TAGLI IN REGIONE(la montagna ha partorito un nuovo topolino)

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cuntrastu
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TAGLI IN REGIONE(la montagna ha partorito un nuovo topolino)

Messaggio da cuntrastu » 20/09/2011, 11:37

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Regione: tagli e riduzioni in Consiglio. Ma ancora non basta..
di Stefano Perri - Sette ore di Consiglio Regionale non sono bastate alla politica calabrese per riformare se stessa e proporsi sotto una veste più presentabile agli occhi dei cittadini. Dopo un'estate passata ad annunciare tagli alla fine la montagna ha partorito un topolino, o poco più.

LE FASI PRELIMINARI
E’ il Consigliere Nino De Gaetano a prendere per primo la parola per presentare una mozione riguardo l’auspicio di immediata liberazione del volontario reggino di Emergency Francesco Azzarà. Con la mozione si impegna il Consiglio Regionale a fare i passi necessari presso la Farnesina affinchè siano condotte in porto le trattative per la liberazione di Azzarà.
E’ poi il consigliere del gruppo misto Pasquale Maria Tripodi a chiedere l’inserimento nell’ordine del giorno della discussione per un progetto di legge sul calendario venatorio regionale. Proposta in ogni caso respinta dall’Assemblea regionale con voto nominale.

LA FONDAZIONE CAMPANELLA
E’ poi il consigliere PdL Luigi Fedele a proporre l’inserimento all’ordine del giorno di una proposta di legge sulla questione relativa alla Fondazione Campanella. Proposta approvata dal consiglio a larga maggioranza, nonostante le proteste di alcuni consiglieri rispetto all’iter procedurale della legge, discussa solamente in conferenza dei capigruppo e non adeguatamente esaminata in sede di Consiglio.
Sul punto, in particolare sull’iter procedurale e sul merito della questione, è intervenuto anche il Presidente Giuseppe Scopelliti sostenendo l’importanza del lavoro effettuato in conferenza dei capigruppo relativamente al tema della Fondazione Campanella che, precisa Scopelliti, “nonostante i 200 assunti senza concorso, tra i quali ci sono anche nomi illustri, rappresenta un patrimonio di risorse e di idee valide prodotte da un istituto importante che può rappresentare un presidio di buona sanità non solo per la città di Catanzaro ma per tutta la Calabria. Dunque non solo la fondazione ha motivo di esistere ma rappresenta per noi un investimento per il futuro”.

I TAGLI SUI COSTI DELLA POLITICA – GLI INTERVENTI DI TALARICO E SCOPELLITI
Conclusa la prima fase si apre la discussione principale dell’ordine del giorno dell’odierna seduta. E’ il Presidente Francesco Talarico a prendere la parola illustrando le linee guida del lavoro portato in aula. “Fin dal suo insediamento – ha spiegato Talarico - questo consiglio regionale ha operato una serie di tagli sul finanziamento dei Gruppi, la sede unica di Giunta e Consiglio a roma ed altri provvedimenti. Ma volevamo lavorare su questa strada con riforme strutturali. La Calabria è una regione debole, aveva bisogno di un riforma strutturale che riguardasse i tagli della politica che consentisse anche maggiori investimenti nell’ambito sociale. Siamo andati avanti su questa strada, collaborando, costruendo sinergia, per fare emergere la parte sana di questa Regione. Alla crisi in atto è necessario rispondere con atti concreti. Ma dobbiamo distinguere tra i costi della politica e i costi della democrazia, che sono invece irrinunciabili. Abbiamo deciso di abolire dalla prossima legislatura il vitalizio per i consiglieri regionali. Siamo la prima Regione meridionale a farlo. Solo l’Emilia Romagna l’ha fatto pochi mesi fa”. "Ridurremo il numero degli assessori esterni da 4 a 2 - ha continuato il Presidente Talarico - ridurremo le commissioni da 10 a 6. Ridurremo i consulenti e le strutture e aumenteremo la riduzione di indennità in caso di assenza in Consiglio dei membri dell'assemblea. Siamo finiti sulla stampa nazionale per essere il Consiglio che si riunisce di meno. Nonostante questo abbiamo adottato una serie infinita di provvedimenti. Ciò significa che con poche sedute riusciamo ad essere produttivi. Approveremo inoltre un ordine del giorno per ridurre il numero dei consiglieri regionali. Su questo abbiamo discusso in conferenza dei capigruppo e abbiamo cercato di trovare la massima sintonia".
Sul tema cardine della seduta è intervenuto anche il Presidente della Giunta Giuseppe Scopelliti. “Deve essere fatta una rivisitazione complessiva - ha detto Scopelliti di fronte all'Assemblea regionale - del sistema che ruota attorno alla politica coinvolgendo anche tutti quegli enti regionali che non sempre portano a termine il proprio lavoro in maniera eccellente. Ci sono una serie di costi e di spese inutili. Su questo chiederemo al consiglio di votare un mandato per la giunta a predisporre una proposta di rivisitazione dell’organizzazione complessiva degli enti regionali”.

“Ci sono dei provvedimenti – ha continuato Scopelliti - che entreranno in vigore subito e degli altri che hanno bisogno di un iter più lungo perché sono norme che incidono sull’ambito statutario. Abbiamo appena incontrato una delegazione sindacale dalla quale ho riscontrato un’amplissima condivisione. Qualche distinguo c’è stato ma tranne qualche richiesta di aggiunta i sindacati hanno fondamentalmente aderito a questa nostra impostazione”. Scopelliti ha poi enucleato nel suo intervento i punti salienti del progetto di riforma sui costi della politica. “Abbiamo immaginato la riduzione di una unità nelle strutture. Abbiamo ridotto del 50% delle consulenze e abbiamo innalzato l’ammenda (da 200 a 400 Euro) ai consiglieri regionali assenti in sede di consiglio o di commissione. Altro obiettivo è la soppressione dei sottosegretari, la riduzione assessori esterni e la riduzione di Commissioni da 4 a 6”.
“Non voglio andare a quantificare la portata dei tagli – ha concluso Scopelliti - ma stiamo parlando di numeri importanti. Sono il simbolo di scelte molto chiare da parte di questa classe dirigente. Tutti i capigruppo hanno condiviso fondamentalmente queste scelte e questo significa che quando c’è da dare dei segnali esiste una condivisione di fondo. Speriamo si possa presto insediare un tavolo per un ipotesi di nuova legge elettorale regionale”.

LA DISCUSSIONE
Dopo un’interruzione richiesta per mettere a punto la proposta complessiva, è il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio Regionale Emilio De Masi a prendere la parola. “I provvedimenti enunciati da Talarico e Scopelliti sono il frutto di un lavoro di squadra che è andato avanti durante tutta l’estate. Nessuno si è tirato indietro. C’è stata una coesione di fondo di tutto il consiglio. Se esiste qualche differenziazione rispetto ad alcuni di questi capitoli è solamente riferibile all’iter procedurale. La volontà di ridurre i costi della politica appartiene a questo Consiglio Regionale”
Sul punto interviene anche il Sandro Principe del Partito Democratico: “Qui si mette mano allo statuto ma questo consisterà solo nella soppressione dei sottosegretari e nella riduzione del numero degli assessori esterni. Nel momento in cui si mette mano allo statuto noi avremmo voluto che si facesse di più. Pensavamo che assieme a queste proposte si potesse fin da subito tagliare il numero dei consiglieri e degli assessori interni. In questo modo c’è il rischio di dare l’impressione di una casta chiusa che riduce sugli esterni e protegge gli interni”.

Dopo di lui prende la parola il Consigliere Luigi Fedele, del Popolo delle Libertà: “E’ stato per primo il Presidente Scopelliti a dire per primo di tagliare il numero di Consiglieri – ha dichiarato Fedele in aula - su tutto questo eravamo d’accordo fino a stamattina in conferenza dei capigruppo. Oggi pomeriggio abbiamo registrato qualche piccola differenziazione dovuta anche alla presa d’atto che a livello nazionale c’è una discussione attorno alla manovra finanziaria che interverrà anche sulle tematiche dei costi della politica regionale. Per questo abbiamo ritenuto di approvare un ordine del giorno che preveda l’approvazione del provvedimento tra sei mesi. D’altronde approvarlo ora o tra sei mesi non cambia nulla, visto che sono provvedimenti che entreranno in vigore dalla prossima legislatura”.

E’ stata poi la volta del Consigliere Giuseppe Bova, del gruppo Misto. “Quando abbiamo discusso per aumentare il numero di consiglieri a 50 io mi sono astenuto. E l’ho fatto non perché non sostenessi le ragioni di alcuni territori e dei piccoli partiti che premevano per l’allargamento ma perché ritenevo che si potesse cadere in un malinteso. Io voglio difendere le basi della democrazia della Calabria. Uno dei punto d’attacco sono proprio i costi di questo palazzo. Io vorrei che ad esempio in Calabria si discutesse in maniera più attenta di come noi utilizziamo le risorse in ambito sanitario o dei trasporti. Io sono perché questa discussione sui costi della politica si tolga di mezzo e l’unico modo per farlo è prendere il toro per le corna. Per questo è necessario prendere un provvedimento che sia immediatamente esecutivo. In questo modo nessuno potrà dire che abbiamo altro in mente. Se ci sono delle cose che vogliamo fare, dobbiamo farle subito anche per non fare continuare questo stillicidio di discussione".

Segue a ruota l’intervento di Agazio Loiero di Autonomia e Diritti: “Dobbiamo dare un segno fortissimo da questo consiglio regionale che è stato fortemente demonizzato in passato – ha detto Loiero – a me è sembrato che la maggioranza abbia fatto un po’ di marcia indietro. Credo sia un vantaggio per tutti tenere a 40 il numero dei consiglieri regionali, altrimenti non diamo il messaggio giusto fuori da quest’aula. Non dobbiamo irrigidirci. Vogliamo che questo dato sia all’esterno ben comprensibile. Sappiamo che la Calabria è quella che è, e che la povertà è diventata molto invasiva in tante famiglie. Noi abbiamo tenuto questa posizione non per differenziarci ma per poter dire che le esigenze che tanti cittadini avvertono in questo consiglio sono rappresentate”.

Dopo di loro intervengono anche i consiglieri Alfonso Dattolo dell’Udc, Vincenzo Ciconte di Progetto Democratico, Demetrio Battaglia del Partito Democratico e Giovanni Nucera del PdL. Le posizioni ormai sono chiare. Maggioranza e opposizione sono d’accordo sul disegno complessivo ma in sostanza l’opposizione preme per far votare immediatamente dall’assemblea delle modifiche dello Statuto. In particolare le due modifiche riguardano il numero dei consiglieri regionali, ridotto da 50 a 40, e il numero massimo di assessori, dagli attuali 12 a 7 (Presidente e Vice inclusi). La maggioranza invece, anche alla luce del dibattito nazionale intervenuto attorno alla manovra finanziaria, ritiene di approvare un ordine del giorno che obblighi il consiglio a ridiscutere il tema tra sei mesi. E vorrebbe che a votarlo sia il consiglio all’unanimità. “Non vogliamo mostrare i muscoli, ma siamo qui per condividere”spiega Giovanni Nucera. In entrambi i casi comunque, trattandosi di modifiche di ordine statutario, i provvedimenti entreranno in vigore dalla prossima legislatura.

L’APPROVAZIONE
Alla fine gli emendamenti del Partito Democratico vengono respinti dalla maggioranza. Come spiegato dai consiglieri regionali del gruppo PD durante i loro interventi, gli emendamenti erano riferiti ad un’approvazione immediata della riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori interni.
L’emendamento presentato dall’Italia dei Valori per il quale i fondi recuperati dai costi della politica devono essere impiegati per aiutare i lavoratori calabresi in difficoltà viene inserito invece nell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza sotto forma di raccomandazione e approvato dall’Assemblea.
La maggioranza approva inoltre la Proposta di Legge Statutaria che riguarda la disciplina di numero, composizione e modalità di funzionamento delle Commissioni, che in pratica vengono ridotte da 10 a 6 (di cui 4 permanenti e 2 speciali). Il provvedimento sulle Commissioni entra in vigore a decorrere dal rinnovo della carica del Presidente del Consiglio Regionale e relativo Ufficio di Presidenza che avverrà a metà di questa legislatura nel 2012. Viene inoltre ridotto il numero degli Assessori esterni da 4 a 2 (con una successiva proposta di provvedimento amministrativo approvata a parte) ed abolita la figura dei Sottosegretari. Le modifiche relative agli assessori esterni e ai Sottosegretari entrano in vigore invece a partire dalla prossima Legislatura. Con la Proposta di Legge denominata “Riduzione dei costi della politica” si interviene inoltre sulle strutture, riducendole sostanzialmente tutte di una unità. Viene inoltre approvata una proposta di legge che obbliga i dirigenti regionali alla pubblicità della propria situazione patrimoniale e tributaria. Approvati anche l’aumento dell’ammenda per il singolo consigliere regionale per l’assenza dalle sedute di consiglio o di commissione dai 200 Euro attuali ai 400 Euro e l’abolizione del vitalizio ma solo a decorrere dalla prossima legislatura. Approvati inoltre tre ordini del giorno presentati da Luigi Fedele. Il primo, come introdotto dallo stesso Presidente Scopelliti durante il suo intervento introduttivo, riguarda il riordino degli Enti strumentali e delle società partecipate della Regione, al fine di contenerne gli eccessivi ed ingiustificati costi ed abolirne gli sprechi. Per tale obiettivo viene demandato alla Giunta il compito di predisporre, entro 90 giorni, una proposta di legge per la riorganizzazione complessiva degli enti regionali. Il secondo riguarda invece le indennità dei dirigenti generali e dei dirigenti degli enti strumentali e impegna la Giunta ed il Consiglio a presentare una riforma organica di riforma delle normative di riferimento. Il terzo, quello che ha rappresentato la frattura con il centrosinistra che voleva un provvedimento immediato, impegna il Consiglio ad una successiva modifica dello Statuto per la riduzione del numero dei Consiglieri Regionali dagli attuali 50 a 40, unitamente all’approvazione di una nuova legge elettorale regionale. Nel complesso una serie di atti non molto dissimile dalla proposta portata da Scopelliti e Talarico in conferenza dei capigruppo, anche se in parte annacquata dalla trasformazione di alcuni provvedimenti in ordini del giorno di semplice indirizzo. Approvata all'unanimità infine la mozione, a firma De Gaetano, relativa al rapimento di Francesco Azzarà, volontario di Emergency rapito in Sudan.

UN PARTO DIFFICILE, UN RISULTATO DELUDENTE
La montagna dunque ha partorito. Non sarà un topolino ma poco ci manca. Evidentemente rispetto ai costi della mastodontica gestione della cosa pubblica regionale si poteva e si doveva fare di più. I calabresi si attendevano un’inversione di tendenza che purtroppo non è arrivata. Il fatto che l’Aula si sia addirittura divisa su un tema che per un’intera estate era stato professato come un indirizzo comune indica come l’ingranaggio si sia inceppato da qualche parte. In tanti, durante il dibattito hanno rivelato come le parti fossero fondamentalmente d’accordo fino a stamattina. Ma il fatto che ci siano delle differenziazioni su alcuni temi che riguardano l’iter procedurale che di fatto hanno bloccato il procedimento sinergico delle due ali di Palazzo Campanella significa che in maniera espressa o in maniera latente esistono delle resistenze che oggi si sono espresse in Consiglio. Era probabilmente necessario che tutti gli atti di indirizzo approvati oggi fossero trasformati invece in provvedimenti immediati. A cominciare dalla riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori, passando per il riordino degli enti regionali fino alla riduzione degli emolumenti per manager e dirigenti. Il fatto che si siano invece approvate delle semplici linee di indirizzo indica che sull’argomento sarà necessario tornare. Come anche si tornerà sulla Proposta di legge statutaria che per regolamento dovrà essere affrontata nuovamente dal Consiglio. Si riparlerà dunque, probabilmente con il nuovo anno, di tutto ciò che oggi si è deciso di rimandare. Il dato definitivo che la seduta del Consiglio dedicata ai costi della politica ha rappresentato l’ennesima occasione persa dalla politica di riacquistare credibilità agli occhi di cittadini sempre più stufi ed indignati. Come il Consiglio stesso ha riconosciuto nel dibattito odierno, la società calabrese sta attraversando una fase di crisi socioeconomica senza precedenti. Le stanze dorate di Palazzo Campanella e di Palazzo Alemanni rappresentano un pugno in un occhio per i tanti cittadini che davvero non riescono ad arrivare alla fine del mese e che non vedono di fronte a loro un briciolo di futuro. E’ giunta l’ora di invertire realmente la tendenza degli sprechi e della gestione insensata delle risorse. E guai a chi pensa di trovare scorciatoie o facili demagogie. La politica in Calabria deve ritrovare il suo anno zero o sarà fagocitata una volta per tutte da se stessa prima che dai cittadini.