Il nostro cuore gronda sangue

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reggino
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Re: Il nostro cuore gronda sangue

Messaggio da reggino » 13/08/2011, 20:28

rca ha scritto:[

Compare -intanto un saluto, se mi ricordo giusto chi sei- io non voglio difendere il nano, lungi da me farlo. Voglio però cercare di capire perchè, oltre la logica dell' opposizione, anche in questi momenti critici non si riesca a condividire nulla. Ripeto, più di un punto mi lascia perplesso (taglio fas su tutti) ma qualche altro possibile che non sia degno nemmeno di attenzione e che è tutto da rifare?

Sul politico, a destra o sinistra, ho l' impressione che questa legislatura abbia fatto davvero come peggio non poteva. Tremo sapendo che nemmeno alla prossima tornata sarò libero di eleggere chi dico io.
Di Pietro ha parlato di una manovra a luci ed ombre,cioè qualcosa di decente c'è,ma complessivamente è una schifezza.Questa manovra qui non la condividono importanti esponenti della maggioranza a partire da Formigoni per passare ad Alemanno per finire a Crosetto,e vuoi che la difendono quelli dell'opposizione? a proposito news fresca,fresca.


Manovra, si allarga la fronda anti-Tremonti
Nove deputati Pdl: “Faremo emendamenti”
Partiti in 4, diventano 9 i parlamentari Pdl che animano la fronda contro Giulio Tremonti e la manovra fresca di varo in Cdm. Antonio Martino, Giuseppe Moles, Giancarlo Mazzuca, Santo Versace, Alessio Bonciani e Deborah Bergamini si aggiungono a Guido Crosetto, Isabella Bertolini e Giorgio Stracquadanio nel dire che “non abbiamo sbagliato nel giudicare deludente l’intervento del ministro dell’Economia. Il decreto legge presentato dal governo è poco convincente per due ragioni fondamentali: non affronta seriamente i problemi strutturali che hanno portato la spesa pubblica al 52% del Pil e il debito pubblico a dimensioni insostenibili; e aumenta le tasse sul reddito già troppo elevate”.

“Il presidente del Consiglio, il leader politico che per primo ha proposto un coerente programma liberale, sostiene, a ragione, di avere il cuore che gronda di sangue. Eppure – proseguono i 9 parlamentari Pdl – non è affatto impossibile almeno emendare il decreto per rafforzare e rendere più certe le misure riformatrici, come ad esempio quelle relative alla privatizzazione dei servizi locali, ed evitare un per niente inevitabile aumento delle tasse”. “Per rispetto della parola data agli elettori, per rispetto delle nostre convinzioni, per la certezza data dall’esperienza che più tasse vogliono dire meno lavoro e meno sviluppo, abbiamo deciso – annunciano – di presentare una serie di emendamenti che sostituiscano le maggiori tasse con migliori riforme, che riducano l’impatto depressivo sull’economia, che riducano la spesa pubblica in rapporto al Pil. Le nostre saranno proposte concrete, misurabili e diverse tra loro, di modo che il Parlamento possa discutere e scegliere quelle che riterrà migliori”.

ilfatto
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