MPS: la bancarossa del monte dei guai

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doddi
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 01/02/2013, 14:11

Gran figurone ieri sera da San Toro del responsabile economico ( :lol: :lol: :lol: foragabbu...) Stefano Fassina nell'ardua impresa di rintuzzare le accuse di Di Pietro al PD ed al suo ruolo nella vicenda Monte dei Guai.

Meravigliosa l'ultima vignetta di Vauro dedicata al Responsabile Economico del PD, nulla di più appropriato :yaho:

http://www.la7.it/serviziopubblico/pvid ... id=i660973" onclick="window.open(this.href);return false; ... è proprio alla fine :mrgreen:

(foragabbu ... bis)
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da reggino » 01/02/2013, 17:50

doddi ha scritto:Gran figurone ieri sera da San Toro del responsabile economico ( :lol: :lol: :lol: foragabbu...) Stefano Fassina nell'ardua impresa di rintuzzare le accuse di Di Pietro al PD ed al suo ruolo nella vicenda Monte dei Guai.

Meravigliosa l'ultima vignetta di Vauro dedicata al Responsabile Economico del PD, nulla di più appropriato :yaho:

http://www.la7.it/serviziopubblico/pvid ... id=i660973" onclick="window.open(this.href);return false; ... è proprio alla fine :mrgreen:

(foragabbu ... bis)
Hanno delle capacità comunicative così straordinarie che persino di pietro,che non ha grandi qualità oratorie,ieri è sembrato molto più convincente di Fassina,poi però quando il pdl rinsavisce nei sondaggi e il pd perde barcate di voi,la colpa è di santoro che invita berlusconi nelle sue trasmissioni televisive,non la loro che sono talmente inetti da non riuscire a difendersi di fronte ad accuse così pesanti.Il top è stato quando dinnanzi alle affermazioni vere quanto crude di tremonti,di di pietro,di travaglio,fassina se ne è uscito,con frasi retoriche del tipo:"non gettiamo fango su bankitalia", "stiamo vicino alle istituzioni","non facciamo campagna elettorale su questi argomenti",anzichè entrare nel merito,si è arrampicato sugli specchi come un ghedini qualsiasi.Eloquente la vignetta che gli ha dedicato Vauro,parla da sola,davvero straordinaria.
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da suonatore Jones » 01/02/2013, 18:36

ma in questa vicenda, reggino, c'è poco da difendere.

attendiamo gli sviluppi, sperando che la giustizia faccia il suo corso.

piuttosto, quello che non mi spiego è come personaggi tipo di pietro ("non ha nemmeno la laurea") o i magistrati ("psicopatici politicizzati"), siano supportati dal pdl, oggi. mi fa ridere, come tutti i pidiellini che cambiano vedute così repentinamente.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da reggino » 01/02/2013, 19:01

suonatore Jones ha scritto:ma in questa vicenda, reggino, c'è poco da difendere.[/size]

attendiamo gli sviluppi, sperando che la giustizia faccia il suo corso.

piuttosto, quello che non mi spiego è come personaggi tipo di pietro ("non ha nemmeno la laurea") o i magistrati ("psicopatici politicizzati"), siano supportati dal pdl, oggi. mi fa ridere, come tutti i pidiellini che cambiano vedute così repentinamente.


Ieri ascoltando Fassina,ne ho avuto la piena conferma,forse lui,bersani,e quel tizio che ho messo in firma,farebbero meglio a tacere,anche perchè più parlano,più perdono voti e più perdono voti,più avvantaggiano berlusconi.Sul resto sono d'accordo con te.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da Regmi » 01/02/2013, 20:04

suonatore Jones ha scritto:ma in questa vicenda, reggino, c'è poco da difendere.

attendiamo gli sviluppi, sperando che la giustizia faccia il suo corso.

piuttosto, quello che non mi spiego è come personaggi tipo di pietro ("non ha nemmeno la laurea") o i magistrati ("psicopatici politicizzati"), siano supportati dal pdl, oggi. mi fa ridere, come tutti i pidiellini che cambiano vedute così repentinamente.
Mi allaccio a te per fare un breve riepilogo con riflessione finale:

L’antefatto:
Fino alla fine degli anni 90 tutte le banche erano controllate dalla politica locale.
Chi ha legiferato, concedendo loro un ragionevole lasso di tempo per adeguarsi, per trasformarle in SPA, e quindi porre le condizioni affinché le fondazioni (leggasi politica) smettessero di controllarle, è stato un governo a guida PD (D’Alema Presidente con Ciampi e Amato Ministri della Repubblica)

Lato sfuggente: (nel senso che ancora non l’ho capito)
Perché al MPS è stato consentito per un così lungo periodo?

I fatti oggi certi:
- MPS è, di fatto, controllata dalla fondazione.
- La fondazione è composta da 16 membri nominati dagli enti locali e pure dalla diocesi. http://affaritaliani.libero.it/economia ... 12013.html" onclick="window.open(this.href);return false;
- Quale partito (il PD) governa gli enti locali (provincia a comune) a Siena e in Toscana è notorio.
- Per la prima volta nella storia centenaria del MPS, i manager nominati si sono rivelati inadatti al ruolo minando le fondamenta della stessa (e probabilmente traendo anche dei vantaggi personali come un “puttaniere” qualsiasi) scegliendo, in un momento di difficoltà, la via dell’utilizzo di “spazzatura finanziaria” invece di un più appropriato aumento di capitale da chiedere ai soci o, in alternativa, farne entrare altri.

La supposizione:
- in seguito ai riscontrati bonifici (spropositati rispetto al prezzo d’acquisto di Antonveneta di per sé già alto) verso Santander nella qualità di venditore della banca,
si ipotizza qualche miliardo di tangente.

La riflessione:
Considerando che non sono state trovate tracce di bonifici a favore del segretario pro tempore, ne si capisce quali possono essere stati i vantaggi (diretti e indiretti) del partito, di cosa lo si accusa?
Forse di aver lasciato piena autonomia gestionale ai dirigenti della Fondazione?
Si vuole forse che la politica torni a gestire le banche in prima persona?
Di aver nominato personaggi che successivamente si sono rivelate per quello che adesso sappiamo?
Di aver successivamente promosso Mussari a capo di un'associazione (ABI) composta da privati che in quanto tali eleggono il proprio rappresentante in piena autonomia?
Se è stato il PD a voler privatizzare le banche perché a Siena, e solo a Siena, la fondazione continua a mantenere una partecipazione così alta che gli permette il totale controllo?
Di che si parla?
Qual'è la stringente accusa che giustifica un simile baccano spintosi a chiedere le dimissioni di Bersani?

:salut
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 02/02/2013, 8:59

U boi 'nci rici curnutu o sceccu ... 8-)


http://www.ilmessaggero.it/primopiano/c ... 8408.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;


Mps, il mistero degli incontri segreti
tra Mussari e Gotti Tedeschi
Nuovo scontro tra Monti e Bersani. Il premier: fuori i partiti dalle banche. Il leader del Pd: no ai banchieri nei partiti


di Valentina Errante

SIENA - Ettore Gotti, ex numero uno dello Ior, la racconta come un’operazione ordinaria. La vendita di Antonveneta a Mps, sarebbe stata regolare e trasparente.Ma ieri il fiduciario di Santander in Italia, l’uomo che avrebbe mediato tra l’allora presidente del Monte dei Paschi , Giuseppe Mussari, e la banca spagnola, ha dovuto chiarire per cinque ore ai pm di Siena anche i suoi incontri riservati con Mussari, che avrebbero insospettito non poco gli inquirenti. Dopo di lui è stata la volta di Gabriello Mancini, il presidente della Fondazione Montepaschi. Oggi invece in procura è atteso Antonio Rizzo, il primo ad aver parlato della «banda del 5 per cento» di Gianluca Baldassarri e Matteo Pontone.

INCONTRI RISERVATI
I sostituti Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppre Grosso e gli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza sono partiti dagli incontri tra Gotti Tedeschi e Mussari. Dall’agenda sequestrata nel corso delle perquisizioni all’ex presidente di Mps, indagato con le ipotesi di associazione per delinquere e truffa, risulta almeno un appuntamento con l’ex numero uno dello Ior il 30 maggio del 2007. Ma agli investigatori hanno elementi per sostenere che gli appuntamenti siano stati più numerosi, proprio nel 2007, quando l’affare con Santander era ancora un progetto. Gotti Tedeschi ha provato a ripercorrere le tappe di quella trattativa, sostenendo, però, che l'operazione fosse stata gestita direttamente dalla casa madre in Spagna. Circostanza che avrebbe poco convinto i magistrati. Quanto al prezzo, che compresa la quota per Interbanca era lievitato fino a 10 miliardi e 300milioni di euro, Gotti Tedeschi ha aggiunto che non fosse esagerato, prendendo in considerazione la situazione dei mercati in quel momento e la corsa ad acquistare banche straniere da parte degli istituti italiani. Poi ha spiegato che l’offerta di Mussari era anche motivata dalla contro-offerta di Bnp Paribas ad acquistare Antonveneta per poco più di 8 miliardi. Per questo Mussari avrebbe rilanciato. I pm hanno anche chiesto a Gotti Tedeschi se sapesse come mai non fosse stata fatta una due diligence prima della transazione. Ma il banchiere ha ribadito più volte di essersi occupato della trattativa solo in modo marginale. E davanti ai pm, l’ex numero uno dello Ior ha escluso di essere a conoscenza di un accordo segreto tra Santander ed Mps per concordare un prezzo superiore di vendita e poi utilizzare una parte dei soldi per pagare tangenti. L’interrogatorio di Gabriello Mancini, invece, è durato tre ore. Anche il presidente della Fondazione; «Tutto bene, piena collaborazione», ha commentato alla fine.

FRESH AD ALTO RISCHIO
Intanto emerge che agli atti dell’inchiesta c’è anche un documento che potrebbe rappresentare la prova dell’inganno messo in atto dai vertici di Mps ai danni di Banca d'Italia in relazione all’operazione Jp Morgan. Un atto che consentirebbe ad almeno uno dei sottoscrittori del titolo Fresh 2008, convertibile in azioni Mps, di ricevere un’indennità in caso di mancato pagamento della cedola da parte di Jp Morgan, emittente del Fresh stesso. Questa garanzia mostrerebbe che il rischio d'impresa legato al Fresh non ricadeva su Jp Morgan, come assicurato in quell'ottobre 2008 da Mps alla banca d'Italia, ma sarebbe stato a carico della stessa banca Mps. Una circostanza rimasta segreta che nei fatti avrebbe cambiato la natura dello strumento che Palazzo Koch nel 2008 aveva accettato di far computare nel «capital core» della banca. Un passaggio necessario per ottenere l'autorizzazione all’acquisto di Antonveneta.

LETTERA SEGRETA
Questo documento sarebbe una «indemnity side letter», mai presentata a Bankitalia che confermerebbe l'accusa di ostacolo all'attività di vigilanza ipotizzata dalla procura di Siena. Secondo un’informativa del nucleo valutario della Guardia di Finanza riguarderebbe solo sottoscrittori del bond di JP Morgan, mentre la Fondazione, non avrebbe avuto l’indennizzo. Il documento sarebbe stato a conoscenza soltanto di alcuni dirigenti Mps. I militari ne sarebbero venuti in possesso dopo i sequestri e le perquisizioni: la lettera viene menzionata nelle mail tra dirigenti della banca, ma mai negli atti ufficiali. Il detentore del bond in questione al quale sarebbe riferibile l'indemnity, sarebbe un fondo che si chiama Jabre Capital. Ma non è ancora chiaro se l’indemnity fosse riferibile o meno alla Fondazione Montepaschi.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da tito » 02/02/2013, 9:46

doddi ha scritto: Intanto a Gargamella il mannaro consiglierei, per cena.....


Financial Times. 2013-01-27. A scandal in Siena.
Monte dei Paschi shows Italian banks need to reform.

A banking scandal has blown up in the middle of Italy’s electoral campaign. Monte dei Paschi di Siena, the country’s third-largest lender, has agreed a €3.9bn loan from the state to shore up its weak capital position. The bank’s rescue was first announced last June. But the news that part of this sum will be used to cover potential losses from risky derivatives has sparked public fury and a ferocious blame game among politicians.

The exact history of these derivatives – which could cost the bank up to €700m – is still unclear. From what we know, MPS signed them to cover losses from other deals gone bad. The executives who negotiated them – most of whom have left the bank – are under investigation. They are accused of concealing information from regulators and auditors. This is a criminal offence. If the accusations against the managers stand up, they should be punished.

There are also questions for the regulators. The Bank of Italy knew about two of these derivatives since at least 2010. It should give a full and public account of what actions it took when these suspicious trades emerged.

Nor is Italy’s banking community immune from criticism. MPS was brought to its knees by an overly aggressive managerial strategy, spearheaded by Giuseppe Mussari, then chairman. In 2007, Mr Mussari overpaid for the acquisition of Antonveneta, another Italian lender, leaving MPS vulnerable to the upcoming financial crisis. Astonishingly, when Mr Mussari left the bank in 2012, his peers did not ask him to resign the presidency of the Italian banking association, and they re-elected him.

The scandal reiterates the risks of leaving politicians in charge of banking. MPS is controlled by a “foundation”, a body dominated by local power-brokers who expect regular dividends to finance charitable activities. This Byzantine arrangement – mirrored in other Italian banks – forces managers to put the interests of their political patrons ahead of efficiency. Italy’s next government should take steps to remove these links.

As for MPS, Rome’s decision to lend money to the bank was questionable. The Tuscan lender should have raised new capital on the market, which would have cost the foundation its control over the bank. If the new management is unable to repay the loan to the state, Rome should demand equity in return. Banks are best managed by the private sector. But when taxpayers foot the bill, it is only fair they have a say on how the bank they are paying for is run.


http://www.ft.com/intl/cms/s/0/6995499e ... z2JI7QNf7b" onclick="window.open(this.href);return false;

Direi che ci vanno giù pesante, parecchio anche :fifi:
mi domando se hai capito...

il FT attacca la stuttura della proprietà di molte banche in Italia.
E' chiaro che qualunque amministratore farà sempre l'interesse di chi l'ha messo al suo posto.
Se la proprietà del MPS è di una fondazione legata a " local power-brokers", sono fatti loro se fanno casini... dal mio punto di vista la banca dovrebbe fallire o, in altrnativa, se lo stato la deve salvare, dovrebbe anche entrarne nella proprietà, come suggerisce il FT.
Quindi doddi, vedi che il FT non ce l'ha con Bersani, tutt'altro. Se vuoi dare un nome al problema è "conflitto di interessi" e qua cominciano i tuoi problemi... :bash: :bash:
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da aquamoon » 02/02/2013, 10:45

Non so se è utile per il dibattito, non mi pare se ne sia accennato:
Gotti Tedeschi, se la memoria non m'inganna,è lo stesso banchiere che fino al 2012 era il presidente dello IOR e la Banca Santander era ed è la Banca dell'Opus Dei.
Probabilmente è una semplice coincindenza, il Vaticano che fa "affari" con la Banca dei comunisti... non è un'ipotesi percorribile, la Chiesa non inciucierebbe giammai con quei mangiapreti...
:salut
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da ciesse » 02/02/2013, 11:22

aquamoon ha scritto:Non so se è utile per il dibattito, non mi pare se ne sia accennato:
Gotti Tedeschi, se la memoria non m'inganna,è lo stesso banchiere che fino al 2012 era il presidente dello IOR e la Banca Santander era ed è la Banca dell'Opus Dei.
Probabilmente è una semplice coincindenza, il Vaticano che fa "affari" con la Banca dei comunisti... non è un'ipotesi percorribile, la Chiesa non inciucierebbe giammai con quei mangiapreti...
:salut

Senza offesa è solo malignità:


il denaro è sterco del diavolo e dai tempi di Monsignor Marcinkus il Vaticano non si occupa di banche.

O almeno così si dice.
:fifi:
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da ciesse » 02/02/2013, 11:36

tito ha scritto: E' chiaro che qualunque amministratore farà sempre l'interesse di chi l'ha messo al suo posto.
Se la proprietà del MPS è di una fondazione legata a " local power-brokers", sono fatti loro se fanno casini... dal mio punto di vista la banca dovrebbe fallire o, in altrnativa, se lo stato la deve salvare, dovrebbe anche entrarne nella proprietà, come suggerisce il FT.
Quindi doddi, vedi che il FT non ce l'ha con Bersani, tutt'altro. Se vuoi dare un nome al problema è "conflitto di interessi" e qua cominciano i tuoi problemi... :bash: :bash:
Veramente non esiste alternativa alla propriètà: il buco enorme, le perdite per obbligazionisti e correntisti quasi certe,mentre gli azionisti e i dipendenti (quelli con il TFR in azioni)sono rassegnati, l'interesse al 9% per il prestito così elevato da rendere in sostanza impossibile la restituzione:

Solo non si può dire: la sommetta non si può ascrivere nel passivo del bilancio dello Stato,
camuffato da prestito ad alto rendimento si trasforma miracolosamente in attivo.
:beer2:
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 02/02/2013, 12:07

ciesse ha scritto:
aquamoon ha scritto:Non so se è utile per il dibattito, non mi pare se ne sia accennato:
Gotti Tedeschi, se la memoria non m'inganna,è lo stesso banchiere che fino al 2012 era il presidente dello IOR e la Banca Santander era ed è la Banca dell'Opus Dei.
Probabilmente è una semplice coincindenza, il Vaticano che fa "affari" con la Banca dei comunisti... non è un'ipotesi percorribile, la Chiesa non inciucierebbe giammai con quei mangiapreti...
:salut

Senza offesa è solo malignità:


il denaro è sterco del diavolo e dai tempi di Monsignor Marcinkus il Vaticano non si occupa di banche.

O almeno così si dice.
:fifi:
Come il DS (ex PDS, Ex PCI, e poi PD), almeno dai tempi di Fassino :fifi:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 02/02/2013, 16:27

"Il piddi' fa il piddi' e le banche fanno le banche...intesi ragassi?!?...Non siamo mica delle mammolette!" Gargamella dixiti.




http://www.liberoquotidiano.it/mobile/a ... id=1175400" onclick="window.open(this.href);return false;



11:00 - sab, 02/02
Bersani voleva una grande banca Fazio: "Venne da me per Mps" ma Pier ha perso la memoria

Pieluigi Bersani con le banche c'entra eccome. Non è la solita ipotesi giornalistica che fa uscire i canini al segretario del Pd per sbranare tuttti. No, ad inchiodarlo è uno che di banche se ne intende: Antonio Fazio, l'ex governatore della Banca d'Italia. Nel marzo del 2006, Fazio, in pieno scandalo per i "furbetti del quartierino" viene ascoltato dal pm Francesco Greco. Fazio racconta tante cose, una in particolare: "Le posso dire - spiega Fazio a Greco -, su Bnl, che sono venuti da me Fassino e altri a chiedere se si poteva fare una grande fusione Unipol-Bnl-Montepaschi. Io li ho ascoltati. Erano i primissimi mesi 2005 o fine 2004". Poi Fazio si corregge: " Esattamente erano Fassino e Bersani". Quindi i due big dei Ds andavano dal governatore di via Nazionale per discutere di fusioni tra banche e soprattutto di Mps. Ad avvalorare la tesi di vicinanze occulte tra i Ds e il Monte c'ha pensato anche Franco Bassanini, che in un'intervista a Panorama dice: "D'Alema e Consorte fecero pressing su Siena perché si alleasse con Unipol. Chi difese l'autonomia di Mps, come me e Amato, venne emarginato". Bassanini, tuttavia, ne uscì illeso. A quel tempo Bersani non "sbranava" ancora. A quel tempo pensa va solo una cosa: "avere una banca". Chiodo fisso del Pd. 



Lo smemorato di Betula :ooh:

Senza viggogna :fifi:
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da reggino » 02/02/2013, 18:17

doddi ha scritto:"Il piddi' fa il piddi' e le banche fanno le banche...intesi ragassi?!?...Non siamo mica delle mammolette!" Gargamella dixiti.




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11:00 - sab, 02/02
Bersani voleva una grande banca Fazio: "Venne da me per Mps" ma Pier ha perso la memoria

Pieluigi Bersani con le banche c'entra eccome. Non è la solita ipotesi giornalistica che fa uscire i canini al segretario del Pd per sbranare tuttti. No, ad inchiodarlo è uno che di banche se ne intende: Antonio Fazio, l'ex governatore della Banca d'Italia. Nel marzo del 2006, Fazio, in pieno scandalo per i "furbetti del quartierino" viene ascoltato dal pm Francesco Greco. Fazio racconta tante cose, una in particolare: "Le posso dire - spiega Fazio a Greco -, su Bnl, che sono venuti da me Fassino e altri a chiedere se si poteva fare una grande fusione Unipol-Bnl-Montepaschi. Io li ho ascoltati. Erano i primissimi mesi 2005 o fine 2004". Poi Fazio si corregge: " Esattamente erano Fassino e Bersani". Quindi i due big dei Ds andavano dal governatore di via Nazionale per discutere di fusioni tra banche e soprattutto di Mps. Ad avvalorare la tesi di vicinanze occulte tra i Ds e il Monte c'ha pensato anche Franco Bassanini, che in un'intervista a Panorama dice: "D'Alema e Consorte fecero pressing su Siena perché si alleasse con Unipol. Chi difese l'autonomia di Mps, come me e Amato, venne emarginato". Bassanini, tuttavia, ne uscì illeso. A quel tempo Bersani non "sbranava" ancora. A quel tempo pensa va solo una cosa: "avere una banca". Chiodo fisso del Pd. 



Lo smemorato di Betula :ooh:

Senza viggogna :fifi:

Più che uno smemorato è un cazzaro.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da aquamoon » 02/02/2013, 18:29

Da uno che faceva lingua in bocca con Fiorani... cosa aspettarsi?
Coriandoli e cotillons.
:salut

http://www.ilgiornale.it/news/fazio-ho- ... ronte.html" onclick="window.open(this.href);return false;

Avessimo tempo... potremmo parlare della sig.ra antonveneta,
strano nessuno si ricordi di averla conosciuta...
era dappertutto.
No, non abbiamo tempo.
:fifi:
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 02/02/2013, 18:40

aquamoon ha scritto:Da uno che faceva lingua in bocca con Fiorani... cosa aspettarsi?
Coriandoli e cotillons.
:salut

http://www.ilgiornale.it/news/fazio-ho- ... ronte.html" onclick="window.open(this.href);return false;

Avessimo tempo... potremmo parlare della sig.ra antonveneta,
strano nessuno si ricordi di averla conosciuta...
era dappertutto.
No, non abbiamo tempo.
:fifi:
Codice speciale di tutela del PD, legge speciale per i kalimeri.
Art. 12356,
lettera wtgf,
comma 36546/ter
Fazio, durante le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio e' da ritenersi teste inattendibile.
Andate in pace.






Ti piaceresse. :lol: :lol:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da reggino » 02/02/2013, 18:44

doddi ha scritto:[quote

Codice speciale di tutela del PD, legge speciale per i kalimeri.
Art. 12356,
lettera wtgf,
comma 36546/ter
Fazio, durante le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio e' da ritenersi teste inattendibile.
Andate in pace.






Ti piaceresse. :lol: :lol:

a proposito di fazio e fiorani posto un articolo di colui che vinse il premio per la libertà di stampa,ossia uno dei migliori giornalisti che abbiamo in italia:

Avevamo una banca
di Marco Travaglio
Come in ogni scandalo, anche nel caso Montepaschi nessuno può dire "Io non c'entro"(tranne un paio di leader appena nati). Bankitalia si difende così: "Siamo stati ingannati". Ma Bankitalia è lì proprio per evitare di essere ingannata, e soprattutto per evitare che siano ingannati i soci, i risparmiatori e i cittadini. L'alibi dell'inganno non vale: sarebbe come se un poliziotto si lasciasse scappare un ladro e si giustificasse col fatto che non s'è costituito. I ladri questo fanno: non si costituiscono. Perciò esistono i poliziotti: per prenderli. Sulla Consob è inutile sprecare parole: l'ex presidente
Cardia aveva il figlio consulente di una banca da controllare, la Popolare di Lodi dell'ottimo Fiorani, infatti controllò pochino; e il presidente Vegas, ex sottosegretario e deputato Pdl, seguitò a votare per il governo B. anche dopo la nomina in Consob. Ora il Pdl cavalca lo scandalo della banca rossa, ma dovrebbe ricordare l'estate dei furbetti, quando stava con Fiorani e Fazio assieme alla Lega (rapita dal "banchiere padano" e soprattutto dal salvatore di Credieuronord); o il crac del Credito cooperativo fiorentino di Verdini; o l'uso della Bpm di Ponzellini come bancomat per amici degli amici.
Casini, sul Monte dei Fiaschi, dovrebbe chiedere notizie al suocero Caltagirone, fino a un anno fa vice di Mussari. E Monti al suo candidato Alfredo Monaci, ex Cda della banca senese nell'èra Mussari. I vertici del Pd fanno i pesci in barile, ma sono anni che appena vedono un banchiere si sciolgono in adorazione. O diventano essi stessi banchieri, come Chiamparino al San Paolo. "Noi -- dichiara quel buontempone di D'Alema -- Mussari l'abbiamo cambiato un anno fa". Frase che cozza con quella di Bersani: "Il Pd con le banche non c'entra". Ma se ha "cambiato" Mussari, vuol dire che il Pd c'entra: anzi, l'aveva proprio messo lì. Casualmente negli ultimi 10 anni Mps ha versato 683 mila euro nelle casse del Pd senese. Un po' come i Riva dell'Ilva, che foraggiavano la campagna elettorale di Bersani. La questione penale non c'entra, quella morale nemmeno. Semplicemente riesplode l'irrisolto problema del rapporto politica-affari: nessun grande partito può chiamarsi fuori. Tantomeno il Pd: si attendono ancora smentite alla deposizione di Antonio Fazio, che 6 anni fa raccontò ai pm milanesi di quando, nel 2004, Fassino e Bersani si presentano da lui in Bankitalia per raccomandargli la fusione tra Montepaschi e Bnl. Il progetto tramontò, ma quando l'anno seguente il Banco di Bilbao tentò di acquistare Bnl, l'Unipol d'intesa col vertice Ds organizzò una controcordata per sbarrargli la strada. Fassino a Consorte: "Allora, siamo padroni di una banca?".
D'Alema: "Evvai, Gianni!". Intanto Bersani difendeva Consorte, Fazio e Fiorani già indagati: "Per Fazio andarsene ora sarebbe cedere a una confusa canea", "Fiorani è un banchiere molto dinamico, sveglio, attivo, capace". Soprattutto a derubare i suoi correntisti. Del resto Bersani aveva messo lo zampino anche in altre memorabili operazioni finanziarie. Tipo la scalata a debito dei "capitani coraggiosi" Colaninno
& C. alla Telecom (1999). E l'affare milanese dell'autostrada Serravalle. Fu proprio Bersani a far incontrare il costruttore Gavio col fido Penati, presidente della Provincia. Intercettazione del 30.6.2004: "Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati... e di cercarlo per incontrarsi in modo riservato: 'Quando vi vedrete, troverete un modo...'". L'incontro aumma aumma avviene, poi la Provincia acquista le quote di Gavio nella Serravalle a prezzi folli e Gavio gira la plusvalenza alla cordata Unipol per Bnl.
A che titolo Bersani si occupa da 15 anni di banche, autostrade e compagnie telefoniche non da arbitro, ma da giocatore? Finché i silenzi e i "non c'entro" sostituiranno le risposte, possibilmente convincenti, tutti saranno autorizzati a sospettare.
Altro che "Italia giusta".
https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4" onclick="window.open(this.href);return false;
doddi
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 02/02/2013, 18:49

reggino ha scritto:
doddi ha scritto:[quote

Codice speciale di tutela del PD, legge speciale per i kalimeri.
Art. 12356,
lettera wtgf,
comma 36546/ter
Fazio, durante le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio e' da ritenersi teste inattendibile.
Andate in pace.






Ti piaceresse. :lol: :lol:

a proposito di fazio e fiorani posto un articolo di colui che vinse il premio per la libertà di stampa,ossia uno dei migliori giornalisti che abbiamo in italia:

Avevamo una banca
di Marco Travaglio
Come in ogni scandalo, anche nel caso Montepaschi nessuno può dire "Io non c'entro"(tranne un paio di leader appena nati). Bankitalia si difende così: "Siamo stati ingannati". Ma Bankitalia è lì proprio per evitare di essere ingannata, e soprattutto per evitare che siano ingannati i soci, i risparmiatori e i cittadini. L'alibi dell'inganno non vale: sarebbe come se un poliziotto si lasciasse scappare un ladro e si giustificasse col fatto che non s'è costituito. I ladri questo fanno: non si costituiscono. Perciò esistono i poliziotti: per prenderli. Sulla Consob è inutile sprecare parole: l'ex presidente
Cardia aveva il figlio consulente di una banca da controllare, la Popolare di Lodi dell'ottimo Fiorani, infatti controllò pochino; e il presidente Vegas, ex sottosegretario e deputato Pdl, seguitò a votare per il governo B. anche dopo la nomina in Consob. Ora il Pdl cavalca lo scandalo della banca rossa, ma dovrebbe ricordare l'estate dei furbetti, quando stava con Fiorani e Fazio assieme alla Lega (rapita dal "banchiere padano" e soprattutto dal salvatore di Credieuronord); o il crac del Credito cooperativo fiorentino di Verdini; o l'uso della Bpm di Ponzellini come bancomat per amici degli amici.
Casini, sul Monte dei Fiaschi, dovrebbe chiedere notizie al suocero Caltagirone, fino a un anno fa vice di Mussari. E Monti al suo candidato Alfredo Monaci, ex Cda della banca senese nell'èra Mussari. I vertici del Pd fanno i pesci in barile, ma sono anni che appena vedono un banchiere si sciolgono in adorazione. O diventano essi stessi banchieri, come Chiamparino al San Paolo. "Noi -- dichiara quel buontempone di D'Alema -- Mussari l'abbiamo cambiato un anno fa". Frase che cozza con quella di Bersani: "Il Pd con le banche non c'entra". Ma se ha "cambiato" Mussari, vuol dire che il Pd c'entra: anzi, l'aveva proprio messo lì. Casualmente negli ultimi 10 anni Mps ha versato 683 mila euro nelle casse del Pd senese. Un po' come i Riva dell'Ilva, che foraggiavano la campagna elettorale di Bersani. La questione penale non c'entra, quella morale nemmeno. Semplicemente riesplode l'irrisolto problema del rapporto politica-affari: nessun grande partito può chiamarsi fuori. Tantomeno il Pd: si attendono ancora smentite alla deposizione di Antonio Fazio, che 6 anni fa raccontò ai pm milanesi di quando, nel 2004, Fassino e Bersani si presentano da lui in Bankitalia per raccomandargli la fusione tra Montepaschi e Bnl. Il progetto tramontò, ma quando l'anno seguente il Banco di Bilbao tentò di acquistare Bnl, l'Unipol d'intesa col vertice Ds organizzò una controcordata per sbarrargli la strada. Fassino a Consorte: "Allora, siamo padroni di una banca?".
D'Alema: "Evvai, Gianni!". Intanto Bersani difendeva Consorte, Fazio e Fiorani già indagati: "Per Fazio andarsene ora sarebbe cedere a una confusa canea", "Fiorani è un banchiere molto dinamico, sveglio, attivo, capace". Soprattutto a derubare i suoi correntisti. Del resto Bersani aveva messo lo zampino anche in altre memorabili operazioni finanziarie. Tipo la scalata a debito dei "capitani coraggiosi" Colaninno
& C. alla Telecom (1999). E l'affare milanese dell'autostrada Serravalle. Fu proprio Bersani a far incontrare il costruttore Gavio col fido Penati, presidente della Provincia. Intercettazione del 30.6.2004: "Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati... e di cercarlo per incontrarsi in modo riservato: 'Quando vi vedrete, troverete un modo...'". L'incontro aumma aumma avviene, poi la Provincia acquista le quote di Gavio nella Serravalle a prezzi folli e Gavio gira la plusvalenza alla cordata Unipol per Bnl.
A che titolo Bersani si occupa da 15 anni di banche, autostrade e compagnie telefoniche non da arbitro, ma da giocatore? Finché i silenzi e i "non c'entro" sostituiranno le risposte, possibilmente convincenti, tutti saranno autorizzati a sospettare.
Altro che "Italia giusta".
Occho che cambia dentiera e ti pigghja a muzzicati
:mrgreen:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da reggino » 02/02/2013, 19:00

doddi ha scritto:[quote


Occho che cambia dentiera e ti pigghja a muzzicati
:mrgreen:
ahahahahahahahahha.
https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da aquamoon » 02/02/2013, 20:41

doddi ha scritto:
Codice speciale di tutela del PD, legge speciale per i kalimeri.
Art. 12356,
lettera wtgf,
comma 36546/ter
Fazio, durante le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio e' da ritenersi teste inattendibile.
Andate in pace.
Ti piaceresse. :lol: :lol:
Inutile cercare, visto che nessuno di noi due ha interessi personali sulla vicenda, di aggiungere qualche elemento alla discussione.
Il tono delle risposte, la loro sospetta comunanza negli intenti, ovvero colpire il PD senza nemmeno tentare uno straccio di ragionamento mi suggerisce una serata con Mazzarri.
Hai trovato un ottimo navigatore, prendi la sua mano e trastullatevi ensemble a punzecchiare la bambola con la faccia di Bersani, confida in Balotelli e prega perchè la valvola della pentola tenga... febbraio è già arrivato.



...l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,


Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione


L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità.

Buona continuazione.
:salut
Sventurata la terra che ha bisogno di eroi
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Re: MPS: la bancarossa del monte dei guai

Messaggio da doddi » 02/02/2013, 21:23

aquamoon ha scritto:
doddi ha scritto:
Codice speciale di tutela del PD, legge speciale per i kalimeri.
Art. 12356,
lettera wtgf,
comma 36546/ter
Fazio, durante le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio e' da ritenersi teste inattendibile.
Andate in pace.
Ti piaceresse. :lol: :lol:
Inutile cercare, visto che nessuno di noi due ha interessi personali sulla vicenda, di aggiungere qualche elemento alla discussione.
Il tono delle risposte, la loro sospetta comunanza negli intenti, ovvero colpire il PD senza nemmeno tentare uno straccio di ragionamento mi suggerisce una serata con Mazzarri.
Hai trovato un ottimo navigatore, prendi la sua mano e trastullatevi ensemble a punzecchiare la bambola con la faccia di Bersani, confida in Balotelli e prega perchè la valvola della pentola tenga... febbraio è già arrivato.



...l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,


Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione


L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità.

Buona continuazione.
:salut
Ma la palla te la porti o ce la lasci?

Di argomenti ne abbiamo a iosa, ribadire che gli altri siano delinquenti non restituisce l'immacolato candore ai tuoi sodali.
Di questo puoi fartene una ragione.
E se l'emorragia non si ferma anche stavolta potrebbe esserci un corto muso a separarti dal palo e ben che ti vada la societa' con bin loden pierferdy e giantulliano.
Non so se sono stato spiegato.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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