Riforme istituzionali forse ci siamo

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Riforme istituzionali forse ci siamo

Messaggio da io2 » 19/02/2012, 12:49

Venerdì si sono incontrati alfano, Bersani e casini e hanno trovato un accordo sulle riforme istituzionali da fare cioè: potere di revoca dei ministri per il presidente del consiglio, introduzione della sfiducia costruttiva, superamento del bicameralismo perfetto, riduzione del numero dei parlamentari che passano a 500 deputati e 250 senatori e modifica dell'articolo 117 della costituzione per diminuire le doppie competenze tra Stato e regioni.
Entro tre settimane ci sarà la presentazione del testo condiviso, subito dopo l'approvazione che sarà lunga visto l'iter costituzionale si modificherà la legge elettorale. Il tutto entro fine legislatura.
Nel frattempo le camere stanno modificando i regolamenti parlamentari, tra le novità in fase di introduzione la priorità per l'approvazione dei provvedimenti del governo, il divieto di presentare maxi emendamenti, la priorità per gli emendamenti del governo e divieto di cambiare gruppo per un parlamentare infatti, se si lascia il gruppo di appartenenza si potrà aderire solo al gruppo misto.
L'importante non è vincere ma partecipare, con onore, alla sconfitta dell'avversario.

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Re: Riforme istituzionali forse ci siamo

Messaggio da io2 » 08/03/2012, 12:27

Bozza definitiva di riforme: 'Forte governo, in forte parlamento'

Parlamentari ridotti di circa il 20%: 508 deputati e 254 senatori
06 marzo, 13:20

VIOLANTE,SE ACCORDO PARTITI TESTO SI VOTA AD AGOSTO - "Se i partiti si accordano, si può iniziare entro marzo la discussione, per avere entro giugno il voto al Senato ed entro i primi di agosto il voto alla Camera. Le dichiarazioni d'intenti sono positive. Occorrerà vedere, nella pratica, cosa succede". Lo afferma Luciano Violante a 'Il Sussidiario.net' commentando la bozza sulle riforme. "I partiti - aggiunge - hanno dato mandato al governo di interessarsi delle questioni economico-finanziarie mentre il Parlamento si occuperà di quelle istituzio

'TAGLIO PARLAMENTARI NON PER RIDURRE COSTI' - "La questione dei costi è del tutto marginale. Lavoriamo, anzitutto, sull'ottimizzazione della rappresentanza politica. Non solo diminuendo il numero dei parlamentari, ma anche correggendo l'elettorato attivo e passivo". Luciano Violante spiega così a 'Il Sussidiario.net' la bozza di riforma costituzionale che ha messo a punto insieme ai tecnici di Pdl, Udc, Fli e Api. "Abbiamo previsto - aggiunge - che i cittadini possano votare i propri rappresentanti sia alla Camera che al Senato a 18 anni (per il Senato servono 25 anni). E che possano essere eletti deputati a 21 anni (attualmente possono esserlo a 25) e senatori a 35 (ora è necessario averne 40). Ebbene: ampliare la base e ridurre il numero di deputati e senatori costruisce un rapporto migliore tra elettore ed eletto".

FIDUCIA AL PREMIER NON PIU' AL GOVERNO" - La fiducia sarà data direttamente al premier e non più al governo. Lui, inoltre, avrà il potere di chiedere il voto a data fissa dei provvedimenti dell'esecutivo, con la garanzia che siano approvati, in particolare, in vista degli incontri internazionali. Sarà possibile sfiduciarlo solamente attraverso la 'sfiducia costruttiva'. Quando, cioé, la maggioranza assoluta (la metà più uno di tutti i deputati e senatori) indicherà il nuovo presidente del Consiglio. Per ottenere la fiducia, invece, sarà sufficiente la maggioranza semplice (la metà più uno dei votanti)". Lo afferma il responsabile Riforme del Pd Luciano Violante commentando a 'Il Sussidiario.net' la bozza messa a punto con i 'tecnici' del Pdl, Gaetano Quagliariello, dell'Udc Ferdinando Adornato, di Fli Italo Bocchino, dell'Api PIno Pisicchio. Per quanto riguarda il bicameralismo perfetto, questo, insiste Violante, verrà superato. "La prima ipotesi - aggiunge - prevede che siano i presidenti delle Camere ad attribuire i disegni di legge all'una o all'altra Aula; la seconda che le competenze esclusive dello Stato, previste dal II comma dell'articolo 117 della Costituzione, siano attribuite in prima lettura alla Camera, mentre quelle delle Regioni, previste dal III comma, siano attribuite al Senato. Fermo restando il potere di richiamo. Ovvero, il ramo del Parlamento che non ha esaminato il provvedimento può chiedere di farlo se l'istanza proviene da almeno un terzo dei suoi membri".

SCHIFANI: OTTIMA PREMESSA, PARLAMENTO PRONTO A SFIDA - "Mi sembra un'ottima premessa, un buon lavoro": così il presidente del Senato, Renato Schifani, ha commentato la bozza di riforma costituzionale presentata ieri da Pd, Pdl e Terzo Polo. "Spero - ha aggiunto a margine di un convegno ad Assolombarda - che registrerà grandi consensi. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Sono certo che il Parlamento recepirà questa sfida, la farà propria perché non possiamo perderla".

LE PRINCIPALI NOVITA' (di Anna Laura Bussa) - Meno parlamentari; più poteri al premier; sì alla sfiducia costruttiva; semplificazione delle procedure parlamentari. Sono queste alcune delle novità contenute nella bozza di riforma costituzionale messa a punto dai tecnici Luciano Violante (Pd), Gaetano Quagliariello (Pdl), Ferdinando Adornano (Udc), Italo Bocchino (Fli) e Pino Pisicchio (Api). La bozza, che ha ottenuto un primo via libera bipartisan, dovrà essere ora 'adottata' ufficialmente dai leader e presentata alle Camere sotto forma di disegno di legge costituzionale. Nel caso venisse confermata l'intesa politica su questo complesso di norme, si potrebbe poi mettere nero su bianco, alla luce del risultato delle amministrative, anche una proposta di legge di riforma elettorale. Nel testo che l'Ansa è in grado di anticipare, si rafforza la rappresentanza parlamentare e si danno più poteri al premier.

MENO PARLAMENTARI E PIU' GIOVANI - I deputati saranno 508, di cui 8 eletti nella circoscrizione Estero. E' eleggibile chi ha compiuto 21 anni. I senatori saranno 254, di cui 4 per la circoscrizione Estero. Ogni Regione non potrà avere meno di 5 senatori. A Palazzo Madama è eleggibile chi ha compiuto 35 anni (ora ce ne vogliono 40).

BICAMERALISMO EVENTUALE - I ddl vengono presentati al presidente di una delle Camere. Montecitorio si occuperà delle materie contenute nel comma II dell'art.117 'potesta' legislativa esclusiva dello Statò, mentre al Senato toccherà tutto ciò che riguarda il comma III, sempre del 117, cioé tutto ciò che rientra nella 'potesta' legislativa concorrenté. A Palazzo Madama si istituisce la Commissione paritetica per le questioni regionali che sarà composta dai presidenti delle Assemblee rappresentative delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, nonché da un uguale numero di senatori che rispecchi la proporzione dei membri dell'Assemblea. Questa dovrà dare parere obbligatorio sui disegni di legge che riguardano le materie di cui dovrà occuparsi il Senato. I provvedimenti verranno assegnati, con decisione insindacabile, ad una delle due Camere di intesa tra i loro presidenti secondo quanto previsto dai regolamenti parlamentari. Viene affidato al regolamento di ogni ramo del Parlamento stabilire i procedimenti abbreviati per i testi dei quali viene dichiarata l'urgenza. Fino al momento della sua approvazione definitiva, il ddl è rimesso alla Camera "se il governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Per i ddl costituzionali ed elettorali e per quelli di delegazione legislativa, di concessione di amnistia e indulto, di autorizzazione e ratifica dei Trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi e per la Comunitaria, serve l'ok di entrambi i rami del Parlamento. Se un ddl approvato da una Camera deve essere trasmesso all'altra, si intende approvato se entro 15 giorni quest'ultima non delibera di disporne il riesame su proposta di un terzo dei suoi componenti. La Camera che riesamina il ddl deve dire sì o no entro 30 giorni, passati i quali, se non interviene il voto, il testo si intende definitivamente approvato. In caso di modifiche, il ddl torna alla prima Camera che delibera in via definitiva.

PRIORITA' PER DDL GOVERNO - Il Governo può chiedere che un ddl sia iscritto con priorità all'ordine del giorno della Camera che deve esaminarlo e votarlo entro un certo termine.

PIU' POTERI PREMIER - Il premier può chiedere al capo dello Stato di sciogliere le Camere, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, salvo che, entro 15 giorni dalla proposta, le Camere approvino la mozione di sfiducia costruttiva. Il premier può proporre al presidente della Repubblica nomina e revoca dei ministri. La fiducia gli deve essere data da entrambe le Camere.

SFIDUCIA COSTRUTTIVA - La mozione è sottoscritta da almeno un terzo dei componenti di ciascuna Camera, deve contenere l'indicazione del nuovo premier e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. Deve essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera (mentre per la fiducia iniziale al Governo basta la maggioranza semplice). Se la mozione passa in una Camera e nell'altra no, la crisi comunque resta e il potere di scioglimento resta nelle mani del capo dello Stato. I costituzionalisti che hanno dato un contributo alla stesura della riforma sono Zanon, Luciani, Abbamonte e Lippolis.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 86889.html
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Re: Riforme istituzionali forse ci siamo

Messaggio da io2 » 29/03/2012, 13:35

Intesa di maggioranza sulle riforme. Napolitano: avanti senza indugio

ultimo aggiornamento: 28 marzo, ore 08:19

Roma - (Adnkronos) - Accordo Pdl-Pd-Terzo Polo su riforma della Costituzione e legge elettorale. I punti: scelta dei parlamentari, stop a obbligo di coalizione, indicazione del candidato premier. Bersani: nuovo vertice prossima settimana

Roma, 27 mar. (Adnkronos) - Percorso parallelo per le riforme costituzionali e per quella della legge elettorale, che dovrà prevedere il potere di scelta degli eletti da parte dei cittadini, l'indicazione del candidato premier ma senza l'obbligo di coalizione. E' quanto emerso dal vertice, durato circa un'ora e mezza, tra il segretario del Pdl Angelino Alfano, quello del Pd Pier Luigi Bersani e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.

"Al termine dell'incontro tra Pdl, Pd e Terzo Polo - si legge in un comunicato congiunto - si è convenuto sulla necessità di incardinare parallelamente la riforma della Costituzione e la legge elettorale. L'accordo sulla revisione della Costituzione prevede: la riduzione del numero dei parlamentari, la revisione dell'età per l'elettorato attivo e passivo, il rafforzamento dell'esecutivo e dei poteri del premier in Parlamento, l'avvio del superamento del bicameralismo perfetto". "Per ciò che attiene la revisione della legge elettorale, l'intesa prevede: la restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari, un sistema non più fondato sull'obbligo di coalizione, l'indicazione del candidato premier, una soglia di sbarramento e il diritto di tribuna''.

"E' stato un incontro utile. Abbiamo fissato paletti su percorso e alcuni contenuti", ha commentato Bersani. "Sono stati fatti passi avanti. Un passo buono, mi sembra. E ci rivedremo presto. Credo - ha detto il segretario del Pd - la prossima settimana". Bersani ribadisce che per il Pd la riforma della legge elettorale è una priorità: "Noi insistiamo molto per un serio intervento sulla legge elettorale. E' una priorità assoluta. Noi siamo pronti anche ad affrontare i temi costituzionali come la riduzione del numero dei parlamentari".

"Col tempo che avevamo, siamo riusciti a parlare soltanto di riforme", ha poi aggiunto Bersani. E ai cronisti che gli facevano notare come anche quella del lavoro sia una riforma, Bersani ha replicato: "Sì certo è una riforma ma è una riforma da cambiare...". Ma non ''abbiamo previsto'', ha spiegato, un vertice con Alfano e Casini anche sulla riforma del lavoro. Prima del vertice Bersani aveva anche risposto ai cronisti che gli chiedevano delle voci di un possibile voto a ottobre. "Io non capisco da dove escano queste stupidaggini. Certamente non da noi", aveva detto il leader Pd.

Ottimista anche Angelino Alfano. Dal vertice di oggi giunge "un segnale molto positivo, che può essere foriero di buoni risultati", ha sottolineato il segretario del Pdl.

"Questa coalizione è strana ed eterogenea - ha osservato Pier Ferdinando Casini -: è chiaro che sul lavoro ci sono posizioni differenti. Ma si è chiesto alla politica di battere un colpo e noi l'abbiamo fatto, l'abbiamo battuto. Si parla sempre di antipolitica, ma se si riuscirà a passare dalle parole ai fatti la politica avrà dato una buona prova di sé".

Dall'opposizione la Lega esprime scetticismo. ''Voglio vedere le carte prima di pronunciarmi, perché finora ho visto in circolazione solo bari o illusionisti….'', ha commentato il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord Roberto Calderoli.

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano , che nel pomeriggio ha ricevuto al Quirinale il presidente del Senato Renato Schifani, "ha espresso il suo vivo apprezzamento per l'impegno manifestato dal Pdl, dal Pd e dal Terzo Polo a collaborare per avviare senza indugio, incardinandole parallelamente, un insieme di modifiche della Costituzione e la revisione della legge elettorale". Schifani, dal canto suo, ha "prospettato concrete ipotesi di organizzazione a tal fine dei lavori del Senato", informa una nota del Quirinale.

In particolare, Schifani, a quanto si apprende, ha assunto l'impegno di vigilare affinché vengano rispettati i tempi per consentire l'approvazione al Senato delle riforme costituzionali e della legge elettorale in tempi tali da farle divenire leggi definitive entro la fine della legislatura.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Polit ... 51326.html
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