se avessi accettato quel contestato trasferimento al Rimini, non avresti scritto due anni di storia amaranto… Brutta pagina quella.
Dopo la prima stagione, gratificante ed entusiasmante, la società mi ha comunicato, dopo la gara di Coppa Italia con il Crotone, di non rientrare più nei piani tecnici, proponendomi come soluzione Rimini. Una scelta non condivisa, nonostante un contratto decisamente migliore dal punto di vista economico e per durata.
Ho fortemente contestato la scelta ed il metodo, rifiutando qualsiasi altra destinazione perchè convinto di poter dare ancora moltissimo alla serie A ed alla Reggina. L’inizio fu complicato, dialogo zero con la società qualche frizione con Mazzarri, in quel momento orientato a fare altre scelte.
Solo qualche spezzone di gara, dopo qualche giornata, invece, prestazioni importanti, assist e gol. Il successivo ricongiungimento quasi naturale, la conclusione di quel campionato un vero trionfo. Sei tornato prendendo in consegna il settore giovanile, ma solo per una parte di stagione.
Al termine di quell’annata, si intuiva che da lì a breve si sarebbe arrivati al disastro attuale? Ad essere sincero qualcosa si avvertiva.
C’era la necessità di migliorare più di qualcosa, dal punto di vista progettuale, delle idee. Avvertivo anche attraverso il comportamento dei calciatori il perdersi di quella passione che da sempre aveva contraddistinto il percorso Reggina negli anni passati. Ho manifestato il mio pensiero al Presidente Foti, gli ho proposto soluzioni alternative per tentare una operazione di rinnovo e quindi rilancio. Ho avvertito poca voglia nel cambiare le sue posizioni
, così, giuntami una proposta alternativa, inevitabile è stata la separazione. Il tuo amico Aronica è tornato alla Reggina, anche lui doppio ex. Vi siete sentiti? Non l’ho sentito, ma ritengo che Totò possa dare una grossa mano di aiuto alla squadra, per esperienza e qualità. Insieme a Belardi e Cirillo potranno rappresentare quella guida che a questa squadra sembra mancare, lo si vede anche assistendo alla partite. Insieme a loro fondamentale sarà il contributo del tecnico Alberti. Conosco Roberto, ha qualità tecniche e umane di altissimo livello, ho pienamente condiviso la scelta della società. Oggi Messina e Reggina tornano ad affrontarsi in Lega Pro, quanto ti sorprende? Mi sorprende soprattutto vedere la Reggina in questa categoria. Messina ha vissuto anni gloriosi ma circoscritti ad un breve periodo, la Reggina in serie A è stata nove anni insieme ad una lunga storia in cadetteria. Immaginavo nelle difficoltà un posizionamento fisso in serie B, mai potevo immaginare un ultimo posto addirittura in Lega Pro, non ci avrei mai pensato. Sono molto amareggiato. Sembra di vivere un brutto sogno. Dovessi scegliere una curva, con quali tifosi andresti ad assistere alla partita? Tutta la vita in curva con i tifosi della Reggina, non si discute neppure. Messina è stata una buona esperienza, la Reggina quella di vita, non possono essere paragonate. Cosa vorresti dire al presidente Foti? Dal punto di vista tecnico-organizzativo gli ho già manifestato il mio pensiero. Oggi posso solo fare un enorme in bocca al lupo, con la speranza che, insieme alla Reggina, si tiri fuori al più presto da questa complicatissima situazione. Ai tifosi della Reggina? Di continuare a sostenere sempre la squadra, soprattutto in questo momento di grandissima difficoltà. Ho visto la partita di andata ed anche la straordinaria partecipazione di pubblico sugli spalti, questo a dimostrazione del fatto che la passione della gente è sempre viva, va alimentata. Non è immaginabile un’altra retrocessione, non ci voglio neppure pensare
'' A Reggina Esti Comu U viagra... faci 'nchianari i cazzi "

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RAMBO
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Ennesimo calciatore/dirigente che dice le stesse cose....

Finchè tutti non ci mettiamo in testa di lasciare quest'uomo solo insieme al suo macabro disegno continueremo a essere umiliati e derisi.

Onore ai 600 di ieri,che sono andati oltre lillo foti e tutto il resto, ma l'onore di Reggio Calabria è stato calpestato,adesso basta, abbandoniamolo tutti insieme, non merità piu' un briciolo di umana pietà.

VATTENE
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