L'Ignoranza fiscale.......Befera corregge!!!

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ERIK LARSSON ©
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L'Ignoranza fiscale.......Befera corregge!!!

Messaggio da ERIK LARSSON © » 02/04/2012, 20:49

Per fortuna lo si era anticipato molto prima che l'insipienza di chi parla economia e di fisco, senza aver mai masticato di tale materia, compresi i politicanti di sinistra, rischia di contagiare il popolo bue. Cosi oggi lo conferma il direttore dell'Agenzia delle Entrate. Tutto quello che si era detto sull'evasione, minkiate su minkiate, di giornalisti e insipienti.

Befera interviene sui dati Irpef: è sbagliato paragonare datori e dipendenti



Fare un paragone tra il reddito medio dichiarato dagli imprenditori e quello dei dipendenti è un po' come mettere accanto le mele con le pere. Fare la media, in questo caso, non ha valore statistico. Si rischia di strumentalizzare queste informazioni, creando una contrapposizione «tra Guelfi e Ghibellini». È questo in sintesi il messaggio che il numero uno dell'agenzia delle Entrate Attilio Befera ha lanciato oggi da Napoli. «Se non cambia il modo di vedere l'evasione la battaglia - ha spiegato Befera - non si vince. A volte sento dei sondaggi in cui l'80% degli intervistati si dice contro l'evasione ma allora chi è che evade? Tutti pensano che a evadere sia l'altro».

I dipendenti guadagnano di più degli imprenditori
Ieri il dipartimento delle Finanze ha reso note le statistiche sulle dichiarazioni delle persone fisiche (irpef) relative all'anno d'imposta 2010, a sei mesi dal termine di presentazione (settembre 2011). È emerso che i lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 41.320 euro. Gli imprenditori guadagnano 18.170 euro, contro i 19.810 euro dei lavoratori dipendenti. Per i pensionati l'ammontare è di 14.980 euro.
Befera: sbagliato paragonare datori di lavoro e dipendenti
«Quei dati non sono statistici ma un'elencazione di redditi e di soggetti che hanno dichiarato. Fare la media è completamente sbagliato e non ha nessun valore statistico». È quanto ha detto il direttore dell'agenzia delle Entrate Attilio Befera intervenendo a Napoli a un convegno promosso dall'università Federico II sul tema «Evasione fiscale, corruzione e riciclaggio». «Il valore statistico - ha spiegato Befera - si ottiene usando una metodologia che tenga conto delle rispettive realtà. È sbagliato comparare - ha concluso il numero uno dell'agenzia delle Entrate - datori di lavoro ai dipendenti. Non si devono usare quei dati per contrapporre i guelfi ai ghibellini».
Lupi (Tor Vergata): bisogna capire bene i termini fiscali
Secondo Raffaello Lupi, professore di diritto tributario all'università di Roma Tor Vergata, il problema è quello di sviscerare il linguaggio utilizzato dal fisco, per comprendere che cosa si cela dietro il singolo termine. Ad esempio, secondo Lupi, il dato degli imprenditori racconta solo una categoria: quella dei piccoli soggetti, i negozianti e gli artigiani, la partite Iva individuali. Il grande imprenditore o il manager agiscono sempre attraverso una società. In queste ipotesi andrebbe preso in considerazione, in realtà, il reddito medio d'impresa, che, stando alla fotografia dei contribuenti italiani scattata dal Tesoro, sale a circa 22mila euro.

Evasione, Befera: «Serve il cambiamento culturale»
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate promette nuovi controlli mirati.
Attilio Befera guida l'Agenzia delle entrate.

Attilio Befera guida l'Agenzia delle entrate.

No alle contrapposizioni «tra guelfi e ghibellini», piuttosto «un cambio della cultura per superare l'emergenza dell'evasione».
Il giorno dopo la pubblicazione delle statistiche sulle ultime dichiarazioni dei redditi, il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, sottolinea quanto sia «errato» fare delle medie, mettendo una categoria contro un'altra, quando invece c'è da vincere «la sfida» contro l'evasione.
CAMUSSO: MENO CARICHI SUI DIPENDENTI. Anche per gli artigiani di Mestre il rischio è quello di «chiavi interpretative fuorvianti».
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, torna a chiedere di «ridurre il carico su lavoratori dipendenti e pensionati», mentre per il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, occorre far pagare meno tasse a chi le paga.
MARCEGAGLIA: ABBASSARE LE TASSE. Secondo il presidente uscente degli industriali è un «dato chiaramente non positivo» il fatto che ci siano degli imprenditori che guadagnano meno dei loro dipendenti, secondo quanto emerge dalle statistiche sulle dichiarazioni fiscali del 2011.
«La lotta all'evasione fiscale deve continuare, ma gli introiti devono essere utilizzati per abbassare le tasse a chi già le paga», ha sottolineato.
EVASIONE, PROBLEMA CULTURALE. Di evasione ha parlato anche Befera, facendo presente che è «un'emergenza che esiste da tempo contro la quale negli ultimi tre anni Agenzia delle Entrate e guardia di finanza hanno ottenuto risultati di livello. Ma serve un cambiamento culturale».
Befera riferisce ancora: «Ormai abbiamo diminuito i controlli perché siamo in grado di andare in modo sempre più mirato e scientifico sull'evasore e abbiamo specializzato i nostri uomini in base alla tipologia dei contribuenti, che vanno dal panettiere al piccolo artigiano fino alle grandi banche».
DI PIETRO: SERVONO MISURE D'EMERGENZA. Parla di evasione come di emergenza anche il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, sottolineando che, come tale, deve essere contrastata «con misure emergenziali vere. Bisogna decidere che la grande evasione fiscale merita la stessa urgenza e la stessa determinazione con cui si combatté a suo tempo il terrorismo».
ATTENZIONE AL CONFRONTO DEI DATI. Un'ipotesi lanciata qualche tempo fa anche dal Garante della Privacy Francesco Pizzetti. Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, commenta infine i dati sui redditi.
«Attenti», dice, «a dare chiavi interpretative fuorvianti e non corrispondenti alla realtà. Le comparazioni vanno fatte tra soggetti omogenei, per esempio tra artigiani e i loro dipendenti. Se confrontiamo il reddito di un dipendente metalmeccanico con quello del suo titolare artigiano, quest'ultimo dichiara oltre il 40% in più, con buona pace di chi vuole etichettare gli imprenditori come un popolo di evasori».




Rimando il forumino semplice al post dal titolo: "lo scontrino" evidenziando ciò che ha postato il sottoscritto:

"....L'evasione non si misura sugli scontrini (ricavi dichiarati) ma sulla differenza tra ricavi (scontrini rilasciati) e costi. Quello che non sai, ma è insipienza del 99% degli intervenuti nel post, alcuni addirittura si sono punti, come nella sezione tifoamaranto (vedi allenatori di calcio, ex calciatori), è che l'evasione si misura settorialmente.
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