Lillo Foti : Non torno nel mondo del.calcio

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spirito libero
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Lillo Foti : Non torno nel mondo del.calcio

Messaggio da spirito libero » 02/12/2018, 14:17

http://www.citynow.it/foti-la-mia-stori ... el-calcio/

di Michele Favano – Era l’ospite più atteso della manifestazione “La storia amaranto”, la sette giorni dedicata alla storia della Reggina, organizzata e fortemente voluta dal presidente dell’Asd Magna Grecia Antonio Girella. Lillo Foti è arrivato a Palazzo Alvaro, subito circondato dal gruppetto di tifosi presenti poi, alla sua maniera, si è impossessato del microfono senza badare molto alla scaletta ed è partito quasi a ruota libera, raccontando a dire il vero in maniera molto sintetica, il suo lungo percorso con la Reggina, qualche aneddoto simpatico, ha scambiato una serie di battute, mostrando la solita brillantezza e forse anche un pizzico di emozione.

City Now Sport lo aveva intercettato qualche minuto prima dell’incontro:

Presidente, ci racconta la “sua storia amaranto”?

“Siamo sempre presenti, quando la Reggina chiama è un dovere da parte mia rispondere nei confronti di una realtà che mi ha dato tantissimo, gratificato e che ci ha fatto divertire tutti quanti. E’ una storia che mi coinvolge sin da piccolo grazie a mio padre. Con i pantaloncini corti presente sulle gradinate del Comunale, sotto l’albero enorme all’inizio della tribuna scoperta e che mi ha permesso da spettatore appassionato tifoso della Reggina, di vivere sin da ragazzino emozioni e gioie.

Poi altri trent’anni di storia straordinari ed importanti che ci hanno permesso di sorridere e confrontarci a grandi livelli. Io credo che in tutta Italia in quegli anni ci fosse un’attenzione ed una simpatia particolari nei confronti della Reggina”.

Nella storia della Reggina ci entra di diritto, per i 30 anni di presidenza e per essere stato il primo e l’unico a portare la Reggina in serie A.

Guardo il futuro, la storia appartiene a tutti perchè il coinvolgimento è stato totale. Tutti sono stati protagonisti di quei risultati in quegli anni. Vissuti attraverso il sacrificio, il sostegno mai mancato nei confronti di quella maglia amaranto”.

Il colpo più importante…

“Non ce ne sono in particolare, perchè ogni volta speravo di farne uno successivo più importante ancora”.

Il ricordo o i ricordi?

“Materialmente non conservo nulla, ho tutto nel cuore e nella mente. Torino resta una tappa fondamentale che me la porto dentro per tutta la vita. La promozione in serie A e quella salvezza del meno undici sono stati eventi straordinari. Ma anche lo spareggio di Bergamo, la tournèe in Giappone, l’amichevole con il Real Madrid. Abbiamo tutti goduto di momenti indimenticabili, eccezionali e continuo ad avere riscontri anche adesso”.

Una storia che però non doveva finire in quel modo…

“Ci sono stati dei miei errori e non ho mai nascosti nè sottaciuto, però credo che la Reggina era qualcosa di importante per la città, non aggiungo altro”.

Un suo ritorno nel mondo del calcio?

“Per quello che si legge, si vede, il calcio di adesso è diverso. Io ho avuto la fortuna di viverlo con i grandi personaggi di allora che hanno fatto la storia di diverse società ma anche del calcio, non ci sono più.

Infine vorrei ringraziare il signor Girella per l’invito ed anche perchè mi dicono si stia prendendo cura del centro sportivo S. Agata. Io manco da lì da tre anni e mezzo e non ho nessun tipo di rammarico. Nessun rammarico perchè so che la Reggina ha fatto qualcosa di veramente importante per questa città. Da quella struttura sono passati tantissimi giovani, molti dei quali hanno avuto un percorso professionale importante.
Se dai la mano ad un milanista lavala, ma se la dai ad uno juventino controlla che non ti manchi un dito