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La Locride Cinese

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La Locride Cinese

Messaggioda ERIK LARSSON © » 24/11/2012, 20:43

Il sogno è crollato, si è infranto
contro il muro di una crisi economica transnazionale o il
maglio delle inchieste antimafia
nostrane. L’economia locridea è
praticamente finita. L’ambizione di
Siderno e Gioiosa di far da locomotive al
miracolo economico della costa dei gelsomini, tramonta tristemente portandosi via
Paciotti e Mercedes, simbolo di un ventennio di lusso pacchiano al quale la
Locride pensava di essere immutabilmente votata. Saracinesche giù, tristi
luminarie da quattro soldi ci accompagnano verso un Natale di magra, da quaresima più che da carnevale. Basta farsi
un giro per i corridoi deserti dei
Gelsomini o delle Gru, per rendersene
conto, nell’ora in cui un tempo, dopo il
pranzo i centri commerciali si trasformavano in chiassose promenade. Il trucco è
finito, il miracolo era falso perché le sue
fondamenta non poggiavano su un economia reale, su una produzione vera. I
soldi portati in Calabria dagli stipendifici
pubblici, dalle sovvenzioni comunitarie,
dai rimborsi assicurativi, dai traffici dei
calabresi d’oltre Pollino, si sono squagliati come neve al sole. Persi e spesi in consumi di prodotti di tutto il mondo tranne
che calabresi. Un’economia di consumo
che non poteva e non ha creato sviluppo,
che ha riempito la pancia e non il cervello
e che renderà più insopportabile l’inevitabile povertà alle porte. I tycoon locali che
si credevano dei portenti si sono rivelati
delle sole, andavano avanti perché in giro
c’era la grana e non perché in testa gli
giravano formidabili progetti. Ed ecco
che la crisi è arrivata come a livella di Totò
a rimettere in chiaro le cose e a segare le
gambe a giganti fasulli, riportandoli alla
statura normale. Nel silenzio tombale dei
commerci e dell’imprenditoria si alza un
lamento, una preghiera, un sussurro che
implora: veniteci a salvare. A denti stretti
si ammette, abbiamo fallito e solo i cinesi
ci possono salvare. Cinesi o indiani, fautori di una economia in crescita inarrestabile e depositari di una liquidità immensa,
una cui parte molti sperano venga a ridare linfa alle casse asfittiche dei locridei. Ed
è vero, gli orientali hanno i liquidi, girano
il mondo in cerca di posti in cui investirli
per farli aumentare ancora. E probabilmente alla loro lunga vista non sfuggirà il
nostro desolato lido. Arriveranno anche
qui, a seguire le loro avanguardie già presenti in zona. Ci porteranno tanti soldi,
ma non saranno per tutti e non riempiranno tutte le tasche, ingrasseranno i soliti. Imprenditori e commercianti sull’orlo
del fallimento. I gialli verranno a investire
ma per la loro economia non per la
nostra. Compreranno a buon prezzo
imprese e commerci nostrani decotti, salvandone i loro padroni. Alla gente, alla
Locride non porteranno però né sviluppo
né progetti. Importeranno solo i loro prodotti per sostituire a un consumo di
buona o media qualità e prezzo alto, uno
scambio di beni mediocri o pessimi a
prezzi stracciati. Il popolo locrideo sempre un animale da allevamento resterà. I
cinesi non impianteranno fabbriche né si
dedicheranno alle nostre potenziali produzioni agricole di qualità, non impiegheranno i nostri lavoratori giustamente indisponibili alle loro tariffe e ai loro metodi
di lavoro. In Calabria apriranno solo sportelli di consumo giallo.
Quindi quella gialla sarà una speranza
solo per gli imprenditori in default, per la
gente normale sarà la solita febbre, sintomo ed effetto di una malattia sempre più
incurabile e dagli esiti pressoché scontati,
fin quando si sopravvivrà di speranze,
senza decidersi a lavorare sul serio per il
proprio futuro, con i fatti e non le chiacchiere.



Questo articolo già era grave, ma il trafiletto a fianco.........è la fine.

LA GRU
È STREMATA.
MAGNACHINA
O CHINALOCRIDE?

l simbolo della vocazione e
del moderno dinamismo
commerciale sidernese fatica
a uscire dal tunnel, semmai ne
uscirà. Si trascina nel buio senza
andare da nessuna parte, senza
essere padrone del proprio futuro. La Gru è stremata, perde i
pezzi. Pezzi grossi. Euronics, uno
dei due giganti del centro shopping (insieme a Despar) chiuderà bottega a fine mese. I
Ferrigno hanno mollato.
Lasceranno un vuoto infinito: un
buco nero. Il rischio reale è il
risucchio di tutto e tutti, eccetto
del Mecdonalds, che, anche nelle
periferie dell’Alaska, può sempre
contare sul comodato d’uso gratuito dell’Arca di Noè. Dove
naturalmente non troverà posto
Luciano Racco, prima glorificato
persino da quei professionisti che
bisbigliavano nelle stanze del
patron un impiego per figli e
parenti, poi addirittura lapidato
da chi, senza arte né parte, ha
ricevuto mille ossi.(Quando Jo
aveva plata, tutti lo chiamavano
Don Josè, quando Jo finì la plata
divenne ‘Nzò com’è). Senza
dimenticare tra il prima e il dopo,
le accuse che, dinanzi al baratro
di oggi, si sono dimostrate patacche in piena regola. Una fra tutte
quella di riciclaggio della grana
pesante del crimine. Lo ripeto
per l’ennesima volta: «I conti parlano da soli, ma a volte lo fanno
anche i matti».
Magnachina o Chinalocride, chiamiamola come vogliamo, ma diamogli cittadinanza ed entrate in
società. Oramai non ci resta che
il primo mestiere del mondo.



http://www.larivieraonline.com/giornale ... 8-2012.pdf


Commento: http://www.youtube.com/watch?v=1b26BD5KjH0
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