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COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

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COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

Messaggioda Geronimo » 15/08/2011, 10:44

Da un capitolo di un libro (Lo spazio delle varianti) di Valid Zeland

Il Pendolo

Gruppi di persone che pensano in una stessa direzione creano delle strutture energetiche
d’informazione, i pendoli. Queste strutture incominciano ad evolversi autonomamente
assoggettando gli individui alle loro leggi. Le persone non si rendono conto di agire
(involontariamente) negli interessi dei pendoli. Come risvegliarsi da quest’invischiante
allucinazione?
Datevi in affitto
I pendoli distruttivi Fin dall’infanzia ci hanno insegnato a sottometterci alla volontà altrui, a fare il nostro dovere, a
servire la patria, la famiglia, il partito politico, la ditta, lo stato , l’idea...servire tutti e qualsiasi
cosa e solo in ultima istanza noi stessi. Ognuno di noi in un modo più a meno accentuato ha un
senso del dovere, della responsabilità, dell’obbligo e di colpa. Ognuno di noi in un modo o in un
altro “presta servizio” presso una comunità o un gruppo: la famiglia, il club, la scuola, la ditta, il
partito politico, lo stato e così via. Tutte queste strutture nascono e si sviluppano allorché un
singolo gruppo di individui incomincia a pensare e ad agire in una stessa direzione. Ad esso poi
si aggiungono nuove persone, la struttura cresce e si allarga, prende forza, obbliga i propri
membri ad osservare delle regole prestabilite e può finire per sottomettere larghi strati di società.
A livello di realizzazione materiale la struttura risulta formata da individui accomunati
dagli stessi scopi e da beni materiali quali edifici, costruzioni, arredi, attrezzature, mezzi tecnici
eccetera. Ma che cosa c’è dietro a tutto ciò a livello energetico?
La struttura prende vita quando i pensieri di un gruppo di individui vanno in una stessa direzione
e di conseguenza i parametri di energia mentale di ognuno sono identici.
L’energia del pensiero di singoli individui si incanala in un unico flusso. In questo caso, in
mezzo a un oceano di energia libera, si crea una singola struttura energetica d’informazione – un
pendolo energetico. Questa struttura comincia a vivere di vita propria e ad assoggettare alle sue
leggi gli individui responsabili della sua creazione.
Perché un pendolo? Perché oscilla con frequenza tanto più forte quanto maggiore è il
numero degli individui che lo nutrono d’energia.
Ogni pendolo ha la sua frequenza tipica di oscillazione. Un’altalena, ad esempio, può oscillare
solo se si esercita una forza di determinata frequenza. Questa frequenza si chiama risonanza. Se
il numero di sostenitori del pendolo viene meno, le sue oscillazioni si smorzano. Quando non
rimangono più sostenitori, il pendolo si ferma e muore come entità. Ecco una serie di esempi di
pendoli estinti: le antiche religioni pagane, gli strumenti di lavoro di pietra, gli antichi tipi di
armi, le vecchie tendenze della moda, i dischi di vinile...Tutto quello che era in uso un tempo e
ora non si usa più.
Vi chiederete forse con meraviglia: si tratta veramente di pendoli?
Si, qualsivoglia struttura dotata di attributi propri e creata dall’energia di individui è un pendolo.
Più in generale si può dire che qualsiasi essere vivente in grado di irradiare energia in un’unica
direzione prima o poi crea un pendolo energetico. Ecco degli esempi di pendolo tratti dal mondo
naturale: le colonie di batteri, le popolazioni di esseri viventi, un branco di pesci, una mandria di
bovini, distese boschive, praterie, formicai – ogni tipo di struttura omogenea e più o meno
organizzata di organismi viventi.
Ogni singolo organismo vivente è di per sé un pendolo elementare, rappresentando un ‘
unità energetica. Un gruppo di simili unità di pendoli che incomincia ad oscillare all’unisono dà
vita a un pendolo di gruppo. Cominciando ad esistere come struttura singola e indipendente esso
prende a sovrastare i propri membri e a fissare un insieme di regole finalizzate a tenere insieme
i membri già esistenti e ad accattivarne di nuovi. Una tale struttura è indipendente nel senso che
si evolve autonomamente, secondo leggi proprie. I suoi sostenitori/membri non si rendono conto
di operare secondo le leggi del pendolo e non di propria volontà.
L’apparato burocratico, per fare un esempio, si sviluppa come struttura autonoma,
indipendentemente dalla volontà dei singoli funzionari. è probabile che un funzionario influente
possa decidere in autonomia, tuttavia le sue decisioni non potranno entrare in conflitto con le
leggi del sistema , in caso contrario egli verrebbe espulso.
Persino un individuo preso singolarmente, rappresentando un pendolo, non si rende sempre
conto delle motivazioni che lo spingono ad agire in un determinato modo. Basti pensare ai
vampiri energetici.
Ogni pendolo per sua natura è distruttivo, assorbendo esso l’energia dei suoi sostenitori
assoggettando questi ultimi al proprio potere. Il carattere distruttivo del pendolo si manifesta
nella sua totale indifferenza al destino di ogni singolo membro. L’obiettivo del pendolo è solo
uno – ricevere l’energia del membro. Quale possa essere in tutto ciò il vantaggio del singolomembro per il pendolo non ha nessuna importanza.
L’individuo che subisce l’influenza del
sistema è costretto a costruire la sua vita in conformità alle leggi imposte dal sistema,
diversamente rischia di finirne stritolato ed espulso. Chi si trova a subire la pressione di un
pendolo distruttivo può rovinarsi con estrema facilità l’intera esistenza. Sfuggirne indenni è di
solito molto difficile.
Se una persona ha fortuna, riesce a trovare il suo posticino nel sistema e ad assestarsi li’,
vivendo come un pesce nell’acqua. Dal suo posto egli, come membro, fornisce energia al
pendolo e quest’ultimo lo ricambia, garantendogli un ambiente di sopravvivenza. Qualora però
egli violasse le leggi della struttura e la sua frequenza di irradiazione non coincidesse più con
quella di risonanza delle oscillazioni del pendolo, quest’ultimo, privato di una fonte d’ energia,
finirebbe per ripudiarlo o distruggerlo.
La vita nella struttura di un pendolo si trasforma per contro in un supplizio o in una
squallida sopravvivenza per chi si estrania. In questi casi il pendolo diventa letteralmente
distruttivo e il soggetto perde completamente la sua libertà. Che gli piaccia o meno egli viene
costretto a vivere secondo leggi imposte e relegato al ruolo di vite in un grande ingranaggio.
C’è anche chi, finendo sotto l’ala protettiva di un pendolo, raggiunge risultati eccellenti.
Napoleone, Hitler, Stalin e analoghe personalità della storia sono tutti i favoriti dei pendoli
distruttivi. Anche in questi casi però i pendoli non si preoccupano del benessere dei loro singoli
membri, impegnati come sono ad utilizzarli per i propri scopi. Quando fu chiesto a Napoleone
se si fosse mai sentito veramente felice egli poté ricordare di tutta la sua vita solo pochi giorni.
Il pendolo utilizza metodi sofisticati per l’adescamento di nuovi seguaci, (che attira come
mosche al miele). Quante volte gli individui, allettati dai trucchi pubblicitari dei pendoli, si
allontanano dalla felicità che avevano sotto al naso! Vanno a fare il servizio militare e muoiono.
Affrontano studi e imparano una professione che non è la loro. Trovano un lavoro estraneo alla
loro personalità, purtuttavia di prestigio, e affondano in un mare di guai. Legano la propria vita a
una persona che non è quella giusta e soffrono fino alla fine dei loro giorni.
L’attività del pendolo porta spesso alla distruzione dei destini dei suoi singoli membri,
per quanto esso cerchi di mascherare le sue motivazioni sotto sembianze di virtù. Il rischio più
grave per un individuo che subisce la pressione di un pendolo distruttivo consiste nel fatto che
quest’ultimo fa deviare la sua vittima da quelle linee della vita dove egli potrebbe trovare la sua
fortuna.
Ultima modifica di Geronimo il 15/08/2011, 11:16, modificato 1 volta in totale.
Forse la gente si è abituata ad avere una grande squadra senza accorgersi che ogni traguardo per la Reggina resta sempre una grande conquista”


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Re: COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

Messaggioda ERIK LARSSON © » 15/08/2011, 10:58

Geronimo ha scritto: Come risvegliarsi da quest’invischiante
allucinazione?


Avrei due o tre proposte:

1) Leggendo, forse, il libro: "Lo spazio delle varianti" di Vadim Zeland e nella fattispecie il capitolo II???

2) Cercando di citare gli autori come legittimi proprietari di quello che si riporta non facendo copia incolla???

3) Evitando di parlare di pendoli, quando si è essi stessi pendoli, da molto moltissimo tempo???
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Re: COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

Messaggioda Geronimo » 15/08/2011, 11:07

ERIK LARSSON © ha scritto:
Geronimo ha scritto: Come risvegliarsi da quest’invischiante
allucinazione?


Avrei due o tre proposte:

1) Leggendo, forse, il libro: "Lo spazio delle varianti" di Vadim Zeland e nella fattispecie il capitolo II???

2) Cercando di citare gli autori come leggittimi proprietari di quello che si riporta non facendo copia incolla???

3) Evitando di parlare di pendoli, quando si è essi stessi pendoli, da molto moltissimo tempo???


E' solo un capitolo del libro di Zeland, il punto non è il pensiero e la relativa fonte, ma cercare di allontanare il Pendolo dalla comunità.
Io faccio parte di un solo Pendolo, il calcio, il resto non mi appartiene.
Cmq se hai già letto il libro, sei sulla buona strada, anche se tu hai 2 Pendoli belli pesanti: Berlusconi e Lillo Foti. :wink
Forse la gente si è abituata ad avere una grande squadra senza accorgersi che ogni traguardo per la Reggina resta sempre una grande conquista”


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Re: COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

Messaggioda ERIK LARSSON © » 15/08/2011, 11:09

Geronimo ha scritto:
ERIK LARSSON © ha scritto:
Geronimo ha scritto: Come risvegliarsi da quest’invischiante
allucinazione?


Avrei due o tre proposte:

1) Leggendo, forse, il libro: "Lo spazio delle varianti" di Vadim Zeland e nella fattispecie il capitolo II???

2) Cercando di citare gli autori come leggittimi proprietari di quello che si riporta non facendo copia incolla???

3) Evitando di parlare di pendoli, quando si è essi stessi pendoli, da molto moltissimo tempo???


E' solo un capitolo del libro di Zeland, il punto non è il pensiero e la relativa fonte, ma cercare di allontanare il Pendolo dalla comunità.
Io faccio parte di un solo Pendolo, il calcio, il resto non mi appartiene.
Cmq se hai già letto il libro, sei sulla buona strada, anche se tu hai 2 Pendoli belli pesanti: Berlusconi e Lillo Foti. :wink


Che strano e io che pensavo di avere un unico pendolo.....localizzato nell'interno coscia.....
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Re: COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

Messaggioda Geronimo » 15/08/2011, 11:14

ERIK LARSSON © ha scritto:
Che strano e io che pensavo di avere un unico pendolo.....localizzato nell'interno coscia.....


Ti do atto che non ti sei mai piegato al Pendolo del forum, ma appartieni a diversi schieramenti. Quando cavalcherai la vita con leggerezza e sarai libero da legami di dipendenza avrai raggiunto molti obiettivi.
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Re: COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

Messaggioda ERIK LARSSON © » 15/08/2011, 11:17

Geronimo ha scritto:.... Quando cavalcherai......



Qui mi trovi d'accordo in pieno. L'essenza della vita, direi che la funzione del pendolo, sta tutta nell'operazione suddetta.
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Re: COME NON TRASFORMARE IL FORUM IN UN PENDOLO

Messaggioda Geronimo » 15/08/2011, 11:24

ERIK LARSSON © ha scritto:
Geronimo ha scritto:.... Quando cavalcherai......



Qui mi trovi d'accordo in pieno. L'essenza della vita, direi che la funzione del pendolo, sta tutta nell'operazione suddetta.


Eppure eri partito con il piede giusto, dimostrando di conoscere un argomento difficile come il Pendolo. Invece poi sei sfociato nel Pendolo del sesso. Come dire che la trilogia di Vadim Zeland è solo una farsa.
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