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Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda aquamoon » 08/10/2011, 17:05

io2 ha scritto:
reggino ha scritto:http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=109346%3Aintercettazioni-gratteri-qsbagliato-mettere-sordina-allinformazioneq&catid=1%3Aultime&Itemid=119


l'informazione è una cosa, il gossip un'altra.



La telefonata tra berlusconi e lavitola con i consigli di quest'ultimo su come "sfangarla" ripresentando il lodo alfano... cos'è informazione o gossip?
:salut
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda peas! » 08/10/2011, 17:15

io2 ha scritto:
reggino ha scritto:http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=109346%3Aintercettazioni-gratteri-qsbagliato-mettere-sordina-allinformazioneq&catid=1%3Aultime&Itemid=119


l'informazione è una cosa, il gossip un'altra.


E' che siete degli incoscienti, solo questo.
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda io2 » 08/10/2011, 17:16

aquamoon ha scritto:
io2 ha scritto:
reggino ha scritto:http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=109346%3Aintercettazioni-gratteri-qsbagliato-mettere-sordina-allinformazioneq&catid=1%3Aultime&Itemid=119


l'informazione è una cosa, il gossip un'altra.



La telefonata tra berlusconi e lavitola con i consigli di quest'ultimo su come "sfangarla" ripresentando il lodo alfano... cos'è informazione o gossip?
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quella può essere pubblicata alla fine delle indagini quando le responsabilità sono chiare non prima quando è tutto in evoluzione.
L'udienza filtro prevista dalla legge che verrà approvata serve a questo.
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda peas! » 08/10/2011, 17:19

UnVeroTifoso ha scritto:schioccar di dita


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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda aquamoon » 08/10/2011, 17:43

io2 ha scritto:
quella può essere pubblicata alla fine delle indagini quando le responsabilità sono chiare non prima quando è tutto in evoluzione.
L'udienza filtro prevista dalla legge che verrà approvata serve a questo.


Quindi... noi oggi, secondo il ddl in progress, come faremmo a capire che il presidente del consiglio quando, con Zapatero in conferenza stampa, storpia il nome di tarantini e dice di non averlo mai conosciuto... è un bugiardo?
Non capiremmo nulla... fino alla pubblicazione autorizzata delle intercettazioni.
Conoscendo il soggetto e conoscendo le tecniche legali fino ad ora impiegate:
mai.
Io non ho frequentazioni "a rischio" e non ho alcun timore di essere intercettato. Non capisco perchè il mio capo del governo debba avere questa preoccupazione.
Magari è un po' birichino... e quindi inadeguato o come scriveva l'Economist "unfitted".
Tu ti fidi di uno che la mattina propone aumenti di pena per il reato di prostituzione e la sera organizza baccanali con prostitute?
Suppongo di no... ma, se ti si nasconde il "dietro le quinte", come fai a formarti un'opinione?
Per te sono sufficienti i videomessaggi di berlusconi o nemmeno tu ti fidi di uno che "traffica" con un pescivendolo?
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda suonatore Jones » 08/10/2011, 18:00

io sono d'accordo: bisognerebbe pubblicare solo alla fine. però bisognerebbe stabilire rigidamente una fine. per quello che mi riguarda, finchè non va in tribunale, voglio sapere anche quanto (gli) paga(no) i calzini. voglio sapere tutto e avere un'idea mia, visto che nessuno si degna di dare la propria versione.
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda suonatore Jones » 08/10/2011, 18:02

chiedo, inoltre, di sapere il discrimine tra gossip e intercettazioni. e voglio saperlo anche con esempi pratici e reali riferiti alle intercettazioni pubblicate negli ultimi mesi.
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda NinoMed » 08/10/2011, 21:09

io2 ha scritto:
reggino ha scritto:http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=109346%3Aintercettazioni-gratteri-qsbagliato-mettere-sordina-allinformazioneq&catid=1%3Aultime&Itemid=119


l'informazione è una cosa, il gossip un'altra.


se il gossip è reato va intercettato.
se il gossip è notizia va pubblicato.
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda reggino » 09/10/2011, 17:18

Arrestaci tutti: tanto il bavaglio è bucato
Come questo giornale ha detto molte volte, non obbediremo alla legge bavaglio. I nostri lettori leggeranno le informazioni derivanti da un processo penale quando sarà caduto il segreto investigativo (art. 329 codice di procedura) e quindi quando saranno pubbliche per legge. Senza attendere l’udienza preliminare o altre scadenze processuali che la fantasia di B&C si inventerà. E non solo le informazioni di rilevanza penale, questa ridicola categoria che la Federazione della Stampa ha accettato, rendendosi schiava volontaria del giudice che dovrebbe stabilire, lui, quali notizie si possono pubblicare e quali no. Un nuovo Minculpop, con veline preconfezionate per giornali e giornalisti megafono del potere. Le leggeranno tutte; tutte, si capisce, quelle di interesse pubblico. B che ha pagato Mills perché dicesse il falso; ma anche B che si circonda di puttane e di magnaccia e che si fa ricattare.

Commetteremo un reato, forse parecchi reati. E magari, oltre a noi de Il Fatto, qualche altro giornalista disobbedirà alla legge più vergognosa che B&C hanno avuto il coraggio di inventarsi. Perché delinquere e comportarsi con sfrenata immoralità è cosa grave. Ma costruirsi un’immagine pubblica falsa attraverso la menzogna e l’intimidazione è da veri tiranni. E i tiranni vanno combattuti. E, prima ancora, per convincere abbastanza persone della necessità di combatterli, vanno smascherati; bisogna far vedere che persone spregevoli sono; e così “radunare le truppe”. Poi qualcuno le organizzerà e le condurrà “all’immancabile vittoria”. Diciamo che i giornalisti saranno l’avanguardia: è una buona ragione per farsi processare. Questi toni da farsa militaresca (non prendersi troppo sul serio aiuta sempre a essere consapevoli dei propri limiti) non devono spaventare. Rischi veri non ce ne sono. Un po’ di udienze, un buon palcoscenico per parlare finalmente di democrazia, di diritti, di doveri, di specifiche vergogne rese pubbliche (mica male come effetto collaterale), un po’ di soldi spesi e poi il ritorno a casa con l’aureola dell’eroe.

Questa che segue è una ragionevole anticipazione di quello che succederà. Un gip cattura un magnaccia che ha procurato puttane a B motivando il suo provvedimento con i risultati delle indagini del pm. Tra questi ci sono le trascrizioni di intercettazioni di conversazioni telefoniche nel corso delle quali B promette lucrose consulenze e ancora più lucrosi appalti al magnaccia e ai suoi amici; e anche manifesta preferenze per pratiche sessuali particolari e aspetto fisico delle donne con cui vuole accoppiarsi. Il magnaccia e il suo avvocato si leggono il provvedimento del gip che, per legge, da quel momento è pubblico. Il Fatto pubblica le trascrizioni; l’autore, il direttore e il vice direttore (non vedo perché Marco Travaglio se la debba passare liscia) vengono denunciati e incriminati. Tutti chiederanno di essere sentiti dal pm e lì confesseranno la loro responsabilità penale: è vero, ho commesso il fatto e l’ho commesso con piena consapevolezza di violare la legge.

Saranno quindi rinviati a giudizio (a piede libero: incensurati e con ragionevole probabilità di godere della sospensione condizionale della pena) oppure avanti al gip. Qui eccepiranno l’incostituzionalità della legge bavaglio per violazione dell’art. 21 della Costituzione e il giudice quasi certamente riterrà la questione “non manifestamente infondata” e la trasmetterà alla Corte. Questo per via dei precedenti di seguito sommariamente indicati:

Il diritto di cronaca può essere esercitato, anche quando ne possa derivare lesione all’altrui reputazione, purché: la notizia sia vera; esista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti; l’informazione sia mantenuta nei giusti limiti di obbiettività. (Cass. pen., 10/12/1997, n. 1473).

La libertà di cronaca (comprensiva della acquisizione delle notizie) e la libertà d’informazione, sono i cardini del regime di democrazia garantito dalla Costituzione; la stampa è strumento essenziale di quelle libertà. (Corte cost., sent. n. 1/1981)

La Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo sancisce (art. 10), il principio della libertà di manifestazione del pensiero. Tale diritto abbraccia la libertà di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche. I limiti della critica esercitabile nei confronti di dirigenti politici sono più ampi di quelli relativi ai semplici privati. (CEDU, 8/7/1986, Lingens c. Austria; 25/3/1985, Barthold c. Repubblica Federale di Germania).

Il diritto della stampa di informare su indagini in corso e quello del pubblico di ricevere notizie su inchieste scottanti prevalgono sulle esigenze di segretezza. (CEDU 7/6/2007)

Gli Stati contraenti sono vincolati ad uniformarsi alle interpretazioni che la Corte di Strasburgo dà delle norme della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. (Corte cost. sent. 39/2008)

La Corte dichiarerà la legge bavaglio incostituzionale (con questi precedenti!) e noi ce ne torneremo in redazione e ci ubriacheremo tutti. Ma, se non andasse così, ricominceremo tutto daccapo in Appello e in Cassazione (non l’eccezione di incostituzionalità già respinta e che non avrebbe senso riproporre). Condannati (tecnicamente siamo colpevoli), faremo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ci darà ragione sicuramente e condannerà B e i suoi amici a darci un sacco di soldi per risarcimento danni. Molto più ricchi di prima, torneremo in redazione e ci ubriacheremo con champagne millesimato. Insomma: B&C non imparano mai. Non basta far scrivere al Parlamento norme stupide per farle diventare leggi dello Stato; bisogna che siano conformi alla Costituzione italiana; e anche ai principi fondamentali delle democrazie occidentali. Con buona pace di B, il mondo, non comincia e non finisce ad Arcore.

Il Fatto Quotidiano, 9 ottobre 2011
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda io2 » 09/10/2011, 18:04

State continuando a negare un problema che anche il presidente dell'associazione magistrati ha ammesso che c'è.
Lo stesso presidente dell'associazione magistrati ha detto che sarebbe molto utile un'udienza filtro per decidere quale sono le intercettazioni utili e quelle non utili da distruggere.
Il problema è che l'italiano vuole sapere la vita privata degli altri. Negli Stati Uniti una cosa del genere era uno scandalo. Dal basso
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda NinoMed » 09/10/2011, 18:17

io2 ha scritto:State continuando a negare un problema che anche il presidente dell'associazione magistrati ha ammesso che c'è.
Lo stesso presidente dell'associazione magistrati ha detto che sarebbe molto utile un'udienza filtro per decidere quale sono le intercettazioni utili e quelle non utili da distruggere.
Il problema è che l'italiano vuole sapere la vita privata degli altri. Negli Stati Uniti una cosa del genere era uno scandalo. Dal basso


continui tu a non vedere, o meglio forse a non voler vedere dove sia il problema, l'udienza filtro serve per i processi non per la pubblicazione di intercettazioni che siano anche gossip sono sempre notizia.
in America il gossip fa la politica, e la vita privata di un politico è pubblica perchè gl iamericani vogliono sapere chi mandano a rappresentarli e se vengono traditi pretendono le dimissioni, qui in Italia è tutto una favola.
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda io2 » 10/10/2011, 10:51

NinoMed ha scritto:
io2 ha scritto:State continuando a negare un problema che anche il presidente dell'associazione magistrati ha ammesso che c'è.
Lo stesso presidente dell'associazione magistrati ha detto che sarebbe molto utile un'udienza filtro per decidere quale sono le intercettazioni utili e quelle non utili da distruggere.
Il problema è che l'italiano vuole sapere la vita privata degli altri. Negli Stati Uniti una cosa del genere era uno scandalo. Dal basso


continui tu a non vedere, o meglio forse a non voler vedere dove sia il problema, l'udienza filtro serve per i processi non per la pubblicazione di intercettazioni che siano anche gossip sono sempre notizia.
in America il gossip fa la politica, e la vita privata di un politico è pubblica perchè gl iamericani vogliono sapere chi mandano a rappresentarli e se vengono traditi pretendono le dimissioni, qui in Italia è tutto una favola.


con il disegno di legge c'è divieto di pubblicazione fino all'udienza filtro che verrà fatta a fine indagini nella quale si decide quale intercettazioni rendere pubbliche. Cioè solo quelle utili alle indagini.
Quindi potranno essere pubblicate dopo l'udienza filtro solo le intercettazioni che parlano di un reato.
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda Mariotta » 10/10/2011, 11:06

domanda: quanti di voi hanno visto la trasmissione di ieri con la Bongiorno in studio, in cui erano anche ospiti i parenti di Aldovrandi e di altra gente massacrata in pestaggi che ha ottenuto giustizia solo grazie a video e registrazioni che con questa legge non si potranno più pubblicare?
Amen
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
Mariotta
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda reggino » 10/10/2011, 17:40

il governo della "sicurezza"


L'INTERIVISTAIl pm Borgna: senza intercettazioni
dovremo arrampicarci sugli specchiIl magistrato che a Torino ha trattato il caso dell'omicidio con il machete: abbiamo preso l'assassino controllando i telefoni. Le nuove norme fanno aumentare gli ostacoli
di VLADIMIRO POLCHI



ROMA - Un caso recente risolto con un'intercettazione. E un omicida catturato grazie all'ascolto di una semplice telefonata. È quanto accaduto pochi giorni fa a Torino, dove un giovane romeno è stato ucciso a colpi di machete. A raccontarlo è Paolo Borgna, procuratore aggiunto a Torino: "L'assassino ha chiamato il padre da una cabina pubblica: in pochi minuti i carabinieri lo hanno localizzato e gli hanno stretto le manette ai polsi". Borgna coordina il gruppo di lavoro Sicurezza urbana. Per anni si è occupato di tratta di esseri umani. Tra il 2001 e il 2003 ha lavorato a Bruxelles, come esperto di criminalità transfrontaliera.

Ci racconti dunque questo caso risolto da una telefonata.
"È un caso recente, di cui le cronache nazionali hanno parlato. Torino, Borgo Aurora, uno dei luoghi caldi della criminalità di strada. Nove di sera. Gli abitanti dei palazzi del lungo Dora sentono salire dalla strada urla strazianti. Si affacciano e vedono un giovane che, impugnando un machete, sta infierendo su un altro uomo. Con colpi ripetuti gli taglia una mano. Poi si accanisce sull'altro braccio. La gente urla, implora il giovane di fermarsi. Un uomo cerca di intervenire ma viene respinto dalla minaccia del machete. Con un colpo finale, di fronte a quella platea sgomenta e impotente, l'aggressore uccide la vittima. Poi scappa. In poche ore i carabinieri riescono a conoscere il nome dell'assassino. Ora bisogna prenderlo. Ed è qui che entrano in campo le intercettazioni: disposte
dal pm con urgenza, lavorando giorno e notte, man mano che si scoprivano le schede in uso alle persone che l'assassino in fuga avrebbe potuto contattare. Sapendo che più passava il tempo più sarebbe stato facile, per l'omicida, lasciare l'Italia per il suo Paese d'origine. Per lui sarà fatale l'intercettazione di un'utenza in uso al padre, che sta all'estero. L'assassino lo chiama da una cabina pubblica: in pochi minuti i carabinieri lo localizzano e gli stringono le manette ai polsi".

Stando a quel che afferma il governo, il disegno di legge sulle intercettazioni non indebolisce le indagini dei pm. Cosa ribatte? Quanto e come si complicherà il vostro lavoro?
"Nel caso che ho raccontato, con la disciplina prevista dalla riforma si sarebbe ottenuto lo stesso risultato? Onestamente rispondo: sì. Accompagnandolo con molti "ma". Avremmo ottenuto lo stesso risultato arrampicandoci faticosamente sui vetri. Innanzitutto perché i numerosi decreti urgenti del pm avrebbero dovuto essere convalidati non dal gip del suo stesso tribunale (come è ora) ma da un collegio di giudici del capoluogo di Regione. E ciò può provocare serie difficoltà quando il pm che procede sta in provincia e la necessità di inviare nel capoluogo, per ogni decreto urgente, tutti gli atti può scontrarsi coi tempi stretti di un'indagine convulsa. La maggiore difficoltà verrebbe però da un dettaglio. Oggi le intercettazioni si possono disporre su qualunque utenza il cui ascolto sia utile per indagare su gravi reati per cui ci siano gravi indizi. Con la riforma si potranno intercettare solo le utenze degli indagati e quelle usate da persone diverse "per conversazioni o comunicazioni attinenti ai fatti per i quali si procede". Si può dire, a priori, che il telefono del padre di un fuggitivo, che nulla sa del reato commesso dal figlio, sia usato per conversazioni che riguardano il fatto per cui si procede? Certo, in un caso come quello dell'assassino del machete,sosterrei questa tesi; e intercetterei il padre. Ma, appunto, per farlo, dovrei arrampicarmi sui vetri: motivare a lungo per superare il significato strettamente letterale della norma. Per farlo, perderei tempo prezioso. E non è detto che il giudice mi darebbe ragione. Come se il nostro processo non fosse già pieno di ostacoli sempre più fitti e alti. Né si sarebbe potuto, nel nostro caso, applicare la norma che, anche con la riforma, consente di intercettare un telefono per "ricercare un latitante". Perché, in quelle prime ore delle indagini, il ricercato non era ancora, tecnicamente, un "latitante"".

Quali indagini, in base alla sua esperienza, diventerebbero impossibili o comunque difficili con la riforma in discussione?
"Molte indagini per reati di mafia - per i quali poco cambia con la riforma - sono lo sviluppo di indagini nate investigando su un reato minore (per esempio, all'associazione per traffico di droga spesso si arriva con intercettazioni su semplici compravendite: art. 73 della legge sugli stupefacenti). Lo stesso discorso può farsi per i reati economici, strumentali all'associazione mafiosa. Imporre - come fa la riforma - stretti limiti temporali alle intercettazioni per questi reati (minori ma comunque gravi) rischia di riflettersi negativamente anche sulle indagini per reati di mafia".

Cosa risponde a quanti dicono che le intercettazioni costano tanto e se ne fanno troppe?
"Mi risulta che la spesa sia già in forte diminuzione. A Torino, dal 2006, abbiamo ridotto la spesa del 60%! Grazie soprattutto a una migliore organizzazione che - come lo stesso ministero ci ha riconosciuto - può servire come modello di "buona pratica". È vero che in altri Paesi le intercettazioni disposte dai giudici sono molto meno che in Italia. Ma lì le intercettazioni sono fatte dalla polizia: in modo meno controllato e con numeri che neppure si riescono a conoscere. Il vero problema, a mio parere, è la pubblicazione di conversazioni private, che non hanno alcuna rilevanza nel processo. Su questo punto sono favorevole a una riforma. Sono favorevole a un'udienza filtro, in cui il giudice disponga la distruzione delle conversazioni irrilevanti. E favorevole a contrastare, in tutti i modi, chi fa uscire queste conversazioni".

(08 ottobre 2011
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Re: Intercettazioni, si va verso il ddl Mastella

Messaggioda reggino » 10/10/2011, 17:42

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