Palazzo San Giorgio: Falcomatà vs. Romeo

Notizie dal mondo e dalla città: curiosità, fatti, cronaca...

Moderatori: Bud, NinoMed, Lixia, Lilleuro, Mave, ManAGeR78

Rispondi
doddi
Non c'è nenti!
Non c'è nenti!
Messaggi: 4823
Iscritto il: 11/05/2011, 12:55
Località: 38°6′41″N 15°39′43″E

Palazzo San Giorgio: Falcomatà vs. Romeo

Messaggio da doddi » 15/07/2011, 1:00

http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86" onclick="window.open(this.href);return false;

Reggio, Falcomatà (Pd): "Mortifica il mio ruolo quanto accaduto nell'ultimo Consiglio comunale"
Giovedì 14 Luglio 2011 16:30
Di seguito la nota diffusa: Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale mortifica il mio ruolo di Consigliere e implica un’attenta riflessione. Mentre infatti il Quiper veniva occupato, Acquereggine indiceva un’assemblea dei lavoratori e un’ex dipendente Comarc si incatenava a Palazzo S.Giorgio, il Consiglio Comunale perdeva un’altra buona occasione.
Procediamo con ordine. Il Consiglio era chiamato a discutere in merito alla riduzione del numero dei componenti delle commissioni consiliari in un’ottica di austerity generale e di taglio ai costi della politica.
Il Centrosinistra ha fatto la sua parte proponendo dapprima la riduzione dei membri da 22 a 16 (diversamente dai 19 del PDL) e, successivamente, riscontrata l’irremovibilità della maggioranza, di mantenere inalterato il numero dei componenti delle commissioni ma di procedere ad una sensibile riduzione del compenso dei consiglieri. Quest’ultimo emendamento, è stato dichiarato tuttavia, irricevibile dal Segretario Generale perché sarebbe stato “presentato dopo la conclusione della discussione”.
Inutile dire che l’emendamento era stato presentato e modificato in corso di discussione, così come prevede l’art. 30 del nostro Statuto. Ma quand’anche fosse stato vero, mi sembra inconcepibile sacrificare sull’altare procedurale la votazione e, forse, l’approvazione di una proposta che avrebbe garantito un cospicuo risparmio per le già logorate casse comunali. Anche in questo caso, però, è svanita l’ennesima grande occasione di essere protagonisti di un serio e concreto cambio di marcia nel modo di amministrare la città. Le proposte del centro sinistra sono state scartate adducendo motivi che sviliscono ogni tentativo di essere realmente propositivi.
Non è ammissibile, in democrazia, sentirsi definire “banda di ipocriti”, protagonisti di un “festival dell’ipocrisia e della demagogia”, essere derisi della propria professionalità solo per aver dato un’idea, solo per aver lanciato una proposta. Simili comportamenti c’entrano ben poco con la politica.
Mi chiedo, a questo punto, se sia sbagliata la mia idea di fare il consigliere. Ho conosciuto la politica come la nobile arte di essere utili e fare qualcosa di costruttivo per la città ed i cittadini, oggi, purtroppo, si assiste a ben altro.
Eppure gli esempi di buona politica ce li abbiamo avuti in “casa”. Non molti anni fa, infatti, nel lontano ’93, un’amministrazione responsabile, in un momento di crisi di gran lunga minore rispetto a quello attuale, decideva la sospensione dei compensi del Sindaco e della Giunta fino al superamento di quella crisi.
È gravissimo cercare garanzie per il “rimborso spese” quando anche gli stipendi di tanti lavoratori e gli stessi posti di lavoro sono oggi messi a serio rischio.
Ci troviamo di fronte ad un sistema sull’orlo del collasso: la situazione dei lavoratori GDM licenziati in tronco, infatti, fa il paio con il proclamato stato di agitazione dei lavoratori di Acquereggine ai quali si nega il diritto al lavoro in un momento in cui l’attività della ditta stessa è indispensabile per bonificare gli scarichi a mare. Per non dilungarsi con le emergenze di tutte le altre Società partecipate.
Giovanni Falcone, uomo intriso di un profondo senso della giustizia, parlando della sua Palermo, diceva “questa è una Città che vive di segnali”. A suo modo anche Reggio lo è. Tagliando seriamente i costi della politica, non si sarebbero di certo risolti i problemi finanziari del nostro Comune, ma si sarebbe dato un grande segnale alla città.
Ieri si è scritta una brutta pagina di cattiva politica sulla quale la città tutta è chiamata a riflettere.
Per fortuna che però c’è la short list per le consulenze esterne…


Giuseppe Falcomatà
Capogruppo PD
in Consiglio Comunale


http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86" onclick="window.open(this.href);return false;

Reggio, consigliere comunale Romeo (Pdl) risponde a Falcomatà (PD)
Giovedì 14 Luglio 2011 19:10
Cambiano gli eletti ma evidentemente le bugie fanno parte del dna del centrosinistra. Quanto dichiarato dal capogruppo del Pd in Consiglio comunale Falcomatà non corrisponde assolutamente alla realtà: si tratta solo di un tentativo malriuscito di nascondere un’evidente gaffe della sua parte politica spostando l’attenzione su argomenti diversi. Ecco i fatti accaduti nell’ultima seduta del civico consesso, come tutti i cronisti possono ricordare. La minoranza ha formulato un emendamento per eliminare il gettone di presenza per i consiglieri comunali: peccato che ciò sia tecnicamente impossibile in quanto la normativa è regolamentata da una legge nazionale che non può essere modificata con l’emendamento di un Consiglio comunale. Ciò non esclude che i consiglieri scelgano di devolvere il proprio gettone in beneficienza, ma si tratta di un atto personale che non può essere regolamentato, per cui rimane solo al buon senso di ognuno di noi. Inoltre la proposta di abbassare a 16 i componenti delle Commissioni non è stata formulata per risparmiare denaro pubblico ma si è trattato solo di un “colpo di spugna” tentato dal centrosinistra ma andato male. Ciascuno dei sette gruppi della minoranza presenti in Consiglio, infatti, avrebbe avuto diritto ad essere rappresentato da un consigliere e alla maggioranza sarebbero andati gli altri 9 posti, con un vantaggio di solo 2 elementi. Si sarebbe trattato, quindi, di una sproporzione rispetto all’attuale Consiglio comunale, formato da ben 22 esponenti di centrodestra contro i 9 delle opposizioni, in barba alla democrazia (di cui loro parlano tanto) e al responso delle urne, dato che gli elettori hanno scelto ancora una volta il centrodestra e la maggioranza ha diritto di avere, in proporzione e secondo i regolamenti, numeri che assicurino la governabilità dell’Ente. Il consigliere Falcomatà, quindi, ha cercato di sbrogliare due matasse. Da un lato è chiaro il tentativo di “salvarsi in calcio d’angolo” dopo questa “furbata” andata male e punta il dito contro il centrodestra, ignorando scientemente tutti gli sforzi che il Sindaco Arena sta facendo per risparmiare risorse pubbliche nei vari ambiti. Dall’altra, invece, cerca di nascondere il suo errore procedurale che, sinceramente, non ci saremmo aspettati da uno dei più brillanti laureati calabresi (vedi, qui si, le short list.)
Daniele Romeo
Consigliere Comunale PDL
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.