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Tutto sull'ex presidente del consiglio.

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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 15/10/2011, 10:04

Regmi ha scritto:[quote="

Pur non essendo un emerito Costituzionalista provo a dire sinteticamente e umilmente la mia.

-La sfiducia che esprime un contrasto tra Parlamento e Governo non c’è.
-I risultati delle amministrative e dei referendum non modificano la composizione delle Camere.
- Siamo ancora in una Democrazia Parlamentare e la volontà popolare per eleggere i propri rappresentanti si esprime ogni 5 anni o, eventualmente, dopo lo scioglimento anticipato delle Camere.

Credo che, anche se fosse prevista formalmente un’ipotesi del genere, ci troveremmo di fronte ad un atto che sarebbe in antitesi alle Istituzioni rappresentative Parlamentari democraticamente elette dal popolo sovrano.
Indi se c’è maggioranza si va avanti (o indietro?)
:salut


Regmi stiamo parlando di una maggioranza che non rappresenta il corpo elettorale-e lo abbiamo visto sia alle amministrative che ai referendum-retta da partiti che non sono per nulla rappresentativi,tant'è che non si sono presentati alle recenti elezioni nè lo faranno prossimamente,e di una maggioranza per nulla stabile(quante volte è andata sotto?ho perso il conto).Gli estremi per sciogliere le camere ci sarebbero,abbia un pò di coraggio Napolitano.

ps ma i responsabili prendono anche i finanziamenti pubblici??
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda OronzoPugliese » 15/10/2011, 10:15

doddi ha scritto: le amministrative che valenza potevano avere?



http://www.youtube.com/watch?v=qx9Jk8GOIHw

http://www.youtube.com/watch?v=lO80T1BA58Y&NR=1



...certo che la Guzzanti si è perfezionata, pariva propriu iddu
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 15/10/2011, 10:22

OronzoPugliese ha scritto:
doddi ha scritto: le amministrative che valenza potevano avere?



http://www.youtube.com/watch?v=qx9Jk8GOIHw

http://www.youtube.com/watch?v=lO80T1BA58Y&NR=1



...certo che la Guzzanti si è perfezionata, pariva propriu iddu


Ha perso anche i referendum.
Lui ha detto agli italiani:" statevene a casa",e tutti invece sono corsi a votare.
Craxi se avesse perso il referendum sulla scala mobile,si sarebbe dimesso,perchè sarebbe stata una bocciatura politica,come lo sono i stati i referendum contro le privatizzazioni,le leggi ad personam,e il nucleare.
Craxi a suo confronto era oro.
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda pellarorc » 15/10/2011, 11:15

il pdl e la lega sono ai minimi storici. questo governo non rispecchia il volere degli italiani
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda doddi » 15/10/2011, 11:28

pellarorc ha scritto:il pdl e la lega sono ai minimi storici. questo governo non rispecchia il volere degli italiani



Bisognerebbe inserire il punto nella costituzione: il governo resta in carica fin quando i sondaggi rispecchiano i valori della maggioranza eletta.

Proprio come fanno, per esempio, anche i francesi, gli americani ed i tedeschi.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda Regmi » 15/10/2011, 13:31

reggino ha scritto:
Regmi ha scritto:[quote="

Pur non essendo un emerito Costituzionalista provo a dire sinteticamente e umilmente la mia.

-La sfiducia che esprime un contrasto tra Parlamento e Governo non c’è.
-I risultati delle amministrative e dei referendum non modificano la composizione delle Camere.
- Siamo ancora in una Democrazia Parlamentare e la volontà popolare per eleggere i propri rappresentanti si esprime ogni 5 anni o, eventualmente, dopo lo scioglimento anticipato delle Camere.

Credo che, anche se fosse prevista formalmente un’ipotesi del genere, ci troveremmo di fronte ad un atto che sarebbe in antitesi alle Istituzioni rappresentative Parlamentari democraticamente elette dal popolo sovrano.
Indi se c’è maggioranza si va avanti (o indietro?)
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Regmi stiamo parlando di una maggioranza che non rappresenta il corpo elettorale-e lo abbiamo visto sia alle amministrative che ai referendum-retta da partiti che non sono per nulla rappresentativi,tant'è che non si sono presentati alle recenti elezioni nè lo faranno prossimamente,e di una maggioranza per nulla stabile(quante volte è andata sotto?ho perso il conto).Gli estremi per sciogliere le camere ci sarebbero,abbia un pò di coraggio Napolitano.

ps ma i responsabili prendono anche i finanziamenti pubblici??


Dopo il referendum abrogativo il finanziamento ha cambiato nome in "rimborso elettorale" che viene corrisposto, e a determinate condizioni, alle forze politiche che si sono candidate in Parlamento. Criu
http://www.radicali.it/primopiano/truff ... anziamento

Sul resto ho già dato :wink
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda Paolo_Padano » 15/10/2011, 21:52

il corriere della sera di giovedì riportava le 30 correnti del pdl e le due anime ormai di fatto della lega
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
Lillu Foti: "non bogghiu 'nchinari poi mi rinnu chi vonnnu a squatra mi 'ndi sarbamu"
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 16/10/2011, 19:02

Dal Pdl riparte l'attacco a Fini
Alfano: "E' vulnus grave per la democrazia"Il segretario del Popolo delle libertà durissimo sul presidente della Camera: "Le ultime dichiarazioni sono gravissime e intollerabilI", riferendosi alle parole sul ministro Romano, di cui Fini aveva chiesto un passo indietro per le "accuse inquietanti"
Il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano
ROMA - Il rapporto tra i due non è mai stato facile. Già a luglio Gianfranco Fini - commentando la richiesta di rinvio a giudizio di Saverio Romano per concorso esterno in associazione mafiosa - aveva definito "inopportuna" la sua nomina a ministro dell'Agricoltura, parlando di accuse "inquietanti" nei suoi confronti. "Ha favorito i suoi familiari", gli aveva risposto Romano.

Alfano: "Fini vulnus grave". E nello scontro tra i due interviene il segretario del Pdl Angelino Alfano, che attacca Fini a testa bassa: "Il vulnus istituzionale era già evidente, ora siamo in presenza di una questione più grave per il futuro delle istituzioni repubblicane, in quanto questo comportamento può diventare un precedente che autorizza i futuri presidenti della Camera a emularlo. Di questo rischio è bene che siano consapevoli sia l'attuale maggioranza che l'opposizione che dice di avere tanto a cuore le istituzioni".
Prosegue Alfano: "Le ultime dichiarazioni del presidente della Camera, cioè della terza carica dello Stato, sono davvero gravissime e intollerabili. Non si era mai verificato nella storia della Repubblica che una così alta funzione fosse piegata a scopi puramente elettorali e partitici. Così come non si era mai verificato che un presidente della Camera irridesse il partito e la maggioranza dell'Aula che presiede, definendola addirittura 'caricatura'. E non si era neppure mai verificato - aggiunge - che un presidente della Camera chiedesse le dimissioni del capo del Governo e di suoi componenti".

Fini su Romano. Il presidente della Camera è tornato a confermare il suo giudizio sul ministro dell'Agricoltura: "Saverio Romano, indagato in Sicilia, dovrebbe dimettersi dal suo incarico per motivi di opportunità", ha detto nel corso di una manifestazione organizzata da Futuro e libertà. Definendo la difesa della legalità un "caposaldo indispensabile", Fini ha sottolineato: "Se si hanno responsabilità istituzionali e si rappresenta l'interesse generale occorre avere comportamenti trasparenti e al di sopra di ogni sospetto. La legge è uguale per tutti, non si può - come troppe volte è accaduto - dare l'impressione di una concezione della legge per la quale se si hanno mezzi, conoscenze e strumenti per piegarla a proprio vantaggio si può raggiungere tutto ciò che si desidera. Chi sbaglia deve pagare il conto con la società degli onesti".

La risposta irata del ministro è arrivata subito dopo: "Fini è ormai insolente. Ha capitanato una mozione di sfiducia nei miei confronti che è stata bocciata dal Parlamento. Abbia almeno il rispetto per l'organo che presiede". E ancora: "Ormai sappiamo che egli è più il capo di un partito che approfitta del ruolo istituzionale, cosa che dovrebbe metterlo nelle condizioni di un impeachment vero e proprio. Si dimetta da presidente della Camera e un minuto dopo seguiranno le mie dimissioni; altrimenti il suo si rivela un'ulteriore aggressione nei miei confronti, nei confronti del governo e della maggioranza parlamentare".



Allo scontro si aggiunge anche il numero due di Fli, Italo Bocchino: "Bisogna ricordare - dice - che Romano fu nominato ministro contro il parere del presidente della Repubblica e nelle more del voto in parlamento sul caso Ruby, mentre i suoi uomini in giunta per le autorizzazioni a procedere minacciavano di non salvare Berlusconi se non ci fosse stato prima il comunicato della sua nomina a ministro. Se questa è politica lo giudichino gli italiani".

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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 16/10/2011, 19:05

Ma fini dov'èra quando nel partito nel quale militava solo pochi mesi fa c'èrano i:dell'utri,di girolamo,cosentino,verdini,miccichè,e via dicendo??
e il campione della legalità ci dica che ci fa alleato con Lombardo in Sicilia??e con l'udc di Casini,partito nel quale fino a ieri vi militavano Cuffaro e lo stesso Romano??
coerenza Fini,coerenza.
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda ILY » 16/10/2011, 19:33

reggino ha scritto:Ma fini dov'èra quando nel partito nel quale militava solo pochi mesi fa c'èrano i:dell'utri,di girolamo,cosentino,verdini,miccichè,e via dicendo??
e il campione della legalità ci dica che ci fa alleato con Lombardo in Sicilia??e con l'udc di Casini,partito nel quale fino a ieri vi militavano Cuffaro e lo stesso Romano??
coerenza Fini,coerenza.



Dov'era? Sempre lì col culo sulla poltrona dove ogni tanto rinnova il mastice tenendosela ben stretta

con tutte e due le mani sto traditore tutta sputazza...lui è solo bravo a fare l'oratore mentre almirante si rivolta nella sua bara!

:vomito:
Amaranto Alé
non tifo per gli squadroni ma tifo te
Amaranto è una passione non è un color
la maglia che porti addosso è un'ossession...

Ciao Filippo...

U Catania na teni...!!!
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda Mariotta » 16/10/2011, 20:38

ILY ha scritto:
reggino ha scritto:Ma fini dov'èra quando nel partito nel quale militava solo pochi mesi fa c'èrano i:dell'utri,di girolamo,cosentino,verdini,miccichè,e via dicendo??
e il campione della legalità ci dica che ci fa alleato con Lombardo in Sicilia??e con l'udc di Casini,partito nel quale fino a ieri vi militavano Cuffaro e lo stesso Romano??
coerenza Fini,coerenza.



Dov'era? Sempre lì col culo sulla poltrona dove ogni tanto rinnova il mastice tenendosela ben stretta

con tutte e due le mani sto traditore tutta sputazza...lui è solo bravo a fare l'oratore mentre almirante si rivolta nella sua bara!

:vomito:




se parliamo di mastice sarebbe bello conoscere la marca che usa il presidente del consiglio in Italia :beer: :mrgreen: :wink
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda citrosodina » 16/10/2011, 21:23

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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 17/10/2011, 9:30

Berlusconi, telefonate shock a Lavitola
"Facciamo fuori il tribunale di Milano"
Silvio Berlusconi
"Rivoluzione con milioni in piazza. Diamo l'assedio a Repubblica". E' l'autunno del 2009. Il premier parla con il direttore del'Avanti! di lodo Alfano, raccomandazioni alla Guardia di Finanza e soldi ai giornali"Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...". Parola di Silvio Berlusconi nell'ottobre 2009. Sì, proprio lui. Si sfoga al telefono con Valter Lavitola, il giornalista-faccendiere incredibilmente di casa a palazzo Grazioli. Questa è solo una delle migliaia di telefonate raccolte negli atti dell'inchiesta di Pescara sui fondi dell'Avanti. Sta in un cd depositato al processo. Intercettazioni ormai pubbliche quindi. Sorprendenti. Confermano il rapporto strettissimo tra il premier e Lavitola. Che, come dice lui stesso, lo accompagna abitualmente in aeroporto. In questa stretta relazione il Cavaliere rivela i suoi odi e le sue ossessioni: "La situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che si appoggiano a Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, e alla stampa estera". Qual è, allora, la ricetta risolutiva del premier? "Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera". Colloqui continui tra Lavitola e il premier, l'affannosa ricerca di non farsi intercettare, di beffare "il maresciallo" che ascolta.

La segretaria Marinella, pressata da Lavitola, gli dice "lasciami vivere" e "togli il fiato". Ma lui dà ordini su chi e come deve entrare dal Dottore. Parla con tutti i palazzi del potere, tutti gli rispondono, spesso con insofferenza e con fastidio, ma è evidente dai colloqui registrati che nessuno gli può dire di no. Sembra un plenipotenziario occulto, la cui frase preferita è: "Ne ho parlato con il capo".

ASCOLTA GLI AUDIO DELLE INTERCETTAZIONI

Dottore come va?
Male male
(20 ottobre 2009 ore 9.30)

Lavitola. "Buongiorno dottore come va?".

Berlusconi. "Male male... dimmi...".

L. "Quando ci riusciamo a vedere un minuto?".

B. "Venerdì".

L. "Venerdì ok, l'altra faccenda ancora sulla questione editoria... Ma prima... Quello lì che poi ha incontrato, è andato bene (il riferimento è al generale Spaziante, ndr.)? Perché ho avuto riscontri entusiastici...".

(...)

B. "Non conto niente... Che cosa vuoi che conti... Hai visto la Corte Costituzionale che ha detto che io sono esattamente come gli altri ministri... quindi non ho bisogno di tutele... Allora, parliamoci chiaro, la situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che appoggiandosi alla Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, alla stampa estera...".

L. "Ci fanno un culo come una casa...".

B. "Poi quando in Parlamento decidono qualcosa che alla sinistra non va, interviene il presidente della Repubblica che intanto non te la fa fare prima... come quella delle intercettazioni... e poi passa tutto alla Consulta, che hanno occupato, e con undici giudici la bocciano. Berlusconi è sputtanato, tiranneggiato, se va in tribunale a chiedere giustizia perché gli hanno dato del buffone... Berlusconi va a Messina, lavora tutta la mattina per rifare le case, va in chiesa e sta tre ore in piedi con la gamba che gli fa male, di fronte alle bare. Abbraccia tutti coloro che deve abbracciare perché hanno perso i cari eccetera ... Poi dalla chiesa va alla sua macchina e ha quindici giovani da una parte e dall'altra che gli dicono "assassino", "buffone", "vergogna", "vai via" "vai a casa", e non succede niente. Vado da un avvocato e gli dico "vorrei denunciare questi qua" e l'avvocato mi dice "lei vuol perdere soldi e tempo". Poi quando Berlusconi aggredito dalla stampa non dico non fa querela, ma semplicemente chiede un danno per far capire a questi giornali che non possono andare avanti così, rivolgendosi in maniera disarmata a quella magistratura civile che gli è ostile e dicendo "se per caso trovo un giudice onesto e vinco, quello che porto a casa lo da ad un'istituzione benefica... ti dicono che non c'è la libertà di stampa, che lui è un dittatore e portano il Parlamento Europeo a discutere e a votare sulla libertà di stampa in Italia... tu capisci che siamo a una situazione per cui: o io lascio, cosa che può essere anche possibile e che dato che non sto bene sto pensando anche di fare, oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...".

L. "Presidente, però se lei mi permette la prima opzione scordiamocela per due o tre motivi: uno, si distrugge il Paese, due a lei la fanno a fettine sottili come la... come si chiama lì ... la bresaola diventa una cosa doppia, e mica solo a lei, a tutti quelli che...".

B. "Ci vediamo venerdì, ciao".

L. "Un bacio, grazie, buon viaggio".

Viene Spaziante
non lo deve sapere Milanese
(14 ottobre 2009 alle 9.45)

Lavitola raccomanda il generale della Gdf Emilio Spaziante a Berlusconi. "Per fare il numero due, non il numero uno, la mediazione la sta facendo il ministro" diceva al telefono. Il premier lo incontra a Palazzo Grazioli, come dimostra la conversazione tra Lavitola e una Marinella spazientita per la richiesta di tenere nascosta la cosa a Milanese.

L. "Sono Valter".

M. "Sì, è arrivato tutto, gliel'ho già messo sul tavolo, gli ho detto che lo deve leggere prima dell'incontro".

L. "La freccia alata, ascolta, siccome il generale sta venendo lì tra un quarto d'ora, mica c'è pure Letta all'appuntamento?".

M."No, Letta non c'è forse".

L. "Gli mandi qualcuno giù per farlo salire alle sei meno cinque?".

M. "Ma dove, davanti o dietro?".

L. "No... secondo me è meglio anche dietro?".

M. "A piazza Grazioli".

L. "Ma Valentino c'è lì?".

M. (a un altro telefono) "Qualcuno può scendere a prendere il generale Spaziante?".

L. "Valentino, o coso, siccome ci sta un certo Marco Milanese che non deve sapere niente assolutamente, vedi se fai in modo che non lo veda proprio nessuno, ... i due assistenti, chi c'è dei due?".

M. "Ci sono tutti e due in giro, io non posso nascondere gli assistenti, Valter per piacere, o dirgli andate a casa...".

L. "Hai ragione, ma vedi se puoi farlo entrare senza farlo vedere".

M. "Allora non deve entrare da noi, ma di là, perché se entra di qua ci vede Betta, Valter... Valter è a posto, ho già dato indicazione alla scorta, hai detto dietro, ho detto dietro, ciao, oh, togli il fiato, ciao".

Un telefono tranquillo
per parlare con il Dottore
(21 ottobre 2009, alle 18)

Lavitola. "Salve, sono Lavitola, Marinella c'è?".

Segretario. "Un attimo...".

Marinella "Pronto, sì, ciao, dimmi".

L. "Avevamo detto di sentirci per sapere se tu sai il Dottore che fa".

M. "Rimane qua ad Arcore".

L. "E domani?".

M."Ad Arcore. Se chiami domani ci parli al telefono... dai".

L. "Allora ascolta un secondo, siccome mo' io sto andando dove gli avevo detto che andavo no... lui mi deve dare un orario preciso in cui io lo chiamo da un telefono tranquillo, così il mio maresciallo in ascolto non sa gli affari miei...".

Manda a Schifani
gli appunti per l'emendamento
(30 ottobre 2009 alle 9.38)

L. "Buongiorno sono Walter... c'è Marinella".

Segretario "Un attimo"

L. "Bella buondì".

M."Sì, dimmi".

L. "Sei riuscita a dargli quella cosa a Schifani?".

M. "No, no no assolutamente, io non l'ho ancora visto e non riesco ancora a vederlo".

L. "Marinè..., vedi che il fatto è urgente perché oggi questi devono dare il parere di legittimità. Tu l'hai vista pure quella cosa firmata dai giornali (lettera di protesta perché il governo vuole tagliare i fondi all'editoria, ndr.)?".

M. "Sì, vista, e... niente, adesso comunque si sta informando anche un'altra persona su sta cosa".

L. "Vedi se è Bonaiuti, senno non combiniamo un cazzo".

M. "È Bonaiuti, è Bonaiuti, perché è il suo settore per cui non possiamo scavalcarlo. Chiama Bonaiuti".

L. "Ma lascia stare Bonaiuti, Bonaiuti l'ho sentito, chiede al Dottore di mandare questa cosa da Schifani.. ti prego, perché è importante".

M. "Ciao...".

L."Non me lo puoi passare?".

M. "No, non te lo posso passare, non abbiamo ancora modo di parlargli...".

L. "Che fa, chiamo tra un po'?".

M. "Prova, ciao".

(richiama dopo pochi minuti)

L. "Scusi, sono di nuovo Walter. Marinella?".

M. "Pronto..."

L. "Bella... ci pensavo un secondo... senza far casini, senza disturbare lui più di tanto... se tu ti facessi autorizzare a mandare solo la copia di quell'emendamento a Schifani, con due righe, dicendo vedi se si può renderlo ammissibile, senza...".

M. "Io non la faccio se non mi dà l'ok il capo".

L. "Ma è ovvio... Mi fai sapere?".

M. "Lasciami vivere".


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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 17/10/2011, 9:30

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Messaggioda reggino » 17/10/2011, 9:31

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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda peas! » 17/10/2011, 13:40

Ma quindi ci crede seriamente a 'ste stronzate oppure dirle al telefono sapendo di essere intercettato è l'ultima frontiera della propaganda?

http://www.youtube.com/watch?v=J5Pva_35TUk
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda Regmi » 17/10/2011, 18:56

reggino ha scritto:Berlusconi, telefonate shock a Lavitola
"Facciamo fuori il tribunale di Milano"
Silvio Berlusconi
"Rivoluzione con milioni in piazza. Diamo l'assedio a Repubblica". E' l'autunno del 2009. Il premier parla con il direttore del'Avanti! di lodo Alfano, raccomandazioni alla Guardia di Finanza e soldi ai giornali"Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...". Parola di Silvio Berlusconi nell'ottobre 2009. Sì, proprio lui. Si sfoga al telefono con Valter Lavitola, il giornalista-faccendiere incredibilmente di casa a palazzo Grazioli. Questa è solo una delle migliaia di telefonate raccolte negli atti dell'inchiesta di Pescara sui fondi dell'Avanti. Sta in un cd depositato al processo. Intercettazioni ormai pubbliche quindi. Sorprendenti. Confermano il rapporto strettissimo tra il premier e Lavitola. Che, come dice lui stesso, lo accompagna abitualmente in aeroporto. In questa stretta relazione il Cavaliere rivela i suoi odi e le sue ossessioni: "La situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che si appoggiano a Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, e alla stampa estera". Qual è, allora, la ricetta risolutiva del premier? "Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera". Colloqui continui tra Lavitola e il premier, l'affannosa ricerca di non farsi intercettare, di beffare "il maresciallo" che ascolta.

La segretaria Marinella, pressata da Lavitola, gli dice "lasciami vivere" e "togli il fiato". Ma lui dà ordini su chi e come deve entrare dal Dottore. Parla con tutti i palazzi del potere, tutti gli rispondono, spesso con insofferenza e con fastidio, ma è evidente dai colloqui registrati che nessuno gli può dire di no. Sembra un plenipotenziario occulto, la cui frase preferita è: "Ne ho parlato con il capo".

ASCOLTA GLI AUDIO DELLE INTERCETTAZIONI

Dottore come va?
Male male
(20 ottobre 2009 ore 9.30)

Lavitola. "Buongiorno dottore come va?".

Berlusconi. "Male male... dimmi...".

L. "Quando ci riusciamo a vedere un minuto?".

B. "Venerdì".

L. "Venerdì ok, l'altra faccenda ancora sulla questione editoria... Ma prima... Quello lì che poi ha incontrato, è andato bene (il riferimento è al generale Spaziante, ndr.)? Perché ho avuto riscontri entusiastici...".

(...)

B. "Non conto niente... Che cosa vuoi che conti... Hai visto la Corte Costituzionale che ha detto che io sono esattamente come gli altri ministri... quindi non ho bisogno di tutele... Allora, parliamoci chiaro, la situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che appoggiandosi alla Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, alla stampa estera...".

L. "Ci fanno un culo come una casa...".

B. "Poi quando in Parlamento decidono qualcosa che alla sinistra non va, interviene il presidente della Repubblica che intanto non te la fa fare prima... come quella delle intercettazioni... e poi passa tutto alla Consulta, che hanno occupato, e con undici giudici la bocciano. Berlusconi è sputtanato, tiranneggiato, se va in tribunale a chiedere giustizia perché gli hanno dato del buffone... Berlusconi va a Messina, lavora tutta la mattina per rifare le case, va in chiesa e sta tre ore in piedi con la gamba che gli fa male, di fronte alle bare. Abbraccia tutti coloro che deve abbracciare perché hanno perso i cari eccetera ... Poi dalla chiesa va alla sua macchina e ha quindici giovani da una parte e dall'altra che gli dicono "assassino", "buffone", "vergogna", "vai via" "vai a casa", e non succede niente. Vado da un avvocato e gli dico "vorrei denunciare questi qua" e l'avvocato mi dice "lei vuol perdere soldi e tempo". Poi quando Berlusconi aggredito dalla stampa non dico non fa querela, ma semplicemente chiede un danno per far capire a questi giornali che non possono andare avanti così, rivolgendosi in maniera disarmata a quella magistratura civile che gli è ostile e dicendo "se per caso trovo un giudice onesto e vinco, quello che porto a casa lo da ad un'istituzione benefica... ti dicono che non c'è la libertà di stampa, che lui è un dittatore e portano il Parlamento Europeo a discutere e a votare sulla libertà di stampa in Italia... tu capisci che siamo a una situazione per cui: o io lascio, cosa che può essere anche possibile e che dato che non sto bene sto pensando anche di fare, oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...".

L. "Presidente, però se lei mi permette la prima opzione scordiamocela per due o tre motivi: uno, si distrugge il Paese, due a lei la fanno a fettine sottili come la... come si chiama lì ... la bresaola diventa una cosa doppia, e mica solo a lei, a tutti quelli che...".

B. "Ci vediamo venerdì, ciao".

L. "Un bacio, grazie, buon viaggio".

Viene Spaziante
non lo deve sapere Milanese
(14 ottobre 2009 alle 9.45)

Lavitola raccomanda il generale della Gdf Emilio Spaziante a Berlusconi. "Per fare il numero due, non il numero uno, la mediazione la sta facendo il ministro" diceva al telefono. Il premier lo incontra a Palazzo Grazioli, come dimostra la conversazione tra Lavitola e una Marinella spazientita per la richiesta di tenere nascosta la cosa a Milanese.

L. "Sono Valter".

M. "Sì, è arrivato tutto, gliel'ho già messo sul tavolo, gli ho detto che lo deve leggere prima dell'incontro".

L. "La freccia alata, ascolta, siccome il generale sta venendo lì tra un quarto d'ora, mica c'è pure Letta all'appuntamento?".

M."No, Letta non c'è forse".

L. "Gli mandi qualcuno giù per farlo salire alle sei meno cinque?".

M. "Ma dove, davanti o dietro?".

L. "No... secondo me è meglio anche dietro?".

M. "A piazza Grazioli".

L. "Ma Valentino c'è lì?".

M. (a un altro telefono) "Qualcuno può scendere a prendere il generale Spaziante?".

L. "Valentino, o coso, siccome ci sta un certo Marco Milanese che non deve sapere niente assolutamente, vedi se fai in modo che non lo veda proprio nessuno, ... i due assistenti, chi c'è dei due?".

M. "Ci sono tutti e due in giro, io non posso nascondere gli assistenti, Valter per piacere, o dirgli andate a casa...".

L. "Hai ragione, ma vedi se puoi farlo entrare senza farlo vedere".

M. "Allora non deve entrare da noi, ma di là, perché se entra di qua ci vede Betta, Valter... Valter è a posto, ho già dato indicazione alla scorta, hai detto dietro, ho detto dietro, ciao, oh, togli il fiato, ciao".

Un telefono tranquillo
per parlare con il Dottore
(21 ottobre 2009, alle 18)

Lavitola. "Salve, sono Lavitola, Marinella c'è?".

Segretario. "Un attimo...".

Marinella "Pronto, sì, ciao, dimmi".

L. "Avevamo detto di sentirci per sapere se tu sai il Dottore che fa".

M. "Rimane qua ad Arcore".

L. "E domani?".

M."Ad Arcore. Se chiami domani ci parli al telefono... dai".

L. "Allora ascolta un secondo, siccome mo' io sto andando dove gli avevo detto che andavo no... lui mi deve dare un orario preciso in cui io lo chiamo da un telefono tranquillo, così il mio maresciallo in ascolto non sa gli affari miei...".

Manda a Schifani
gli appunti per l'emendamento
(30 ottobre 2009 alle 9.38)

L. "Buongiorno sono Walter... c'è Marinella".

Segretario "Un attimo"

L. "Bella buondì".

M."Sì, dimmi".

L. "Sei riuscita a dargli quella cosa a Schifani?".

M. "No, no no assolutamente, io non l'ho ancora visto e non riesco ancora a vederlo".

L. "Marinè..., vedi che il fatto è urgente perché oggi questi devono dare il parere di legittimità. Tu l'hai vista pure quella cosa firmata dai giornali (lettera di protesta perché il governo vuole tagliare i fondi all'editoria, ndr.)?".

M. "Sì, vista, e... niente, adesso comunque si sta informando anche un'altra persona su sta cosa".

L. "Vedi se è Bonaiuti, senno non combiniamo un cazzo".

M. "È Bonaiuti, è Bonaiuti, perché è il suo settore per cui non possiamo scavalcarlo. Chiama Bonaiuti".

L. "Ma lascia stare Bonaiuti, Bonaiuti l'ho sentito, chiede al Dottore di mandare questa cosa da Schifani.. ti prego, perché è importante".

M. "Ciao...".

L."Non me lo puoi passare?".

M. "No, non te lo posso passare, non abbiamo ancora modo di parlargli...".

L. "Che fa, chiamo tra un po'?".

M. "Prova, ciao".

(richiama dopo pochi minuti)

L. "Scusi, sono di nuovo Walter. Marinella?".

M. "Pronto..."

L. "Bella... ci pensavo un secondo... senza far casini, senza disturbare lui più di tanto... se tu ti facessi autorizzare a mandare solo la copia di quell'emendamento a Schifani, con due righe, dicendo vedi se si può renderlo ammissibile, senza...".

M. "Io non la faccio se non mi dà l'ok il capo".

L. "Ma è ovvio... Mi fai sapere?".

M. "Lasciami vivere".


altro che black bloc questo è peggio....


Il bello è che i beoti, come anche gli anti beoti, pensano che ci sia un regime contro cui combattere.
In fondo qualcosa ci accomuna 8-)
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda io2 » 17/10/2011, 19:08

reggino ha scritto:
Regmi ha scritto:[quote="

Pur non essendo un emerito Costituzionalista provo a dire sinteticamente e umilmente la mia.

-La sfiducia che esprime un contrasto tra Parlamento e Governo non c’è.
-I risultati delle amministrative e dei referendum non modificano la composizione delle Camere.
- Siamo ancora in una Democrazia Parlamentare e la volontà popolare per eleggere i propri rappresentanti si esprime ogni 5 anni o, eventualmente, dopo lo scioglimento anticipato delle Camere.

Credo che, anche se fosse prevista formalmente un’ipotesi del genere, ci troveremmo di fronte ad un atto che sarebbe in antitesi alle Istituzioni rappresentative Parlamentari democraticamente elette dal popolo sovrano.
Indi se c’è maggioranza si va avanti (o indietro?)
:salut


Regmi stiamo parlando di una maggioranza che non rappresenta il corpo elettorale-e lo abbiamo visto sia alle amministrative che ai referendum-retta da partiti che non sono per nulla rappresentativi,tant'è che non si sono presentati alle recenti elezioni nè lo faranno prossimamente,e di una maggioranza per nulla stabile(quante volte è andata sotto?ho perso il conto).Gli estremi per sciogliere le camere ci sarebbero,abbia un pò di coraggio Napolitano.

ps ma i responsabili prendono anche i finanziamenti pubblici??


l'Italia è una Repubblica parlamentare, nella nostra costituzione non è prevista una coalizione che vince le elezioni infatti, ogni parlamentare eletto non a vincolo di mandato quindi può accordarsi con chiunque per fare un governo.
Infatti se cade il governo il centro sinistra se trova qualcuno della maggioranza che gli permette di avere i voti possono fare benissimo un altro governo effettuando il famoso ribaltone come avvenne nel 95.
Di conseguenza il presidente della Repubblica al di là se il governo gode della fiducia attuale del popolo non può sciogliere le camere finché è in carica, per questo subito dopo la caduta vengono fatte le consultazioni per vedere se i partiti ne vogliono fare altri e solo come ultima spiaggia c'è lo scioglimento.
Aver perso le amministrative non c'entra niente il Parlamento si elegge ogni cinque anni, anche in Francia e Germania i partiti di governo hanno perso le amministrative e non si sono dimessi.
L'importante non è vincere ma partecipare, con onore, alla sconfitta dell'avversario.
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 17/10/2011, 20:26

io2 ha scritto:[quote=


l'Italia è una Repubblica parlamentare, nella nostra costituzione non è prevista una coalizione che vince le elezioni infatti, ogni parlamentare eletto non a vincolo di mandato quindi può accordarsi con chiunque per fare un governo.Infatti se cade il governo il centro sinistra se trova qualcuno della maggioranza che gli permette di avere i voti possono fare benissimo un altro governo effettuando il famoso ribaltone come avvenne nel 95.
Di conseguenza il presidente della Repubblica al di là se il governo gode della fiducia attuale del popolo non può sciogliere le camere finché è in carica, per questo subito dopo la caduta vengono fatte le consultazioni per vedere se i partiti ne vogliono fare altri e solo come ultima spiaggia c'è lo scioglimento.
Aver perso le amministrative non c'entra niente il Parlamento si elegge ogni cinque anni, anche in Francia e Germania i partiti di governo hanno perso le amministrative e non si sono dimessi.


E' vero che la nostra costituzione non prevede il vincolo di mandato,ma è anche vero che il nostro ordinamento considera reato la corruzione.
E leggendo anche le recenti dichiarazioni della Mussolini,pare che questi responsabili se ne siano andati dai loro partiti,per ragioni non di carattere politico,bensì per altre.
Poi ripeto:la costituzione non indica i casi in cui il presidente della repubblica può sciogliere le camere,questo lo indica il formante dottrinale,ma si limita soltanto a riconoscere mediante l'art 88 questo potere.
LE condizioni,ci sarebbero(soprattutto visto quello che è accaduto sul rendiconto del bilancio),tant'è che più parti politiche stanno esortando il capo dello stato a escercitare quelli che sono i suoi poteri che la costituzione gli attribuisce,se poi Napolitano non ha il coraggio di fare scelte di questo tipo è un altro discorso.
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Re: Tutto sul nostro presidente del consiglio.

Messaggioda reggino » 17/10/2011, 20:36

CASOMilano, 926 firme false nel 2010
per le liste di Formigoni e del PdlChiusa l'inchiesta sulla sottoscrizione delle liste per le elezioni regionali in Lombardia
Fra i 15 indigati ci sono quattro consiglieri provinciali e la collaboratrice di Nicole Minetti Il governatore lombardo Roberto Formigoni

Per le elezioni regionali lombarde del marzo 2010 sono state apposte, in totale, 926 firme false a sostegno della liste di Roberto Formigoni e del Pdl. Lo scrive il procuratore aggiunto milanese Alfredo Robledo nell'avviso di chiusura delle indagini per falso ideologico, notificato in queste ore a 15 persone, tra cui quattro consiglieri provinciali milanesi del Pdl e Clotilde Strada, collaboratrice di Nicole Minetti e all'epoca responsabile del partito per la raccolta delle firme. Nell'atto si parla di "firme apocrife".

I documenti taroccati I radicali in tribunale con le firme false

Gli indagati, oltre alla Strada, sono Massimo Turci, Barbara Calzavara, Nicolò Mardegan, Marco Martino, Donatella Agliardi, Luca Del Gobbo, Maurizio Borghetti, Fabrizio Figini, Franco Binaghi, Emanuel Piona, Massimo Vergani, Nicoletta Castellani, Gianluigi Secchi e Nicola Buonsante. Le difese hanno 20 giorni di tempo dal momento della notifica per depositare memorie o per chiedere un interrogatorio: la Procura potrà avanzare a quel punto le eventuali richieste di rinvio a giudizio.

Sulla vicenda interviene il governatore Formigoni: "La coalizione Pdl-Lega è legittimamente al governo di Regione Lombardia perché votata dal 57 per cento degli elettori lombardi. Se
ci sono state irregolarità, per esempio nella raccolta delle firme, esse saranno sanzionate. Ma tali irregolarità dovranno essere verificate secondo tutti i crismi previsti dalla legge: per ora ha parlato soltanto la pubblica accusa. Dovrà parlare la difesa e poi deciderà solo e soltanto un giudice terzo".


e questo qui che non sa prendere manco quattro firme vuole prendere il posto di Berlusconi??ma dai!!
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