La Grande Depressione di Reggio

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doddi
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da doddi » 11/09/2011, 13:41

rca ha scritto:
doddi ha scritto:Per la prima volta mi affaccio :see:

Il topic parla di tutto, dalle (solite) contestazioni a sfondo politico, a ciò che dovrebbe essere e non è, al vivere la città da chi cerca di arrangiarsi in loco e da chi da lontano ha un naturale rapporto di odio amore.

A meno che uno non nasca e cresca con l'innato bisogno di fare il giramondo, di essere cittadino di qualsiasi posto senza distinzione di sorta, andare via dalla città in cui si è nati e cresciuti è a mio avviso una sorta di sconfitta e retrocessione personale, obbligata ed amara. Ad ogni buon conto sono scelte naturali e/o obbligate, molto più spesso.
Altro sarebbe invece andar via a 18 anni sarebbe tutto più naturale e meno traumatico.
Essere estraneo nella propria città pensando ogni volta che c'è qualche ora libera a come integrarsi o a come andare a passare quel we senza aver soldi a sufficienza per far sì che ne vale davvero la pena e la fatica, o rinchiudersi nel solito circoletto di "emigranti come te" che dovrebbero facilitarti il non ricordo o lenirne gli effetti.

Dal punto di vista tecnico: se sei andato fuori e non riesci a portare a casa almeno 3.500 euro mese in un nucleo familiare o minimo 2.000 e qualcosa, se vivi da solo, la vita diventa un'inferno davvero e la depressione, là sì, è enorme.

Queste mie considerazioni non sono campate in aria, ma nascono da esperienze personali, che mi hanno dato modo di vedere entrambe le realtà attraverso le tante persone incontrate durante la mia fase di vita trascorsa lontano da Reggio.

Io ci sono tornato, e non sono pentito ... avrei potuto scegliere diversamente, ma sin dall'inizio di quell'esperienza la mia intenzione era quella, e a dire il vero ci stavo anche bene, per cui scelta effettuata in piena tranquillità tra due cose che erano entrambe positive, senza condizionamenti di sorta a sfondo obbligazionale o costrittivo.
La vita è dura ed è fatta di scelte...

Reggio è città difficile, come tante altre, ma per chi la ama non ha eguali, si tratta solo di amarla sempre senza essere autolesionisti. E fare, fare, fare...
Pur non concordando rispetto la tua visione.
Io però ho, di prima mano e quotidianamente, un' altra visione senza tutta questa depressione.
Dipende da ciò che si vuole fare, dalle ambizioni, dal tipo di lavoro, da quanto vuoi usare i fendinebbia, da quanto i riscaldamenti, da quanti maglioni devi indossare, dalla qualità della vita che cerchi, e cmq io non sceglierei mai una grande città o metropoli (de gustibus :wink ) ecc... ecc... . Dipende, dipende sempre.
Una cosa dovrebbe essere obbligata, a mio avviso, se vai via devi tagliare sennò rimani sempre un pò di qua e un pò di là, nè carne nè pesce. E non aiuta nel nuovo cammino da intraprendere.
Per rimanere in tema di depressione.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da aquamoon » 11/09/2011, 13:48

SilkDressedPig ha scritto:
aquamoon ha scritto:
rca ha scritto:Ma le maestre dove sono?
Erano già tutte emigrate.
E' per questo che il nostro piccolo eroe del suo mondo non ha ricevuto da piccolo quell'educazione che l'avrebbe portato ad essere meno irruente, presuntuoso e senza considerazione per chi, magari non essendone entusiasto, vuoi per motivi familiari/economici, vuoi per motivi filosofici ha deciso di rimanere in trincea.
Mio nonno mi raccontava spesso di un suo amico che, trasferito a Roma (trasferito non trasferitosi), dopo un mese parlava romanesco e dopo sei diceva (a Roma) di essere di lontane ed indistinte origini calabresi.
:salut
Che considerazione hai di chi ti definisce coniglio?

Sul resto manco ti rispondo, non bali a pena
Le maestre, quando ancora c'erano, insegnavano il rispetto.
Rispetto per chi, fortunato, viveva un tenore di vita superiore al nostro e per chi, sfortunato, stava peggio di noi.
Tentare solamente di rubricare a buoni o cattivi chi emigra o rimane è, per definizione, insensato.
Avrebbe senso qualora si parlasse di una persona nota, della quale si sa tutto e con la quale, magari, si è condivisa un pezzo di vita. Dare dell'eroe o del vigliacco senza nemmeno conoscerne il loro vissuto è più o meno come abbaiare alla Luna e parteggiare per l'una o l'altra tesi è come decidere sul sesso degli angeli.
Coniglio? E perchè mai? Ti riferisci a cosa? Iperattività sessuale? Velocità? Morbidezza? Coccolosità?
Magari, aggiungendo qualche parola (è un Forum... non sono parole crociate ed è consentito andare oltre le semplici definizioni) potrei capire di più... ma non bali a pena.
:salut

I migliori non sono quelli che partono o rimangono, i migliori sono quelli che guardandosi allo specchio la mattina si radono senza sputarsi in faccia.
Questo vale per chi ha dovuto o voluto andare da un'altra parte. I migliori non hanno residenza e la residenza, da sola, non migliora nessuno. Un mediocre sarà mediocre dappertutto.
:salut
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da doddi » 11/09/2011, 13:51

aquamoon ha scritto:
SilkDressedPig ha scritto:
aquamoon ha scritto:
Erano già tutte emigrate.
E' per questo che il nostro piccolo eroe del suo mondo non ha ricevuto da piccolo quell'educazione che l'avrebbe portato ad essere meno irruente, presuntuoso e senza considerazione per chi, magari non essendone entusiasto, vuoi per motivi familiari/economici, vuoi per motivi filosofici ha deciso di rimanere in trincea.
Mio nonno mi raccontava spesso di un suo amico che, trasferito a Roma (trasferito non trasferitosi), dopo un mese parlava romanesco e dopo sei diceva (a Roma) di essere di lontane ed indistinte origini calabresi.
:salut
Che considerazione hai di chi ti definisce coniglio?

Sul resto manco ti rispondo, non bali a pena
Le maestre, quando ancora c'erano, insegnavano il rispetto.
Rispetto per chi, fortunato, viveva un tenore di vita superiore al nostro e per chi, sfortunato, stava peggio di noi.
Tentare solamente di rubricare a buoni o cattivi chi emigra o rimane è, per definizione, insensato.
Avrebbe senso qualora si parlasse di una persona nota, della quale si sa tutto e con la quale, magari, si è condivisa un pezzo di vita. Dare dell'eroe o del vigliacco senza nemmeno conoscerne il loro vissuto è più o meno come abbaiare alla Luna e parteggiare per l'una o l'altra tesi è come decidere sul sesso degli angeli.
Coniglio? E perchè mai? Ti riferisci a cosa? Iperattività sessuale? Velocità? Morbidezza? Coccolosità?
Magari, aggiungendo qualche parola (è un Forum... non sono parole crociate ed è consentito andare oltre le semplici definizioni) potrei capire di più... ma non bali a pena.
:salut

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Questo vale per chi ha dovuto o voluto andare da un'altra parte. I migliori non hanno residenza e la residenza, da sola, non migliora nessuno. Un mediocre sarà mediocre dappertutto.
:salut
Se insieme alle maestre ci sono anche le famiglie... direi tanto meglio.

Condivido il resto :thumright
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da SilkDressedPig » 11/09/2011, 13:55

aquamoon ha scritto:
Le maestre, quando ancora c'erano, insegnavano il rispetto.
Rispetto per chi, fortunato, viveva un tenore di vita superiore al nostro e per chi, sfortunato, stava peggio di noi.
Tentare solamente di rubricare a buoni o cattivi chi emigra o rimane è, per definizione, insensato.
Avrebbe senso qualora si parlasse di una persona nota, della quale si sa tutto e con la quale, magari, si è condivisa un pezzo di vita. Dare dell'eroe o del vigliacco senza nemmeno conoscerne il loro vissuto è più o meno come abbaiare alla Luna e parteggiare per l'una o l'altra tesi è come decidere sul sesso degli angeli.
Coniglio? E perchè mai? Ti riferisci a cosa? Iperattività sessuale? Velocità? Morbidezza? Coccolosità?
Magari, aggiungendo qualche parola (è un Forum... non sono parole crociate ed è consentito andare oltre le semplici definizioni) potrei capire di più... ma non bali a pena.
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Da quanto scrivi si evince che non hai letto bene quanto scritto e che sei d'accordo con me ma non lo sai. Forse hai sbagliato a quotare...

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da EktorBaboden » 11/09/2011, 13:59

doddi ha scritto:Per la prima volta mi affaccio :see:

Il topic parla di tutto, dalle (solite) contestazioni a sfondo politico, a ciò che dovrebbe essere e non è, al vivere la città da chi cerca di arrangiarsi in loco e da chi da lontano ha un naturale rapporto di odio amore.

A meno che uno non nasca e cresca con l'innato bisogno di fare il giramondo, di essere cittadino di qualsiasi posto senza distinzione di sorta, andare via dalla città in cui si è nati e cresciuti è a mio avviso una sorta di sconfitta e retrocessione personale, obbligata ed amara. Ad ogni buon conto sono scelte naturali e/o obbligate, molto più spesso.
Altro sarebbe invece andar via a 18 anni sarebbe tutto più naturale e meno traumatico.
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Dal punto di vista tecnico: se sei andato fuori e non riesci a portare a casa almeno 3.500 euro mese in un nucleo familiare o minimo 2.000 e qualcosa, se vivi da solo, la vita diventa un'inferno davvero e la depressione, là sì, è enorme.

Queste mie considerazioni non sono campate in aria, ma nascono da esperienze personali, che mi hanno dato modo di vedere entrambe le realtà attraverso le tante persone incontrate durante la mia fase di vita trascorsa lontano da Reggio.

Io ci sono tornato, e non sono pentito ... avrei potuto scegliere diversamente, ma sin dall'inizio di quell'esperienza la mia intenzione era quella, e a dire il vero ci stavo anche bene, per cui scelta effettuata in piena tranquillità tra due cose che erano entrambe positive, senza condizionamenti di sorta a sfondo obbligazionale o costrittivo.
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Reggio è città difficile, come tante altre, ma per chi la ama non ha eguali, si tratta solo di amarla sempre senza essere autolesionisti. E fare, fare, fare...
Quoto anche le virgole! :beer:
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da Mariotta » 11/09/2011, 14:16

EktorBaboden ha scritto:
doddi ha scritto:Per la prima volta mi affaccio :see:

Il topic parla di tutto, dalle (solite) contestazioni a sfondo politico, a ciò che dovrebbe essere e non è, al vivere la città da chi cerca di arrangiarsi in loco e da chi da lontano ha un naturale rapporto di odio amore.

A meno che uno non nasca e cresca con l'innato bisogno di fare il giramondo, di essere cittadino di qualsiasi posto senza distinzione di sorta, andare via dalla città in cui si è nati e cresciuti è a mio avviso una sorta di sconfitta e retrocessione personale, obbligata ed amara. Ad ogni buon conto sono scelte naturali e/o obbligate, molto più spesso.
Altro sarebbe invece andar via a 18 anni sarebbe tutto più naturale e meno traumatico.
Essere estraneo nella propria città pensando ogni volta che c'è qualche ora libera a come integrarsi o a come andare a passare quel we senza aver soldi a sufficienza per far sì che ne vale davvero la pena e la fatica, o rinchiudersi nel solito circoletto di "emigranti come te" che dovrebbero facilitarti il non ricordo o lenirne gli effetti.

Dal punto di vista tecnico: se sei andato fuori e non riesci a portare a casa almeno 3.500 euro mese in un nucleo familiare o minimo 2.000 e qualcosa, se vivi da solo, la vita diventa un'inferno davvero e la depressione, là sì, è enorme.

Queste mie considerazioni non sono campate in aria, ma nascono da esperienze personali, che mi hanno dato modo di vedere entrambe le realtà attraverso le tante persone incontrate durante la mia fase di vita trascorsa lontano da Reggio.

Io ci sono tornato, e non sono pentito ... avrei potuto scegliere diversamente, ma sin dall'inizio di quell'esperienza la mia intenzione era quella, e a dire il vero ci stavo anche bene, per cui scelta effettuata in piena tranquillità tra due cose che erano entrambe positive, senza condizionamenti di sorta a sfondo obbligazionale o costrittivo.
La vita è dura ed è fatta di scelte...

Reggio è città difficile, come tante altre, ma per chi la ama non ha eguali, si tratta solo di amarla sempre senza essere autolesionisti. E fare, fare, fare...
Quoto anche le virgole! :beer:

si perchè tu passi il tuo tempo a sforzarti di integrarti? :mrgreen: o vai a farti i il we senza soldi a sufficienza?
Oppure ti senti sconfitto e retrocesso personalmente?
Per me non è così, e anche se ogni tanto frequento emigrati come me per trovare a mia figlia un marito che mi aggrada e fondamentalmente terrone(vedi il figlio di Langino)...mi piace frequentare, fare conoscenza e trarre esperienza anche dai nativi del luogo.
:scrolleye:
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da aquamoon » 11/09/2011, 14:24

SilkDressedPig ha scritto:
Da quanto scrivi si evince che non hai letto bene quanto scritto e che sei d'accordo con me ma non lo sai. Forse hai sbagliato a quotare...
Da come l'hai presa (mi riferisco al "coniglio") si evince che non hai mai letto quanto scrivo sulla Città e sui suoi abitanti.
Ribadisco: i cataloghi lasciano il tempo che trovano, la merce va toccata con mano, descrizioni esaustive non esistono e nessuno, per definizione, è meglio di un altro... emigranti e non, compresi.
:salut
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da onlyamaranto » 11/09/2011, 14:29

aquamoon ha scritto:I migliori non sono quelli che partono o rimangono, i migliori sono quelli che guardandosi allo specchio la mattina si radono senza sputarsi in faccia.
Questo vale per chi ha dovuto o voluto andare da un'altra parte. I migliori non hanno residenza e la residenza, da sola, non migliora nessuno. Un mediocre sarà mediocre dappertutto.
Perfetto! :salut

Aggiungo che a mio parere che sceglie di andarsene non solo non è criticabile, ma è degno di considerazione maggiore, andarsene è molto più difficile che restare.

"...e qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure... "

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da sgabuzzone » 11/09/2011, 14:32

rca ha scritto:
Regmi ha scritto:
....Per quello che vale e giusto giusto perchè ho partecipato alla discussione e non per altro :thumleft
Ma guarda caro regmi, per conto mio è tutto molto semplice: se si evita di fare il solito calderone non si scatena nulla.
C'è chi -statale maggiormente- è andato via per concorso e tornando in ferie non trova altri motivi oltre la famiglia per ritornare a vivere qui: io non mi sento di condannarlo o etichettarlo in nessun modo. Così come non ho necessità di sentirmi santificare o beare perchè resto qui a cercare nel mio piccolo di cambiare mentalità ormai radicate da decenni e decenni, anche perchè la corda è tirata quasi al massimo: quando si spezza mi restano solo due alternative, una delle quali è prendere la mia valigia e sgommare. qualsiasi altra ipotesi non legata al mio lavoro vorrebbe dire buttare nel cesso anni di soldi, sacrifici, studi e tutto il resto. E, non avendo una mia famiglia, prima di buttare tutto nel cesso provo a farmi valere in altro luogo.
Chi la vede diversamente da me non è nè migliore nè peggiore, ha tutta la libertà di scegliere come vivere la propria vita.
quoto! :salut
Cosa pretendi da un paese, che ha la forma di una scarpa? (cit.)

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da Regmi » 11/09/2011, 16:01

rca ha scritto:
Regmi ha scritto:
....Per quello che vale e giusto giusto perchè ho partecipato alla discussione e non per altro :thumleft
Ma guarda caro regmi, per conto mio è tutto molto semplice: se si evita di fare il solito calderone non si scatena nulla.
C'è chi -statale maggiormente- è andato via per concorso e tornando in ferie non trova altri motivi oltre la famiglia per ritornare a vivere qui: io non mi sento di condannarlo o etichettarlo in nessun modo. Così come non ho necessità di sentirmi santificare o beare perchè resto qui a cercare nel mio piccolo di cambiare mentalità ormai radicate da decenni e decenni, anche perchè la corda è tirata quasi al massimo: quando si spezza mi restano solo due alternative, una delle quali è prendere la mia valigia e sgommare. qualsiasi altra ipotesi non legata al mio lavoro vorrebbe dire buttare nel cesso anni di soldi, sacrifici, studi e tutto il resto. E, non avendo una mia famiglia, prima di buttare tutto nel cesso provo a farmi valere in altro luogo.
Chi la vede diversamente da me non è nè migliore nè peggiore, ha tutta la libertà di scegliere come vivere la propria vita.

Appunto!
Come prima dicevo sono i toni e i crudi appellativi, che tu chiami etichette, che hanno stimolato quella riflessione.
Il rifiutarsi di provare a capire le ragioni/motivazioni dell’altro che genera una completa incomunicabilità su un tema che tocca tutti.
Il rifiutarsi di capire che una rondine non fa primavera e che il nido comune non è in grado di ospitare tutti (costrizione e non fuimentu)
Il rifiutarsi di capire che, comunque, viene rappresentato il fallimento della nostra Terra che non è in grado di trattenere i propri figli o, nel secondo caso, di farli vivere dignitosamente prospettandogli un futuro decente.
Perché?

Credo che nessuno possa sbandierare il proprio vessillo al vento. Ma, caso mai, esporre i drappi viola che solo per un breve periodo (e mi riferisco alle prospettive) erano stati rimossi.
:salut
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da SilkDressedPig » 12/09/2011, 8:29

aquamoon ha scritto:
SilkDressedPig ha scritto:
Da quanto scrivi si evince che non hai letto bene quanto scritto e che sei d'accordo con me ma non lo sai. Forse hai sbagliato a quotare...
Da come l'hai presa (mi riferisco al "coniglio") si evince che non hai mai letto quanto scrivo sulla Città e sui suoi abitanti.
Ribadisco: i cataloghi lasciano il tempo che trovano, la merce va toccata con mano, descrizioni esaustive non esistono e nessuno, per definizione, è meglio di un altro... emigranti e non, compresi.
:salut

Boh! Mi sembra si sia perso il bandolo.....
Ti vorrei far notare che la discussione è nata da un utente che ha cominciato a definire conigli coloro i quali sono andati via, come avrei/avremmo dovuto prenderla?
Anzi avrei potuto essere molto più duro circa i risultati della dolorosa scelta, ma ho preferito ironizzare sul ruolo di eroe che il nostro sente di ricoprire.

Poi c'è chi parla a sproposito (dov'è la novità...) di depressioni varie senza conoscere, senza sapere. Personalmente ci sono stati periodi in cui il distacco mi ha pesato parecchio, ma ora sono giunto ad un'età in cui è possibile confrontare i risultati della mia scelta con quella dei coetanei che sono rimasti. E non c'è paragone. A Reggio che puoi fare? O lavori nel pubblico o ti apri un negozietto e cerchi distrazioni alla noia...non rientra nella mia indole, decisamente. Piuttosto di Reggio vivo gli aspetti positivi scendendo in vacanza. Esempio: mi stuzzica vedere la partita Reggina-Pescara di sabato. Mi sono prenotato un aereo e venerdì sarò a Reggio. Dov'è il problema? 1 ora di volo e sono a casa, mica mi trovo al polo nord... Meglio di così... D'altro canto però non sono costretto a vivermi i problemi di Reggio. Esempio: ho intuito che sarebbe stata un'estate fallimentare causa mangiatari e mi sono prenotato un aereo per il kenya limitando la permanenza a reggio a soli 5gg. Non so se sono stato spiegato. Non cambierei la possibilità di fare quello che voglio quando voglio per niente al mondo. E questa possibilità me la sono conquistata grazie a scelte coraggiose e scomode di cui oggi godo i frutti. Ogni mattina quando mi sveglio mi bacio allo specchio e mi ringrazio per aver avuto l'arguzia giusta a 18 anni e per averla confermata a 25 quando ho trovato lavoro a tempo indeterminato a reggio nel mio settore sotto casa (ci andavo a piedi pe capisse...), ma vivevo nella sensazione di inadeguatezza del contesto rispetto alle mie ambizioni e possibilità, così ho preso l'aereo (spiego per altri: sai quel coso con le ali che vola e ti porta da una parte all'altra in poco tempo) e sono andato dove il mio percorso aveva un senso.

Questo per dire che non c'è nessuno che la vive meglio degli emigrati che vivono la loro quotidianità in contesti civili in cui i diritti ed i servizi non sono una chimera (leggi qualità della vita) e vivono i disagi del quarto mondo reggino (possibile grazie a politici delinquenti ed ai loro amici conniventi... capisci ammè) solo in vacanza trovandoli quindi molto più sopportabili. L'atteggiamento più corretto dovrebbe essere quello della strafottenza: vi piaci cusì, e scialativi! A mia chi mi ndi futti nautri 5 jorna mi ndi vaju...

E invece no, perchè chi vive fuori è istintivamente portato a fare confronti e si avvelena. Per non parlare poi delle sollecitazioni cui è sottoposto, e mi riferisco ai commenti poco carini sui conterranei che spesso si ascoltano. E ti viene rabbia, potrebbe non fregartene niente ma invece ti dispiace per i tuoi concittadini e così cerchi di risvegliare coscienze assopite da decenni aprendo l'argomento tra amici, parlandone in un forum.

Ma non per una questione di amore/odio nei confrnti della propria città, ma per il dispiacere nei confronti di chi ad esempio se la prende con la gente di provincia insultandola per le condizioni in cui versa la città piuttosto che prendersela con i suoi compari politici di cui è connivente. Queste logiche mi fanno tristezza. In un contesto civile come Parma stanno facendo ferro e fuoco per molto meno. In un contesto mafioso come quello di Reggio la colpa è dei paesani zaurdi (che poi è esattamente come sono visti loro quando dal paese Reggio vengono in una metropoli...quindi gli amici della provincia non se la prendano...).

In definitiva nessuno è meglio di un altro, è chiaro. Ma questo dovresti spiegarlo a chi, di fronte ad amare considerazioni sulle condizioni della città comincia ad insultare parlando di conigli e depressioni. A quel punto ti vedi costretto a rispondere perchè se no magari i fessacchiotti montati restano nelle loro convinzioni ed il pettegolezzo si sa come vola di bocca in bocca in un paese.

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da pellarorc » 12/09/2011, 9:42

EktorBaboden ha scritto:
Lui è uno di quelli che ha vergogna a portare la ragazza in giro per reggio. lui è uno di quelli che critica (predica bene) ma razzola male in quanto porta i suoi denari milanesi sudati a lidi di dubbia proprietà. Lui è uno di quelli che non sa un cavolo su come l'isolamento del sud è volontario da parte dei nostri governanti (padani) perché tanti anni addietro fummo concepiti come una colonia, che acquista beni dello stato principale, che fa puntualmente vincere (sempre i voti del sud sono decisivi) i governi in carica. Infatti i governi sono sempre sostenuti per mezzo dei voti delle colonia (è la storia). Lui è uno di quelli che pur migliorando giornalmente non fa niente per migliorare i suoi posti, anzi critica critica critica e bla bla bla bla...
Guarda nn ti rispondo neanche Ektor perchè perderei solo tempo.

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da pellarorc » 12/09/2011, 9:56

doddi ha scritto:Per la prima volta mi affaccio :see:

Il topic parla di tutto, dalle (solite) contestazioni a sfondo politico, a ciò che dovrebbe essere e non è, al vivere la città da chi cerca di arrangiarsi in loco e da chi da lontano ha un naturale rapporto di odio amore.

A meno che uno non nasca e cresca con l'innato bisogno di fare il giramondo, di essere cittadino di qualsiasi posto senza distinzione di sorta, andare via dalla città in cui si è nati e cresciuti è a mio avviso una sorta di sconfitta e retrocessione personale, obbligata ed amara. Ad ogni buon conto sono scelte naturali e/o obbligate, molto più spesso.
Altro sarebbe invece andar via a 18 anni sarebbe tutto più naturale e meno traumatico.
Essere estraneo nella propria città pensando ogni volta che c'è qualche ora libera a come integrarsi o a come andare a passare quel we senza aver soldi a sufficienza per far sì che ne vale davvero la pena e la fatica, o rinchiudersi nel solito circoletto di "emigranti come te" che dovrebbero facilitarti il non ricordo o lenirne gli effetti.

Dal punto di vista tecnico: se sei andato fuori e non riesci a portare a casa almeno 3.500 euro mese in un nucleo familiare o minimo 2.000 e qualcosa, se vivi da solo, la vita diventa un'inferno davvero e la depressione, là sì, è enorme.

Queste mie considerazioni non sono campate in aria, ma nascono da esperienze personali, che mi hanno dato modo di vedere entrambe le realtà attraverso le tante persone incontrate durante la mia fase di vita trascorsa lontano da Reggio.

Io ci sono tornato, e non sono pentito ... avrei potuto scegliere diversamente, ma sin dall'inizio di quell'esperienza la mia intenzione era quella, e a dire il vero ci stavo anche bene, per cui scelta effettuata in piena tranquillità tra due cose che erano entrambe positive, senza condizionamenti di sorta a sfondo obbligazionale o costrittivo.
La vita è dura ed è fatta di scelte...

Reggio è città difficile, come tante altre, ma per chi la ama non ha eguali, si tratta solo di amarla sempre senza essere autolesionisti. E fare, fare, fare...
mi è piaciuto questro intervento.

ciesse
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da ciesse » 03/10/2011, 15:36

Stamattina saltuaria occhiata a Mediaworld a Porto Bolaro:
Chiuso per 2 giorni??
Ne sapete niente??

fred2010
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da fred2010 » 03/10/2011, 23:20

ciesse ha scritto:Stamattina saltuaria occhiata a Mediaworld a Porto Bolaro:
Chiuso per 2 giorni??
Ne sapete niente??


Scusa Ciesse, ma a meno che tu non abbia letto CHIUSO PER FALLIMENTO o OUT OF BUSINESS ecc ecc, sei abbastanza OT rispetto all'argomento, non ti pare?

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da ciesse » 04/10/2011, 6:38

fred2010 ha scritto:
ciesse ha scritto:Stamattina saltuaria occhiata a Mediaworld a Porto Bolaro:
Chiuso per 2 giorni??
Ne sapete niente??


Scusa Ciesse, ma a meno che tu non abbia letto CHIUSO PER FALLIMENTO o OUT OF BUSINESS ecc ecc, sei abbastanza OT rispetto all'argomento, non ti pare?

@fred2010
Forse sono andato OT e di questo mi scuso, ma in questo periodo vedo tutto nero e ho i brividi quando leggo notizie come questa:

http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86" onclick="window.open(this.href);return false;

:cry:

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da fred2010 » 04/10/2011, 18:55

ciesse ha scritto:
fred2010 ha scritto:
ciesse ha scritto:Stamattina saltuaria occhiata a Mediaworld a Porto Bolaro:
Chiuso per 2 giorni??
Ne sapete niente??


Scusa Ciesse, ma a meno che tu non abbia letto CHIUSO PER FALLIMENTO o OUT OF BUSINESS ecc ecc, sei abbastanza OT rispetto all'argomento, non ti pare?

@fred2010
Forse sono andato OT e di questo mi scuso, ma in questo periodo vedo tutto nero e ho i brividi quando leggo notizie come questa:

http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86" onclick="window.open(this.href);return false;

:cry:
Scusa ma vieni dalla Luna? no te lo chiedo perchè come fai a non pensare che il buco se c'è (e ti assicuro che c'è) è frutto di politiche gestionali che sono poco affini con piani industriali e molto cugine delle logiche clientelari.....prima o poi i debiti s'hannu a pavari, o no?
Cmq, relax yourself, tanto è solo rumore per giustificare l'aumento dei tagliandi del parcheggio e dei biglietti del bus, il resto è fuffa. :p:

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da cozzina1 » 04/10/2011, 18:58

io sono stata da media world domenica pomeriggio....c'era un biglietto con le scuse per la chiusura....assicurando comunque la riaperturà lunedi alle 14,00...io ho pensato solo a inventario.... :???:
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
Cesare Beccaria
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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da ciesse » 04/10/2011, 19:09

cozzina1 ha scritto:io sono stata da media world domenica pomeriggio....c'era un biglietto con le scuse per la chiusura....assicurando comunque la riaperturà lunedi alle 14,00...io ho pensato solo a inventario.... :???:
ho letto anch'io il biglietto,
ma la domenica è anche la giornata di maggiore afflusso nei centri commerciali...
le file alle casse....

Resta il fatto che sento solo voci negative:
alle 10 mi dicono Mauro chiude...
alle 13 che Taxi boutique sta chiudendo...

forse sono io che non riesco a sentire voci positive,
ma almeno in questo forum è possibile trovare qualcuno con notizie positive???

:fifi:

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Re: La Grande Depressione di Reggio

Messaggio da cozzina1 » 04/10/2011, 19:12

ciesse ha scritto:
cozzina1 ha scritto:io sono stata da media world domenica pomeriggio....c'era un biglietto con le scuse per la chiusura....assicurando comunque la riaperturà lunedi alle 14,00...io ho pensato solo a inventario.... :???:
ho letto anch'io il biglietto,
ma la domenica è anche la giornata di maggiore afflusso nei centri commerciali...
le file alle casse....

Resta il fatto che sento solo voci negative:
alle 10 mi dicono Mauro chiude...
alle 13 che Taxi boutique sta chiudendo...

forse sono io che non riesco a sentire voci positive,
ma almeno in questo forum è possibile trovare qualcuno con notizie positive???

:fifi:
io stò bene grazie....scusa..ma mi è venuto spontaneo... :wink
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