Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

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intercity 522
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Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da intercity 522 » 19/08/2011, 20:10

http://www.ilgiornale.it/interni/strage ... comments=1" onclick="window.open(this.href);return false;


Thomas Kram, 63 anni e Christa Margot Frohlich, 69 anni, sarebbero indagati nell’inchiesta bis della procura bolognese sulla strage di Bologna che ha preso in considerazione la "pista palestinese"

Bologna - Due terroristi tedeschi di estrema sinistra, Thomas Kram, 63 anni e Christa Margot Frohlich, 69 anni, sarebbero indagati nell’inchiesta bis della Procura bolognese sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 dove persero la vita 85 persone ed altre 200 rimasero ferite. Entrambi gli indagati sarebbero legati al gruppo del terrorista internazionale Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos "lo Sciacallo" detenuto in Francia. Ne dà notizia il quotidiano "Il Resto del Carlino". Nessuna conferma né smentita da parte della Procura.

La pista palestinese Kram e Frohlich appartengono ad ambienti opposti rispetto al terrorismo nero di Valerio Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini condannati in via definitiva per la strage di Bologna. L’inchiesta bis della ha preso in considerazione lo scenario della cosiddetta "pista palestinese" secondo cui la strage fu una vendetta del Fronte popolare per la liberazione della Palestina contro l’Italia che aveva arrestato un suo dirigente. Per questo, sempre secondo questa ipotesi, i palestinesi decisero di servirsi del loro braccio armato, cioè, il gruppo di Carlos. Kram, il 2 agosto 1980 era a Bologna all’hotel Centrale. E secondo alcuni testimoni - riferisce ancora il Resto del Carlino - la Frohlich in quei giorni alloggiava all’hotel Jolly. La loro presenza in città e altri elementi raccolti dagli investigatori, avrebbe convinto gli inquirenti ad indagare i due cittadini tedeschi. Questa indagine fu aperta in seguito alle risultanze della commissione parlamentare Mitrokhin. Al centro degli accertamenti - avviati dall’ex procuratore capo di Bologna Enrico Di Nicola e dal pm Paolo Giovagnoli e dall’inizio del 2009 passati al pm Enrico Cieri - c’è proprio Thomas Kram, l’esperto di esplosivi appartenente alla cellula terroristica Revolutionaere Zellen. Sulla scia degli atti prodotti dalla Commissione Mitrokhin l’indagine ha percorso appunto la pista del terrorismo palestinese. Secondo la ricostruzione della Commissione, nel periodo precedente alla strage di Bologna, vi era tensione tra l’Fplp e l’Italia per l’arresto del suo rappresentante nel nostro paese, Abu Anzeh Saleh.

Presenteremo un nuovo esposto "Noi non abbiamo dubbi: entro fine anno faremo un nuovo esposto più dettagliato, per chiedere di andare avanti, e proseguire le indagini da dove sono arrivati i magistrati di Cassazione che hanno condannato Mambro, Fioravanti e Ciavardini. Ci sono gli esecutori, ci sono i depistatori: per noi quella è la strada giusta per arrivare ai mandanti". Paolo Bolognesi, per l’associazione tra i familiari e le vittime della Strage del 2 agosto a Bologna, commenta così la notizia dell’iscrizione di due terroristi tedeschi sul registro degli indagati. Una iscrizione che Bolognesi ammette essere arrivata inattesa anche perché "tutte le notizie che dalla procura filtravano sulla stampa era che la "cosiddetta" pista palestinese fosse un buco nell’acqua, o qualcosa di simile".

Il nuovo esposto cui allude il presidente è il seguito di quello presentato nei mesi scorsi dall’associazione ai pm di Bologna. Un’istanza in cui l’associazione chiedeva di indagare sui mandanti, partendo soprattutto dalle carte del processo di Brescia sulla strage di piazza della Loggia, ma anche da altri atti processuali. Carte da cui si evince, per Bolognesi, che Mambro e Fioravanti (che hanno sempre negato la responsabilità della strage, ndr) erano inseriti in un preciso contesto di terrorismo nero e non "spontaneisti". Un’istanza che suggerisce quindi un contesto ben diverso dalle conclusioni della ’pista palestinesè emersa dalle carte della Commissione Mitrokhin, e che invece resta nell’alveo tracciato dalla passate sentenze. Bolognesi ha ribadito comunque rispetto per le indagini e per gli inquirenti («non sta certo a noi giudicare o ostacolare il loro lavoro») prendendo anche in considerazione l’ipotesi che «ci possono essere motivi tecnici per cui, per compiere certi atti, è necessaria un’iscrizione sul registro egli indagati. Ma devo ancora parlarne con i nostri avvocati». Ma, ha concluso con forza «lo ripeto: negli anni tutte le piste ’internazionalì si sono rivelate delle bufale, messe tra i piedi dei giudici per confondere le acque».

___________________________________________________

31 ANNI DOPO, MEGLIO TARDI CHE MAI


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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da ethan » 19/08/2011, 21:40

The discovery of cold water

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da aquamoon » 19/08/2011, 22:10

ethan ha scritto:The discovery of cold water
Hot... perhaps.
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da spiny79 » 20/08/2011, 11:06

dopo tutti questi anni e tutte le piste ed i sospetti che sono stati fatti, resteranno sempre tanti dubbi...

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da intercity 522 » 20/08/2011, 12:35

spiny79 ha scritto:dopo tutti questi anni e tutte le piste ed i sospetti che sono stati fatti, resteranno sempre tanti dubbi...
non saprei... la corrente di estrema destra si estraneò sempre... ed infatti, almeno in Italia, il terrorismo non è mai stato nero
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da aquamoon » 20/08/2011, 12:53

intercity 522 ha scritto:
spiny79 ha scritto:dopo tutti questi anni e tutte le piste ed i sospetti che sono stati fatti, resteranno sempre tanti dubbi...
non saprei... la corrente di estrema destra si estraneò sempre... ed infatti, almeno in Italia, il terrorismo non è mai stato nero
Cioè?
:scratch
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da suonatore Jones » 20/08/2011, 12:58

intercity 522 ha scritto:ed infatti, almeno in Italia, il terrorismo non è mai stato nero
eeh?

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da intercity 522 » 20/08/2011, 13:15

il terrorismo (che condanno a priori, sia esso fascista, nazista, comunista, anarchico, islamico, indù...) ... come gli agguati con la p38, come gli atti sovversivi, come le vigliaccate che causarano pagine nerissime della storia italiana (esempio << i netturbini di via rasella>> la vicenda che causò il massacro delle Fosse Ardeatine o, per nominare personaggi meno enfatizzati dai libri di storia SERGIO RAMELLI, PAOLO DI NELLA, I FRATELLI MATTEI DI PRIMAVALLE MORTI IN UN INCENDIO APPICCATO IN UN PIANEROTTOLO). Queste vigliaccate e gli agguati fatti durante gli anni di piombo, avevano un altro colore politico, almeno da 60-70 anni a questa parte...



ma forse i fatti che nomino io non sono mai accaduti. La verità su Bologna e su Ustica, è un atto dovuto ai familiari di chi perse la vita...
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da suonatore Jones » 20/08/2011, 13:25

intercity 522 ha scritto:il terrorismo (che condanno a priori, sia esso fascista, nazista, comunista, anarchico, islamico, indù...) ... come gli agguati con la p38, come gli atti sovversivi, come le vigliaccate che causarano pagine nerissime della storia italiana (esempio << i netturbini di via rasella>> la vicenda che causò il massacro delle Fosse Ardeatine o, per nominare personaggi meno enfatizzati dai libri di storia SERGIO RAMELLI, PAOLO DI NELLA, I FRATELLI MATTEI DI PRIMAVALLE MORTI IN UN INCENDIO APPICCATO IN UN PIANEROTTOLO). Queste vigliaccate e gli agguati fatti durante gli anni di piombo, avevano un altro colore politico, almeno da 60-70 anni a questa parte...



ma forse i fatti che nomino io non sono mai accaduti. La verità su Bologna e su Ustica, è un atto dovuto ai familiari di chi perse la vita...

quello che scrivi dice solo che ci sono stati atti di terrorismo firmato sinistra, non che, come affermi " almeno in Italia, il terrorismo non è mai stato nero". è ben diverso.

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da Regmi » 20/08/2011, 13:56

intercity 522 ha scritto:il terrorismo (che condanno a priori, sia esso fascista, nazista, comunista, anarchico, islamico, indù...) ... come gli agguati con la p38, come gli atti sovversivi, come le vigliaccate che causarano pagine nerissime della storia italiana (esempio << i netturbini di via rasella>> la vicenda che causò il massacro delle Fosse Ardeatine o, per nominare personaggi meno enfatizzati dai libri di storia SERGIO RAMELLI, PAOLO DI NELLA, I FRATELLI MATTEI DI PRIMAVALLE MORTI IN UN INCENDIO APPICCATO IN UN PIANEROTTOLO). Queste vigliaccate e gli agguati fatti durante gli anni di piombo, avevano un altro colore politico, almeno da 60-70 anni a questa parte...



ma forse i fatti che nomino io non sono mai accaduti. La verità su Bologna e su Ustica, è un atto dovuto ai familiari di chi perse la vita...
Dando per scontato che tu sappia, nei periodo fine anni 60/inizio 70, cosa fossero e cosa facessero ordine nuovo e avanguardia nazionale
mi sto chiedendo se per te erano delle associazioni gemellate con i'ordine dei carmelitani scalzi, dei semplici benefattori o... altro.
E nella ipotesi in cui tu li dovessi includere tra i carmelitani scalzi ti consiglio di fare un semplice giretto sul Web
Anche Wickipedia, a volte, può sostituirsi al fosforo e fungere da freno all'aria che esce dalla bocca in piena libertà.
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da Margio » 20/08/2011, 17:09

Io c'ero in quegli anni....e mi ricordo della bomba alla BNA, Italicus, Brescia, Peteano, Bologna, Ustica,Valpreda, Fioravanti, i silenzi ed i depistaggi dei servizi, Gladio, gli opposti estremismi, BR, Nar, le gambizzazioni, Guido Rossa...la storia di quegli anni è chiara...basta saper "leggere" i fatti, comprendere il delicato ruolo del nostro paese tra occidente e oriente, il fattore K e la strategia della tensione che servì a raffreddare la "pentola" Italia dopo il '68 e l'autunno caldo dell'anno successivo. Alla fine l'ennesima (sempiterna) riproposizione del confltto tra patrizi e plebei, nobili e servi della gleba, padroni e classi subalterne...l'impostura che perpetuò (e riperpetua) il sistema neo-feudale nel nostro paese. Dove, incredibilmente, un signore che da 20 anni dovrebbe stare a S. Vittore sta oggi a Palazzo Chigi (sic) ed un foglio di carta, più adatto alle verdure, alterna, in maniera disinvolta, venefiche dosi di odio con ridicole o stucchevoli ri-costruzioni della nostra quotidianità e della nostra memoria... :salut

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da intercity 522 » 20/08/2011, 19:13

Regmi ha scritto:
intercity 522 ha scritto:il terrorismo (che condanno a priori, sia esso fascista, nazista, comunista, anarchico, islamico, indù...) ... come gli agguati con la p38, come gli atti sovversivi, come le vigliaccate che causarano pagine nerissime della storia italiana (esempio << i netturbini di via rasella>> la vicenda che causò il massacro delle Fosse Ardeatine o, per nominare personaggi meno enfatizzati dai libri di storia SERGIO RAMELLI, PAOLO DI NELLA, I FRATELLI MATTEI DI PRIMAVALLE MORTI IN UN INCENDIO APPICCATO IN UN PIANEROTTOLO). Queste vigliaccate e gli agguati fatti durante gli anni di piombo, avevano un altro colore politico, almeno da 60-70 anni a questa parte...



ma forse i fatti che nomino io non sono mai accaduti. La verità su Bologna e su Ustica, è un atto dovuto ai familiari di chi perse la vita...
Dando per scontato che tu sappia, nei periodo fine anni 60/inizio 70, cosa fossero e cosa facessero ordine nuovo e avanguardia nazionale
mi sto chiedendo se per te erano delle associazioni gemellate con i'ordine dei carmelitani scalzi, dei semplici benefattori o... altro.
E nella ipotesi in cui tu li dovessi includere tra i carmelitani scalzi ti consiglio di fare un semplice giretto sul Web
Anche Wickipedia, a volte, può sostituirsi al fosforo e fungere da freno all'aria che esce dalla bocca in piena libertà.
leggi bene... io condanno il terrorismo da qualunque lato esso provenga. Le BR, come i GAP e come tante altre istituzioni, non andarono promuovendo la pace ed il rispetto per le correnti di pensiero avverse, divenendo esse, a loro vorte, irrispettose per il diritto di parola, che tanto professavano. Quindi le battutine, del fosforo ecc ecc conservale per qualche tuo parente, o per quaòche tuo amico intimo. Non ho bisogno di lezioni di storia, men che meno da pseudointellettuali di sinistra come te.

L'educazione, prima di tutto, sennò passi per cafoncello (oltre che per pseudointellettuale di sinistra)
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da Regmi » 20/08/2011, 21:18

intercity 522 ha scritto:
leggi bene... io condanno il terrorismo da qualunque lato esso provenga. Le BR, come i GAP e come tante altre istituzioni, non andarono promuovendo la pace ed il rispetto per le correnti di pensiero avverse, divenendo esse, a loro vorte, irrispettose per il diritto di parola, che tanto professavano. Quindi le battutine, del fosforo ecc ecc conservale per qualche tuo parente, o per quaòche tuo amico intimo. Non ho bisogno di lezioni di storia, men che meno da pseudointellettuali di sinistra come te.

L'educazione, prima di tutto, sennò passi per cafoncello (oltre che per pseudointellettuale di sinistra)
Io, come altri, abbiamo letto benissimo quello che un utente che risponde al nick intercity 522 ha scritto e che riporto:
non saprei... la corrente di estrema destra si estraneò sempre... ed infatti, almeno in Italia, il terrorismo non è mai stato nero
Se poi lo stesso dimentica cosa ha scritto in questa stessa pagina non si può, al di là di quest'ultimo forbito ghiri ghori,
per il suo bene e per il bene delle meningi di chi legge,
che insistere nel consigliarli una buona cura al fosforo e di,
visti gli esiti negativi dei precedenti consigli e nel frattempo che la cura non sortisca qualche benefico effetto ,
collegare il cervello alle dita prima di scrivere.

In alternativa, e se si ha la pretesa che almeno qualcuno lo possa credere,
quelle favole è meglio raccontarle a qualche marmocchio che abbia almeno
un qualche parvento di cafoneria di carattere ereditario...e non è facile trovarlo
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da doddi » 21/08/2011, 0:33

Qualche scienziato mi sà citare l'omologo delle Brigate Rosse o di Prima Linea diversamente colorato?
Chi ha tenuto per anni in scacco le istituzioni addirittura decimandole?

I criminali pazzoidi non hanno colore nè ideologia nè sono parte di uno STATO Democratico, non hanno diritto di difesa nè di perdono.
Premesso ciò, che anche le bestie quadrupedi ritengono pleonastico, si può mai fare un paragone tra questi guerriglieri organizzati ed il resto dell'opposta fazione per imprese compiute e delitti commessi?
E' così difficile da comprendere l'affermazione di intercity?
Non vi vergognare neanche un pò a fare le lezioncine di morale?
Erano eroi per caso?
Modelli per i futuri difensori della libertà o custodi della nazione?


Altro che liberi di andare in giro per le università... lobotomizzazione ed al muro; plotone d'esecuzione con un centinaio di pallottole a testa in corpo a questi schifi di cessi deviati di mente. Bastardi maledetti. Loro e chi li ha sostenuti e difesi o giustificati. Ad ogni livello, e di ogni parte politica.


Non esiste paragone alcuno tra il terrorismo "rosso" e "nero" in Italia, l'unica similitudine che si può percorrere è nella vigliacchieria e spregevolezza delle azioni... ma per alcuni, ancora, non è così. Poveretti. Poveretti. Poveretti!


Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella e il Ministro dell'Interno Giuliano Amato, rispondendo a interrogazioni parlamentari, hanno divulgato all'inizio 2007 una lista di terroristi latitanti "ricercati in campo internazionale per atti di associazione terroristica, banda armata o associazione sovversiva" in cui risultano "113 soggetti, di cui 59 appartenenti a gruppi terroristici considerati di estrema sinistra, 11 a gruppi considerati di estrema destra e 43 appartenenti a gruppi terroristici internazionali"


In questo topic c'è una notizia, di un'inchiesta che da 31 anni ancora non pare essere definitivamente chiusa, con 85 persone morte. Ottantacinque persone, non quattro deficenti che ancora oggi la strumentalizzano politicamente, che potrebbe sviluppi ed esiti nuovi, ma ciò cmq, non restituirebe nessuno di quegli 85 esseri umani ai loro cari. Che siano stati i rossi o i neri per interposta persona dei servizi poco importa a loro. Basta che ci sia un chi ed un perchè in tutta quella follia collettiva di quegli anni.


Chi ce l'ha più lungo?
Si ha voglia di ricominciare con quelle storie?
Non si sente il bisogno di nuove Camilla Cederna per cospargere di benzina i pagliai. Irresponsabili.

Gente pericolosa che disconosce la democrazia se è diversa dalla "propria" idea di essa.

:ontopic:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da intercity 522 » 21/08/2011, 2:34

doddi ha scritto:Qualche scienziato mi sà citare l'omologo delle Brigate Rosse o di Prima Linea diversamente colorato?
Chi ha tenuto per anni in scacco le istituzioni addirittura decimandole?

I criminali pazzoidi non hanno colore nè ideologia nè sono parte di uno STATO Democratico, non hanno diritto di difesa nè di perdono.
Premesso ciò, che anche le bestie quadrupedi ritengono pleonastico, si può mai fare un paragone tra questi guerriglieri organizzati ed il resto dell'opposta fazione per imprese compiute e delitti commessi?
E' così difficile da comprendere l'affermazione di intercity?
Non vi vergognare neanche un pò a fare le lezioncine di morale?
Erano eroi per caso?
Modelli per i futuri difensori della libertà o custodi della nazione?


Altro che liberi di andare in giro per le università... lobotomizzazione ed al muro; plotone d'esecuzione con un centinaio di pallottole a testa in corpo a questi schifi di cessi deviati di mente. Bastardi maledetti. Loro e chi li ha sostenuti e difesi o giustificati. Ad ogni livello, e di ogni parte politica.


Non esiste paragone alcuno tra il terrorismo "rosso" e "nero" in Italia, l'unica similitudine che si può percorrere è nella vigliacchieria e spregevolezza delle azioni... ma per alcuni, ancora, non è così. Poveretti. Poveretti. Poveretti!


Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella e il Ministro dell'Interno Giuliano Amato, rispondendo a interrogazioni parlamentari, hanno divulgato all'inizio 2007 una lista di terroristi latitanti "ricercati in campo internazionale per atti di associazione terroristica, banda armata o associazione sovversiva" in cui risultano "113 soggetti, di cui 59 appartenenti a gruppi terroristici considerati di estrema sinistra, 11 a gruppi considerati di estrema destra e 43 appartenenti a gruppi terroristici internazionali"


In questo topic c'è una notizia, di un'inchiesta che da 31 anni ancora non pare essere definitivamente chiusa, con 85 persone morte. Ottantacinque persone, non quattro deficenti che ancora oggi la strumentalizzano politicamente, che potrebbe sviluppi ed esiti nuovi, ma ciò cmq, non restituirebe nessuno di quegli 85 esseri umani ai loro cari. Che siano stati i rossi o i neri per interposta persona dei servizi poco importa a loro. Basta che ci sia un chi ed un perchè in tutta quella follia collettiva di quegli anni.


Chi ce l'ha più lungo?
Si ha voglia di ricominciare con quelle storie?
Non si sente il bisogno di nuove Camilla Cederna per cospargere di benzina i pagliai. Irresponsabili.

Gente pericolosa che disconosce la democrazia se è diversa dalla "propria" idea di essa.

:ontopic:
purtroppo con certa gente è inutile argomentare :)


spero che mettano presto il tasto ignora, perchè vedo troppa faziosità e troppi maestri, professori, ecc ecc. Troppi comunistelli coi soldini. Troppa cattiveria gratuita.

Cesare Battisti, protetto dai radical chic, come Carla Bruni e prima di sta gran....... signora, dal presidente Mitterand!



Massimo Morsello considerato CRIMINALE... APPARTENENTE AI NAR (grandissima c***ata)... mentre CESARE BATTISTI?


Io pure riconosco l'Ulster appartenente all'Irlanda,e non al Regno Unito. MA STIGMATIZZO IL TERRORISMO ATTUATO DALL'I.R.A
Io pure sono pro-Palestina, ma non posso esaltare i gruppi terroristici.


Fino a prova contraria, le bombe e gli agguati, avevano tutti la stessa matrice politica, in Italia.
Negli anni 70, morirono tanti ragazzini (15-16-17enni) solo perchè erano FASCI.

E chi (ROSSI) si battè per la libertà di PAROLA, di ESPRESSIONE e CONTRO qualsivoglia censura, è divenuto, lui stesso, CENSORE.


Grazie, lezioni di vita non servono a nessuno. Altrimenti potremmo negare gli omicidi di Mikis Mantakas, di Sergio Ramelli, dei fratelli Mattei, di Francesco Recchioni, di Franco Brigonzetti, di Francesco Ciavatta, ecc ecc.


Ragazzini sparati DI SPALLE, o uccisi, in VILI AGGUATI (ma dopotutto la viltà era patrimonio dei traditori che si nascondevano nelle montagne, che insegnarono a questi rifiuti umani) a colpi di chiavi inglesi in testa. A 17 ANNI!!!!!!!!!! PORCO CHI DICO IO!!!!!!!!!!! A 17 ANNI!!!!!!!!
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da Margio » 21/08/2011, 7:43

[/quote] ...
vedo troppa faziosità e troppi maestri, professori, ecc ecc. Troppi comunistelli coi soldini. Troppa cattiveria gratuita. ...
Fino a prova contraria, le bombe e gli agguati, avevano tutti la stessa matrice politica, in Italia.
[/quote] Premesso che per quanto mi riguarda il signor Battisti dovrebbe essere al più presto condotto a calci in c...in carcere, mi rincuora il fatto che ci siano stati i valorosi camerati della R.S.I. ad aver tenuto alto l'onore del popolo italiano nel corso del XX secolo. "Il sonno della ragione genera mostri" (G. Santayana)

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da Regmi » 21/08/2011, 10:47

E' ancora agosto e la voglia di argomentare è ancora in vacanza. Spero che, almeno questo, mi venga perdonato.
A beneficio di chi ama leggere, degli smemorati e di chi è continuamente alla ricerca di un padrone che gli dia l'imput per mettersi in marcia, posto qualcosina trovato sul web sulla cui attendibilità non giuro.
Buona lettura.


L'eversione di destra negli anni '70

Nel 1969, allo stillicidio di spedizioni neofasciste con raids di violenza nelle scuole e nelle università si sovrappone l’esplosivo. Nel 1969 vengono compiuti in Italia 312 attentati con bombe: fra questi quelli all’ufficio istruzione dei tribunali di Milano e Torino, alla Fiera Campionaria di Milano e ai treni della notte fra l’8 e il 9 agosto. Dal 1969 al 1975 vengono compiuti in Italia 4384 atti di violenza contro persone o cose, ispirati tutti da una manifesta matrice politica. L’85% di questi fatti si svolge in appena 16 province su 94, soprattutto a Roma, Milano e Torino. L’83% di tutti i fatti di violenza politica accaduti in Italia dal 1969 al 1975 è dichiaratamente opera della destra eversiva, che negli stessi anni consuma 63 omicidi su un totale di 92 assassini politici. Dal 1969 al 1975 in Italia vengono compiute quasi tutte le stragi che dal 1969 al 1982 sono responsabili del 42% delle persone morte per fatti di terrorismo. Il 12 dicembre 1969 a Milano esplode, nella sede di piazza Fontana della Banca nazionale dell’Agricoltura, una bomba che uccide 17 persone e ne ferisce 88. Il 22 luglio 1970 un treno di lavoratori per ragioni sindacali diretto in Calabria viene fatto saltare in aria nei pressi di Gioia Tauro: muoiono 6 persone e ne restano ferite 50. Il 31 maggio 1972 a Peteano una macchina imbottita di esplosivo uccide 3 persone e ne ferisce 2. Il 17 maggio 1973 davanti alla questura di Milano Bertoli aziona una bomba, uccidendo 4 persone e ferendone12. Il 28 maggio 1974 in piazza della Loggia a Brescia muoiono 8 persone e 94 rimangono ferite per l’esplosione di una bomba. Il 4 agosto 1974 nei pressi di Bologna viene fatto saltare in aria il treno Italicus e vi muoiono 12 persone mentre 105 risultano ferite. Accanto alle violenze e agli attentati, all’eversione di destra sono da ascriversi per gli anni che vanno dal 1969 al 1975 molti altri fatti di chiara importanza per una strategia di dichiarata sovversione. Dall’estate del 1970 alla primavera del 1971, Reggio Calabria è infiammata da una rivolta popolare, ispirata e diretta dai "boia chi molla" della destra con presenza cospicua di noti elementi di Avanguardia nazionale. A più riprese, poi, si cercherà di inserire questi conati di piazza nella realtà milanese dove tenteranno di operare alcuni dei protagonisti di Reggio. Inizia anche la stagione dei golpe. Il primo è fissato per l’Immacolata del 1970 quando il principe Borghese di notte vuole mettere i propri uomini al Ministero dell’interno, alla Rai e al Quirinale. Con Borghese per questo golpe saranno, in un lontano futuro rispetto al dicembre 1970, equamente processati anche esponenti di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale. Ma il golpe fallisce perché a un certo punto della nottata il principe Borghese riceve una telefonata che annulla gli ordini già impartiti e le prime operazioni già avviate. I reduci dall’avventura di Borghese non si fermano e vanno avanti fino a tutto il 1974 a programmare piani d’attacco contro il sistema istituzionale. Queste manovre si svolgono prevalentemente a Roma, dove il gen. Miceli, capo dei servizi segreti, aveva avuto qualche sentore dei movimenti di Borghese, e dove nella trama cospirativa s’è trovata traccia di cattolici legati ad ambienti del Vaticano e di individui collegati alla massoneria, come denunciato alla magistratura romana dal Ministero dell’interno nel 1974 e 1975. Si è anche parlato di un golpe di destra che doveva realizzarsi a Roma nell’agosto 1974 dopo la strage dell’Italicus, ma che poi viene accantonato a seguito delle dimissioni in quell’agosto del presidente americano Nixon. Intanto, nel 1974-75, altre trame eversive di colore golpista di destra vengono sviscerate dai giudici di Padova durante il processo contro la Rosa dei Venti e dai giudici di Torino durante il processo contro Edgardo Sogno.

Per quanto attiene la tattica delle azioni diverse dalle stragi eseguite dai neri certo è che dal 1969 al 1975 i terroristi di destra uccidono 20 persone e non ne feriscono nessuna, consumano 2156 violenze (come pestaggi o atti di guerriglia), rivendicano esplicitamente 133 attentati a cose e persone mentre con una certa sicurezza sempre ai neri vengono attribuiti 1 339 attentati non rivendicati. Sembra, quindi, che in questi anni comportamentalmente il terrorismo di destra abbia avuto connotati "squadristici" come il fascismo del 1920-22: per tipo e numero di azioni compiute prevale l’uso della violenza diretta, contro gli avversari politici. Notevole è il ricorso al tritolo usato in abbondanza, di notte, essenzialmente contro le sedi di partiti o organismi democratici. Escluse quasi del tutto da ogni assalto sono le persone e le sedi delle forze dell’ordine. Su 11 sequestri di persona compiuti dai terroristi in genere dal 1969 al 1975, nessuno è da ascriversi ai neri; sono invece le organizzazioni clandestine di sinistra ad utilizzare il veicolo pubblicitario nuovissimo del sequestro politico di dirigenti d’azienda o capi-reparto. In merito alle organizzazioni che hanno firmato le azioni del terrorismo nero, certo è che dal 1969 al 1980 esse sono state in tutto 171, ed almeno l’80% di esse ha operato nel periodo 1969-1975. La gran parte di questi gruppi ha concentrato, anche per il periodo indicato, la propria attività su Roma e, in misura molto più ridotta, su Milano. Il rapporto fra gli attentati rivendicati dai neri (133) e quelli loro attribuiti (1339) dimostra che il terrorismo di destra ha scelto di gran lunga l’opzione dell’"azione coperta", ovverossia del fatto terroristico non dichiarato né come autori né come finalità. Molto raramente, per il 1969-1975, le azioni terroristiche dei neri risultano firmate da Ordine Nuovo o Avanguardia Nazionale. Spessissimo, accanto a sigle tanto sconosciute da sembrare di puro comodo, appaiono le firme dei Giustizieri d’Italia o delle Squadre d’azione Mussolini, che il 26 gennaio 1969 a Milano compiono il primo atto terroristico rivendicato dalla destra contro un palazzo che ospita più organismi ed enti democratici. Dal 1969 al 1974 nella sola Milano 80 attentati sono consumati dalle Sam. In questa organizzazione mutava Giancarlo Esposti la cui morte, avvenuta in un conflitto a fuoco coi carabinieri in Abruzzo mentre Esposti ben provvisto di esplosivo pareva dovesse calare su Roma per la festa della Repubblica, sarà commemorata da Avanguardia nazionale. Numerose sono le sigle di gruppi eversivi di destra che compaiono per appena il tempo di scoppio di una bomba. Tale comportamento deriva ovviamente in parte da manovre difensive di depistaggio delle indagini. Molti attentati sono opera del misteriosissimo Ordine nero. Sotto questa sigla si compiono dal 1974 al 1976 (nei tre anni di cui di essa si ha notizia) e soprattutto nell’Italia nel Nord, 32 attentati, di cui ben 21 consumati nel solo 1974. All’ambiente di Ordine nero vengono ascritte due stragi, quella di piazza della Loggia a Brescia e quella del treno Italicus nei pressi di Bologna. Sono in totale 22 le persone che muoiono a causa di Ordine nero, sull’identità dei cui aderenti ancora oggi non si hanno buone certezze. Nello stesso mondo della destra eversiva feroci sono sempre rimaste le polemiche sulle origini e le finalità di Ordine nero: alcuni guardano ad una filiazione da Ordine nuovo di cui Ordine nero ripete le iniziali simboliche On; altri credono a un gruppo spontaneo; alcuni pensano che noti gruppi eversivi abbiano deliberatamente scelto, proprio per allontanare da se stessi ogni responsabilità, un sistema per rovinare Ordine nuovo, fino ad allora non compromesso in fatti di sangue; altri, infine, vi vogliono vedere la mano di chissà quale servizio, segreto o non. Ordine nero rimane quindi un’entità pressoché sconosciuta; gli attentati a suo nome sono, quindi, "azioni coperte", rivolte contro la inerme popolazione civile fra la quale devono produrre uno stato d’allarme generale su cui innestare un movimento militare. Le vicende personali di personaggi importanti come Graziani, Massagrande, Borghese, Delle Chiaie, che riparano alcuni in Grecia altri in Spagna, pongono il problema dei contatti diretti , negli anni 1969-1975, del terrorismo nero con l’Internazionale nera. Dalla Spagna franchista alla Grecia dei colonnelli non sono mancati aiuti espliciti o impliciti verso gli eversori nostrani di destra, sui quali ci sono stati pesanti sospetti di appartenenza a centrali internazionali o sovranazionali. Il problema che maggiormente si è posto sui movimenti della destra eversiva è stato quello dei rapporti fra terrorismo nero e stato. I processi contro i terroristi neri hanno messo in piazza vistose compromissioni personali che hanno attraversato sia zone del potere politico che aree del potere amministrativo. L’esemplificazione maggiore dei rapporti col terrorismo nero da parte di organismi dello stato è costituito dall’aiuto fornito dai servizi segreti italiani agli imputati del processo per la strage di piazza Fontana. Giannettini viene aiutato finanziariamente quando ripara all’estero. Inoltre: dopo che il giudice istruttore di Milano ha richiesto la cattura di Pozzan (un bidello padovano), i servizi italiani prendono Pozzan e lo portano in Spagna dove a Madrid lo consegnano a Delle Chiaie, anch’egli all’epoca latitante e ricercato proprio per il processo su piazza Fontana. Ma è perlomeno ambiguo l’atteggiamento che il potere esecutivo ebbe contro il terrorismo di destra dal 1969 al 1975. L’affare viene lasciato in gestione quasi esclusiva ai magistrati, i quali, però, per il sistema processuale-penalistico in vigore, non hanno una competenza diffusa in tutta Italia né a loro volta sono diretti da un organismo unitario. Il governo, però, si astiene in quegli anni dal creare un organismo unitario di polizia che compia indagini in tutta Italia e quindi abbia effetti propulsivi sui processi intanto sparpagliati fra mille giudici.



Nel biennio 1974-75 l’eversione di destra fu però attraversata da una crisi profondissima. Nel dicembre 1973 il Ministro dell’interno con proprio decreto sciolse coattivamente Ordine nuovo. Nella seconda metà del 1974, i servizi segreti, in sintonia con chiare direttive politiche, attivarono fonti confidenziali che dettero risultati concreti contro gli autori del golpe Borghese. I giudici di Torino e di Padova iniziarono in quegli anni decise istruttorie su scala nazionale contro l’eversione di destra. Per queste procedure giudiziarie, i capi storici di Ordine Nuovo, Graziani e Massagrande, ripararono all’estero. Stefano Delle Chiaie, capo indiscusso di Avanguardia nazionale e con recapito fisso per quegli anni in Spagna, limitò i suoi lunghi e indisturbati soggiorni in Italia (nonostanti gli svariati mandati di cattura per fatti gravissimi) quando nel novembre 1975 iniziò a Roma il processo contro Avanguardia Nazionale con decine di arresti. Il 20 maggio 1974 Giulio Andreotti, in un’intervista al settimanale "Il Mondo", deplora le deviazioni dei servizi segreti. Termina da allora, il rapporto privilegiato degli eversori di destra con il Potere ufficiale. Ma la crisi più inarrestabile gli eversori di destra la vivono proprio dal loro interno. Arrivano in scena i nuovi militanti nati dopo il 1950. Queste generazioni, prima di ogni discorso politico particolare, respirano un’aria generale che dopo il 1970 è ormai di rottura irrisolvibile con il passato: l’eversione di destra, che ha sempre arruolato fra i giovani la quasi totalità dei propri quadri, non può più fare nuovi proseliti con discorsi infarciti soltanto dei miti di Salò o di Hitler. In più fortissima dopo il 1974 è la concorrenza dell’eversione di sinistra, che dilaga a macchia d’olio in molti parti d’Italia e che inizia a riscuotere notevoli successi anche a livello propagandistico. Per superare questo momento nel settembre 1975 in una riunione ad Albano nei pressi di Roma Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale si fondono e danno vita ad un gruppo unitario. Il nuovo gruppo aveva al vertice una Direzione politica nazionale da cui dipendevano una serie di Settori; a questa Direzione erano collegati organismi analoghi su scala regionale, provinciale e comunale. Il gruppo aveva una struttura operativa formata su linee verticali e articolata in linee orizzontali per compartimenti stagni che non comunicavano fra loro ma solo coi vertice, il quale aveva predisposto una serie di numeri telefonici che assicuravano i collegamenti fra i vari settori. Nel dicembre 1975 viene rinvenuto in un appartamento a Roma che fungeva da base per la nuova organizzazione un documento in cui si propugna apertamente la guerra rivoluzionaria contro il potere ufficiale; e fra le righe dello stesso si legge una reinterpretazione della figura del "soldato politico" a suo tempo mitizzata da Codreanu, che ora viene rivisitata sulla base di pensieri del presidente Mao e del Che Guevara. Nel luglio 1976 a Roma, Concutelli, capo militare di questo gruppo, uccide il magistrato Occorsio e compie una rapina per circa mezzo miliardo a danno del Ministero dei lavoro. Entrambe queste azioni hanno un valore rilevante per l’interpretazione del percorso dell’eversione di destra a partire dal 1975. Con l’uccisione di Occorsio, per la prima volta la destra eversiva intende dichiaratamente colpire un simbolo dello stato, oltre che consumare una vendetta personale con la punizione pubblica di una persona vista come nemica. Con la rapina da mezzo miliardo, gli eversori di destra tralasciano la via dei finanziamenti più o meno diretti e si dichiarano esplicitamente per atti di autofinanziamento, come rapine o sequestri di persona. Molto evidente in questi schemi di comportamento è il richiamo ai comportamenti dell’eversione di sinistra, che prima del luglio 1976 ha già compiuto rapine a iosa ed ha ucciso a Genova il magistrato Coco. Ma nell’autunno 1976, in conseguenza dell’assassinio di Occorsio, molti terroristi neri vengono arrestati; ed è soprattutto Ordine nuovo a vedere scompaginate le proprie fila, tanto che dopo quegli arresti non si avrà più notizia di On come tale, anche se alcuni ordinovisti rimarranno in attività. Pure An entra in difficoltà, non foss’altro perché il capo carismatico Delle Chiaie, finito il franchismo in Spagna, elegge a sede della propria attività l’America del Sud, dall’Argentina al Cile alla Bolivia, ovunque i militari al potere lo richiamino e lo accolgano per loro fini.





I bersagli delle azioni dei terroristi di destra dal 1977 in poi continuano a rimanere, nella stragrande maggioranza, le sedi di partiti ed organismi democratici. Calano, invece, gli atti di violenza come pestaggi o forme di guerriglia urbana che, se sono stati 2156 negli anni 1969-1975, risultano solo 740 dal 1976 al 1980. Ma, dal 1977 in poi, per la prima volta i terroristi neri attaccano direttamente e ripetutamente lo stato. Nella primavera 1979, fra aprile e maggio, con azioni rivendicate i terroristi di destra fanno esplodere a Roma bombe contro il Campidoglio, il carcere di Regina Coeli, la Farnesina, il Consiglio superiore della magistratura. Il 7 febbraio 1980 a Roma i terroristi di destra uccidono l’agente di Ps Arnesano, di guardia all’ambasciata del Libano. Il 2 giugno 1980 ancora terroristi neri uccidono a Roma il giudice Amato, uno dei pochissimi magistrati romani allora impegnato in processi contro i terroristi fascisti. Il 26 novembre 1980 latitanti neo-fascisti assassinano a Milano il brigadiere dei carabinieri Lucarelli. 11 5 febbraio 1981 a Padova terroristi fascisti consumano l’omicidio dei carabinieri Codotto e Maronese. Il 20 ottobre 1981 a Roma è il capitano di Ps Straullu a cadere sottoi colpi dell’eversione di destra. Poi, dopo che in un conflitto a fuoco con la polizia è morto il terrorista Vale, a Roma — per esplicita e dichiarata ritorsione — il 6 maggio 1982 i neri uccidono l’appuntato di Ps Rapesta. Ancora a Roma il 24 maggio 1982 l’agente di Ps Galluzzo è ucciso dai terroristi fascisti, mentre fa la guardia alla casa di un esponente dell’Olp. Sopra l’elemento punitivo sempre adorato dai fascisti, con queste azioni i terroristi neri vogliono soprattutto e disperatamente difendersi. Mentre l’eversione di sinistra li incalza e li sovrasta per qualità ed effetti pubblicitari, essi tentano di stroncare le possibilità concrete degli organismi statuali di venire a capo anche dei movimenti dell’eversione di destra. Nello stesso tempo, è direttamente lo stato che viene assunto dai neri come un nemico da abbattere. La riprova di un atteggiamento generale sulla difensiva è data dall’assassinio, perché "traditori", dei neofascisti Mangiameli e Perucci, effettuato dai terroristi di destra nel gennaio 1981 a Roma. In raffronto agli anni 1969-1975 gli attentati a cose e persone consumati dai terroristi di destra nel periodo 1977-1980 nella sostanza non diminuiscono né crescono, segnando così, in un certo senso, una stasi nello sviluppo interno del terrorismo nero. Aumentano, però, considerevolmente gli attentati rivendicati esplicitamente da organizzazioni di destra: mentre le azioni rivendicate sono state solo 133 dal 1969 al 1975, esse salgono a 482 per gli anni dal 1976 al 1980. Più o meno stazionari rimangono, poi, gli attentati attribuiti alla destra con ragionevole sicurezza: 1164 dal 1976 al 1980 contro i 1339 dal 1969 al 1975. Anche nel periodo dal 1977 in poi, le sigle usate dalle organizzazioni di destra per consumare azioni terroristiche sono numerose e, il più delle volte, ricorrenti per un solo episodio. Questo proliferare di nomenclature ha essenzialmente valore strumentale per nascondere gli autori di crimini e depistare le indagini. Ma, lo stesso, questa frammentazione vale come sintomo di uno sfrenato impulso al protagonismo. Le nuove organizzazioni della destra eversiva mantengono intanto fortissimi legami internazionali con gruppi analoghi. Ma, nel mutato clima internazionale segnato anche dalla caduta del franchismo in Spagna e dei colonnelli in Grecia, questa volta i rapporti riguardano: luoghi tradizionali, come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania occidentale, dove i neri riparano quando inseguiti in Italia; i nuovissimi luoghi caldi della scena internazionale, come il Libano dove alcuni estremisti di destra nostrani frequentano campi d’addestramento della Falange libanese, o il Sud Africa dove i terroristi neri lì nascosti entrano nelle guerriglie contro i negri, o la Bolivia e il Sud America in generale dove i militari al potere continuano, come nel dopoguerra, ad accogliere fascisti d’ogni risma e ne impiegano più d’uno contro le organizzazioni di sinistra locali. Il reclutamento degli adepti del terrorismo di destra per il periodo 1977-1980 continua a svolgersi quasi esclusivamente fra i giovani e soprattutto fra gli studenti e i sottoccupatl. Naturalmente, i terroristi neri pescano nell’area della Destra (anch’essa, però, in fase di autonoma riconsiderazione e ristrutturazione); ma, mentre fino al 1975 i vari Graziani, Giannettii, Rauti, Delle Chiaie, Signorelli hanno avuto un peso(quasi sempre esterno, ma a volte anche interno nella storia e nei percorsi del Msi) ora, dal 1976 in poi, nessuno dei nomi, per la gran parte di giovanissimi, che la stampa e i processi hanno indicato per i principali esponenti dell’eversione di destra, occupa posti di rilievo in quel partito. Fanno eccezione Delle Ghiaie e Signorelli (quest’ultimo fino al 1976 fece parte del Comitato centrale del Msi per poi venirne estromesso), imputati nei principali processi contro l’estremismo nero ma dopo il 1976 non esiste più traccia di un qualche rapporto fra loro due e il Msi . I gruppi del terrorismo di destra più significativi per gli anni dal 1977 in poi appaiono essere tre: i Nuclei armati rivoluzionari, Terza posizione e il Movimento rivoluzionario popolare. I Nar sembrano sprovvisti di un valido supporto ideologico che vada al di là della generica lotta al sistema e dell’immanente opposizione al governo di solidarietà nazionale, sorretto appunto negli anni 1977-1979 da Democrazia cristiana e Partito comunista. Più spesso i Nar appaiono come un polo d’attrazione e uno sbocco per i singoli che dall’area della Destra vogliano manifestare la loro volontà d’opposizione a tutto; i Nar, quindi, possono avere offerto una sigla allo spontaneismo armato e a gruppuscoli non organizzati in proprio per il terrorismo. La prima azione pubblica dei Nar è del gennaio 1977 con attentati dinamitardi contro Dc e Pci; dal 1978 al 1980 ai Nar sono attribuiti 8 omicidi e più di 100 attentati. Terza posizione, che si appoggia alle esperienze in Roma dei Comitati rivoluzionari di quartiere e dei Comitati popolari di lotta, si pone in alternativa alla destra ufficiale e tratta temi per quell’area decisamente nuovi, come i problemi della casa, dell’ecologia e della disoccupazione giovanile. Terza posizione dichiara di voler superare gli schemi politici tradizionali e, servendosi di un contropotere organizzato su scala nazionale, di voler arrivare ad uno "Stato di popolo". Il Movimento rivoluzionario popolare rifiuta l’etichetta di destra e rivolge un appello a tutte le forze rivoluzionarie per l’intensificazione di una pratica di contropotere che ricomponga l’unità della rivoluzione. All’Mrp sono attribuiti un’ottantina di attentati, fra cui spiccano quelli contro il Campidoglio, un carcere romano, la Farnesina e il Consiglio superiore della magistratura, tutti realizzati con grande impiego di esplosivi e non senza perizia. Questi gruppi dell’eversione di destra sono stati influenzati dal successo decisamente maggiore avuto dopo il 1975 dal terrorismo di sinistra . Dopo il 1977, il modello di organizzazione interna e le modalità delle azioni del terrorismo di destra ricalcano sempre più i sistemi della sinistra eversiva. Ma le differenze permangono notevoli; ad esempio, il 9 gennaio 1979 i Nar a Roma fanno irruzione nei locali di Radio Città Futura (un’emittente privata, esplicitamente inserita nell’area dei gruppi extraparlamentari di sinistra), distruggono il distruggibile e feriscono anche gravemente cinque donne che vi si trovano. Parrebbe a tutta prima da questo episodio che i neri abbiano ricopiato le tante irruzioni in partiti ed uffici privati compiute in quegli anni da estremisti di sinistra; invece, al fondo è ineliminabile il connotato squadristico (da fascismo vecchio stile) dell’operazione essendosi trattato di un’azione contro avversari di parte per un’egemonia di parte; ma naturalmente non va eluso il richiamo a quanto di squadristico in assoluto hanno saputo realizzare anche i gruppi terroristici di sinistra. I due terrorismi, poi, dopo il 1977 sono anche scesi in lotta aperta fra loro con numerosi scontri diretti in cui viene consumato più d’un omicidio. Molto interessante, però, è che i gruppi di destra hanno lanciato più volte proposte di tregua verso quelli di sinistra per unire le forze contro lo stato democratico. Ed è significativo che nel 1981 a Roma sia stato trovato un apparato logistico dove di armi e documenti falsi si rifornivano sia i terroristi di destra che quelli di sinistra. Sulla condotta e sulla tenuta in generale, poi, dei gruppi della destra eversiva, va detto che l’assenza di una chiara scelta ideologica per i terroristi di destra ha tagliato loro ie gambe anche rispetto alla possibilità di formulare un progetto politico preciso. Dalle azioni compiute dai terroristi neri dopo il 1977, infatti, non è dato di risalire ad alcun programma specifico che permetta perlomeno di intravvedere l’operatività di una strategia globale e diffusa. Per quanto attiene il tema-problema dei rapporti dell’eversione nera con il Potere dopo il 1977, accertato come tutti i capi dei servizi segreti italiani abbiano fatto parte della loggia massonica P2, il coinvolgimento di estremisti neri nella nebulosa P2 è avvenuto ai livelli più bassi come l’impiego di un terrorista nero per uccidere nel 1979 a Roma il giornalista Pecorelli. La comparsa sulla scena per legge di stato della figura del "terrorista pentito" insieme a un miglioramento delle strutture della polizia, ha provocato verso il 1980 la sconfitta militare anche del terrorismo di destra con abbondanza di suoi militanti in galera.

È la stagione del radicalismo, quella vissuta dal terrorismo di destra dal 1975 in avanti. Il fascismo epocale, quello di Mussolini, viene prosciugato di quasi tutti i suoi significati storici e viene idealizzato e dimensionato in una sorta di repulisti generale di questa società marcia e corrotta che attraverso la violenza deve essere riportata ad un ordine fascista intransigente. Il dato più appariscente di questo radicalismo della destra eversiva e senz altro fornito dal pullulare in essa della incultura della disperazione: come apertamente predicano i Nar, la pistola è uno strumento di morte e di potenza; l’arma è lo status symbol della liberazione dell’uomo forte. Questo nuovo fascismo ribadisce i valori della Tradizione e l’anticomunismo sfegatato, ma cobra il vecchio nazionalismo con accenti europei e con apprezzamenti verso le minoranze etniche rivoluzionarie, come gli irlandesi dell’Ira e i persiani in lotta contro lo Scià. Il disprezzo del capitalismo si specifica in un acceso populismo che viene presentato come il superamento del dilemma o marxismo o liberalismo

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da doddi » 21/08/2011, 11:27

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Due Agosto, parla Minoli
"Si può scoprire la verità"Parla il giornalista che su "Mixer" rilanciò le tesi di Cossiga sulla pista palestinese: "Le sentenze della magistratura vanno rispettate, ma ci sono ancora molte zone d'ombra da chiarire"DI ELEONORA CAPELLI

«Dopo 31 anni si può ancora scoprire la verità e rispondere alla domande in sospeso». Così il giornalista Giovanni Minoli, che intervistò l´ex presidente Francesco Cossiga sulla pista palestinese. «La strage di Bologna - dice - è stato l´eccidio più orrendo dell´Italia del dopoguerra, il minimo che si deve alle vittime è non abbandonare nessuno sforzo per una verità certa e priva di ombre. Le stesse ombre che anche i familiari delle vittime chiedono di dissipare, perché è pacifico che siano rimasti molti interrogativi».

Giovanni Minoli dagli schermi di "Mixer" e "La storia siamo noi" non ha mai smesso di indagare, con inchieste giornalistiche e interviste, sulla bomba che esplose alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. Al suo fianco Piero Corsini, autore del programma e del libro «I terroristi della porta accanto», proprio su Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. Adesso il lavoro della magistratura bolognese, che ha iscritto Thomas Kram e Margot Frohlich nel registro degli indagati, appare al giornalista come una prova di «tenacia e perseveranza di chi lavora per dissipare qualunque ombra».

Minoli, lei che aveva spiegato dagli schermi già nel 2007 in cosa consiste la così detta "pista palestinese", che porta al gruppo del terrorista Carlos, non pensa che sarà difficile indagare oggi, dopo 31 anni dalla strage?

«No,


31 anni non sono troppi, il nostro lavoro ci ha insegnato che paradossalmente oggi possiamo sapere più cose di qualche anno fa. Perché la progressiva apertura degli archivi dell´Est consente di rileggere tante vicende, anche del nostro Paese, in modo diverso, e c´è molto materiale da studiare. Inoltre i protagonisti sono ancora vivi e c´è tanta gente che sa e che oggi potrebbe forse decidere di parlare. Lo scenario è cambiato e per certi tipi di reati (minori rispetto alla strage) alcuni testimoni potrebbero essere al riparo da conseguenze giudiziarie».

Non si rischia di rimettere in questione una delle poche sentenze che ha individuato i colpevoli di una strage con nettezza?

«Prima di tutto deve essere chiaro che le sentenze fanno testo, vanno sempre rispettate e non deve esserci mai un tentativo di delegittimare il lavoro dei magistrati. Ma questa non è una guerra tra Procure, non è una guerra tra giornalisti e magistrati, o tra politica e magistratura. È la stessa Procura di Bologna che ha iscritto Kram e Frohlich nel registro degli indagati. Quindi onore al merito di chi con tenacia e perseveranza lavora per dissipare le ombre, anche rischiando l´eventualità che questa indagine porti a smentire le conclusioni cui finora si è giunti. Tutti vogliono conoscere i colpevoli veri e i veri motivi della strage. Gli stessi familiari delle vittime insistono perché si cerchino i mandanti, lo hanno chiesto in più occasioni. Perché la ricostruzione giudiziaria è monca».

Cosa manca per conoscere la verità, secondo lei?

«La risposta a tante domande, una su tutte che continua a tormentare anche i parenti delle vittime: cui prodest? Cioè a chi "serviva" la strage alla stazione, a chi giovava, in quale disegno era inserita? Le ipotesi che si possono fare sono tante e la magistratura oggi segue la pista che porta a Carlos, anche se lui rimane un enigma e risponde alle domande con frasi che sembrano più che altro messaggi trasversali».

Nel vostro lavoro di giornalisti quali sono gli elementi che avete portato alla luce?

«Noi abbiamo prima di tutto parlato della pista palestinese così come emersa dal lavoro di alcuni consulenti della commissione Mitrokhin. Una tesi che sembrava convincere il presidente Francesco Cossiga, che in un´intervista ai nostri microfoni spiegò in cosa consistesse il così detto "lodo Moro". Si trattava - secondo quanto riferito da Cossiga - di un tacito patto in base al quale i palestinesi potevano attraversare l´Italia con i loro carichi di armi purché ci lasciassero al riparo da attentati terroristici. Proprio la vendetta per la rottura di questo patto avrebbe portato alla strage di Bologna. In secondo luogo l´intervista esclusiva che ci ha concesso Stefano Sparti, nella quale smentiva suo padre Massimo, teste d´accusa nei confronti di Fioravanti e Mambro».

Lei intervistò anche gli stessi Mambro e Fioravanti nel 1989, la loro versione la convinse?

«Non si parlò della strage in quell´occasione ma della loro storia. Il processo era ancora aperto e noi aspettammo che si chiudesse prima di affrontare la materia da giornalisti. Adesso la parola tocca alla magistratura».

(21 agosto 2011) © Riproduzione riservata
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.

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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da doddi » 21/08/2011, 11:39

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La storia e le ombre Dai sospetti di Cossiga all' inchiesta Mitrokhin
Gli amici dello «Sciacallo» Il mistero della pista a sinistra
La condanna Nel ' 95 la Cassazione conferma la pista «nera» e condanna come esecutori Ciavardini, Fioravanti e la Mambro

BOLOGNA - Come un fiume carsico, che c' è e un attimo dopo scompare. Come una voce in sottofondo: ossessiva e irraggiungibile. La cosiddetta «pista palestinese», mix oscuro di trame e terroristi, patti inconfessabili e indagini con troppi buchi neri, sta camminando da 31 anni al fianco di quel boato che distrusse la stazione di Bologna, sporcando per sempre la coscienza di un Paese e lasciando sul terreno 85 morti e 200 feriti. Un' ombra spesso invisibile, per molti infondata, per altri invece volutamente occultata, che da quella mattina del 2 agosto 1980 pesa sulla verità storica e giudiziaria della strage. Una verità scolpita nel 1995 dalla Cassazione, che ha indicato nella pista nera degli ex Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini gli esecutori materiali della mattanza (loro si sono sempre dichiarati innocenti) e in Licio Gelli, Francesco Pazienza, oltre che negli ex ufficiali del Sismi Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, i burattinai dei tanti depistaggi. Non basta certo la semplice iscrizione nel registro degli indagati di Thomas Kram e Margot Frohlich, terroristi tedeschi dal macabro curriculum, legati a doppio filo a Carlos, «lo Sciacallo», al secolo Ilich Ramirez Sanchez, per anni terrore dei servizi di sicurezza mondiali e ora detenuto in Francia, ad intaccare sentenze cementate in tre decenni. Però che qualcosa cambi, se non altro imponendo prospettive e chiavi di lettura finora tenute in disparte, è innegabile. L' ipotesi della pista palestinese disegna un film completamente diverso da quello ufficiale. Dallo scenario della pista nera si passa a quella rossa. Dalle cupe atmosfere della strategia della tensione ad uso nostrano si passa ai mille fili che legavano il terrorismo internazionale. Riemerge un' Italia stretta tra i blocchi, costretta ad accordi a lungo tenuti nascosti. In questo film, tutto da provare, la bomba alla stazione diventa allora l' orrido strumento con il quale il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina «punisce» l' Italia per il sequestro di due missili e l' arresto del palestinese Abu Anzeh Saleh, tra i massimi dirigenti del Fronte. Molto più di uno sgarbo agli occhi dei palestinesi: una violazione smaccata di quel «lodo Moro» che, come hanno rivelato in due distinte interviste al Corriere della Sera Francesco Cossiga e Abu Sharif, all' epoca portavoce e ministro degli esteri del Fronte, prevedeva un' intesa tra il nostro Paese e i palestinesi in base alla quale questi ultimi avrebbero potuto attraversare la Penisola trasportando armi ed esplosivi, ma in cambio si impegnavano a non commettere attentati sul nostro territorio. L' arresto di Saleh, secondo i sostenitori della pista palestinese, avrebbe fatto saltare l' accordo: da qui la strage, commissionata dai palestinesi al gruppo di Carlos, di cui Kram era il braccio destro. Una consequenzialità che Cossiga ha però messo in discussione, sostenendo che la strage fu «un incidente e che l' esplosivo era solo di passaggio da Bologna». Costruiti gli scenari, l' enorme problema dei sostenitori della pista palestinese è sempre stato quello di trovare riscontri che confermassero tali ricostruzioni. Per anni, mentre la giustizia italiana metteva a fuoco, lentamente e tra mille depistaggi, il ruolo di Fioravanti e della Mambro, erano in molti (nel centrodestra, ma non solo) a non escludere piste alternative. Tutto ruotava attorno a due alberghi di Bologna dove, la notte prima della strage, alloggiarono Kram e la compagna d' armi Frohlich. Della presenza del primo, a quanto pare, erano in tanti a conoscenza. Lo stesso Kram rivelò anni fa in un' intervista al manifesto : «Non sono io il mistero da svelare. La polizia italiana sapeva in che albergo avevo dormito, la sera prima mi aveva fermato». Eppure per anni l' episodio non venne ritenuto di particolare importanza. La svolta è stata nel 2004 quando planarono sul tavolo della Commissione stragi e di quella Mitrokhin una serie di documenti dalla Germania e dalla Francia. Racconta ora Enzo Raisi, parlamentare finiano che quelle carte ha raccolto e studiato: «Nel 2004 arrivò alla commissione Mitrokhin una nota della magistratura tedesca relativa a Kram, ai suoi legami con Carlos e alla sua presenza a Bologna. La nota era datata 2001 e indirizzata all' allora capo della polizia De Gennaro. Venne girata alla questura di Bologna dove, con nostra grande sorpresa, scoprimmo che esisteva dagli anni Ottanta un voluminoso fascicolo sul terrorista tedesco, di cui la Procura era a conoscenza, ma che aveva preferito archiviare». Nel 2006 Raisi è tornato alla carica: «Era difficile ipotizzare che quei magistrati mettessero in discussione l' esito dello stesso processo svolto da quella stessa Procura. Io però le carte gliele ho portate. E stavolta, grazie all' onestà intellettuale del nuovo capo della Procura, Roberto Alfonso, la loro attendibilità è stata riconosciuta: certo, è solo l' inizio di una nuova storia...». Trentuno anni dopo. Francesco Alberti RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberti Francesco
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.

mohammed
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Re: Strage di Bologna: TERRORISMO ROSSO?

Messaggio da mohammed » 21/08/2011, 12:49

dopo tanti giorni apro il sito del forum e ritrovo la sempreverde propaganda dei fascisti dichiarati e mascherati che imperversano come sempre con affermazioni senza senso. Propaganda spicciola ai danni dei morti, ancora aggrappati con i denti a quella contrapposizione ignorante e anacronistica che li tiene in vita. Mi faccio due risate e mi stupisco che ancora nessuno abbia tirato in ballo il pd o vendola o pisapia...
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!

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