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Radio Londra

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Radio Londra

Messaggioda CALABRESE » 05/10/2011, 21:52

Trasmissione pubblica trasformata in un comizio,forza Silvio,forza Marchionne,abbasso Tremonti.Che schifo.
"Preferisco che ci si abbracci quando si fa gol, evitando certe cose."
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Re: Radio Londra

Messaggioda peas! » 06/10/2011, 22:16

E' un po' che me lo perdo (in compenso ho visto sul web la sua sbroccata in trasferta su Rai3 contro un conduttore che aveva osato fare un paragone tra Berlusconi e Strauss-Kahn), e non so se ha cambiato ambientazione.
Qualcuno, magari esperto di scenografie, ha idea di quanto possano costare gli ingranaggi che fanno ruotare la postazione alla quale sedeva?
I medici dovrebbero sconsigliargli di parlare a stomaco pieno.
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Re: Radio Londra

Messaggioda OronzoPugliese » 07/10/2011, 10:02

Rai - Radio Londra crisi di ascolti spostata dopo il tg delle 13,30
AFFONDA RAIUNO FERRARA TRASLOCA DOPO IL CAFFÈ

La posologia di Qui Radio Londra resta uguale: assumere dopo i pasti, piccole dosi di quattro o cinque minuti nei giorni feriali. Cambia l'orario, però. Giuliano Ferrara lascia il pezzetto nobile di palinsesto che fu di Enzo Biagi, ore 20:30 fra il telegiornale e il varietà: il direttore del Foglio, che si firma Elefantino, trasloca nel primo pomeriggio, pronto sul seggiolone fra la sigla del Tg1 e la
rubrica Economia, tra le 14/14:10 mentre Canale 5 trasmette Beautiful e Italia1 Dragon Ball. E quindi la domanda è spontanea: Ferrara riuscirà a battere il manga Goku? Un giornalista normale verrebbe cacciato per il ciclopico fallimento di ascolti, ma all'ex ministro di B. suggeriscono di anticipare il monologo .

In Consiglio di amministrazione, subissato di critiche e proteste, Maura Mazza (direttore di Rai1) l'ha presa con diplomazia: “Esiste un problema Qui Radio Londra. Non ho deciso io di metterlo lì, ma l'ex direttore generale Mauro Masi. Forse Ferrara è più adatto per una prima serata” . L'idea di Mazza è una provocazione, ovvio. La soluzione è diversa: chiudere subito Qui Radio Londra, stracciare con una salatissima penale il contratto triennale con l'Elefantino. Non è possibile. Perché Ferrara è blindatissimo: deve parlare per difendere il Cavaliere, deve insultare i magistrati, deve presidiare il primo canale Rai. E poi l'accordo con viale Mazzini era chiaro: un editoriale, 3 mila euro al giorno, da marzo 2011 a giugno 2013 con opzione per il 2014. Nemmeno Ibrahimovic è così coccolato al Milan. Accusato dal Cda per intero senza distinzioni, il traballante Mazza non ha forza politica per rimuovere Qui Radio Londra. E dunque i maestri del palinsesto, quelli che intersecano programmi e pubblicità, studiano la rimozione coatta di Ferrara. Non ancora fuori dal servizio pubblico, ma negli scantinati di Rai1, nel primo pomeriggio, dove fu rinchiuso Maurizio Costanzo a svernare. Sarà interessante scoprire, già oggi, la reazione di Ferrara. Fieramente entusiasta dei suoi ascolti, di una media - fra marzo e giugno - appena sopra il 18 per di share. Adesso, la freccia va sempre e solo giù: quasi mai sopra il 15 per cento di share, spesso 2 milioni di italiani fuggono appena finisce il Tg1 e il conduttore annuncia l’Elefantino. Durante Qui Radio Londra, nei secondi pregni di pubblicità, la fuoriserie Rai1 spegne i motori e dopo, semplicemente, non riparte più. Il virus Ferrara colpisce il gioco a primi, aiuta Striscia la notizia su Canale 5 e penalizza la prima serata: a Rai1 mancano un milione di telespettatori e 3 punti di share rispetto al 2010.

In quei cinque minuti, che per quantità sembrano innocui, Ferrara può chiosare l’editoriale di Augusto Minzolini, aiutare il telespettatore a immergersi nella propaganda del Cavaliere. Il prezzo è caro, troppo alto per infilare nell’ora più importante di Ra1 la coppia Ferrara-Minzolini. Mazza ha capito che potrebbe pagare lui per occultare il disastro del Tg1 e di Qui Radio Londra. Vittima sacrificale di una strategia mediatica che, seppur benedetta dal Cavaliere , viene puntualmente condannata dai telespettatori. Quelli che cambiano canale con Ferrara ancora ricoperto dai titoli di apertura, quelli che ridono storto con quei servizi del Tg1 in cui una giornalista guida una Ferrari e commenta: “Ottima, c’è il vetro per non rovinarsi la permanente”.

Carlo Tecce - 07 ottobre 2011 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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Re: Radio Londra

Messaggioda UnVeroTifoso » 07/10/2011, 12:04

Il rating delle balle di Ferrara su Berlusconi
A differenza di Moody’s, quando Giuliano Ferrara abbassa il rating del suo eloquio è un buon segno per il Paese. Torna alla memoria il glorioso biennio ‘92-‘94, la fuga dei suoi vecchi amici, traditi da quelli nuovi. E significa che oggi il suo ipnotizzatore finale sta naufragando dentro l’acquario che ha costruito e che da diciassette anni ci imprigiona.

Stavolta il suo baccanale di punti esclamativi lo conduce a imbracciare una prosa da alchimista che apparecchia banchetti di “sangue di tigre e bistecche di leone”, per restituire baldanza all’anemico declino. Fa finta di credere, come certi pagliacci dell’informazione che gli giocano tra le dita,che “l’Italia non è in ginocchio e il mondo non sta bruciando”. Immagina riscosse, privatizzazioni, liberismo, addirittura “operazioni verità”.

Come se la verità fosse auspicabile per un tipo che due soli modelli economici esibiva in pubblico, quello del colonnello libico, e l’autocrazia predatoria dello zar Putin. Vaneggiando un’Italia dei consumi, mentre fabbricava questa miserabile a sua immagine, dove nei fondali muoiono schiave da 3 euro e 90 centesimi l’ora. E in superficie danzano giovani put… che ne incassano 5 mila a botta.

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Nci vannu terra terra, peri e mmani;
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Re: Radio Londra

Messaggioda reggino » 07/10/2011, 16:20

Io penso che perderà pure contro dragon ball.
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Re: Radio Londra

Messaggioda ethan » 07/10/2011, 17:30

OronzoPugliese ha scritto:Rai - Radio Londra crisi di ascolti spostata dopo il tg delle 13,30
AFFONDA RAIUNO FERRARA TRASLOCA DOPO IL CAFFÈ

La posologia di Qui Radio Londra resta uguale: assumere dopo i pasti, piccole dosi di quattro o cinque minuti nei giorni feriali. Cambia l'orario, però. Giuliano Ferrara lascia il pezzetto nobile di palinsesto che fu di Enzo Biagi, ore 20:30 fra il telegiornale e il varietà: il direttore del Foglio, che si firma Elefantino, trasloca nel primo pomeriggio, pronto sul seggiolone fra la sigla del Tg1 e la
rubrica Economia, tra le 14/14:10 mentre Canale 5 trasmette Beautiful e Italia1 Dragon Ball. E quindi la domanda è spontanea: Ferrara riuscirà a battere il manga Goku? Un giornalista normale verrebbe cacciato per il ciclopico fallimento di ascolti, ma all'ex ministro di B. suggeriscono di anticipare il monologo .

In Consiglio di amministrazione, subissato di critiche e proteste, Maura Mazza (direttore di Rai1) l'ha presa con diplomazia: “Esiste un problema Qui Radio Londra. Non ho deciso io di metterlo lì, ma l'ex direttore generale Mauro Masi. Forse Ferrara è più adatto per una prima serata” . L'idea di Mazza è una provocazione, ovvio. La soluzione è diversa: chiudere subito Qui Radio Londra, stracciare con una salatissima penale il contratto triennale con l'Elefantino. Non è possibile. Perché Ferrara è blindatissimo: deve parlare per difendere il Cavaliere, deve insultare i magistrati, deve presidiare il primo canale Rai. E poi l'accordo con viale Mazzini era chiaro: un editoriale, 3 mila euro al giorno, da marzo 2011 a giugno 2013 con opzione per il 2014. Nemmeno Ibrahimovic è così coccolato al Milan. Accusato dal Cda per intero senza distinzioni, il traballante Mazza non ha forza politica per rimuovere Qui Radio Londra. E dunque i maestri del palinsesto, quelli che intersecano programmi e pubblicità, studiano la rimozione coatta di Ferrara. Non ancora fuori dal servizio pubblico, ma negli scantinati di Rai1, nel primo pomeriggio, dove fu rinchiuso Maurizio Costanzo a svernare. Sarà interessante scoprire, già oggi, la reazione di Ferrara. Fieramente entusiasta dei suoi ascolti, di una media - fra marzo e giugno - appena sopra il 18 per di share. Adesso, la freccia va sempre e solo giù: quasi mai sopra il 15 per cento di share, spesso 2 milioni di italiani fuggono appena finisce il Tg1 e il conduttore annuncia l’Elefantino. Durante Qui Radio Londra, nei secondi pregni di pubblicità, la fuoriserie Rai1 spegne i motori e dopo, semplicemente, non riparte più. Il virus Ferrara colpisce il gioco a primi, aiuta Striscia la notizia su Canale 5 e penalizza la prima serata: a Rai1 mancano un milione di telespettatori e 3 punti di share rispetto al 2010.

In quei cinque minuti, che per quantità sembrano innocui, Ferrara può chiosare l’editoriale di Augusto Minzolini, aiutare il telespettatore a immergersi nella propaganda del Cavaliere. Il prezzo è caro, troppo alto per infilare nell’ora più importante di Ra1 la coppia Ferrara-Minzolini. Mazza ha capito che potrebbe pagare lui per occultare il disastro del Tg1 e di Qui Radio Londra. Vittima sacrificale di una strategia mediatica che, seppur benedetta dal Cavaliere , viene puntualmente condannata dai telespettatori. Quelli che cambiano canale con Ferrara ancora ricoperto dai titoli di apertura, quelli che ridono storto con quei servizi del Tg1 in cui una giornalista guida una Ferrari e commenta: “Ottima, c’è il vetro per non rovinarsi la permanente”.

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Re: Radio Londra

Messaggioda suonatore Jones » 07/10/2011, 18:11

come hanno fatto a spostare ferrara? :scratch
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Re: Radio Londra

Messaggioda Regmi » 07/10/2011, 18:16

suonatore Jones ha scritto:come hanno fatto a spostare ferrara? :scratch


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Re: Radio Londra

Messaggioda unico » 08/10/2011, 11:09

reggino ha scritto:Io penso che perderà pure contro dragon ball.



Ovviamente si :salut
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Re: Radio Londra

Messaggioda reggino » 09/10/2011, 10:25

Giuliano Estiquaatsi
Giuliano Ferrara, il più noto sfollagente della televisione italiana, sta per traslocare col suo samizdat Qui Radio Londra all’ora del dopopranzo, quando di solito, sopraffatto dai supplì, riposa. Nell’attesa, non contento di aver messo in fuga milioni di telespettatori di Rai1 e migliaia di lettori del Foglio (1800 copie vendute), tenta di decimare pure le vendite del Corriere, che s’era appena riavuto da una brutta crisi, con un’intervista di un’intera pagina.

Il titolo è in linea con l’ultima metamorfosi del nostro eroe, che parla come un caporale di giornata, una signorina Rottermaier, una signora-Luisa-che-comincia-presto-finisce-presto-e-non-pulisce-mai-il-water. Sempre coi verbi all’imperativo: “Tremonti si sottometta o se ne vada” (intanto sul Foglio intima: “Ai democristiani inquieti: scegliete da che parte stare, stateci e occupatevi di cose serie”). L’effetto degli ordini è ovviamente nullo, visto che non gli dà retta nessuno: un po’ come accade al Grande Capo Estiqaatsi. Però lui insiste. “Quel signore che si chiama Berlusconi sta peressere ghigliottinato sulla pubblica piazza”, rivela Giuliano l’Aprostata tutto sudato. E “se tagliano la testa al Cavaliere arriva la Repubblica dei mediocri”. C’è persino il rischio di perdere Gasparri, Gelmini, Frattini, Alfano e Giovanardi, per dire. Poi aggiunge che il governo stava facendo mirabilie quando, a tradimento, scattò il “circuito mediatico-giudiziario: si comincia da Casoria”. Peccato che la festa per i 18 anni di Noemi conla giustizia c’entri come i cavoli a merenda, visto che nessun pm se n’è mai occupato: è emersa perché B. ci andò, punto.

Seguono alcune spassose barzellette. Il latitante Lavitola è “un lobbista, migliore dei suoi inquisitori”. Uahahahahah. “Il vero B. è quello che vuole rompere i monopoli” (tipo Mediaset). Uahahahahah.“L’Italia è solida e può battersi per lo sviluppo. Altro che declino”. Uahahahahah (in tutte le lingue). Ultimo foglio d’ordini di Giuliano Estiqaatsi: “Bavaglio? Trent’anni di galera gli darei io a quelli che pubblicano intercettazioni illegali, altroché!”. È un vero peccato che nessuno gli dia retta. Perché i 30 anni di galera a chi pubblica intercettazioni illegali, cioè segrete, sono davvero interessanti. Chissà che ne pensa Belpietro, che nel 2006 pubblicò sul Giornale l’intercettazione segreta Fassino-Consorte (per non parlare dei fratelli B., che la ricevettero in omaggio da uno che l’aveva rubata).

Ferrara gli porterà le arance in cella. Anzi, lo raggiungerà nell’ora d’aria. Perché la legge Ferrara porterebbe in galera pure Ferrara. Il 20 settembre ‘97, dopo gli arrestidi Necci e Pacini Battaglia a La Spezia, il Foglio rivela che il vero obiettivo dell’indagine è Di Pietro che avrebbe salvato Pacini da Mani pulite. E riporta un’intercettazione segreta, dunque illegalmente pubblicata, del banchiere che dice: “Io sono uscito da Mani pulite solo perché ho pagato”. Segue lunga campagna su un’altra intercettazione segreta, dunque illegalmente pubblicata: quella in cui Pacini dice che Di Pietro e Lucibello “mi hanno sbancato”. Pacini dirà di aver detto “sbiancato”. Ma soprattutto si scoprirà che, subito dopo aveva aggiunto: “Io a Di Pietro i soldi non glieli ho dati”. Ma questo Ferrara non lo scrive (il Gico ha fatto il taglia e cuci). Anzi allega al Foglio un libretto illegale con le intercettazioni segrete: “Di Pietro e i suoi cari. Come Il Foglio ha sbiancato Tonino”. E definisce l’ex pm “scespiriana baldracca”, “troia dagli occhi ferrigni”, “protettore di biscazzieri”, “megalomane golpista”.

È un vero peccato che la legge Ferrara non fosse già in vigore all’epoca. Perché oggi Ferrara sarebbe in galera e terrebbe una fortunata rubrica sul circuito chiuso del penitenziario, dal titolo Qui Radio Rebibbia che, visto il sovraffollamento delle carceri, riscuoterebbe finalmente un po’ di share. Il programma, ben più afflittivo dell’isolamento, potrebbe essere adottato come pena accessoria per i delinquenti matricolati.

Il Fatto Quotidiano, 8 ottobre 2011
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Re: Radio Londra

Messaggioda reggino » 09/10/2011, 10:50

e vogliamo ricordare quanti ascolti faceva ferrara con otto e mezzo??
che erano talmente bassi che è stato buttato fuori da la7??
e un perdente di questo genere devo mantenerlo sulla rai.
Ma per favore...
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Re: Radio Londra

Messaggioda CALABRESE » 17/10/2011, 21:35

Ma ancora non l'hanno spostato alle 14?Stasera era ancora a predicare su Rai 1.
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Re: Radio Londra

Messaggioda onlyamaranto » 18/10/2011, 13:48

Con Ferrara non sono mai d'accordo manco sulle virgole, però devo ammettere che mi piace sentirlo parlare, ha un'irruenza che me lo rende simpatico, inoltre esprime concetti su cui si può non concordare, però mai scontati, ed inoltre espressi in ottimo italiano, insomma non è soporifero e banale come molti suoi colleghi o peggio, politici.

"...e qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure... "
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Re: Radio Londra

Messaggioda Lucianeddux » 19/10/2011, 0:13

onlyamaranto ha scritto:Con Ferrara non sono mai d'accordo manco sulle virgole, però devo ammettere che mi piace sentirlo parlare, ha un'irruenza che me lo rende simpatico, inoltre esprime concetti su cui si può non concordare, però mai scontati, ed inoltre espressi in ottimo italiano, insomma non è soporifero e banale come molti suoi colleghi o peggio, politici.

Concordo , dice un sacco di cazzate e pure palesemente di parte ,però le dice bene !
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Re: Radio Londra

Messaggioda reggino » 19/10/2011, 12:34

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Re: Radio Londra

Messaggioda reggino » 22/10/2011, 19:57

Media & regime | di Carlo Tecce
22 ottobre 2011


Commenta (58) Più informazioni su: abbonamenti, Alessandro Penati, Alitalia, canone, Governo, Mauro Masi, ministero del Tesoro, Rai, Rai5, RaiGulp, san raffaele, sky, viale mazziniSei anni fa era un’azienda in salute
oggi la Rai ha le casse semivuote
A causa dei ritardi del Tesoro nel versare i soldi raccolti con l'abbonamento, le casse di via Mazzini sono vuote: a dicembre rischio blocco per tredicesima, stipendi e pagamenti ai fornitori.
Il palazzo della Rai a viale Mazzini
Non è un programma d’informazione domestica, ma l’ultima deriva di viale Mazzini: persino per la Rai è una fatica arrivare a fine mese. Non bastano 2,5 miliardi di euro l’anno fra canone e pubblicità. Non bastano fidi bancari che sfiorano 700 milioni di euro. Non bastano piani industriali che nascondono licenziamenti. E dicembre fa paura: c’è il rischio che l’azienda possa bloccare le tredicesime, forse pure gli stipendi, e tanti auguri ai 13 mila dipendenti. Nemmeno un euro, poi, per i fornitori che, ormai senza pazienza, aspettano i pagamenti.

La cassa è vuota, strangolata dai ritardi del Tesoro nel versare il malloppo pubblico, 1,6 miliardi di euro raccolti con l’abbonamento: consumata la metà, mancano 800 milioni. A settembre avevano promesso 400 milioni, poi rinviati in tre comode rate a ottobre; adesso per l’assegno finale di 400 milioni dicono dicembre: se slittano di due settimane, addio retribuzioni (un macigno da 80 milioni di euro al mese). La Rai ripara il pallone sgonfio con cuciture improvvisate. Più passa il tempo, più il buco s’allarga. Ecco, l’ennesimo palliativo: un prestito di 80 milioni di euro per gentile concessione di Bei, la Banca europea per gli investimenti. La rete per diffondere il segnale del servizio pubblico – antenne, piloni, ferro – è l’unica proprietà di viale Mazzini.

Dilapidato il patrimonio culturale, povero di contenuti e ricco di contenitori, l’azienda mostra le strutture di Raiway con l’illusione di chi, finito in disgrazia, cerca di salvarsi svendendo l’eredità. Raiway vale un miliardo di euro, estrema garanzia per chiedere o trovare soldi. Alessandro Penati, economista della Cattolica, intravede nuvoloni minacciosi su viale Mazzini: “Quando sei disposto a cedere il bene più solido e prezioso, significa che sei in corsa verso il fallimento e cerchi di mascherare il debito. La Rai può smobilitare Raiway, ma poi deve noleggiare le frequenze per andare in onda oppure vogliono chiudere le televisioni?”.

Nel bilancio 2011 i debiti consolidati superano i 350 milioni di euro. Il peggio è dietro l’angolo: nel 2012, per resistere sul mercato, la Rai deve comprare i diritti per le Olimpiadi e l’Europeo di calcio, una botta di 140 milioni di euro. Dove cercare 140 milioni di euro senza aumentare i 350 milioni di esposizione bancaria? Non con la pubblicità. La concessionaria Sipra ha raccolto 980 milioni di euro (50 in meno che nel 2010), e le previsioni sono pessime: “L’anno prossimo dovremo fronteggiare il calo di ascolti e la prevedibile crisi finanziaria, qualsiasi stima è troppo ottimistica”, spiegano fonti qualificate di Sipra. Dicembre sarà il primo esame di stabilità, ancora più dura sarà tra gennaio e marzo. Senza canone e senza tesoretti.

Sei anni fa, mica nel dopoguerra, la Rai era un’azienda sana. Il passaggio al digitale terrestre, una manna per Mediaset e una condanna per viale Mazzini, è costato 500 milioni di euro, soltanto il governo Prodi ha contribuito con 58 milioni di euro, Silvio Berlusconi ha pensato bene di non aggiungere. In Gran Bretagna per assorbire le nuove spese, la Bbc ha aumentato il canone di 20 sterline. Qui scherzano con le diffide: il Consiglio di amministrazione ha intimato al ministero dello Sviluppo di pagare 1,3 miliardi di euro per onorare il contratto di servizio (quel documento che giustifica la tassa chiamata canone, che però non copre i costi di quelle trasmissioni qualificate come “servizio pubblico”). Sai che paura, avrà detto il ministro Paolo Romani.

Senza sparare cifre colossali, seppur legittime, la Rai poteva confermare l’accordo con Sky per trasmettere sul satellite, 350 milioni di euro in 7 anni sdegnosamente rifiutati dall’ex direttore generale, Mauro Masi. Bellissimi quei 13 canali di offerta gratuita, anche inutili però: nessun inserzionista sgomita per piazzare un prodotto a Rai 5 o Rai Gulp. Guai a toccare l’appalto, ogni anno benedetto: 224 milioni di euro per società esterne, 200 milioni per le serie televisive; profumati contanti per imprenditori che vengono, incassano e salutano, che sia un successo o un disastro. Dentro, il nulla: “La Rai si costruisce fuori, non nei suoi studi – commenta il professor Penati – . Non può vantare una scuola per sceneggiature o varietà, né marchi né autori. Logico che finisci con i creditori che ti circondano, e devi tranquillizzarli subito perché altrimenti sei spacciato. Mi ricorda un po’ la logica del San Raffaele di Milano che rinviava i pagamenti ai fornitori, fin quando ha portato i libri contabili in tribunale”. La soluzione non è vendere: “Chi acquista un’automobile vecchia e rotta con pochi pregi e tanti difetti? La Rai ha due strade: o taglia i costi del 30 per cento o morirà per rinascere male come Alitalia con i soliti salvatori della patria”. E i cittadini costretti a svenarsi ancora.

da Il Fatto Quotidiano del 22 ottobre 2011
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Re: Radio Londra

Messaggioda suonatore Jones » 28/10/2011, 10:36

ecco le scelte aziendalistiche della rai: il programma non va? lasciamolo lì e, anzi, diamogli pure una prima serata al posto del programma di punta delle passate stagioni:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10 ... ui/166920/

Giuliano Ferrara è sportivo: “Che c’è? Sono impegnato. Ci sentiamo più tardi”. Richiama: “Volete sapere del mio nuovo programma? Bene, potete pure scrivere che sono cornuto, ma vi voglio dare una notizia”. Calma, prego: “Una mattina sfogliavo un giornale, leggevo gli ascolti di Rai 2 e di Gianluigi Paragone, stanco di manifestazioni, petizioni, appelli e un’ispirazione mi ha travolto”.

Che fare in quei momenti di vorace estrosità? Ferrara accende una sigaretta, prende la tastiera e scrive al direttore generale Rai: “Cara Lorenza…”. Non c’è bisogno nemmeno di arrivare al punto perché Lorenza Lei, entusiasta per l’offerta, ordina uomini, scalette, studi. E annuncia in Vigilanza: “A gennaio avremo un sostituto di Annozero su Rai 2”, tanto per far dimenticare il disastro di Star Academy e la scomparsa di milioni di euro in pubblicità.

Il direttore del Foglio ha spedito la lettera senza ricevuta di ritorno, ma avrà quel che chiede: “Non conosco l’esito. Non posso sapere i progetti di viale Mazzini”. Però, quel pezzo di palinsesto che fu di Santoro è un trofeo incustodito: “Ascolta con attenzione, mi spiace che il tono di voce sul giornale valga zero, ma senti il mio gusto: prima eredito la cattedra di Enzo Biagi, adesso il trono di Michele Santoro …”. Puntini sospensivi.

Manca soltanto Daniele Luttazzi e poi, ironia berlusconiana, l’editto di Sofia è completo. E Qui Radio Londra? “Ah, non ci rinuncio”. Anche se l’espatrio di Ferrara è un cerotto per fermare l’emorragia di ascolti su Rai 1: il monologo quotidiano è fiacco, il contratto triennale è intoccabile, meglio provare altrove. L’ex ministro di B. è pronto a infiltrarsi nel ciclone campagna elettorale, c’è persino il titolo: “Eccolo: L’esame. Perché vorrei che ci sia un confronto di opinioni, io non sono per la verità estrapolata come il molare dal dentista, io non sono la voce del popolo. Vorrei qualcosa di veloce e dinamico: pochi filmati, due mie interviste a due personaggi diversi, un gruppo di persone che giudica e consente al sondaggista Nando Pagnoncelli di fare le sue statistiche”.

Reduce dal balletto di piazza Farnese contro Nicolas Sarkozy, splendido il giro di valzer con Daniela Santanchè, l’ex comunista Ferrara è sempre fedele al Cavaliere. Rientra in quel gruppetto di giornalisti di destra che, senza chiedere permessi, può decidere quando e come lavorare per il servizio pubblico. Poi, il resto è protocollo. Stupida burocrazia. Lorenza Lei, arguta, detta tempi e modi: sede di via Teulada (la più centrale), periodo gennaio-giugno (si vota, magari), massima discrezione (l’operazione vale la riconferma). Per motivi intellettuali o politici, Ferrara è un fenomeno del genere: sarà l’unico giornalista che, fallito un esperimento di cinque minuti, viene promosso in prima serata per due ore. Il direttore è sincero: “Non mi aspetto cifre esplosive di share, vorrei concedere ai telespettatori due ore di sana e pacata riflessione”. Sana, vedremo. Pacata, chissà. Per l’azienda i numeri Auditel sono una categoria dello spirito, poco importa se un giorno Mediaset vince: non si litiga fra parenti.
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Re: Radio Londra

Messaggioda peas! » 28/10/2011, 20:12

suonatore Jones ha scritto:“Ascolta con attenzione, mi spiace che il tono di voce sul giornale valga zero, ma senti il mio gusto: prima eredito la cattedra di Enzo Biagi, adesso il trono di Michele Santoro …”.


Finirà, prima o poi.
peas!
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Re: Radio Londra

Messaggioda reggino » 29/10/2011, 10:57

Io non capisco perchè mettere Paragone in terza serata a 'sto punto.Il suo 5% di share lo faceva,come può pensare la rai che Ferrara riesca a farne di più??quando in una trasmissione che dura 5 minuti in prima serata sul primo canale, non riesce a raccogliere quattro gatti disposti a vedersi il suo programma??è vergognoso quello che sta accadendo in rai.
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Re: Radio Londra

Messaggioda pellarorc » 30/10/2011, 17:56

mi ricordo ancora quando santoro disse a non mi ricordi chi del pdl: sono i vostri che sono invendibili!i vostri!!!!
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