MPS: la bancarossa del monte dei guai

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doddi
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 27/01/2013, 20:24

Ma inZomma sto cacchio di piDDi', condominiale, circoscrizionale, comunale, provinciale, regionale e naxionale cintRa o noncintRa in questo turbiglioooonnn di accadimenti?

O vi spaventate di essere sbranati dal mostro di Bettole e non usate i polpastrelli?
:D
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da rorschach » 27/01/2013, 20:31

doddi ha scritto:Ma inZomma sto cacchio di piDDi', condominiale, circoscrizionale, comunale, provinciale, regionale e naxionale cintRa o noncintRa in questo turbiglioooonnn di accadimenti?

O vi spaventate di essere sbranati dal mostro di Bettole e non usate i polpastrelli?
:D
L'abbiamo capito che ti interessa solo quello. Proprio per questo non vale la pena risponderti :salut
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da _naka » 27/01/2013, 20:34

rorschach ha scritto:
_naka ha scritto: questo è il paese che manda in carcere corona x 5 anni x 25.000 euro .... mentre i veri responsabili di queste cose non vengono mai accertate...se la devono salvare gli italiani senza sapere chi ha causato tutto ciò x me può anche fallire...
A parte che è OT: gli hanno dato il minimo a Corona per estorsione (vedi articolo 629 c.p.), ha pure tentato di scappare e vi stracciate ancora le vesti per lui ? Incredibile :muro:

I magistrati stanno indagando per vedere se ci sono reati. Potrebbe anche esseresemplice incapacità: in fondo siamo in regime di libero mercato, non possiamo mica permetterci il controllo capillare che fa la Cina sulle sue banche, ad esempio.
Nel caso di reati, se i tizi in questione non si fanno la galera è colpa dei legislatori che abbiamo eletto fino all'altroieri. Se volete cambiare le cose va benissimo anche Grillo, basta che andiate a votare :salut
infatti andrò a votare grillo.....ps a me di corona non mi frega nulla, è solo x sottolineare che gente come lui (non un delinquente ma un ingenuo)si prende condanne che altri meriterebbero....
PIU' VIVO PIU' TI AMO ! Tu sempre tu ,canterò sempre di più !! Ho visto la reggina mi sono innamorato e non la lascerò mai più !
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da _naka » 27/01/2013, 20:35

Regmi ha scritto:
Giustu!
Quandu nci vonnu ci vonnu!! Pofferbacco!!!!
se devi rispondere cosi è meglio non scrivere nulla .... oppure hai paura che qualche responsabile di questa situazione è del tuo partito politico?
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 27/01/2013, 23:02

rorschach ha scritto:
doddi ha scritto:Ma inZomma sto cacchio di piDDi', condominiale, circoscrizionale, comunale, provinciale, regionale e naxionale cintRa o noncintRa in questo turbiglioooonnn di accadimenti?

O vi spaventate di essere sbranati dal mostro di Bettole e non usate i polpastrelli?
:D
L'abbiamo capito che ti interessa solo quello. Proprio per questo non vale la pena risponderti :salut
A me non interessa solo quello, m'interessa anche quello.
Ma l'incapacità di autocritica non è una novità ma l'ovvia conseguenza di chi si ritiene perfetto e geneticamente superiore...ma alla fine si rivela per quel che è.

Ci sono 35.000 dipendenti in ballo, milioni di correntisti e un sistema bancario, per quanto lurido possa essere, cui dovrà essere parato il culo.

Si spera che il vizio delle "banche" a stò giro glielo levano definitivamente...si spera.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 27/01/2013, 23:06

http://www.corriere.it/economia/13_genn ... ae83.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;


Documenti - Tra settembre e dicembre del 2011 il culmine della crisi.

«Quanti Btp abbiamo in portafoglio?»
Quei consigli del Monte ad alta tensione

L'inchiesta della Procura punta sui fondi chiesti alle banche per Antonveneta

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

SIENA - A inizio settembre 2011, travolta dalla crisi del debito sovrano, Mps appare una banca in affanno: sempre meno liquidità, sempre più perdite causate dall'impazzimento dello spread e difficoltà crescenti a gestire la massa enorme di Btp in pancia. È in quei giorni che i consiglieri di amministrazione prendono coscienza che devono intervenire. Ma per farlo, prima devono capire che cosa succede davvero nei portafogli della banca, più di quanto non sapessero (o avrebbero dovuto sapere) fino a quel momento. E a poco a poco capiscono che «non è più consentito compensare eventuali inefficienze... con i rischi finanziari», come disse il 24 novembre 2011 il presidente Giuseppe Mussari riassumendo un ragionamento del consigliere Frederic De Courtois, numero uno della francese Axa, socio al 3,7 per cento.


I verbali del consiglio da settembre a dicembre 2011 - quando come segnale per il mercato il direttore generale Antonio Vigni lascerà la banca in anticipo rispetto all'aprile 2012 (quando lasciò Mussari) - mostrano le preoccupazioni per l'impossibilità di gestire un meccanismo intricatissimo di prestiti e titoli dati a garanzia degli stessi finanziamenti, nel quale il Montepaschi sembra avvitarsi. E poi c'è il timore per il monito dell'Authority europea (Eba), che a fine 2011 impone una ricapitalizzazione da 3 miliardi per coprire le perdite legate alle svalutazioni dei Btp in portafoglio. Dei derivati «Alexandria», «Santorini», «Nota Italia» e delle altre operazioni oggi sotto la lente della procura di Siena ufficialmente non c'è menzione nei verbali di quel periodo. Ma dalle domande si intuisce il sospetto dei consiglieri che qualcosa non girasse nel verso giusto.
«Quanti Btp abbiamo in portafoglio?», chiede secco Francesco Gaetano Caltagirone, vicepresidente e azionista con il 4%, al consiglio dell'8 settembre. Di lì a poco tempo Caltagirone venderà tutte le azioni e lascerà il board. Il capo del risk management Giovanni Conti, con accanto il direttore finanza Gianluca Baldassarri, spiega che reperire la liquidità diventa sempre più difficile, anche per la «necessità di integrazioni di collaterale in relazione ai pronti contro termine effettuati dalla banca, che hanno come sottostante titoli governativi italiani». Insomma, si annaspava. E risponde a Caltagirone: 28 miliardi di titoli governativi, 21,6 dei quali dello Stato italiano, il 40% dei quali «si concentra su scadenza lunghe». Caltagirone contesta: Il portafoglio è «marcatamente sbilanciato» sia per Paese sia per le scadenze «prolungate». Baldassarri cerca di difendersi: se avessimo comprato altri Paesi «equipollenti» all'Italia ci saremmo trovati nella stessa situazione; se avessimo comprato Bund tedeschi saremmo stati più protetti, ma i guadagni sarebbero stati «nulli o addirittura negativi». Insomma, bisogna rischiare.


«La situazione non è ulteriormente sostenibile», è la reazione di Caltagirone, «sia come rischiosità che come conseguenze di conto economico, si devono prendere opportuni provvedimenti per alleggerire queste posizioni». Mussari prova a rabbonirlo: definisce «ragionevole» la posizione di Caltagirone e propone di non rinnovare i bond che vanno a scadenza o di venderli se il valore si allineasse «a quello facciale».
Caltagirone insiste: ma quanti ne abbiamo, di bond, rispetto alle altre banche? «Più o meno siamo simili agli altri istituti come percentuale dell'attivo», risponde Baldassarri, ma «Mps ha scadenze medie più protratte nel tempo». Poi sul tema chiede tempo per poterlo approfondire. Anche Turiddo Campaini (Unicoop Firenze) storce il naso: «La situazione attuale è il risultato di comportamenti troppo oscillanti in ricerca estrema di risultato economico», invece «c'è bisogno di procedere con maggiore linearità e minore concentrazione del rischio». A metterci una pezza ci prova Lorenzo Gorgoni (soci pugliesi), chiedendo di non vendere in forte perdita: «L'unica possibilità è aspettare e vedere se ritorna un po' di sereno». A quel punto interviene Vigni a cercare di mettere ordine: la tensione nella liquidità dipende «non tanto e non solo dal portafoglio titoli» quanto dall'insieme di raccolta e impieghi, che sono stati fortemente ridotti: «La banca ha superato anche le giornate più critiche in maniera serena».


Il 24 novembre sono ancora liquidità e investimenti al centro del dibattito. De Courtois torna sul punto: «La dimensione e la composizione del portafoglio hanno un impatto negativo sulla percezione del mercato riguardo alla Banca, con riflessi sul corso del titolo. Serve un'esposizione analitica titolo per titolo».
Per il 16 dicembre il dossier è pronto ma di fatto inutilizzabile: la documentazione «è stata messa a disposizione dei consiglieri solo da poco tempo», attacca Alfredo Monaci (oppositore dell'ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi e ora candidato alla Camera per la lista Scelta Civica di Mario Monti). Si rinvia a un successivo consiglio. Ma pochi giorni dopo Vigni si dimetterà. E il nuovo amministratore delegato Fabrizio Viola avvierà un'altra revisione, più incisiva, ora al vaglio degli inquirenti.
Proprio sulla liquidità si concentrano le indagini della procura e del nucleo valutario della Guardia di Finanza: una liquidità che sarebbe stata difficile da reperire fin dai tempi dell'acquisizione di Antonveneta, in particolare per rimborsare Abn Amro dei 7,9 miliardi di prestiti interbancari concessi alla banca padovana. Le operazioni di finanziamento sono sotto esame per verificare se siano state esposte correttamente alla Banca d'Italia. E se per caso qualcuno, nei vari passaggi tortuosi, non vi abbia fatto qualche «cresta».




Fabrizio Massaro
fmassaro@corriere.it
27 gennaio 2013 | 8:01
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da rorschach » 27/01/2013, 23:59

doddi ha scritto: Ma l'incapacità di autocritica non è una novità ma l'ovvia conseguenza di chi si ritiene perfetto e geneticamente superiore...ma alla fine si rivela per quel che è.
L'autocritica c'è eccome, mica siamo come te che ti dilegui appena c'è da criticare la tua parte. Di Verdini e della sua banca non te ne fregava nulla, giusto? Quindi ora vuoi una risposta solo perché la banca sta dall'altra parte? Per questo non c'è possibilità di discussione con te
suonatore Jones

Re: R: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da suonatore Jones » 28/01/2013, 0:05

rorschach ha scritto:
doddi ha scritto: Ma l'incapacità di autocritica non è una novità ma l'ovvia conseguenza di chi si ritiene perfetto e geneticamente superiore...ma alla fine si rivela per quel che è.
L'autocritica c'è eccome, mica siamo come te che ti dilegui appena c'è da criticare la tua parte. Di Verdini e della sua banca non te ne fregava nulla, giusto? Quindi ora vuoi una risposta solo perché la banca sta dall'altra parte? Per questo non c'è possibilità di discussione con te
Ti stimo per la pazienza, oltre che per l'acume
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 28/01/2013, 9:12

rorschach ha scritto:
doddi ha scritto: Ma l'incapacità di autocritica non è una novità ma l'ovvia conseguenza di chi si ritiene perfetto e geneticamente superiore...ma alla fine si rivela per quel che è.
L'autocritica c'è eccome, mica siamo come te che ti dilegui appena c'è da criticare la tua parte. Di Verdini e della sua banca non te ne fregava nulla, giusto? Quindi ora vuoi una risposta solo perché la banca sta dall'altra parte? Per questo non c'è possibilità di discussione con te
Non ricordo neppure se la vicenda è stata discussa sul forum.
Sinceramente non ricordando neppure il nome, sono andato su wikipedia per cercare il nome di questa banca di Verdini, si chiama(va) Credito Cooperativo Fiorentino, ed ho scoperto che ha (aveva) sette sportelli in tutto, in due comuni, Campi di Bisenzio e Firenze, per un totale di 73 dipendenti, i dati sono aggiornati al 2009.

http://it.wikipedia.org/wiki/Credito_Co ... Fiorentino" onclick="window.open(this.href);return false;

Il paragone è decisamente calzante.

Hai ragione. Non c'è possibilità di discussione 8-)
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da aquamoon » 28/01/2013, 10:26

doddi ha scritto: Non ricordo neppure se la vicenda è stata discussa sul forum.
Sinceramente non ricordando neppure il nome, sono andato su wikipedia per cercare il nome di questa banca di Verdini, si chiama(va) Credito Cooperativo Fiorentino, ed ho scoperto che ha (aveva) sette sportelli in tutto, in due comuni, Campi di Bisenzio e Firenze, per un totale di 73 dipendenti, i dati sono aggiornati al 2009.

http://it.wikipedia.org/wiki/Credito_Co ... Fiorentino" onclick="window.open(this.href);return false;

Il paragone è decisamente calzante.

Hai ragione. Non c'è possibilità di discussione 8-)
Le discussioni prevedono almeno due interlocutori e un filo logico.
Effettivamente, cristallizzando la propria attenzione sull'involucro e non sul contenuto, la logica va a farsi strabenedire e le possibilità di discutere si riducono...
non ad un punto tale però da pregiudicarne definitivamente il prosieguo.
Alla finta tontaggine (dati aggiornati al 2009 pur vivendo nel 2013 :mrgreen: ) ci soccorre la stessa wikipedia:
Il 23 luglio 2010 in una lettera (resa pubblica il 26 luglio) si dimette da presidente e consigliere del consiglio di amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino a causa dello scandalo P3 che lo vede coinvolto per corruzione e violazione della Legge Anselmi sulle società segrete.

Verdini ha affermato: "Su di me scatenata una tempesta mediatica e queste accuse rischiano di gettare ombra sulla banca"[2][3]. Per solidarietà a Verdini si è dimesso dopo poche ore tutto il consiglio di amministrazione del credito[4]. Alcuni politici, come Fini, ne hanno chiesto le dimissioni anche dagli incarichi politici[5].
La Banca d'Italia, con delibera unanime del Direttorio del 20 luglio 2010, aveva peraltro già proposto al Ministro dell'Economia e delle Finanze "la sottoposizione dell'azienda alla procedura di amministrazione straordinaria per gravi irregolarità nell'amministrazione e gravi violazioni normative"[6].

Con decreto del 27 luglio il Ministro dell'Economia ha disposto il commissariamento della banca[6]. Il 14 agosto la Banca d'Italia contesta a Verdini un conflitto d'interessi pari a 60,5 milioni di euro per la banca di cui è stato amministratore[7]. Nel marzo 2012 l'istituto, sottoposto dalla Banca d'Italia a liquidazione coatta amministrativa cessa di esistere.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Verdini" onclick="window.open(this.href);return false;)

da dove si evince che i sette sportelli altro non erano che specchietti per allodole ben disposte.
Colmato il vuoto temporale tra il 2009 ed il 2013, la stessa pagina di wikipedia ci illumina circa l'attuale posizione del verdini che, ricordiamolo è l'attuale selezionatore della squadra(ccia) di proprietà del già condannato in primo grado a quattro anni di reclusione, ovvero sua bassezza silvio berlusconi.
Stesso link di prima:

Nel febbraio 2010 è stato indagato dalla Procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione, riguardo ad alcune irregolarità a lui imputabili su alcuni appalti a Firenze e a La Maddalena, sede in cui si sarebbe dovuto tenere il G8 (poi spostato a L'Aquila)[10]. Il gip si riserva la decisione di ricorrere ad eventuale rinvio a giudizio.

Nel maggio 2010 è indagato dalla Procura di Roma in un'inchiesta su un presunto comitato d'affari, la cosiddetta "cricca", che avrebbe gestito degli appalti pubblici in maniera illecita[11].

Nel luglio 2010 vennero arrestati l'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma in un'inchiesta che puntava a scoperchiare una cupola che avrebbe avuto interesse nella gestione degli appalti sull'energia eolica in Sardegna (che vede indagato anche il governatore PDL della Sardegna Ugo Cappellacci), insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia Cristiana e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli. Queste persone vennero accusate dalla Procura di Roma di aver esercitato presunte forzature sui giudici della Corte Costituzionale al fine di favorire il giudizio di legittimità costituzionale sul Lodo Alfano, di aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale "Per la Lombardia"[12], collegata al candidato di centrodestra alle elezioni regionali del 2010 e successivamente eletto governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni e, infine, di aver favorito la nomina a presidente della Corte d'Appello di Milano al pm Alfonso Marra.

Dall'inchiesta è emerso che il 23 settembre 2009 avrebbe avuto luogo un incontro presso l'abitazione di Denis Verdini, a cui avrebbero preso parte l'imprenditore Flavio Carboni, il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, oltre ad Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi. In questa riunione si sarebbe delineata la strategia di persuasioni indebite da adottare sui giudici della Consulta intorno all'approvazione del lodo che, il 7 ottobre 2009, verrà poi bocciato perché ritenuto incostituzionale[12]. Il leader dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro ha definito la cupola che si sarebbe costruita attorno a Flavio Carboni una "nuova loggia massonica", con le stesse caratteristiche della vecchia loggia Propaganda 2. Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, ha chiesto all'esecutivo di far luce sulla vicenda, mentre il senatore e capogruppo dell'UDC Giampiero D'Alia ha richiesto l'intervento della Commissione parlamentare Antimafia.[13]

Il 12 giugno 2012 La Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati ha accordato ai magistrati di utilizzare le intercettazioni (34 in tutto) che coinvolgono Denis Verdini, nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. Il PdL è stato l’unico partito a votare contro



Colmata anche l'amnesia pret a porter usata come incipit del tuo post:
Non ricordo neppure se la vicenda è stata discussa sul forum. Sinceramente non ricordando neppure il nome...
si potrebbe pure riprendere la conversazione...
c'è una banca attribuita al PD per ius soli e c'è n'è un'altra la cui proprietà è del coordinatore nazionale del PdL;
per quelli che hanno lo stomaco foderato di moquette è una splendida occasione per attaccare il PD,
per altri, per esempio per me,
è l'ennesimo caso di schizofrenia politica condita da esibita ignoranza... tattica.
:salut
Verdini, nel caso ti fossi dimenticato anche di questo, è il tipo che ha deciso che tu voterai per scilipoti... e l'autore del proprio futuro e destino dovrebbe avere la massima fiducia da parte di chi gli consegna la propria coscienza...
è giusto che tu lo difenda.
:salut

P.S. tu che sai,
mezzarena ha ritirato la candidatura o è sempre al settimo posto della hit parade?
"Avevo ritirato la mia candidatura, ho appreso dalla stampa di essere stato inserito"
... ma non si vergogna?
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 28/01/2013, 11:02

aquamoon ha scritto:
doddi ha scritto: Non ricordo neppure se la vicenda è stata discussa sul forum.
Sinceramente non ricordando neppure il nome, sono andato su wikipedia per cercare il nome di questa banca di Verdini, si chiama(va) Credito Cooperativo Fiorentino, ed ho scoperto che ha (aveva) sette sportelli in tutto, in due comuni, Campi di Bisenzio e Firenze, per un totale di 73 dipendenti, i dati sono aggiornati al 2009.

http://it.wikipedia.org/wiki/Credito_Co ... Fiorentino" onclick="window.open(this.href);return false;

Il paragone è decisamente calzante.

Hai ragione. Non c'è possibilità di discussione 8-)
Le discussioni prevedono almeno due interlocutori e un filo logico.
Effettivamente, cristallizzando la propria attenzione sull'involucro e non sul contenuto, la logica va a farsi strabenedire e le possibilità di discutere si riducono...
non ad un punto tale però da pregiudicarne definitivamente il prosieguo.
Alla finta tontaggine (dati aggiornati al 2009 pur vivendo nel 2013 :mrgreen: ) ci soccorre la stessa wikipedia:
Il 23 luglio 2010 in una lettera (resa pubblica il 26 luglio) si dimette da presidente e consigliere del consiglio di amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino a causa dello scandalo P3 che lo vede coinvolto per corruzione e violazione della Legge Anselmi sulle società segrete.

Verdini ha affermato: "Su di me scatenata una tempesta mediatica e queste accuse rischiano di gettare ombra sulla banca"[2][3]. Per solidarietà a Verdini si è dimesso dopo poche ore tutto il consiglio di amministrazione del credito[4]. Alcuni politici, come Fini, ne hanno chiesto le dimissioni anche dagli incarichi politici[5].
La Banca d'Italia, con delibera unanime del Direttorio del 20 luglio 2010, aveva peraltro già proposto al Ministro dell'Economia e delle Finanze "la sottoposizione dell'azienda alla procedura di amministrazione straordinaria per gravi irregolarità nell'amministrazione e gravi violazioni normative"[6].

Con decreto del 27 luglio il Ministro dell'Economia ha disposto il commissariamento della banca[6]. Il 14 agosto la Banca d'Italia contesta a Verdini un conflitto d'interessi pari a 60,5 milioni di euro per la banca di cui è stato amministratore[7]. Nel marzo 2012 l'istituto, sottoposto dalla Banca d'Italia a liquidazione coatta amministrativa cessa di esistere.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Verdini" onclick="window.open(this.href);return false;)

da dove si evince che i sette sportelli altro non erano che specchietti per allodole ben disposte.
Colmato il vuoto temporale tra il 2009 ed il 2013, la stessa pagina di wikipedia ci illumina circa l'attuale posizione del verdini che, ricordiamolo è l'attuale selezionatore della squadra(ccia) di proprietà del già condannato in primo grado a quattro anni di reclusione, ovvero sua bassezza silvio berlusconi.
Stesso link di prima:

Nel febbraio 2010 è stato indagato dalla Procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione, riguardo ad alcune irregolarità a lui imputabili su alcuni appalti a Firenze e a La Maddalena, sede in cui si sarebbe dovuto tenere il G8 (poi spostato a L'Aquila)[10]. Il gip si riserva la decisione di ricorrere ad eventuale rinvio a giudizio.

Nel maggio 2010 è indagato dalla Procura di Roma in un'inchiesta su un presunto comitato d'affari, la cosiddetta "cricca", che avrebbe gestito degli appalti pubblici in maniera illecita[11].

Nel luglio 2010 vennero arrestati l'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma in un'inchiesta che puntava a scoperchiare una cupola che avrebbe avuto interesse nella gestione degli appalti sull'energia eolica in Sardegna (che vede indagato anche il governatore PDL della Sardegna Ugo Cappellacci), insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia Cristiana e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli. Queste persone vennero accusate dalla Procura di Roma di aver esercitato presunte forzature sui giudici della Corte Costituzionale al fine di favorire il giudizio di legittimità costituzionale sul Lodo Alfano, di aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale "Per la Lombardia"[12], collegata al candidato di centrodestra alle elezioni regionali del 2010 e successivamente eletto governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni e, infine, di aver favorito la nomina a presidente della Corte d'Appello di Milano al pm Alfonso Marra.

Dall'inchiesta è emerso che il 23 settembre 2009 avrebbe avuto luogo un incontro presso l'abitazione di Denis Verdini, a cui avrebbero preso parte l'imprenditore Flavio Carboni, il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, oltre ad Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi. In questa riunione si sarebbe delineata la strategia di persuasioni indebite da adottare sui giudici della Consulta intorno all'approvazione del lodo che, il 7 ottobre 2009, verrà poi bocciato perché ritenuto incostituzionale[12]. Il leader dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro ha definito la cupola che si sarebbe costruita attorno a Flavio Carboni una "nuova loggia massonica", con le stesse caratteristiche della vecchia loggia Propaganda 2. Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, ha chiesto all'esecutivo di far luce sulla vicenda, mentre il senatore e capogruppo dell'UDC Giampiero D'Alia ha richiesto l'intervento della Commissione parlamentare Antimafia.[13]

Il 12 giugno 2012 La Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati ha accordato ai magistrati di utilizzare le intercettazioni (34 in tutto) che coinvolgono Denis Verdini, nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. Il PdL è stato l’unico partito a votare contro



Colmata anche l'amnesia pret a porter usata come incipit del tuo post:
Non ricordo neppure se la vicenda è stata discussa sul forum. Sinceramente non ricordando neppure il nome...
si potrebbe pure riprendere la conversazione...
c'è una banca attribuita al PD per ius soli e c'è n'è un'altra la cui proprietà è del coordinatore nazionale del PdL;
per quelli che hanno lo stomaco foderato di moquette è una splendida occasione per attaccare il PD,
per altri, per esempio per me,
è l'ennesimo caso di schizofrenia politica condita da esibita ignoranza... tattica.
:salut
Verdini, nel caso ti fossi dimenticato anche di questo, è il tipo che ha deciso che tu voterai per scilipoti... e l'autore del proprio futuro e destino dovrebbe avere la massima fiducia da parte di chi gli consegna la propria coscienza...
è giusto che tu lo difenda.
:salut

P.S. tu che sai,
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"Avevo ritirato la mia candidatura, ho appreso dalla stampa di essere stato inserito"
... ma non si vergogna?
:mrgreen:
Perfetto carissimo aqua, adesso che è stata colmata la lacuna sulla bancarella, non trovo altra definizione indipendetemente da ciò che ha combinato il toscano, che se non fosse stata, anche, del coordinatore del PDL, personaggio assai "bizzarro", non ne avremmo neppure avuto l'occasione di scoprirne l'esistenza, potresti anche dare il tuo contributo sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena visto che ti vedo parecchio ferrato sull'argomento.

Mi pare che l'argomento sia ancora quello ... 8-)
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da aquamoon » 28/01/2013, 11:26

doddi ha scritto:
Perfetto carissimo aqua, adesso che è stata colmata la lacuna sulla bancarella, non trovo altra definizione indipendetemente da ciò che ha combinato il toscano, che se non fosse stata, anche, del coordinatore del PDL, personaggio assai "bizzarro", non ne avremmo neppure avuto l'occasione di scoprirne l'esistenza, potresti anche dare il tuo contributo sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena visto che ti vedo parecchio ferrato sull'argomento.

Mi pare che l'argomento sia ancora quello ... 8-)
Ti leggo un po' disattento, passi per il povero verdini che tu scopri essere bizzarro piuttosto che delinquente ma invitarmi a dare un contributo... è allarmante.
Ti ho già scritto cosa penso quando ho parlato di ius soli ma non te ne sei accorto, come non hai neppure preso in considerazione il pistolotto sulla coscienza intermittente e sulla dignità barattabile.
Capita.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 28/01/2013, 11:29

aquamoon ha scritto:
doddi ha scritto:
Perfetto carissimo aqua, adesso che è stata colmata la lacuna sulla bancarella, non trovo altra definizione indipendetemente da ciò che ha combinato il toscano, che se non fosse stata, anche, del coordinatore del PDL, personaggio assai "bizzarro", non ne avremmo neppure avuto l'occasione di scoprirne l'esistenza, potresti anche dare il tuo contributo sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena visto che ti vedo parecchio ferrato sull'argomento.

Mi pare che l'argomento sia ancora quello ... 8-)
Ti leggo un po' disattento, passi per il povero verdini che tu scopri essere bizzarro piuttosto che delinquente ma invitarmi a dare un contributo... è allarmante.
Ti ho già scritto cosa penso quando ho parlato di ius soli ma non te ne sei accorto, come non hai neppure preso in considerazione il pistolotto sulla coscienza intermittente e sulla dignità barattabile.
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Avevo anche letto dell'ignoranza tattica, ed ho preferito "dimenticare", e continuo a chiedermi: come può essere possibile farsi balenare in mente simili parallelismi tra due vicende che per problematiche, dimensioni, e possibili ripercussioni non hanno assolutamente da spartire?

Forse ti sfugge la portata del problema... ma penso proprio di no. Anzi ne sono certo.
Sarà tutta tattica, per rimanere in tema.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 28/01/2013, 11:42

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/ ... neta.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;



Mps, spunta un patto tra i toscani, Santander e Jp Morgan per l'acquisizione di Antonveneta
Conti truccati per far salire il prezzo e spartirsi poi la "plusvalenza" dell'affare

La Procura sospetta una maxitangenteSi indaga su manipolazioni del mercato09:57 - Monte dei Paschi e Santander si sarebbero accordati per fare salire il prezzo di Antonveneta e poi spartirsi il bottino. Spunta dalle carte in mano alla Guardia di Finanza l'ultimo intreccio che complica il caso Mps. I fatti risalgono al 2007 quando Santander, dopo aver acquistato Antonveneta per 6,3 miliardi di euro, in due mesi riuscì a rivenderla all'istituto toscano per 9,3 miliardi con un ulteriore miliardo di oneri.
Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, la banca spagnola e Mps raggiunsero l'accordo per dividersi la "plusvalenza" dell'affare e ai mediatori di Jp Morgan andò il miliardo in più che fece superare la soglia dei 10 miliardi di euro all'operazione. In merito alla vicenda, potrebbe presto essere chiamato a testimoniare il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior e responsabile di Santander per l'Italia, che all'epoca incontrò più volte, come confermano le agende e i documenti sequestrati, l'ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari.

Ma spunta anche il nome dell'avvocato Marco Cardia, figlio dell'ex presidente della Consob e cardine di alcuni aspetti dell'acquisizione di Antonveneta per conto dell'istituto toscano. E quello di Nicola Scocca, ex direttore finanziario della Fondazione Mps, testimone chiave che avrebbe già confermato le manovre illecite nella gestione dell'istituto.

La lettera di Vigni a Bankitalia
In mano alla magistratura c'è anche una lettera che risale all'ottobre del 2010, nella quale l'allora direttore generale di Mps, Antonio Vigni, risponde alla richiesta di chiarimenti arrivata dalla Banca d'Italia in merito all'aumento di capitale da un miliardo riservato a Jp Morgan. "In ordine all'assorbimento delle perdite Jp Morgan ha acquistato le proprietà delle azioni senza ricevere alcuna protezione esplicita o implicita dalla Banca", scrive Vigni. Tutto falso, secondo i pm.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da spiny79 » 28/01/2013, 13:40

giustamente con le nostre tasse dobbiamo pagare gli imbrogli che fanno questi porci...

ma attenzione a dire che è un buco in bilancio, è una "minusvalenza", altrimenti ti sbranano...

:muro:
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 29/01/2013, 12:05

Non siamo mica delle mammolette (cit. odierna del Compagno Segretario Gargamella)


Ad oggi non risultano cittadini sbranati nonostante il tema sia in cima alle cronache giornalistiche e televisive come servizio d'apertura.

Ieri Piazza Pulita ha dedicato la puntata al Monte dei Fiaschi. Ed il caso si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari.
Si dovrebbe andare verso la nazionalizzazione della banca, troppi "indizi" contabili/numerici portano in questa direzione.

Mi raccomando tenetevi informati anche se non intervenite per pudore ...(comprensibile 8-) )
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da pellarorc » 29/01/2013, 12:55

doddi io intervengo ma solo per dire appunto che mi sembra l`ennesimo caso di schizofrenia preelezioni
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 29/01/2013, 13:39

pellarorc ha scritto:doddi io intervengo ma solo per dire appunto che mi sembra l`ennesimo caso di schizofrenia preelezioni
Le elezioni a mio avviso c'entrano poco. Già da troppo tempo questo coperchio non si voleva sollevare dal pentolone ricco di ogni tipo di "mistero".


http://www.corriere.it/economia/13_genn ... 4ad7.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;

LO SCANDALO - La lettera di Bankitalia del 23 settembre 2008

Gli ex vertici Mps nascosero i derivati ai soci

L'accusa della Procura: ipotesi di truffa

Nel mirino le risposte inviate il 3 ottobre 2008 dai vertici per garantire la regolarità degli atti


ROMA - I vertici del Monte dei Paschi nascosero agli azionisti le operazioni sui «derivati» che dovevano servire a ripianare il debito causato dall'acquisto di Antonveneta. E per questo sono adesso indagati per truffa. Dopo le contestazioni di aggiotaggio, ostacolo agli organi di vigilanza e turbativa, l'inchiesta della Procura di Siena su quella voragine nel bilancio che scuote il mondo finanziario e politico fa un nuovo e clamoroso passo in avanti. Puntando all'allora responsabile dell'Area Finanza Gianluca Baldassari, ma anche all'ex presidente Giuseppe Mussari vero «motore», secondo l'accusa, di quanto accaduto tra il 2007 e il 2012. E artefice di quell'accordo con Jp Morgan che ebbe conseguenze disastrose per i conti della banca senese, perché gravato da due contratti «ancillari» che in realtà si rivelarono condizioni capestro. Nuovi elementi sono emersi su questo fronte rivelando anche le omissioni e le false comunicazioni trasmesse a Bankitalia che aveva chiesto chiarimenti. In particolare le lettere di risposta inviate il 3 ottobre 2008 dai vertici di Mps per garantire sulla regolarità degli atti che invece, accusano i magistrati, dichiaravano circostanze «non rispondenti al vero».

L'accordo nel cassetto
È il 10 ottobre 2012 quando l'amministratore delegato di Mps Fabrizio Viola e il presidente Alessandro Profumo scoprono l'esistenza di un contratto con la banca Nomura che risale a luglio 2009. Riguarda il «derivato» Alexandria e impone una correzione immediata nel bilancio 2012 da 220 milioni di euro, anche se in realtà il «buco» potrebbe essere molto più ampio. Il contratto non è infatti mai stato inserito nella contabilità degli anni precedenti perché è rimasto nella cassaforte del direttore generale Antonio Vigni per tre anni. Viene subito consegnato ai pubblici ministeri che già indagano sull'acquisto di Antonveneta.
L'esame affidato agli investigatori del Nucleo Valutario conferma che quel contratto è stato stipulato per cercare di colmare le perdite causate dalla plusvalenza di Antonveneta, comprata dagli spagnoli del Santander nel settembre 2007 per 6,3 miliardi di euro e rivenduta a Mps due mesi dopo per 9,3 miliardi di euro, con un'ulteriore esborso di un miliardo di euro per far fronte agli oneri. E per questo sia stato tenuto segreto. I vertici bancari hanno però l'obbligo di informare gli azionisti e soprattutto di «registrare» ogni accordo, cosa che invece non è avvenuta, come confermano l'esame dei libri contabili e gli interrogatori condotti nelle ultime settimane. Per questo è scattata l'accusa di truffa per Baldassari che siglò il contratto e per Mussari che avallò l'operazione. E adesso si valuta la posizione degli altri manager che erano informati dell'affare, primo fra tutti il direttore generale Antonio Vigni che controfirmò l'accordo con Nomura.

I contratti «ancillari»
L'indagine segue due binari paralleli. E sul primo (che si affianca a quello sui «derivati») viaggiano gli accertamenti per verificare che cosa accadde al momento di acquistare Antonveneta. L'attenzione rimane focalizzata su quell'aumento di capitale da un miliardo di euro riservato a Jp Morgan che si rivelò indispensabile per portare a termine l'affare perché consentì di far rimanere al livello 8 i «ratios patrimoniali». Fu sottoscritto con la liquidità raccolta dal collocamento di obbligazioni convertibili in obbligazioni Mps (i cosidetti Fresh 1) emesse attraverso la Bank of New York di Lussemburgo. Dopo aver accettato di pagare un prezzo così alto, i vertici di Mps furono infatti costretti a rastrellare denaro. E in questo modo esposero la banca a disastrose conseguenze come ha dimostrato l'esame dei due contratti «ancillari» allegati all'accordo con Jp Morgan, uno dei quali era un «swap trentennale». In sostanza, anziché essere un aumento di capitale puro - come fu comunicato alla Banca d'Italia che sollecitava chiarimenti - si trattava di un'emissione di strumenti innovativi di capitale. Cioè un vero e proprio prestito che dunque lasciava su Mps l'aggravio del rischio d'impresa. La conferma è arrivata dalle Fiamme Gialle che hanno accertato come il trasferimento a terzi del rischio non si sia mai realizzato visto che Mps risulta ancora gravata dall'onere di pagare la cedola di interessi del Fresh 1.


Le lettere a Bankitalia
Proprio su questa operazione Bankitalia aveva chiesto chiarimenti con una lettera inviata a Mps il 23 settembre 2008. Il primo a rispondere fu Vigni per garantire che «in ordine all'assorbimento delle perdite, Jp Morgan ha acquistato le proprietà delle azioni senza ricevere alcuna protezione esplicita o implicita dalla banca». E per assicurare che «i corrispettivi riconosciuti a Jp Morgan quale nudo proprietario nell'ambito del contratto di usufrutto non integrano il pagamento di un interesse sugli strumenti finanziari convertibili».
Agli atti dell'inchiesta è allegata un'altra lettera spedita a palazzo Koch dal presidente del collegio sindacale Tommaso Di Tanno e dai due sindaci Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti. Sono loro ad affermare che «nel suo complesso l'operazione patrimoniale con Jp Morgan realizza il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d'impresa per quanto attiene sia al capitale assorbimento delle perdite, sia alla remunerazione annuale (flessibilità dei pagamenti), replicando quindi agli effetti economici delle azioni». Dichiarazioni che, hanno verificato i magistrati, «non sono corrispondenti al vero» e tanto è bastato per far scattare le accuse di ostacolo agli organi di Vigilanza.


Fiorenza Sarzanini
fsarzanini@corriere.it
29 gennaio 2013 | 10:04
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 29/01/2013, 13:48

«È in atto un regolamento di conti all'interno di una vicenda della quale sono già del tutto evidenti le responsabilità politiche», ha dichiarato alla Newsletter del Gruppo dei Centouno l'ex vice presidente di Montepaschi (dal '92 al '97) e ex sindaco di Siena (dall'83 al '90), Vittorio Mazzoni Della Stella. «Una banca tra le più solide è stata spolpata sistematicamente e usata per alimentare quel potere che è lo stesso che poi decide sugli assetti dei vertici bancari».

di Cesare Peruzzi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/10rOMF" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da NinoMed » 29/01/2013, 16:53

doddi ha scritto:«È in atto un regolamento di conti all'interno di una vicenda della quale sono già del tutto evidenti le responsabilità politiche», ha dichiarato alla Newsletter del Gruppo dei Centouno l'ex vice presidente di Montepaschi (dal '92 al '97) e ex sindaco di Siena (dall'83 al '90), Vittorio Mazzoni Della Stella. «Una banca tra le più solide è stata spolpata sistematicamente e usata per alimentare quel potere che è lo stesso che poi decide sugli assetti dei vertici bancari».

di Cesare Peruzzi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/10rOMF" onclick="window.open(this.href);return false;

io non ho capito una cosa però, il MPS è stato salvato da Monti? quindi la colpa e di Monti e della sinistra che ha chiesto aiuto?

e quando era il tempo della nascita dei Tremonti bond era tutto legale era tutto giusto?

quelli che hanno "salvato" se riescono a ripagarli, oltre al MpS anche la Banca popolare di Milano , il Banco popolare (Lodi, Veorna, Novara) e Credito Valtellinese (che di valtellinese ha solo il nome)

non credo che serva specificarti come la Banca popolare di Milano sia collegata al PDL e allo scandalo dei prestiti facili a Paolo berlusconi, alla Brambilla, a Larussa, alla santanchè a Romani etc.. etc...

o come il Banco Popolare sia collegato alla Lega e come l'aiuto ricevuto sarebbe stato direttamente ispirato dai ministri dell’Economia Giulio Tremonti e dai suoi colleghi di governo della Lega Nord Calderoli e Bossi e mirerebbe soprattutto a rimborsare i soci della fallita "banca padana" CredieuroNord nella cui lista degli azionisti figuravano per l’appunto molti notabili della Lega, e come da una campagna pubblicitaria lo stesso Bossi ci metteva la faccia invitando i risparmiatori padani ad aprire il conto presso il "nuovo" Banco.

e in ultimo non credo che serva specificare come il Credito Valtellinese sia legato per via traverse alla chiesa e all'UDC, con le banche siciliane tra cui la storica Cassa di S.Giacomo (fondata da Sturzo) o come il presidente attuale sia un certo DeCensi (collegato con lo IOR)

ora che mi si venga a parlare di scandalo MPs perchè ci sono le elezioni e si vuole recuperare qualche voto lo capisco pure, ma che si vuole far passare il discorso che solo loro sono brutti, cattivi e monelli, non mi sembra corretto.
ma in politica, quella attuale, la correttezza non è contemplata, tutti a cercare di guadagnarsi la poltrona e a continuare a curarsi gli interessi personali.
Have a Nice Day
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