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Italia declassata

Notizie dal mondo e dalla città: curiosità, fatti, cronaca...

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Re: Italia declassata

Messaggioda pellarorc » 21/09/2011, 10:30

doddi ha scritto:
pellarorc ha scritto:Ieri sera BelPietro ne ha dette di ogni.
La colpa secondo lui è dei sindacati!!!! addirittura!! questi comunisti dei sindacati.

S&P è apolitica.
S&P ha anche sbagliato in passato con Parmalat ma un azienda è una cosa e uno stato è un altra. E poi le azienda nascondono moooolto meglio ciò che succede dietro.
S&P ha declassato l'italia per milla motivi tra cui il governo. L'indecenza, l'immobilità, la fragilità di questo governo.

Ma vogliamo dire che è dal 2003 che l'italia viene declassata? Vogliamo dire che questo governo che ha governato per la maggiorparre di questi anni nn ha fatto nulla di buono?

se siamo al punto AA+ e in 7 anni continuiamo con AA- A+ e ora A- e Berlusconi ha governato per tutto questo tempo di chi deve essere la colpa? Ma fosse anche per altre mille motivi , il governo cmq non è riuscito ad arginare il problema.

Quindi di che stiamo parlando? E poi..una volta per tutte, possiamo dire che Prodi aveva anticipato il tutto cercando di mettere i conti a posto? Gli italiani, cretini, non gli hanon creduto e ora si piange!!!


Con Parmalat, come con Lehman, S&P non ha sbagliato, ha contribuito a realizzare una truffa per migliaia di risparmiatori, contribuendo a mandare in crisi l'intero sistema economico, ed infatti ci sono cause in corso in Italia e USA.





ok ma questo che c'entra con il governo italiano?
se S&P non declassava l'italia, lo faceva moodys prima o qualcun'altra.
e poi declassamento o no siamo cmq nella merda per colpa di un nano che nn conosce vergogna e con le sue convinzioni vuol mandare gli italiani a ......
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Re: Italia declassata

Messaggioda UnVeroTifoso » 21/09/2011, 10:38

pellarorc ha scritto:... per colpa di un nano che nn conosce vergogna e con le sue convinzioni vuol mandare gli italiani a ......



Probabilmente agli italiani piace... facciamocene una ragione. :thumright
"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
Ccà non crisci chi erba, erba, erba"
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Re: Italia declassata

Messaggioda citrosodina » 21/09/2011, 10:41

BERLINO - "Bunga bunga Berlusconi ci farà affondare tutti in un aggravamento della crisi dell'euro? E'il peggior capo di governo d'Europa". L'interrogativo e l'accusa, sparate online dal sito della Bild 1, il quotidiano più letto d'Europa, riassume ed estremizza con efficacia il durissimo giudizio tedesco. Come Standard&Poor sottolinea il problema dell'Italia è soprattutto politico, ma Berlusconi ancora una volta sembra non saper far nulla di meglio che inveire. Ecco in sostanza il giudizio a caldo dei massimi media tedeschi, appena uscito nelle loro edizioni online a commento del declassamento dell'Italia da parte della grande agenzia di rating internazionale e soprattutto delle reazioni del presidente del Consiglio. Un giudizio sparato in apertura o tra i primi titoli dei siti, che unisce trasversalmente media conservatori, liberal e progressisti, testate filogovernative o critiche verso l'esecutivo. E che fornisce una conferma drammatica del pessimo rating politico di Berlusconi agli occhi dell'establishment della prima potenza europea.
"Standard&Poor ammonisce che l'insufficienza di riforme e la prospettiva di instabilità politica sono problematiche, ma a Berlusconi mancano ravvedimento, giudizio, ragione, per cui la sua reazione è semplicemente quella di inveire contro l'agenzia di rating accusando i media e parlando di decisione fuori dalla realtà e mossa da motivazioni politiche", sottolinea Spiegel online 3. Il quale sottolinea in modo impietoso i dati del debito sovrano italiano e della debole crescita economica. Non meno duro il giudizio della Sueddeutsche 4. Il sito del quotidiano liberal di Monaco sottolinea che il downgrading è "un duro colpo al governo Berlusconi e alla sua lotta contro l'alto debito pubblico", anche se non soprattutto perché Standard&Poor mette sotto accusa la perdurante incertezza politica a Roma. Berlusconi, commenta la Sueddeutsche, "reagisce sfrenato".
Di "duro colpo all'Italia" parla la liberalconservatrice Frankfurter Allgemeine 5. Il declassamento deciso dall'agenzia, nota, sottolinea l'insufficienza di riforme e le carenze della manovra, e il premier reagisce subito con accuse. Die Welt, quotidiano conservatore e filogovernativo di qualità dell'editoriale Springer 6 mette in rilievo come "attualmente Silvio Berlusconi non appare in grado di far uscire il paese dalla crisi". Spietato, anche con le immagini, Bild online 7. Apre la sezione economia con una foto, con un euro spaccato in fotomontaggio al centro del tricolore e un'immagine di Berlusconi colto in una smorfia. Bunga bunga Berlusconi ci tirerà tutti a fondo?, si chiede l'articolo di Bild online. Ricorda il peso del debito pubblico italiano, cita i sondaggi di Repubblica sul crollo di popolarità del Cavaliere, e sottolinea le critiche italiane e internazionali alla sua politica economica e di bilancio. Non solo: definisce Berlusconi "il peggior capo di governo d'Europa" e racconta ancora una volta ai lettori gli scandali sessuali, il suo vantarsi (nelle note registrazioni) di aver posseduto otto donne, i processi a suo carico. Nuovo colpo per l'euro, dice ancora Bild, e citando fonti del partito di maggioranza relativa (la CduCsu della cancelliera Merkel) sottolinea come per motivi politici il caso Italia sia pericoloso per tutta l'Eurozona e per le tasche degli elettori tedeschi. Il giudizio di Standard&Poor, e la sua sottolineatura delle motivazioni soprattutto politiche del basso rating italiano, sono anche l'apertura dei tg del mattino della Ard, l'autorevole prima rete tv pubblica tedesca 8, e del suo sito 9. Insomma, bocciatura da parte dei media della potenza-guida dell'Unione europea, non solo da Standard&Poor. Bocciatura doppia: per le cifre e le cause del declassamento, e per la reazione tutta invettive del premier.
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Re: Italia declassata

Messaggioda pellarorc » 21/09/2011, 10:42

UnVeroTifoso ha scritto:
pellarorc ha scritto:... per colpa di un nano che nn conosce vergogna e con le sue convinzioni vuol mandare gli italiani a ......



Probabilmente agli italiani piace... facciamocene una ragione. :thumright


e caro mio mi sa di no.

Anche il sole 24 ore e il corriere hanno detto a chiare lettere: vattene silvio.

C'erano stati anche in passato alcuni editoriali da entrambi i giornali contro il governo ma adesso sono stati chiari: il problema sei tu. Vattene fuori dalle scatole.
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Re: Italia declassata

Messaggioda doddi » 21/09/2011, 10:52

pellarorc ha scritto:
doddi ha scritto:
pellarorc ha scritto:Ieri sera BelPietro ne ha dette di ogni.
La colpa secondo lui è dei sindacati!!!! addirittura!! questi comunisti dei sindacati.

S&P è apolitica.
S&P ha anche sbagliato in passato con Parmalat ma un azienda è una cosa e uno stato è un altra. E poi le azienda nascondono moooolto meglio ciò che succede dietro.
S&P ha declassato l'italia per milla motivi tra cui il governo. L'indecenza, l'immobilità, la fragilità di questo governo.

Ma vogliamo dire che è dal 2003 che l'italia viene declassata? Vogliamo dire che questo governo che ha governato per la maggiorparre di questi anni nn ha fatto nulla di buono?

se siamo al punto AA+ e in 7 anni continuiamo con AA- A+ e ora A- e Berlusconi ha governato per tutto questo tempo di chi deve essere la colpa? Ma fosse anche per altre mille motivi , il governo cmq non è riuscito ad arginare il problema.

Quindi di che stiamo parlando? E poi..una volta per tutte, possiamo dire che Prodi aveva anticipato il tutto cercando di mettere i conti a posto? Gli italiani, cretini, non gli hanon creduto e ora si piange!!!


Con Parmalat, come con Lehman, S&P non ha sbagliato, ha contribuito a realizzare una truffa per migliaia di risparmiatori, contribuendo a mandare in crisi l'intero sistema economico, ed infatti ci sono cause in corso in Italia e USA.





ok ma questo che c'entra con il governo italiano?
se S&P non declassava l'italia, lo faceva moodys prima o qualcun'altra.
e poi declassamento o no siamo cmq nella merda per colpa di un nano che nn conosce vergogna e con le sue convinzioni vuol mandare gli italiani a ......


Questo non è stabilito. Non stà scritto da nessuna parte.
Prendi ad esempio gli Stati Uniti, dove solo S&P ha declassato mentre le altre due hanno mantenuto il giudizio di tripla A
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: Italia declassata

Messaggioda citrosodina » 21/09/2011, 10:54

Ai posteri e sui libri di storia non sarà ricordato certo come un grande statista..
poveraccio.. che dramma starà vivendo..
con le sue manie di grandezza disprezzato da tutto il mondo.. tranne che dai suoi fedelissimi.
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Re: Italia declassata

Messaggioda pellarorc » 21/09/2011, 11:50

citrosodina ha scritto:Ai posteri e sui libri di storia non sarà ricordato certo come un grande statista..
poveraccio.. che dramma starà vivendo..
con le sue manie di grandezza disprezzato da tutto il mondo.. tranne che dai suoi fedelissimi.


il giorno che cadrà i suoi fedelissimi inizieranno a dire quanto lo hanno odiato e quanto lo odiano.

Poi usciranno i libri e le memorie e li vedremo pubblicizzarli a porta a porta che nel frattempo fa gli interessi del potente di turno.
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Re: Italia declassata

Messaggioda InGinocchioSi » 21/09/2011, 12:30

Adesso e ufficiale:dopo i Giudici,i pm,gli arbitri anche quelli dell'agenzia di rating SONO TUTTI COMUNISTI
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Re: Italia declassata

Messaggioda pab397 » 21/09/2011, 13:16

InGinocchioSi ha scritto:Adesso e ufficiale:dopo i Giudici,i pm,gli arbitri anche quelli dell'agenzia di rating SONO TUTTI COMUNISTI


Dimentichi quell'altra comunista della Marcegaglia 8-)
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sono talmente comunista che da bambino mi mangiavo da solo
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Re: Italia declassata

Messaggioda pellarorc » 21/09/2011, 16:37

pab397 ha scritto:
InGinocchioSi ha scritto:Adesso e ufficiale:dopo i Giudici,i pm,gli arbitri anche quelli dell'agenzia di rating SONO TUTTI COMUNISTI


Dimentichi quell'altra comunista della Marcegaglia 8-)


la marcegaglia +ì anche pronta all'ìaccordo con i sindacati! COMUNISTA! è prossima alla candidatura con sel.
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Re: Italia declassata

Messaggioda Regmi » 21/09/2011, 19:56

Altro buco da toppare e nuova batosta in arrivo a stretto giro di posta. :sad:

Sono stato un facile profeta e mi tocca quotarmi

Da quel poco che l''italiano medio capisce è che quell'aumento del tasso d'interesse produce un maggior esborso da parte dello Stato che va coperto.
Ergo nuova manovra di aggiustamento che si aggiunge al buco che si creerà per via della non realistica crescita stimata dal commercialista di toro infoiato.


http://www.repubblica.it/economia/2011/ ... ref=HREA-1
CONTI PUBBLICI

Tesoro, allo studio nuova manovra
Correzione tra 5 e 10 miliardi di euro

Lo scenario di una eventuale compensazione di una crescita più bassa del previsto attiva i tecnici del ministero nell'analisi di nuovi tagli alle spese in vista della legge di stabilità, prevista entro il 15 ottobre. Ma si lavora anche per reperire risorse per il rilancio della crescita: dalla riforma previdenziale all'adeguamento delle rendite catastali
Il ministero del Tesoro ROMA - Al ministero del Tesoro è allo studio una nuova correzione dei conti pubblici, con l'obiettivo di fronteggiare l'eventuale necessità di dover compensare una crescita più bassa del previsto. Fonti tecniche confermano all'agenzia Radiocor di essere già al lavoro sullo screening delle possibili spese da tagliare in vista della prossima legge di stabilità, attesa entro il 15 ottobre, e che sarà probabilmente accompagnata da un nuovo decreto legge per aggiustare l'andamento del deficit.

"La situazione è molto complessa e fluida", osservano le fonti. D'altra parte, nel Documento di economia e finanza, che il Tesoro si appresta a presentare in Consiglio dei ministri domani, è previsto un taglio delle stime di crescita per il 2011 e 2012. I tecnici studiano contenimenti di spesa per un ammontare ancora indefinito, ma stimato, al momento, tra i 5 e i 10 miliardi.

Altri capitoli in corso di approfondimento, anche nell'ottica di reperire risorse per la crescita. Tra questi, la riforma previdenziale, osteggiata dalla Lega. Sul fronte entrate c'è l'adeguamento delle rendite catastali: le opzioni vanno dall'adeguamento generalizzato e secco a uno più graduale oppure limitato alle micro-zone comunali. In base alle simulazioni finora elaborate, un adeguamento ai livelli attuali delle rendite ai fini Irpef potrebbe fruttare, nell'ipotesi d'intervento più ampio, un gettito fino a 20 miliardi circa. A questa opzione, sempre sul fronte immobiliare, si affianca quella della patrimoniale.

La manovra recentemente varata è "pienamente sufficiente per il pareggio 2013". Lo afferma una nota del Tesoro che spiega come la nota (di aggiornamento del Def) che sarà presentata domani al Consiglio dei Ministri "incorpora stime di crescita aggiornate ad oggi e, pur a fronte di una minore crescita cumulata sull'orizzonte previsivo, prevede sul 2013, come appena confermato dalla Commissione Europea, il raggiungimento del doppio obbiettivo del pareggio di bilancio e di un ampio avanzo primario idoneo a porre il debito pubblico su uno stabile sentiero discendente".

(21 settembre 2011)
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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Re: Italia declassata

Messaggioda unico » 22/09/2011, 8:15

PARALISI POLITICA, IMMAGINE ESTERA
Un pericoloso isolamento


Si può anche concedere che Barack Obama sia stato sgarbato con l’Italia. Ringraziare davanti all’Assemblea delle Nazioni unite Lega araba, Egitto, Tunisia, Francia, Danimarca, Norvegia e Gran Bretagna per il ruolo svolto in Libia contro il regime di Gheddafi, dimenticando il governo di Roma, è un’amnesia singolare. Ma sottolineare l’omissione di un presidente degli Stati Uniti che vive lui stesso un momento di seria difficoltà non basta a eludere una domanda di fondo: perché l’inquilino della Casa Bianca non sente il bisogno di dire grazie anche a un’Italia immersa nel Mediterraneo?

Trovare una risposta confortante non è facile. Riesce impossibile sfuggire alla sensazione di un isolamento crescente del nostro Paese, che tende a essere trattato come il comodo capro espiatorio dei problemi dell’Occidente; e in particolare dell’Europa. Non ci si può non chiedere se un simile atteggiamento sia favorito anche dagli errori del governo di Silvio Berlusconi: dalle oscillazioni sull’operazione in Libia a quelle sulla manovra economica, fino alla tesi autoconsolatoria di un complotto anti-italiano. La verità è che dopo la perdita di ruolo che la Guerra fredda regalava all’Italia, certi atteggiamenti non le sono più consentiti.

E in una fase come l’attuale diventano imperdonabili. Quando si accredita un nostro ruolo in politica estera superiore alla realtà dei rapporti di forza, alla lunga il risveglio è brusco. Molto meglio guardare in faccia l’isolamento e individuarne l’origine; e smetterla di fingere che esista ancora una maggioranza politica e di fare piani per l’eternità: perfino nel centrodestra ormai c’è chi misura l’eternità del governo in termini di mesi ma anche di giorni. Il convulso tramonto del berlusconismo e l’involuzione della Lega non sono meno vistosi solo perché per Pdl e Carroccio non esistono alternative alla loro alleanza.

Purtroppo è vero che l’opposizione non offre molto. E l’evocazione lugubre di Antonio Di Pietro, secondo il quale se Berlusconi non getta la spugna «ci scappa il morto », non contribuisce ad alzarne le quotazioni: lo ammette anche il Pd, spaventato da un suo alleato che semina i germi di una guerra civile strisciante. Ma questo non basta a cancellare il sospetto che, comunque vada oggi la votazione segreta del Parlamento sull’arresto di Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il governo sta concludendo la sua traiettoria.

Lo scontro virulento fra Palazzo Chigi e magistratura contribuisce a offrire all’opinione pubblica italiana e internazionale l’immagine di un’Italia immobilizzata e sfigurata dalle proprie faide interne. Somiglia a una sorta di conflitto tribale, nel quale l’istinto di sopravvivenza del centrodestra finisce per apparire insieme una risorsa e un limite: quasi un alibi per scansare i veri problemi. Protrarre nel tempo una situazione così tesa mentre la crisi finanziaria morde i risparmi, tuttavia, è rischioso. Più la conclusione sarà rinviata, più il «dopo» segnerà una rottura. E, alla fine, la realtà potrebbe prendersi una rivincita traumatica per tutti.

Fonte: Corriere della Sera
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Re: Italia declassata

Messaggioda UnVeroTifoso » 22/09/2011, 17:09

Riviste al ribasso le stime del Pil italiano
La crescita si fermerà allo 0,7 % quest'anno. La pressione fiscale si attesterà al 42,7 % mentre il rapporto tra debito pubblico e Pil sarà del 119,5 %. Il Tesoro conferma il pareggio di bilancio nel 2013



Il Tesoro rivede al ribasso le stime sul Pil italiano in linea con le previsioni dei principali istituti internazionali e della Commissione Ue. Quest'anno la crescita si fermerà allo 0,7% (1,1% la precedente previsione) e l'anno prossimo scenderà allo 0,6% (contro l'1,3% precedentemente ipotizzato). E' quanto previsto dalla nota di aggiornamento al Def (documento di Economia e Finanza) esaminato oggi dal Consiglio dei ministri. Nel 2013 il Pil crescerà dello 0,9% e nel 2014 all'1,2%.

Il Tesoro conferma il pareggio di bilancio nel 2013. Il deficit si attesterà infatti al 3,9% del Pil quest'anno per calare poi nel 2012 all'1,6% ed allo 0,1% (close to balance) nel 2013.

Il debito pubblico italiano si attesterà quest'anno al 120,6% del prodotto interno lordo, al 119,5% nel 2012 e al 116,4% nel 2013 per scendere al 112,6% nel 2014. Le precedenti stime prevedevano dal 2011 al 2014 un rapporto debito-Pil del 120,0% (2011), 119,4% (2012), 116,9% (2013), 112,8% (2014).

La pressione fiscale si attesterà al 42,7% nel 2011 per poi salire al 43,8% nel 2012, al 43,9% nel 2013 e poi riscendere al 43,7% nel 2014. Nelle precedenti stime il governo indicava una pressione fiscale al 42,5% per l'anno in corso, al 42,7% per il 2012, al 42,6% per il 2013 e al 42,5% per il 2014.

Il tasso di disoccupazione si attesterà all'8,2% nel 2011 per poi scendere all'8,1% nel 2012 e 2013. La disoccupazione scenderà ulteriormente all'8% nel 2014. Nelle precedenti stime il governo indicava un tasso di disoccupazione all'8,4% per il 2011, all'8,3% per il 2012, all'8,2% per il 2013 e all'8,1% per il 2014.

"I consumi delle famiglie sono attesi in rallentamento" e "la dinamica del mercato del lavoro nel medio termine potrebbe rappresentare un fattore di rischio per le decisioni di spesa delle famiglie", spiega ancora il Tesoro.

(22 settembre 2011)

fonte: www.repubblica.it

Bene, bene, molto bene.... avanti così.
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Re: Italia declassata

Messaggioda Paolo_Padano » 22/09/2011, 17:13

sono tutte invenzioni della stampa, TV comunisti o suggestioni. Va tutto bene tanto che il presidente del consiglio si è autoconfermato
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
Lillu Foti: "non bogghiu 'nchinari poi mi rinnu chi vonnnu a squatra mi 'ndi sarbamu"
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Re: Italia declassata

Messaggioda doddi » 16/01/2012, 12:25

http://www.corriere.it/editoriali/12_ge ... c574.shtml

Italia Bocciata dalle agenzie di rating

I perché di uno schiaffo


L'abbassamento di due punti del rating dell'Italia è di certo un duro colpo per il governo Monti che ha ereditato una situazione difficilissima, ha adottato misure correttive assai penose per i cittadini ma apprezzate in Europa, e che da oggi si ritrova a dover percorrere un sentiero ancora più stretto e pieno di insidie. Ma se la decisione annunciata ieri sera da Standard & Poor's è una bocciatura dell'Italia - pur con un apprezzamento per l'azione del governo Monti, mitigato però dal timore che le sue riforme, definite ambiziose, vengano frenate da un'opposizione politica -, il «declassamento di massa» è una dichiarazione di sfiducia nell'euro. Dunque un giudizio con una larga componente politico-istituzionale da parte di un'agenzia di rating americana: cioè di un Paese da sempre scettico sul destino della moneta unica, che negli eventi degli ultimi mesi ha trovato la conferma della fondatezza dei suoi dubbi.

Reagire prendendosela con gli Usa o invocando compartimenti stagni, con l'Europa giudicata da organismi di valutazione europei, non avrebbe, però, senso: tra l'altro le strutture di analisi di queste agenzie sono ormai globalizzate e al «downgrading politico» non sono sfuggiti nemmeno gli Stati Uniti che ne hanno subito uno sei mesi fa motivato con la caotica gestione del debito pubblico da parte del Congresso. Washington, poi, ha già ricevuto più di un avvertimento: presto arriverà un'altra bocciatura, con motivazioni analoghe.

Il nodo vero è che questi giudizi, che dovrebbero servire a mettere in allarme gli investitori segnalando loro rischi che non hanno ancora percepito (adeguando di conseguenza i relativi rendimenti), in realtà arrivano quando quelle preoccupazioni sono ormai ampiamente diffuse nei mercati che hanno già eseguito le loro correzioni: un intervento prociclico, che rischia di portare a un eccessivo squilibrio della reazione di mercati fin troppo reattivi, coi nervi messi a dura prova da quattro anni di crisi durante i quali ha quasi sempre piovuto sul bagnato.

Negli Stati Uniti e anche in Europa sono stati fatti vari tentativi di ridurre l'impatto di questi giudizi negativi. Ad agosto, dopo il downgrading Usa, il Tesoro americano autorizzò le banche locali a continuare a sottoscrivere titoli del governo federale senza effettuare gli accantonamenti di bilancio richiesti quando c'è un aumento del rischio. E le norme sui mercati finanziari varate a Washington l'anno scorso riducono per molte emissioni di bond l'obbligo di essere corredate dai giudizi di una pluralità di agenzie. È, inoltre, aumentata l'attenzione sui conflitti d'interesse che possono condizionare questi organismi.
Ma alla fine, trattandosi di società private, la soluzione verrà solo dall'allargamento della platea degli operatori, superando l'oligopolio S&P-Moody's-Fitch. È il caso delle nuove agenzie che stanno emergendo in America e anche di quella cinese che, peraltro, Francia e Italia le aveva già declassate a dicembre.


Insomma dobbiamo abituarci - opinione pubblica e mercati - ad avere reazioni meno «accaldate» cogliendo, al tempo stesso, il messaggio, non nuovo, che esce rafforzato dal giudizio di Standard & Poor's: quella europea è una crisi profonda che non ha soluzioni facili. Il percorso da compiere è lungo e pieno di insidie. Decise le manovre necessarie per disinnescare i meccanismi della crescita del debito pubblico, ora l'enfasi va posta sullo sviluppo delle economie dell'Unione e su una maggiore solidarietà tra le varie capitali per rafforzare l'euro con un'unità d'intenti almeno sulle politiche fiscali, di bilancio e del lavoro.

Certo, anche se accompagnata dalle «bocciature» di parecchi altri Paesi, dalla Francia all'Austria, dalla Spagna al Portogallo, il passo indietro di due caselle dell'Italia, che la porta al livello di Paesi come il Perù, non è di certo incoraggiante per il nostro governo. Ma questo declassamento non può cancellare la consapevolezza che il Paese sta finalmente tentando di imboccare la direzione giusta. Un dato che, oltre che dalle istituzioni e dai partner europei, viene riconosciuto anche dai mercati che col positivo andamento delle aste dei titoli del Tesoro, soprattutto a breve termine, dimostrano di avere una certa fiducia sulla stabilizzazione della situazione italiana, almeno nei prossimi 12-18 mesi.

Ma è difficile andare oltre questa scadenza nelle previsioni, le nuvole all'orizzonte sono ancora troppo fitte: alle incertezze di un quadro politico caratterizzato da una tregua che potrebbe non durare a lungo, si aggiungono quelle che derivano dalla stagnazione. Per questo da oggi diventano ancora più importanti le politiche per la crescita che Monti, varata la manovra fiscale, ha messo al centro del suo programma. Per rendere gestibile il debito pubblico e farlo diminuire rispetto al Pil il governo ha bisogno di far crescere le attività produttive, evitando, al tempo stesso, impennate dei tassi. Qui, purtroppo, la mossa di S&P, che arriva proprio quando si vedeva qualche spiraglio di luce, non aiuta: già ieri sera a Wall Street alcuni analisti invitavano gli investitori a cautelarsi rispetto a rischi crescenti di «monetizzazione» del debito pubblico dei Paesi europei.

Massimo Gaggi
14 gennaio 2012 | 8:55
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Downgrade di S&P su 9 Paesi dell'Eurozona, Monti chiede una risposta

Finanzaonline.com - 16.1.12/08:41




S&P ha dato seguito alle voci di venerdi sera, che vedevano la sua scure abbattersi su diversi Paesi dell'Eurozona, e ha declassato il rating di 9 Stati, tra cui Francia (che perde la tripla A), Italia (declassata da A a BBB+), Spagna, Portogallo e Austria. Solo la Germania mantiene, almeno per il momento, il massimo grado di merito (AAA). Tremano gli operatori di Borsa in attesa dell'apertura dei mercati: c'è infatti preoccupazione anche per le ripercussioni che tale decisione può avere sul fondo salva-Stati Efsf, che potrebbe a propria volta perdere la tripla A se non più garantito da Stati dalla reputazione intatta. L'Eurogruppo dal canto suo promette "misure di ampio respiro" finalizzate a lasciare intatto il rating del Fondo anticrisi. Misure che potrebbero puntare a difendere l'Europa da eventuali danni provocati dalle decisioni delle agenzie di rating, della cui attendibilità e opportunità ormai sempre più spesso si dubita.







Il giudizio sull'Italia







Invoca una risposta europea a questo "attacco" il premier italiano Mario Monti, dopo che il nostro Paese è sceso di due gradini - con outlook negativo - nella valutazione di Standard&Poor's, andando a raggiungere paesi come Perù, Colombia, Russia e Kazakhstan. Le motivazioni dell'agenzia americana per questa decisione sono legate all'elevato debito pubblico e alla mancanza di misure per la crescita che completino le continue manovre di aggiustamento, anche se una nota positiva è rilevata nel cambiamento del clima politico. Se il governo tecnico dovesse fallire il suo mandato, per l'Italia ci sarebbe un nuovo balzo verso il livello "junk".



Stamattina lo spread tra Btp e bund decennali si attesta a 507 punti base.


Fonte: Finanza.com
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Re: Italia declassata

Messaggioda doddi » 16/01/2012, 17:38

Paolo_Padano ha scritto:è stato stimato che solamente cambiando il capo del governo anche con un signor "Nuddu" lo spread scenderebbe parecchio

Tocca rivedere le stime, decimo più decimo meno sempre intorno ai 500 bp stiamo ...

doddi ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:
doddi ha scritto:Saluti le pruna 8-) ( :wink )

Vai a leggere cosa è stato scritto nel topic cosa stà succedendo, quando si parla di declassamento della Francia o quando sono stato "accusato", passami il termine, di teorie complottiste.
Sono 10 anni almeno che vado dicendo che secondo me ( e tanti altri ) il mondo è retto da meno di mille famiglie e non dai popoli e dai loro eletti o autorità finanziarie e monetarie :read:

P.s..: Non dimenticare che 24H prima del crack lehman era stata confermata la tripla A.

Il giudizio di oggi è politico, non finanziario, e ci può anche stare, ma è politico.



i saluti erano per un impegno (slittato di qualche ora) che mi terrà lontano dal rispondere ad eventuali repliche. però stai un po' sviando: queste agenzie sono da tenere in considerazione o no? questo giudizio dici sia politico? e perché dovrebbe esserlo? forse perché, come dice la svezia, non abbiamo credibilità e, di conseguenza, non contiamo niente nel panorama economico mondiale (e, di questo, la nostra economia ne risente parecchio)? io, come detto, non sono in grado di leggere queste cose, ma mi pongo domande quando vedo incongruenze.


Jones le pruna , invece, erano per il prosiueguo della conversazione.

Le agenzie sono funzionali al mercato, tutti i mercati inclusi quelli sovrani delle nazioni, però non hanno una legittimazione alcuna se non equiparabile a quella di qualsiasi altra azienda che opera sul mercato. Ossia serietà e competenza, cose che spesso sono mancate come hai potuto vedere. Per intenderci non si tratte del FMI o della BCE o della FED. Per quanto queste ultime possano, oggigiorno, ritenersi indipendenti o libere o al servizio dei popoli.

Hai letto il pezzo del Fatto che ho inserito?

Il dato unico è che Berlusconi non lo vorrebbe più nessuno, oramai, creati ad arte, gonfiati, pompati o simil reali, troppi polveroni che fanno sì che si parli d'altro, e proprio per questo che ti ho scritto che l'agenzia di rating ha dato un giudizio politico e non finanziario o economico alla manovra ed alla sua fattibilità.

Ora però dovrebbe darci anche la soluzione, come di solito avviene alla fine delle relazioni.
La legislatura finisce tra X mesi, ed una legislatura può terminare per due motivi, solo due, dimissioni o mancanza di fiducia in Parlamento. Due leve politiche e non economiche. Al momento all'orizzonte non se ne scorge nessuna delle due. Ammesso che una delle due in futuro, prima dell'anno e mezzo rimanente, si realizzasse cosa ci propongono di fare?

Chi potrà tagliare le pensioni o licenziare nel pubblico? O ri-riformare il mercato del lavoro deregolamentandolo contro i sindacati italiani?

Riporto
Secondo l'agenzia di rating le autorità italiane, infatti, "rimangono riluttanti" ad affrontare le questioni chiave, "come gli ostacoli strutturali alla crescita, il basso tasso di partecipazione al lavoro e mercati dei servizi e del lavoro troppo strettamente regolati"


Va bene al lupo al lupo, a morte a morte, in galera in galera, (tutto legittimo) ma poi chi facimu?
Cugghjmu liviceddi natra vota? :read:

Concludo e mi ripeto: giudizio POLITICO.


CVD ... vediamo a distanza di qualche mese (5) cosa si dice, e da notare come la Francia vale ancora Tripla A per l'altra big del rating, cosa rilevante per la valutazione del fondo salvastati.

http://www.corriere.it/economia/12_genn ... 1277.shtml



IL DECLASSAMENTO

Van Rompuy: «Da Monti lavoro straordinario»
Rhen: «Agenzie di rating al servizio degli Usa»

«Urgenze» a Parigi, vertice trilaterale a Roma Sarkozy-Merkel-Monti rinviato a febbraio. Moody's conferma tripla A alla Francia


Mario Monti con Herman Van Rompuy a Palazzo Chigi (Roberto Monaldo/La Presse)
MILANO - Pieno sostegno dell'Europa al governo Monti dopo il pesante taglio del rating all'Italia. Alla fiducia rinnovata nel fine settimana dal cancelliere Angela Merkel fa seguito lunedì la dichiarazione del presidente del Consiglio europeo , Herman Van Rompuy in visita ufficiale a Roma: «Vorrei dare atto al presidente Mario Monti del lavoro straordinario che sta facendo. «Mi auguro che questo piano si possa realizzare in tempi brevi», Il premier da parte sua ha stigmatizzato l' insufficienza della governance europea e assicurato «le liberalizzazioni entro la settimana».

L'AFFONDO DI REHN - «Le agenzie di rating non sono istituti di ricerca imparziali ma hanno i loro interessi e svolgono il loro ruolo molto in linea con il capitalismo finanziario Usa» affermato il Commissari Olli Rehn, in un' intervista ad una Tv finlandese. Qualcuno ha fatto soldi dalla «destabilizzazione», ha detto Rehn che già venerdì aveva definito «aberrante» la scelta di S&P's di declassare mezza eurozona.


NUOVO PATTO A LUGLIO - Van Rompuy ha confermato quanto già affermato dai leader e in particolare da Merkel: il nuovo patto Ue, il cosiddetto Fiscal Compact, sarà firmato a marzo e reso operativo a luglio».


RINVIO DEL SUMMIT - La trilaterale di Roma tra Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, in programma il 20 gennaio, è stata rinviata a febbraio a causa di una richiesta della Francia per «urgenti impegni di natura interna»

MOODY'S CONFERMA A PARIGI LA TRIPLA A - La prima concorrente di S&P, Moody's, esprime un giudizio diverso sulla Francia confermando la tripla A.


Paola Pica
16 gennaio 2012 | 17:01
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Re: Italia declassata

Messaggioda Paolo_Padano » 16/01/2012, 20:47

comunque lo spread oscilla, a parte questo, come dice lo stesso ex vostro alleato della vedova, che il trend del debito negli ultimi 10 anni è salito esponenezialmente al governo c'era lui, lo stesso che quando gli hanno fatto caprie che le sue aziende stavano per essere risucchiate ha mollato, quando con boemo parlavanmo di grecia e di rischio fallimento, ci porendevate in giro etc. etc.
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Re: Italia declassata

Messaggioda thorndykeRC » 17/01/2012, 12:48

http://www.repubblica.it/politica/2012/ ... -28136320/

Quelle verità scomode
e le comode bugie
di EUGENIO SCALFARI
All'indomani del cosiddetto "tsunami" provocato dall'agenzia di rating Standard&Poor's ci sono alcuni fatti certi dai quali bisogna partire. Sono i seguenti:
1. Lo "tsunami" non c'è stato. Le Borse hanno registrato modesti ribassi, Piazza Affari ha perso l'1 per cento, le altre Borse europee hanno oscillato intorno al mezzo per cento di perdita, l'Austria, colpita anch'essa dal "downgrade", ha addirittura chiuso in rialzo.
2. Standard&Poor's ha declassato nove paesi su diciassette, cioè ha attaccato non un paese specifico ma l'intera economia europea e quindi, indirettamente, anche la Germania che senza l'Europa vivrebbe malissimo. Si è trattato dunque d'un giudizio politico più che economico.
3. Per quanto riguarda l'Italia questo attacco ha avuto come effetto quello di rafforzare il governo Monti, tanto più che la stessa Standard&Poor's ha apprezzato la politica di Monti nel momento stesso in cui declassava di due punti il nostro debito sovrano mandandolo in serie B.
4. I rendimenti dei nostri Bot e dei nostri Btp alle aste di giovedì e di venerdì sono stati ottimi per i Bot e buoni per Btp triennali.
5. La Bce ha confermato che il valore dei "collaterali" che le banche danno in garanzia dei prestiti loro accordati dalla Banca centrale non subiranno alcun mutamento; la Bce cioè non terrà in nessun conto i giudizi negativi dell'agenzia di rating. Le notizie che davano per certo un peggioramento del valore dei collaterali erano dunque sbagliate o false.

Le aste italiane di giovedì e venerdì hanno comunque confermato che la fiducia nel nostro debito sta tornando e dai Bot si sta gradualmente allargando anche sui Btp ed infatti, confrontando i tassi spuntati alle aste di gennaio con quelli delle aste di novembre si hanno i seguenti risultati: Bot a sei mesi dal 6,5 al 3,2; Bot a dodici mesi dal 5,9 al 3,2; Btp a tre anni da 7,9 a 4,8; Btp a dieci anni da 5,7 a 4,9.

È possibile che nella seduta di domani alcuni di questi tassi peggiorino sul mercato secondario che però, per quanto riguarda gli oneri del Tesoro, non hanno alcuna ripercussione. Per quanto riguarda l'Italia, se ne riparlerà soltanto alle aste di febbraio e marzo che avranno dimensioni imponenti. Il Tesoro tuttavia, come la stessa Bce ha suggerito e dal canto nostro abbiamo raccomandato, dovrebbe aumentare il numero dei titoli in scadenza a breve durata, che il mercato vede con favore. Dovrebbe altresì azzerare il fabbisogno con un'operazione che rientra agevolmente nelle sue attuali capacità.

La prima conclusione che questi dati suggeriscono nel loro complesso è dunque abbastanza rassicurante. I risparmiatori e le banche hanno ricominciato a investire in titoli italiani di breve scadenza ma anche in Btp di scadenza media. Auspichiamo che questo processo si estenda tenendo presente che il 19 febbraio la Bce aprirà un secondo sportello alle banche europee per prestiti triennali di ammontare illimitato al tasso dell'1 per cento e con collaterali a valore invariato. Si tratta di fatto di uno schiaffo sulla faccia dei dirigenti di Standard&Poor's.

* * *

Il presidente Napolitano ha indirizzato due messaggi pubblici all'Europa con due principali destinatari: la Merkel e Sarkozy, che saranno a Roma nei prossimi giorni. Un messaggio, il giorno precedente al downgrade di Standard&Poor's, puntava sulla necessità di un governo economico europeo e in particolare dei diciassette paesi dell'Eurozona; il secondo auspicava un ruolo non solo economico ma politico dell'Unione, esteso dunque non solo all'economia ma all'immigrazione, alla giustizia, agli investimenti intraeuropei e a una diversa configurazione della governance.

La Francia continua ad essere riottosa alla cessione di sovranità dagli Stati nazionali all'Unione; la Germania lo è altrettanto, ma ambedue cominciano a rendersi conto dell'urgenza di un nuovo trattato e della necessità di ridurre al minimo i poteri di veto dei singoli Stati. Sullo sfondo ci dovrebbe essere l'istituzione degli eurobond e i poteri di intervento diretto della Bce anche sui debiti sovrani.
Le dichiarazione della Merkel di ieri non dicono granché su questi obiettivi di sfondo ma finalmente puntano anche sulla necessità della crescita oltreché del rigore. Ma soprattutto vogliono sottoporre le agenzie di rating a una disciplina giuridica che vada al di là di un semplice codice etico peraltro inesistente, almeno finora.

Non c'è dubbio che l'esigenza di disciplinare le agenzie di rating con regole oggettive sia a questo punto una necessità senza tuttavia negare ad esse la libertà di esprimere documentati giudizi. L'attenzione va posta soprattutto su quell'aggettivo: documentati. Ma lo spazio pubblico europeo non può esser negato a nessuno. Se le agenzie di rating passano da giudizi strettamente economici a giudizi prevalentemente politici come è avvenuto l'altro ieri, le regole non valgono più ma in compenso l'oggettività del giudizio economico diminuisce di altrettanto.
Se l'onorevole Di Pietro e il senatore Bossi reclamano elezioni a primavera nessuno può né deve metter loro il bavaglio ma ogni persona sensata e consapevole del fatto che durante tutto l'anno ci saranno in Europa 1200 miliardi di titoli pubblici in scadenza non può che giudicarli demagoghi pericolosi o personaggi fuori di testa. Analogo giudizio daranno i mercati se le agenzie di rating attaccheranno l'esistenza d'una moneta e le politiche di un intero continente anziché dimostrare la fragilità dei suoi "fondamentali".
Da questo punto di vista la Merkel è sulla buona strada quando dice - come ha dichiarato ieri - che il Fondo di intervento sui debiti sovrani opererà comunque, anche se non otterrà la tripla A dalle agenzie di rating e Draghi ha fatto benissimo a mantenere inalterato il valore dei collaterali di garanzia ai prestiti della Bce anche se composti da titoli di debiti svalutati da quelle agenzie.
* * *

Abbiamo già osservato che il downgrade di Standard&Poor's ha rafforzato la statura di Monti e del suo governo. Soprattutto gli ha dato ottime carte da giocare nei prossimi incontri trilaterali e alla riunione del vertice europeo di fine gennaio. Ma ha rafforzato il governo anche di fronte alle forze politiche e a quelle sociali.
Il programma di liberalizzazioni sarà varato tra pochissimi giorni. Ha già il pieno favore del Pd e del Terzo Polo. Il Pdl manifesta alcune incertezze e le maschera dietro la distinzione tra poteri forti da liberalizzare e poteri deboli (leggi tassisti ed altri) da risparmiare o postergare. La risposta di Monti è ineccepibile: le liberalizzazioni riguarderanno tutte le categorie, poteri forti e poteri diffusi. Tutti nello stesso decreto.
Osservo dal canto mio che i tassisti sono un potere diffuso ma non un potere debole. Come lo sono i camionisti. Come lo sono gli allevatori di mucche inadempienti alle regole comunitarie. Chiamarli poteri deboli è un errore lessicale e alquanto demagogico. Ci sono certamente alcuni punti sostenuti da queste categorie che vanno risolti con equità a cominciare da quello che riguarda le vecchie licenze dei tassisti. Per il resto, il trasporto urbano è un pubblico servizio e va regolato a vantaggio dei consumatori, altrimenti che servizio pubblico sarebbe?
Farmacie, notai, ordini professionali, vanno tutti ripensati alla luce del concetto di tutela della concorrenza. Così sembra formulato il decreto che sta per essere emesso. Gli ordini non vanno aboliti ma debbono avere un solo e fondamentale obiettivo: essere i custodi del canone etico e deontologico degli associati. Gli ordini non sono un sindacato, perciò non possono occuparsi di tariffe e di altre questioni economiche. Debbono occuparsi dell'etica e lo debbono fare nell'interesse della società civile per la quale l'esistenza degli ordini deve essere una garanzia di professionalità dei loro aderenti.

* * *

Il referendum è stato respinto dalla Corte costituzionale. Era previsto e prevedibile. Una democrazia parlamentare non può restare priva di una legge elettorale neppure per un minuto. Il nostro istituto referendario è abrogativo e non propositivo. I referendum elettorali andrebbero dunque esclusi come lo sono quelli relativi ai trattati internazionali e alle leggi di imposta. Questa disposizione non fu messa in costituzione affinché fosse possibile anche un referendum elettorale quando si limiti ad abrogare qualche parola o qualche comma da una legge elettiva esistente trasformandola in una nuova legge attraverso l'istituto referendario. Nel nostro caso però il secondo quesito effettuava sulla legge esistente un'operazione chirurgica di tale complessità da non configurare una nuova legge attuabile e per questo è stato respinto come il primo quesito che si limitava alla richiesta di un'abrogazione pura e semplice.

Si può criticare nel merito la sentenza ma non si può accusare la Corte d'essere diventata un organo politico e fazioso, per di più alle dipendenze del Capo dello Stato. Da questo punto di vista personaggi come Di Pietro e alcuni editorialisti qualunquisti meritano d'esser considerati demagoghi e politicamente scorretti. Hanno evidentemente un disperato bisogno di "audience" e quindi di avere sempre e comunque un nemico sul quale sparare. Prima avevano Berlusconi, adesso Monti e Napolitano. Ed anche il Partito democratico. Usano un fucile a due canne con il quale dirigono i colpi su un duplice obiettivo nella speranza di mantenere e magari di estendere il consenso di un'opinione pubblica dominata dall'emotività e dall'incostanza.
La parola "casta" è così entrata nel lessico qualunquista ed è stata largamente applicata anche per quanto ha riguardato la votazione della Camera sul caso Cosentino. Quella votazione, come hanno detto giustamente Bersani e Casini, è stata una sorta di suicidio parlamentare. Ma chi ha compiuto quel suicidio e ha lavorato per ottenere quel voto? Il Pdl e la Lega di Bossi (non quella di Maroni). Pd e Terzo Polo hanno votato in massa per l'arresto di Cosentino (285 voti su 295). Dov'è dunque il voto di casta? Perché blaterano contro la politica invece di individuare i comportamenti dei singoli parlamentari e dei singoli partiti? Questo è l'opposto della ricerca della verità e come tale va condannato.
Noi siamo favorevoli alle verità scomode ma contrari alle comode bugie. Trentasei anni di storia di questo giornale (l'anniversario era ieri) lo dimostrano ampiamente.

Post scriptum. Anche se ci hanno messo una pezza a colore nelle ultime ore, la spaccatura tra la Lega di Bossi e quella di Maroni è il fatto di maggiore importanza nella politica dei partiti. È un movimento democratico quello in cui il segretario impedisce con una pubblica deliberazione ad un esponente storico di quel partito di intervenire nel dibattito congressuale? Sembra la Corea del Nord. Ed hanno l'ardire di ridurre il grande Nord italiano alla loro miserabile Padania?

(15 gennaio 2012)
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Re: Italia declassata

Messaggioda doddi » 04/02/2012, 15:39

:fifi: :fifi: :fifi: :fifi:

Il tempo è galantuomo... come il nuovo presidente del consiglio

http://www.lapoliticaitaliana.it/Artico ... 3&id=52412




Monti: Si è esagerato nell'usare lo spread contro Berlusconi


Il Premier a Repubblica TV: Vale anche per gli apprezzamenti al mio lavoro. Con la stabilità della zona Euro, tedeschi più aperti agli eurobond. Le Banche comprino più BOT

ROMA - Lo spread è importante, ma ultimamente gli viene attribuito un significato un po' eccessivo, per esempio nel giudicare il Governo Berlusconi. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti durante il video-forum con Repubblica: «Spread è un termine diventato di uso casalingo, nonché un metro per valutare i governi, a volte in modo un po' eccessivo: credo si sia esagerato ad usare lo spread nei confronti del mio predecessore e si esagera quando scende per commentare il lavoro del successore...».

Con stabilità UE, tedeschi più aperti agli eurobond - «Mentre divergiamo sul ruolo degli eurobond oggi, io e la cancelliera Merkel ci troviamo d'accordo che una volta perfezionato ulteriormente il meccanismo di stabilità dell'eurozona, e l'accordo di lunedì va in questa direzione, si potrà guardare più serenamente anche da parte tedesca all'introduzione dell'eurobond e a quel punto l'euro sarà ancora più rafforzato».
«L'euro è una creatura giovane, direi adolescente, ma è un giovane robusto - ha sottolineato il premier - che ha dato prova di grande forza rispetto a quello che si chiede a una moneta, cioè di non perdere potere d'acquisto, non avere un'inflazione che la tarli, essere abbastanza forte nel cambio con le altre monete. C'è stato un problema nella gestione dell'Eurozona, e ci sono varie opinioni su quanto possono essere importanti gli eurobond per irrobustire ulteriormente l'euro. Io sono tra quelli, come Tremonti, che considerano che possano avere una parte importante. I tedeschi pensano che non siano importanti e possano essere al limite nocivi perchè deresponsabilizzerebbero i singoli Paesi». Posizione che cambierà, è l'opinione di Monti, quando i meccanismi di stabilità saranno rafforzati.

Le Banche comprino più BOT - Non è vero che il governo è stato poco incisivo verso le banche che dovrebbero comunque comprare più bot.
In particolare il premier, riferendosi ai soldi presi in prestito dalle banche dalla Bce, ha spiegato che «essendo ministro dell'Economia mi farebbe piacere se le banche comprassero più bot, ne comprano pochi rispetto al prestito avuto dalla Bce. Le banche fanno più prestito alle imprese, comprano bot e tengono un po' di liquidità presso la Bce».
«Il sistema bancario - sottolinea Monti - esce da un periodo di debolezza quindi è normale vogliano tutelarsi. Il cittadino ha interesse sia che le banche facciamo prestiti alle imprese ma anche che, se lo trovano conveniente e sicuro, comprino titoli di Stato perché così lo Stato si finanzia a tassi d'interesse più bassi e quindi deve pagare meno interessi e questo vuol dire che ci sono più soldi per i cittadini».
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Re: Italia declassata

Messaggioda tito » 04/02/2012, 16:18

ehilà!!!

poverino il nano, fra un po' tornerà fra l'acclamazione dell'opinione pubblica mondiale!! ahahahah

ricordo per i più distratti che il nano è ancora maggioranza, nel senso che sostiene il governo Monti. Immaginate cosa succederebbe se Monti dicesse quelloo che pensa e dice il mondo intero: "il nano ha mandato a prostitute l'Italia e stava facendo lo stesso anche con l'europa". Sicuro rinnoverebbe la fiducia!!! :)
tito
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