Recapitata Tessera Sanitaria a Federica Monteleone

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Malaca
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Recapitata Tessera Sanitaria a Federica Monteleone

Messaggio da Malaca » 25/08/2011, 0:47

Morta di malasanità in Calabria nel 2007
La Regione le invia la tessera sanitaria



Per la sedicenne Federica Monteleone era stato fatale un banale intervento di appendicite all'ospedale di Vibo Valentia. Quattro anni e mezzo dopo, l'atroce beffa burocratica. La madre: "L'ammazzano una seconda volta". Otto persone condannate in primo grado, medici compresi
In Calabria può succedere di tutto. Anche che la Regione invii una lettera, accompagnata dalla tessera sanitaria, intestata a una ragazza diventata il simbolo della malasanità calabrese. Ci sarebbe da piangere per l’episodio che è avvenuto a Vibo Valentia nei giorni scorsi. A Federica Monteleone, la sedicenne morta il 26 gennaio del 2007 dopo un’operazione di appendicite nell’ospedale di Vibo Valentia, è stata spedita la tessera sanitaria. Uno schiaffo morale, prima ancora che fisico, a una famiglia che ha già pagato un prezzo altissimo.

A darne notizia è stato il sito Scirocco Eventi del sud news che ha pubblicato la foto della missiva e della tessera giunte ai genitori della ragazza per la cui morte, il 22 luglio 2010, sono state condannate otto persone tra medici, paramedici e dirigenti sanitari. In questi anni è nata anche una fondazione, “Federica per la vita” attraverso la quale la madre e il padre della ragazza continuano la loro battaglia personale contro la malasanità calabrese, perché non ci siano più casi come quello della figlia morta all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia per un banale intervento chirurgico.

A quattro anni e mezzo da quell’episodio, che ha avuto risonanza nazionale, la burocrazia statale e regionale deve ancora prendere atto che Federica è morta. «Quanti anni dovranno ancora passare – afferma Mary Sorrentino, la madre della sedicenne – prima che capiscano che me l’hanno già ammazzata una volta, la mia Federica? E che non si devono permettere di ammazzarla ancora».

Una lettera ciclostilata giunta un anno dopo le scuse pubbliche del governatore Giuseppe Scopelliti alla famiglia Monteleone. “Federica – aveva scritto il presidente della Regione l’11 agosto 2010 in una lettera aperta ai calabresi – era una giovane donna che, per la soluzione di una patologia non particolarmente complessa, si era rivolta con fiducia alla sanità pubblica calabrese. Era diritto suo e dei suoi familiari attendersi un intervento efficiente e risolutivo che la restituisse rapidamente ed in perfetta salute alla sua vita. Così purtroppo non è stato. Un complesso di attività umane e di circostanze, che la magistratura ha considerato penalmente rilevanti e degne di sanzione, ha fatto sì che Federica non sia più tra noi. Oggi i suoi familiari si rivolgono alle Istituzioni regionali chiedendo anche ad esse attenzione e giustizia”.

La giustizia è arrivata con la sentenza di primo grado. L’attenzione della Regione si legge nelle poche righe con cui l’ente manifesta “il piacere di inviarle la Tessera Sanitaria – Carta nazionale dei servizi. La tenga sempre con sé. È un documento importante, consente di riconoscere il suo proprietario. Consente l’accesso a tutta la sanità pubblica, anche all’estero, perché garantisce servizi sanitari anche nei Paesi dell’Unione Europea. La invitiamo a verificare i dati anagrafici qualora ci fossero errori, e a trasmetterli nell’ufficio più vicino per eventuali correzioni”.

Un pugno nello stomaco. È stata proprio la sanità pubblica a uccidere la ragazzina di Vibo Valentia. In serata le scuse, ancora una volta, della Regione Calabria che – è scritto in un comunicato stampa – “esprime il suo forte rammarico per l’invio della nuova tessera sanitaria a Federica Monteleone. Il Dipartimento Salute della Regione Calabria precisa che l’invio delle tessere avviene in base agli elenchi che vengono aggiornati a seguito delle variazioni anagrafiche comunicate dai Comuni. Alla famiglia di Federica, la Regione Calabria, in ogni caso rivolge le più sentite scuse».




Invio tessera sanitaria a Federica Monteleone, precisazioni del Dipartimento tutela della salute

La Regione Calabria esprime il suo forte rammarico per l’invio della nuova tessera sanitaria a Federica Monteleone, la ragazza deceduta nel 2007 a Vibo Valentia.
Il Dipartimento Salute – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta - precisa che l’invio delle tessere avviene in base agli elenchi che vengono aggiornati a seguito delle variazioni anagrafiche comunicate dai comuni.
Alla famiglia di Federica, la Regione Calabria, in ogni caso, rivolge le più sentite scuse.




Vibo, madre di Federica Monteleone: "Non sappiamo che farcene delle scuse della Regione"

''Solo poche righe per far sapere al governatore Giuseppe Scopelliti e al suo entourage che la famiglia Monteleone di quelle sterili scuse al sapor di 'Pilato' non sa proprio cosa farsene''. E' quanto sostiene Mary Sorrentino, la mamma di Federica Monteleone, la sedicenne morta il 26 gennaio 2007 dopo un intervento di appendicectomia nell'ospedale di Vibo Valentia, dopo le scuse della Regione per l'invio alla figlia della tessera sanitaria. La donna ha inviato la lettera al sito ''Scirocco eventi del sud news'', che l'ha diffusa. ''In questi quattro anni e mezzo - ha scritto Mary Sorrentino - abbiamo assistito a fin troppi scarica barile. Mia figlia era appena stata portata in rianimazione a Vibo quando sfacciatamente il capo dell'equipe si avvicino' a noi con le parole 'mi dispiace, l'intervento e' tecnicamente riuscito', come a voler dire 'non e' stata colpa mia'''. ''Passiamo quindi al nocciolo della questione - ha proseguito - ricordando al governatore Scopelliti, all'ex governatore Agazio Loiero, all'on. Orlando, ai vari direttori generali che si sono susseguiti negli anni all'Azienda sanitaria provinciale, che in piu' occasioni abbiamo chiesto che le persone inizialmente indagate, successivamente condannate, fossero sospese dal servizio. Ma anche in questo caso e' stato come assistere ad una partita di ping pong. Pare che in materia di sanita' non sia ben chiaro chi debba prendere determinate decisioni, perche' a sentir dai rimpalli verrebbe da pensare che chi fa parte di questo settore puo' anche uccidere (purche' indossi rigorosamente un camice bianco), tanto amministrativamente nessuno ha poteri sanzionatori''. In chiusura, dopo aver evidenziato il controsenso di avere titolato una sala del palazzo del Consiglio regionale a sua figlia e di averle spedito la tessera sanitaria come a una comune cittadina in vita, Mary Sorrentino Monteleone scrive: ''cari Sindaco e Governatore, comunichiamo ufficialmente che nostra figlia vive in Cielo, ma con le spalle larghe che la vita ci ha modellato, ci impegniamo a trovare il modo di recapitarle la tessera sanitaria e, in fondo, crediamo sia piu' facile che si assista a questa consegna piuttosto che ad un vostro provvedimento nei confronti dei vostri distratti dipendenti''. (ANSA)


Dietro la tessera di Federica: quanti morti paghiamo ancora?

di Giusva Branca - Che alla famiglia della povera Federica Monteleone, quattro anni dopo la sua tragica morte per malasanità, giunga la tessera sanitaria intestata a lei è una beffa inaccettabile. La notizia, lanciata dai colleghi di Scirocconews, ha fatto in breve tempo il giro del web, tanto da generare una pronta lettera di scuse della Regione Calabria che, tuttavia, rimanda la palla agli Enti locali, quindi ai Comuni che non aggiornano tempestivamente le liste anagrafiche.
Lasciando da parte, visto che ogni parola sarebbe superflua, la grottesca situazione legata alla tessera sanitaria di Federica Monteleone, il dato in sè, ove lo si voglia analizzare lucidamente, è assai piú che inquietante: se è stato possibile un errore cosí marchiano con riferimento a un caso di cui anche le pietre ne erano a conoscenza, cosa dobbiamo attenderci rispetto ai "giochi di prestigio" relativi a questi elenchi? Chi li controlla? Ogni quanto tempo? Chi è il responsabile, portafogli alla mano, di errori che, a questo punto, non osiamo nemmeno provare a quantificare nel numero?
E, ad esempio, visto che proprio da quegli elenchi derivano in automatico le liste degli assistiti dai medici di famiglia, quanti saranno i morti per i quali, ancora oggi, il sistema sanitario continua a pagare?
E, tornando a Federica, se tanto ci dà tanto, dobbiamo pensare che in questa nostra sciagurata terra ci sia ancora oggi anche un medico di famiglia che continua ad essere retribuito dal sistema (quello stesso sistema che la ammazzó) per averla in cura....???? < Prec.