Dimissioni Luigi Tuccio

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Dimissioni Luigi Tuccio

Messaggio da doddi » 22/03/2012, 13:32

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Reggio: Tuccio si è dimesso. Duro attacco a Canale. Arena: "Gesto nobile per amore"
Giovedì 22 Marzo 2012 12:50

L’assessore comunale di Reggio, Luigi Tuccio, si è dimesso.
Non è un dato di poco conto, visto che Tuccio aveva approcciato la conferenza stampa convocata per stamane “ribadendo quanto già detto nel comunicato diffuso nell’immediatezza della operazione “Lancio” (quella nell’ambito della quale è stata fermata la madre della sua compagna), e cioè che non mi dimetto”.
E’ stato poi il Sindaco Arena (e, conseguentemente, ancora, lo stesso Tuccio) a chiarire la portata di tale affermazione chiarendo che sono state effettivamente rassegnate le dimissioni e che Tuccio intendeva dire che non sussistono le condizioni, relative alle vicende in oggetto, per le dimissioni.
E però si è dimesso.
“Si è dimesso per segnare una pagina importante, nobile e in qualche modo storica della nostra città” – ha detto Arena – “nonostante i ripetuti inviti a restare al suo posto da parte del sottoscritto, della Giunta e della maggioranza consiliare. Lo ha fatto” – ha proseguito Arena – “in maniera del tutto sganciata e lontanissima da qualunque fatto che strumentalmente gli si vuole addebitare e lo ha fatto, dimostrando grande nobiltà d’animo, proprio per sottrarre la guida della Città da bieche strumentalizzazioni in una fase di grande inciviltà che sta attraversando, sotto questo aspetto, l’intero Paese. Il suo è un atto di amore”.
Fin qui il Sindaco.
Ma prima Luigi Tuccio si era lasciato andare a valutazioni serie, approfondite e pesanti.
Alcuni appunti utilizzati solo per non perdere di vista tutti gli argomenti che intendeva toccare, voce stentorea, sicura, a tratti aggressiva e un paio di pungi sbattuti sul tavolo, Tuccio, di fatto, ha messo sotto processo l’intero sistema sociale della città: “Io sono responsabile della mia storia personale e di quella della mia famiglia” – ha detto Tuccio – “e sono certo della correttezza del mio operato di cittadino, di uomo e di politico. Capisco anche” – ha proseguito Tuccio – “che bisogna non solo essere, ma pure apparire corretti, ma la forza della verità non conosce ostacoli. Ribadisco che di certe vicende familiari – ha proseguito riferendosi ai legami di affinità della sua compagna con esponenti della criminalità organizzata – “non sapevo nulla e rispetto al mio operato sono sempre pronto a mettermi in discussione, ma solo per il mio operato”.
Tuccio ha poi affondato il coltello rispetto alle vicende del settore urbanistica, la cui delega ha appena restituito al Sindaco: “Contro di me ho riscontrato un attacco mediatico senza precedenti” – ha detto Tuccio – “e la stessa cosa capitò anche al mio predecessore, il magistrato Adornato, che proprio da Massimo Canale ha ricevuto un indennizzo di 30.000 euro”.
Per la cronaca va detto che tale vicenda giudiziaria non si è conclusa; la Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata da Massimo Canale ritenendola fondata e la causa è stata rinviata al novembre del 2013.
E proprio su Canale sono arrivati i fendenti più violenti: “Canale fin da bambino ha sempre avuto aperte le porte di casa mia e di mio zio, e mentre sotto casa mia sostavano la auto di scorta a mio padre e alla mia famiglia, davanti allo studio di suo padre, Giuseppe, si potevano trovare i fuoristrada di noti imprenditori della città…”.
Ancora a proposito di urbanistica Tuccio ha sottolineato come gli interessi siano imponenti “soprattutto da parte di chi di dispone di patrimoni terrieri e immobiliari di dubbia provenienza. Ma chi sono i miei moralizzatori? Potrei dire tante cose” – ha proseguito Tuccio – “e vorremmo sapere come si sono formati alcuni consistenti patrimoni di alcuni consiglieri o chi è quella figlia di un noto esponente del centrosinistra che convive more uxorio col figlio di un capomafia o, ancora, chi è il padre di un esponente politico regionale di centrosinistra coinvolto in vicende di mafia o, di più, vorremmo sapere di strane assunzioni in Sviprore o presso l’Agenzia dei beni confiscati”.
Qui Tuccio, pur criticando la cultura del sospetto, non ha voluto fare i nomi delle persone di riferimento e quindi, sulla graticola mediatica, a nome del centrosinistra è rimasto solo Massimo Canale.
“Altro che città metropolitana” – ha chiosato Tuccio – “qui è necessario un serio percorso di analisi e revisione del processo culturale che riguarda la nostra società, pervasa trasversalmente da frequentazioni vicine a certi ambienti.”
In conclusione Tuccio ha ringraziato il padre Giuseppe, ex magistrato, “per avermi dato l’opportunità di attingere a un pozzo di cultura, saggezza e legalità”.
“Proseguirò comunque nel mio impegno politico” – ha concluso Tuccio.


:salut
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.