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"Arrestate il deputato Milanese"

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"Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda goldenboy » 07/07/2011, 15:45

Il pm di Napoli: "Arrestate il deputato Milanese"
e scattano perquisizioni nel centro di Roma
Nuovo capitolo dell'istruttoria condotta dalla Procura di Napoli. L'ipotesi di reato per il deputato del Pdl, fino a pochi giorni fa consigliere politico del ministro Tremonti, è di corruzione, rivelazione di segreto e associazione per delinquere

ROMA - Una ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nei confronti del deputato del Pdl, Marco Mario Milanese. Il provvedimento, spiccato su richiesta del pm Vincenzo Piscitelli della sezione Criminalità economica della Procura di Napoli, è stato trasmesso oggi alla Camera dei Deputati per l'autorizzazione all'arresto.

Le accuse contestate sono di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere.

IL PROCURATORE: Noi non guardiamo in faccia a nessuno

Le indagini rappresentano lo sviluppo dell'inchiesta in cui è coinvolto, tra gli altri, Paolo Viscione in relazione alle attività della società assicurativa Eig. Secondo l'accusa, Milanese avrebbe ricevuto da Viscione e dalla società somme di denaro nonchè orologi di valore, gioielli e auto di lusso come una Ferrari e una Bentley, viaggi e soggiorni all'estero.

Documento: la richiesta di arresto (pdf)

Tali "regali", secondo le affermazioni fatte da Viscione costituivano il corrispettivo della rivelazione di notizie riservate e interventi per rallentare le indagini della Guardia di Finanza sulla società assicurativa. Nell'ambito dell'inchiesta, gli agenti della Digos di Napoli hanno eseguito anche altre due ordinanze agli arresti domiciliari nei confronti del sindaco di Voghera, Carlo Barbieri, e del commercialista Guido Marchesi, anch'egli di Voghera.

L'attenzione degli investigatori è incentrata sulla vendita di alcuni immobili posseduti da Milanese in Francia ad altre persone tra cui Guido Marchese e Carlo Barbieri. "Le numerose incongruenze relative a tale compravendita - è scritto in un comunicato della Procura - hanno consentito di ritenere che Milanese avesse favorito l'attribuzione di incarichi per Barbieri e Marchese in diverse società controllate dal ministero dell'Economia, quali Ferrovie dello Stato, Ansaldo Breda ed Otomelara". Gli investigatori intendono ora "accertare i collegamenti all'interno della Guardia di Finanza che hanno consentito a Milanese di accedere a notizie coperte dal segreto di indagine nonchè per ricostruire l'origine delle disponibilità economiche di Milanese ed altri connessi episodi corruttivi".

Il tutto segue una mattinata di perquisizioni e dunque un evidente allargmento dello spettro dell'inchiesta sul deputato del Pdl Marco Milanese, fino a pochi giorni fa il consigliere politico del ministro delle Finanze Giulio Tremonti, nonchè suo strettissimo collaboratore da anni ed ex ufficiale della Guardia di Finanza.

La Digos ha bussato alle prime ore del mattino alle porte di alcuni prestigiosi immobili nel cuore di Roma di proprietà del Pio sodalizio dei Piceni. Immobili che risultano presi in fitto dallo stesso Milanese.

I nuovi accertamenti giudiziari sono scattati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Napoli, titolare del fascicolo, sul deputato del Pdl: una istruttoria del pm Vincenzo Piscitelli, inquirente del pool guidato dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli.

Le perquisizioni sono in corso da qualche ora nel centro di Roma: in appartamenti e nelle sedi di societa private, una delle quali, secondo l'indagine, in stretto contatto con società del ministero dell'Economia.

La principale ipotesi di reato che torna, ancora una volta per Milanese (cinquantenne deputato di origine irpine che risulta essere stato già in contatto anche con alcuni faccendieri implicati nell'indagine sulla P3), è di corruzione.

Si tratta almeno del quarto episodio che la Procura di Napoli avrebbe individuato a carico dell'ex plenipotenziario del ministero delle Finanze. Proprio quel Milanese che, invece, appena qualche settimana fa è stato prezioso testimone nell'inchiesta sulla P4 durante un faccia a faccia con il generale della Guadia di Finanza, capo di Stato maggiore, Michele Adinolfi.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/201 ... ef=HRER2-1
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda unico » 07/07/2011, 16:01

un altro del pdl..minchia ma ndavi uno bonu nti stu partitu ??? :scratch
NOI SIAMO REGGIO CALABRIA !!!
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda pellarorc » 07/07/2011, 16:53

unico ha scritto:un altro del pdl..minchia ma ndavi uno bonu nti stu partitu ??? :scratch


è il partito della legalità e dell'onestà!
Angelino li butterà tutti fuori.....tranne il boss!ahahahhahahahaha
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda goldenboy » 08/07/2011, 8:12

Pare che gli pagasse la casa a Tremonti....boh!!!
La casa della libertà....
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda goldenboy » 08/07/2011, 8:28

http://www.corriere.it/cronache/11_lugl ... 0c33.shtml

la richiesta d'arresto per milanese, deputato pdl ed ex consigliere di tremonti
La barca, le auto, gli orologi
«Ci penso io, ricompensami»
L'imprenditore Viscione: era esoso, ma mi portava le intercettazioni

ROMA - «E quindi, se lei dovesse fare un conto delle somme che ha dato?», domanda il magistrato. «In tutto una milionata, non sono preciso... sulle novecentocinquanta, un milione e cinquanta. Con esclusione della barca e dei regali che tra l'altro, soprattutto nella prima ondata, sono stati numerosi e molto costosi. Tipo un paio di gioielli, un paio di orecchini da sette carati di brillanti, che io sono stato costretto a regalargli, perché erano stati prenotati da lui in un negozio di Capri».

Uno «scapocchione fortunato»
Il 19 dicembre scorso l'imprenditore Paolo Viscione, arrestato per truffa e altri reati, decide di denunciare pagamenti e regalie al deputato del Pdl ed ex ufficiale della Finanza Marco Milanese, strettissimo collaboratore del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Gioielli, orologi, macchine e soldi per essere protetto dalle indagini delle Procure e delle Fiamme gialle, spiega. E il giudice, che vuole arrestare Milanese anche per il reato di associazione a delinquere commesso proprio insieme a Viscione, ritiene il suo racconto «intrinsecamente credibile, non essendovi motivi per dubitare della scelta collaborativa». Vengono dallo stesso paese, Viscione e Milanese, Cervinara in provincia di Avellino: «Siamo compaesani, ma lui è un ragazzo di cinquant'anni, io ne ho circa settanta, quindi le lascio immaginare in che considerazione veniva preso questo ragazzo, che in effetti sapeva di essere uno "scapocchione" per il padre che io conoscevo, e che a tutti i costi l'ha voluto inserire. Ha avuto un bel successo, perché la fortuna l'ha accompagnato...». Un «ragazzo» che dalla posizione raggiunta, fianco a fianco con il ministro dell'Economia, intorno al 2004 si è ripresentato a Viscione: «Ha cominciato a portarmi notizie e a intimorirmi sulle posizioni mie che sembravano preoccupanti rispetto a indagini da parte della magistratura... Mi venne a dire che ci stava un problema su Napoli... Chiaramente la cosa mi ha impressionato molto, perché già si parlava di associazione a delinquere finalizzata a reati finanziari». Insieme al problema, Milanese offriva la soluzione. Non gratuitamente, però: «Dice "qua ci penso io, ci penso io, ci penso io"... Insomma, c'è stata una richiesta di danaro a cui ho dato soddisfazione... Poi abbiamo cominciato a parlare del leasing di un'automobile, una Aston Martin che gli abbiamo preso usata; si è arrabbiato perché era usata e abbiamo cambiato la macchina».

Negli Usa con la Ferilli e De Sica
Intorno al 2009 c'è quella che Viscione chiama «la seconda ondata», quando Milanese gli si ripresenta in un ristorante della capitale: «Mi incontra... "guarda che hai due indagini in corso, una del dottor Piscitelli di Napoli, l'altra ce l'ha la dottoressa non so chi di Roma"». Le promesse sono sempre le stesse: «Non ti preoccupare, ci penso io... E siamo arrivati al febbraio che lui mi dice "sei intercettato, non si può parlare più"». Anche stavolta, in cambio dell'avviso il deputato pretende un corrispettivo. «Fa delle richieste esosissime, io le adempio gradualmente», confessa Viscione che poi fa qualche conto: «Come soldi gli ho dato quattro e cinquanta (450.000 euro, ndr), che avrei dovuto dargliene seicento... Tutti in cash, prelevati dalle banche». A prenderli e portarli andava un uomo di fiducia dell'imprenditore, «cento, cento, cento alla volta». In un'occasione Milanese gli avrebbe portato le trascrizioni delle conversazioni registrate, «mi ha fatto leggere proprio i testi delle intercettazioni», ma già prima - a sentire l'imprenditore - il deputato aveva aumentato le sue pretese. Per esempio un viaggio negli Stati Uniti per le vacanze natalizie del 2009: «Questo è volgarissimo, perché si è fatto disdire dieci volte il viaggio, perché doveva partire con la Ferilli, con De Sica... dovevano stare tutti allo stesso piano e si doveva trovare lo stesso albergo...». Il particolare è riscontrato, secondo il giudice, dalle dichiarazioni di Flavio Cattaneo, fidanzato dell'attrice Sabrina Ferilli, e della fidanzata di Milanese, Manuela Bravi, portavoce del ministro Tremonti. E il viaggio negli Stati Uniti risulta saldato da una delle società di Viscione.

La barca, la Ferrari, gli orologi
L'imprenditore pagava e trovava altri che pagavano, riferisce ai magistrati. Come quando Milanese voleva vendere una barca, e lui gli trovò l'acquirente: Fabrizio Testa, poi nominato nel Consiglio di amministrazione dell'Enav e al vertice di una società controllata dall'ente. È Viscione a convincerlo: «Lo faccio portare da me e gli dico... ti compri la barca, la fai comprare da qualcuno e quello ti farà il piacere sicuramente... Cosi è stato... Fabrizio Testa, inquisito nello scandalo famoso delle fatture false Enav... Non lo voleva Matteoli, non lo voleva Alemanno, Tremonti l'ha fatto nominare...». Le indagini hanno accertato che «la barca è stata pagata a un prezzo molto superiore a quello effettivo di mercato» da una società che poi «ha quasi contestualmente versato somme alla Fondazione Casa della Libertà, chiara articolazione di natura politica». Tra le regalie a cui Viscione si sentiva costretto e alle quali ha deciso di ribellarsi, c'è pure una Ferrari Scaglietti, presa e data a Milanese usando la Aston Martin in permuta «più assegni miei, di portafoglio»: E ci sono «gli orologi, adesso ma anche prima, ci stanno gli orecchini alla moglie...». Gli investigatori hanno rintracciato il venditore di orologi, che conosce anche Milanese, il quale ha ricordato gli acquisti di Viscione per il Natale 2009: «Comprò tre orologi di prestigio, un "Frank Muller" da donna con brillantini e forma a cuoricino e due "Patek Philippe", mod. 5055 con cinturino in pelle e mod. 5035, entrambi da uomo, dal valore complessivo di mercato di circa 50.000 euro... Gli orologi erano destinati a un nostro cliente, il dottor Marco Milanese, che venne personalmente a sceglierli e a ritirarli». Disse che uno era per Tremonti, ma il ministro ha detto ai magistrati di non averlo mai ricevuto.

Le nomine pagate
In cambio di denaro e altre utilità, l'accusa ritiene che Milanese abbia «promesso prima e assicurato poi l'attribuzione di nomine ed incarichi in diverse società controllate dal ministero, ricevendo come corrispettivo somme di denaro e altre utilità». È successo con le due persone messe ieri agli arresti domiciliari: Guido Marchese, «ricevendo dallo stesso la somma di 100.000 euro», con Barbieri Carlo, attraverso «lo stesso modus operandi». A queste conclusioni il giudice è arrivato attraverso conferme autorevoli: il direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, e l'amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti. Il primo «confermava quanto già reso evidente dagli atti acquisiti, e cioè che il nominativo del Marchese gli era stato fornito da Marco Milanese»; il secondo, «pur dichiarando di non ricordare chi gli avesse sottoposto, per raccomandarlo, il nominativo di Barbieri Carlo, confermava però che la sua nomina era stata certamente a lui proposta dall'esterno della società. Precisava, inoltre, che delle nomine per conto del ministero dell'Economia si era sempre occupato il Milanese».
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda rca » 08/07/2011, 8:29

A pensare male si fa peccato, diceva uno...se le accuse sono fondate, mi domando chissà cosa faceva in servizio...
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 08/07/2011, 9:18

rca ha scritto:A pensare male si fa peccato, diceva uno...se le accuse sono fondate, mi domando chissà cosa faceva in servizio...


che brutta storia :(
e che brutta figura, mi vergogno di certi personaggi, credo che il potere dia questi problemi, più hai più vuoi avere.

ora spero che venga tutto fuori e che i responsabili paghino. Dalle testimonianze c'è poco da dichiararsi perseguitati dalla magistratura eversiva.
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 29/07/2011, 8:08

IL CASO
Tremonti: "Una stupidata quella casa ci andai perché mi sentivo spiato "Le spiegazioni offerte dal ministro sulla discussa offerta di Milanese colpiscono l'intero sistema di potere berlusconiano. Il titolare del Tesoro temeva di essere vittima di una guerra tra bande dentro la Finanza. "In caserma non ero tranquillo: ero controllato, pedinato". "Chi parla di evasione fiscale è in malafede: posso dimostrare l'assoluta regolarità del mio comportamento" di MASSIMO GIANNINI
"LO RICONOSCO. Ho fatto una stupidata. E di questo mi rammarico e mi assumo tutte le responsabilità. Ma in quella casa non ci sono andato per banale leggerezza. Il fatto è che prima ero in caserma ma non mi sentivo più tranquillo. Nel mio lavoro ero spiato, controllato, pedinato. Per questo ho accettato l'offerta di Milanese...". Finalmente, dopo lunghi giorni di imbarazzi e di silenzi, ecco la versione di Giulio Tremonti, al culmine di un assedio che lo vede all'angolo da un mese, e che rischia di farlo cadere da un giorno all'altro. Non una banale giustificazione "tecnica". Ma una brutale ricostruzione politica che, se autentica, tocca il cuore del sistema di potere berlusconiano.

Il "partito degli onesti" è un grumo di malaffari pubblici e di rancori privati. Un ministro dell'Economia, che ha appena imposto agli italiani una stangata da 48 miliardi di euro, si può pagare l'affitto di casa in nero? In quale altra democrazia occidentale sarebbe pensabile un simile cortocircuito etico e politico? Impensabile, insostenibile.

E infatti Tremonti è nell'occhio del ciclone. Non solo le rivelazioni che si inseguono ogni giorno, dalle carte dell'inchiesta sulla P4 e sull'Enav. Non solo le opposizioni che chiedono conto, rimpallando sul centrodestra una "questione morale" che si vorrebbe invece intestata al solo centrosinistra. Ma anche il "fuoco amico" del Pdl, con Berlusconi che non risparmia i veleni, i suoi "volenterosi carnefici" che si prodigano a mescolarli e i giornali di famiglia che non smettono di inocularli nel circuito politico-mediatico.
Da settimane sulla graticola, Tremonti tenta ora di passare al contrattacco. Di cose da chiarire ce ne sono tante. Basta rileggere le ordinanze dei giudici e dei pm. Tra il ministro e il deputato del Pdl "c'è uno stretto e attuale rapporto fiduciario che prescinde dal ruolo istituzionale rivestito da Milanese": lo scrive il pm di Napoli Vincenzo Piscitelli. "Assolutamente poco chiari i rapporti finanziari tra Tremonti e Milanese": lo scrive il gip di Napoli, Amelia Primavera. E dunque: perché il ministro decise di andare ad abitare nella casa per la quale Milanese versava al Pio Sodalizio un canone d'affitto di 8.500 euro al mese? E perché Tremonti, su questo canone mensile, ha pagato una quota di 4 mila euro, in contanti?

"La cosa più giusta è quella che ha detto Bossi - osserva adesso il ministro, chiuso nel suo ufficio di Via XX Settembre - ho fatto una stupidata, e di questo mi assumo la responsabilità di fronte agli italiani". È stata dunque una "leggerezza", aver accettato la proposta di un suo collaboratore: usare il suo appartamento per le trasferte nella Capitale. Tremonti rimanda al suo comunicato del 7 luglio, quando provò a troncare sul nascere l'ennesimo "ballo del mattone" che fa vacillare il Pdl, dallo scandalo Scajola in poi. "La mia unica abitazione è a Pavia. Mai avuto casa a Roma. Per le tre sere a settimana che da più di 15 anni trascorro a Roma, ho sempre avuto soluzioni temporanee, in albergo o in caserma. Poi ho accettato l'offerta dell'onorevole Milanese. Da stasera, per ovvi motivi di opportunità, cambierò sistemazione". Questo diceva Tremonti, un mese fa. Ora ha cambiato sistemazione, appunto. Ma resta sulla sua coscienza la consapevolezza di aver commesso, appunto, "una stupidata". Comunque grave. Gravissima per un ministro.
Nonostante questo, Tremonti non accetta di passare per un disonesto o un evasore fiscale. "Chi parla di evasione fiscale è in malafede. Questa accusa non la posso accettare. Sono in grado di dimostrare in modo tecnicamente e legalmente indiscutibile l'assoluta regolarità del mio comportamento, e del mio contributo alle spese di quell'affitto". Non lo toccano le nuove carte uscite dall'inchiesta Enav, né la ricostruzione dell'imprenditore Tommaso Di Lernia, secondo il quale l'affitto della casa non lo pagava Milanese, ma un altro imprenditore, Angelo Proietti, che in cambio otteneva sub-appalti. "È una storia di cui non so nulla - commenta il ministro - non conosco quell'imprenditore indagato, non so nulla del contesto nel quale ha raccontato quei fatti".

Ma la novità clamorosa, che emerge dallo sfogo di Tremonti sull'intera vicenda, non riguarda tanto le spiegazioni "formali" sulla quota d'affitto versata a Milanese, quanto piuttosto le ragioni "sostanziali" che lo spinsero ad accettare il "trasloco". Tra le righe, il ministro accenna qualcosa, proprio nel primo comunicato del 7 luglio. "Per le tre sere a settimana che da più di 15 anni trascorro a Roma, ho sempre avuto soluzioni temporanee, in albergo o in caserma. Poi ho accettato l'offerta dell'onorevole Milanese...". Questo è il punto cruciale. Per molti anni, e per l'intera legislatura 2001-2006 in cui è ministro, Tremonti dorme "in albergo o in caserma". Ma a un certo punto, dal febbraio 2009, decide di "accettare l'offerta dell'onorevole Milanese". Cosa lo spinge a farlo? Non il risparmio. Anzi, l'appartamento di Via Campo Marzio gli costa, mentre l'albergo lo paga il ministero, e la caserma la paga la Guardia di Finanza. E allora? Perché Tremonti decide di traslocare?
"La verità è che, da un certo momento in poi, in albergo o in caserma non ero più tranquillo. Mi sentivo spiato, controllato, in qualche caso persino pedinato...". Eccolo, il "movente" che il ministro alla fine rende pubblico, dopo oltre un mese di tiro al bersaglio contro di lui. Ecco la "bomba", che Tremonti fa esplodere nel nucleo di uno scandalo che non è suo (o almeno non solo suo) ma semmai dell'intero sistema di potere berlusconiano. L'aveva fatto capire lui stesso, il 17 giugno scorso, nel colloquio con il pm Piscitelli che lo aveva ascoltato come testimone. In quell'occasione Piscitelli fa sentire al ministro un'intercettazione telefonica (registrata nell'inchiesta sulla P4 di Bisignani) tra Berlusconi e il Capo di Stato Maggiore Michele Adinolfi. Ed è allora che - come si legge nell'ordinanza - "il ministro riferisce dell'esistenza di "cordate" nella Guardia di Finanza, che si sono costituite in vista della nomina del prossimo Comandante Generale, precisa come alcuni rappresentanti di quel Corpo siano in stretto contatto con il presidente del Consiglio".

Dunque, nella guerra per bande dentro la GdF, Tremonti sa da tempo di essere nel mirino di una "banda". In particolare, di quella che riferisce direttamente al premier. Lo dice lui stesso a Berlusconi, in un colloquio di cui parla proprio il generale Adinolfi, a sua volta interrogato da Piscitelli il 21 giugno (quattro giorni dopo il ministro). "Berlusconi - racconta il generale - mi mandò a chiamare, dicendomi che Tremonti gli aveva fatto una "strana battuta" allusiva, paventando che tramassi ai danni del ministro. Chiamò Tremonti davanti a me e lo rassicurò". Evidentemente quelle rassicurazioni non servono a nulla. "Vittima" di questa guerra per bande fin dal 2009, quando cominciano i primi dissapori interni alla maggioranza e il Cavaliere comincia a sospettare degli "inciuci" tremontiani con la Lega e delle sue mire successorie dentro il Pdl, il ministro dell'Economia non si sente "tranquillo". Al contrario, si sente "spiato". E ora lo dice, apertamente: "In tutta franchezza, non me la sentivo più di tornare in caserma. Per questo, a un certo punto, ho accettato l'offerta di Milanese. L'ospitalità di un amico, presso un'abitazione che non riportava direttamente al mio nome, mi era sembrata la soluzione per me più sicura".


Una scusa estrema, e tardiva, di un uomo disperato? Difficile giudicare. Ma questa è la ricostruzione di Tremonti. Se è vera, siamo al nocciolo duro del "metodo di governo" berlusconiano, che incrocia le P3 e le P4, la Struttura Delta e la "macchina del fango", gli apparati dello Stato e il malaffare economico. "Non accetterò che si usi contro di me il metodo Boffo", ha detto il ministro al Cavaliere, in un drammatico faccia a faccia dei primi di giugno, quando gli apparati del premier lo lavoravano ai fianchi, per convincerlo a dimettersi. Forse siamo ancora dentro quel film. Se è così, è più brutto e più serio della pur imperdonabile "stupidata" di Tremonti.
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda reggino » 30/07/2011, 19:33

consiglio la lettura di questo articolo:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07 ... ue/148859/
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 30/07/2011, 19:46

reggino ha scritto:consiglio la lettura di questo articolo:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07 ... ue/148859/



la conclusione d iTravaglio è ironica e provocatoria, ma senza basi di alcun veritiero riferimento.
la "lotta" è al vertice ed è meglio che la risolvino quanto prima, ma non sarà semplice vedremo cosa si diranno i diretti interessati, considerando che di mezzo ci sarà anche Polalri, stiamo messi bene :D
chi invece lavora per strada e fa il suo, deve avere il rispetto di qualsiasi altro lavoratore ;)
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 01/08/2011, 7:46

Milanese, gli affari con i lottizzati di Pavia e 250 mila euro finiti in una scatola di scarpeIl racconto di un commercialista che ha ottenuto incarichi in sei società pubbliche. Il denaro fu dato a garanzia di una somma maggiore. Con il "divieto" di metterlo in banca di CONCHITA SANNINO

NAPOLI - Se il crollo del sistema anni '90 passò (anche) attraverso il pouf imbottito di miliardi dei coniugi Poggiolini, in questa tangentopoli primi anni Duemila spunta un'ordinaria "scatola di scarpe Adidas", dove qualcuno stipa uno degli imbarazzanti tesoretti cash di Marco Milanese, il deputato Pdl per il quale pende una richiesta d'arresto alla Camera.

In quella scatola finisce la metà dei "250 mila euro in contanti", di provenienza misteriosa, che lo stesso ex consigliere politico di Tremonti trasporta in un borsone di pelle e, in uno studio di Milano, consegna a due "amici", oggi co-indagati, il commercialista Guido Marchese e l'attuale sindaco di Voghera, Carlo Barbieri.

La vicenda riguarda la presunta corruzione in cambio di nomine di cui hanno beneficiato i due manager (Barbieri entra in Federservizi; Marchese, come revisore dei conti, in Ansaldo Breda, Oto Melara, Ansaldo Energia, Sogin e Sace, per oltre 60mila euro di emolumenti complessivi), vicini al gruppo di professionisti pavesi che il gergo della politica definisce "Tremonti boys". I due sono stati arrestati il 7 luglio luglio, e nel frattempo sono stati scarcerati dopo che il pm Vincenzo Piscitelli aveva dato per acquisito il "materiale probatorio".

Il verbale, dunque. Secondo Marchese, Milanese arriva "con una borsa carica di quel denaro in contante". E lo offre ai due "a titolo di garanzia" del debito di 650mila euro che non poteva momentaneamente onorare dopo la tortuosa
vendita della villa a Nizza: un'operazione che proverebbe lo scambio denaro-nomine tra Milanese e i suoi "amici". Emerge forte il timore di Marchese: "Noi avevamo un timore reverenziale nei confronti di Milanese... Eravamo allertati perché avevamo 250mila euro e non ne sapevamo la provenienza, no?".

All'origine del caso, un gran giro di denaro per un'operazione apparentemente anti-economica. Una compravendita in cui Marchese e Barbieri fanno investimenti senza guadagnarci né un bene, né un euro; e in cui Milanese - lo ha detto in un'intervista a Repubblica - avrebbe venduto "perdendoci 40mila euro".

Racconta quindi Marchese: "Nel maggio 2010 il nostro amico Sergio Fracchia (agente immobiliare), ci comunica che il Milanese vuole vendere la villa a Cannes. Dice che ha fretta, e anche se la casa vale 2 milioni, si può trattare a 1 milione e 650mila (...)". Marchese e Barbieri accettano per "fare un affare, guadagnandoci in questa operazione 200mila euro, visto che la villa era bella, con piscina, e c'era un cliente olandese" che l'avrebbe riacquistata. "Quindi la fermiamo con due bonifici, 50mila io e 50mila il Barbieri". I due ottengono poi un finanziamento della Carige per 550mila euro, somma che finisce su un bonifico destinato a Milanese. Ma poi il presunto olandese si volatilizza.

Si trova un'altra acquirente: tale Mizumori, giapponese. La quale ottiene la casa per 1 milione e 610 mila euro. Quindi, 40mila euro in meno sull'affare previsto. E Milanese appare in difficoltà: "Il Milanese ci rilascia un assegno di importo pari a 650mila euro, però ci dice di attendere, perché era privo di disponibilità... E noi non eravamo troppo tranquilli. A un certo punto, nell'autunno scorso, Milanese ci convoca a Milano presso l'ufficio del Fracchia. Arriva, apre la borsa: 250mila euro. Guardo, dico: che succede? Lui: no, guardate, questi soldi voi li tenete qua a garanzia. Insomma ce li dividiamo: 125 a Barbieri, 125 io. Ma era impossibile depositare, non sapevamo la provenienza, poi io faccio il commercialista dov'è che andavo, alla faccia delle norme della tracciabilità? E allora metto questi soldi in una scatola di scarpe Adidas, e li tengo nel mio ufficio. (...) Insomma io mi rendo conto che anche con le norme antiriciclaggio, uno arriva e da dove arrivano questi soldi? Io non lo sapevo e neanche glielo ho chiesto, sì, Milanese è un amico, però è stato nella Finanza, è consigliere del ministro, cioè era un'amicizia... sbilanciata, ecco".

Milanese, da parte sua, ha sostenuto che saprà "spiegare ai magistrati l'origine di quei 250mila euro. dietro i quali non c'era nessun'ombra, nessun segreto".


http://www.repubblica.it/politica/2011/ ... -19857326/
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda Regmi » 01/08/2011, 18:33

Stavo notando che, pur con tutto l'impegno profuso da altri, per questo 3D legna disponibile non ce n'è.
Serve tutta per l'altro su Penati. :beer2:


Da solo non ce la faccio.
Doddi che fai? Mi dai una mano gratuitamente o, per trovare delle possenti braccia come le tue, mi devo rivolgere a qualche agenzia interinale. :fifi:
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 01/08/2011, 21:01

Regmi ha scritto:Stavo notando che, pur con tutto l'impegno profuso da altri, per questo 3D legna disponibile non ce n'è.
Serve tutta per l'altro su Penati. :beer2:


Da solo non ce la faccio.
Doddi che fai? Mi dai una mano gratuitamente o, per trovare delle possenti braccia come le tue, mi devo rivolgere a qualche agenzia interinale. :fifi:


il problema è che dell'altro caso il Giornale ormai ha inziato la crociata, d iquesto argomento invece nella pagina del giornale online non trovi neanche la notizia :D

anzi un editoriale di Sgarbi che si indigna con la procura di Roma che apre un fascicolo d'ichiesta a suo dire sui pettegolezzi d iquesto caso :P

e invece c'è di dovrebbe tremare per quest oscandalo altro che i ladriceddi della sinistra, qui la cosa è grande, molto grande e ci sono dentro i poteri dello Stato e se vuoi ho qualche bella collezione di articoli da presentarti, come sai per vie traverse qualche spiffero passa, ma non è mostrato dalla grande stampa.
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda Regmi » 01/08/2011, 21:27

NinoMed ha scritto:
Regmi ha scritto:Stavo notando che, pur con tutto l'impegno profuso da altri, per questo 3D legna disponibile non ce n'è.
Serve tutta per l'altro su Penati. :beer2:


Da solo non ce la faccio.
Doddi che fai? Mi dai una mano gratuitamente o, per trovare delle possenti braccia come le tue, mi devo rivolgere a qualche agenzia interinale. :fifi:


il problema è che dell'altro caso il Giornale ormai ha inziato la crociata, d iquesto argomento invece nella pagina del giornale online non trovi neanche la notizia :D

anzi un editoriale di Sgarbi che si indigna con la procura di Roma che apre un fascicolo d'ichiesta a suo dire sui pettegolezzi d iquesto caso :P

e invece c'è di dovrebbe tremare per quest oscandalo altro che i ladriceddi della sinistra, qui la cosa è grande, molto grande e ci sono dentro i poteri dello Stato e se vuoi ho qualche bella collezione di articoli da presentarti, come sai per vie traverse qualche spiffero passa, ma non è mostrato dalla grande stampa.


A dirla tutta non è che dall'altra parte quanto emerso siano delle pagliuzze.

Ma cazzarola, dico io, mai a leggere un'incazzatura, un mal di pancia, una critica, una censura che sia una.
Loro continuano imperterriti a dormire tra due guanciali mentre, parafrasando 3Monti, il Titanic affonda.
Semplicemente ridicoli.
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 01/08/2011, 22:01

Regmi ha scritto: A dirla tutta non è che dall'altra parte quanto emerso siano delle pagliuzze.

Ma cazzarola, dico io, mai a leggere un'incazzatura, un mal di pancia, una critica, una censura che sia una.
Loro continuano imperterriti a dormire tra due guanciali mentre, parafrasando 3Monti, il Titanic affonda.
Semplicemente ridicoli.


dalla'ltro lato a confronto di questa situazione sono veramente pagliuzze, qui ci sono poteri dello stato che si scontrano, ma non c'è, secondo me il giusto rilievo alla situazione.



GDF: COCER, INOPPORTUNE E OFFENSIVE DICHIARAZIONI CROSETTO 'FINANZA NON PUO' DIVENTARE CAMPO BATTAGLIA SCONTRO POLITICO'
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Il Cocer della Guardia di Finanza ''giudica inappropriate e inopportune le dichiarazioni rese dal sottosegretario alla Difesa Crosetto nel corso della trasmissione 'La Zanzara' di ieri''.
''Definire la Guardia di Finanza un'organizzazione di cui aver paura - sostiene il Cocer - offende la dignita' dell'Istituzione e dei 63.000 finanzieri che quotidianamente prestano la loro opera a tutela degli interessi del Paese. Tutti i cittadini onesti sanno benissimo che non hanno nulla da temere, ed anzi, molto da guadagnare, dalla loro attivita'''. Inoltre, prosegue l'organismo di rappresentanza della Fiamme Gialle, ''l'affermazione secondo cui l'azione di controllo amministrativo si volgerebbe in modo totalmente arbitrario dimostra nessuna considerazione per il quadro giuridico che la regola, il quale prevede sempre l'intervento di un'autorita' amministrativa esterna, competente a irrogare le sanzioni, e di quella giudiziaria, alla quale e' possibile ricorrere''.
Il Cocer, poi, prosegue, ''non vorrebbe che le dichiarazioni siano strumentali al tentativo di tornare ad un comandante generale proveniente dall'Esercito; a questo punto, oltre alle vere o presunte cordate interne, ce ne sarebbero anche di esterne con i loro sponsor politici. Sul punto - aggiunge - il Cocer ribadisce con forza quanto auspicato nel corso dell'incontro con il Comandante generale di alcuni giorni fa, cioe' che la scelta del nuovo comandante avvenga correttamente in modo da evitare ogni forma di speculazione o strumentalizzazione''.
I finanzieri, conclude, ''pretendono pieno rispetto per il loro lavoro e si permettono di rammentare a tutti quello che a loro e' stato insegnato: i singoli possono sbagliare, per questo possono essere criticati e, ricorrendone i presupposti,
sanzionati, ma le Istituzioni si difendono. Sempre! La Guardia di Finanza non puo' diventare, per l'ennesima volta, il campo di battaglia di uno scontro politico che non la riguarda, perche' questo fa male ai cittadini e al Paese''. (ANSA).
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 01/08/2011, 22:02

GDF: STRACQUADANIO, REAZIONE COCER RIVELA VENTICELLO REGIME
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - ''La reazione del Cocer della Guardia di Finanza alle considerazioni espresse da Guido Crosetto e' rivelatrice di un pericoloso venticello di regime''. Lo afferma il deputato del Pdl Giorgio Straquadanio che definisce ''impensabile che un organismo di rappresentanza militare pretenda di sindacare un ragionamento di un parlamentare che ha criticato le leggi e l'organizzazione dei controlli fiscali, e non certo il comportamento di singoli appartenenti ad un corpo
militare dello Stato''.
''E' ancora piu' inaccettabile - afferma Stracquadanio - che il Cocer della Guardia di Finanza faccia insinuazioni sui motivi delle osservazioni di Crosetto. Sarebbe il caso di smetterla, nella polemica pubblica, di guardare dal buco della serratura
quando la porta e' spalancata''.
''Che il sistema fiscale e il sistema dei controlli tributari vigenti oggi in Italia non siano quanto di piu' desiderabile in un Paese liberale dovrebbe essere convinzione comune. E nessuno - sostiene il deputato del Pdl - dovrebbe sentirsi offeso da
dichiarazioni in questo senso. Se, di converso, consideriamo quello che si dice sul Parlamento, quale dovrebbe essere la reazione di deputati e senatori?''.
''Il venticello di regime e' proprio questo: parlamentari zitti e mosca e tutti i poteri burocratici pronti a mettere il Parlamento sul banco degli accusati. E' una deriva pericolosa'', conclude.(ANSA).
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 01/08/2011, 22:05

L'ONOREVOLE STRACQUADANIO CERCA DI UMILIARE IL COCER E IL POPOLO GDF: "IL COCER SI OCCUPI DEL RANCIO E NON SI PERMETTA DI CRITICARE UN SOTTOSEGRETARIO" (dal programma Omnibus di La7)
domenica 31 luglio 2011

L’onorevole Giorgio STRACQUADANIO (PDL) attacca il Cocer della Guardia di finanza che ieri, a nome del personale del Corpo, si è permesso – a suo dire – di fare valutazioni politiche sulle gravi affermazioni e sulle valutazioni del sottosegretario alla difesa Crosetto.

Facciamo notare al parlamentare che le cose sono cambiate da quando ha fatto il militare e che, per fortuna degli Italiani, gli Organismi della rappresentanza si sono lentamente e faticosemente evoluti in attuazione dell'articolo 52 della Costituzione.

Sappiamo dei numerosi tentativi di esponenti del partito dell'on. Stracquadanio, come il sottosegretario Cossiga e il senatore Ramponi, di cercare di far tornare le Forze armate , i Carabinieri e la Guardia finanza a logiche, CHE RITENIAMO PERICOLOSE PER LA DEMOCRAZIA, di separazione del mondo militare dalla Società civile.

Sappia, onorevole, che non lo consentiremo. Noi siamo in Europa, voi fuori dalla modernità e non capite ciò che serve davvero al Paese.

Perciò invitiamo Lei e la sua parte politica a rileggerlo, l'articolo 52, e a cercare di comprenderne, finalmente, la valenza, la portata e l'effettivo altissimo significato.

Voi parlate ancora di "condizione militare", cioé di CONDIZIONE SERVILE. Noi parliamo di professione e di missione militare. Evolvetevi, i militari non sono più quelli di una volta: sono cittadini a pieno titolo, ai quali i Padri costituenti hanno garantito i diritti di parola, di associazione e di partecipazione alla vita politica del paese.

Fatevene una ragione.

Esprimiamo, pertanto, la nostra totale solidarietà al Cocer delle Fiamme Gialle e invitiamo i delegati nazionali a non mollare nell’impegno di chiedere e pretendere, a nome degli oltre 60mila finanzieri, una Guardia di finanza moderna, trasparente, rigorosa e rispettata da tutti.

Giuseppe Fortuna
Presidente Comitato Articolo 52
Direttore del sito www.ficiesse.it
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 02/08/2011, 14:04

Inchiesta P4, Casa Tremonti
Lavori omaggio da 200mila euro
Il proprietario dell'appartamento incastra il deputato Pdl Marco Milanese: "In questo modo avevano l'alloggio gratis". E ancora: "Per le opere svolte da Proietti all'inizio mi chiesero 400mila euro per pagare l'affitto del 2014"
Eccolo il verbale che inchioda Marco Milanese e che imbarazza Giulio Tremonti. Porta la data del 7 luglio e contiene le dichiarazioni di un cinquantenne nato a Città di Castello che in molti conoscono nei palazzi romani. Si chiama Alfredo Lorenzoni ed è il segretario generale del Pio Sodalizio dei Piceni, l’uomo incaricato di gestire le pratiche di affitto dei pregiati immobili romani di questa antica Confraternita di marchigiani. Lorenzoni ha raccontato tre cose importanti al pm Vincenzo Piscitelli che indaga su Marco Milanese a Napoli. Innanzitutto ha detto chiaramente che i lavori di ristrutturazione effettuati e mai pagati dal deputato Pdl nella casa di via Campo Marzio 24 a Roma valgono più di 200 mila euro e non 52 mila come sostengono all’unisono Milanese e il costruttore Angelo Proietti, indagati a Roma per corruzione dal pm Paolo Ielo proprio per la ristrutturazione a sbafo.

Inoltre Lorenzoni ha ricordato che il primo preventivo presentato dalla società di Proietti, la Edil Ars, ammontava addirittura al doppio: 400 mila euro. Questa somma mostruosa anche per il rifacimento di un appartamento d’epoca al centro di Roma, nella logica accusatoria, sarebbe stata utile a prolungare la permanenza gratuita nell’appartamento di Tremonti e Milanese. Se fosse stata accettata da Lorenzoni, Marco Milanese avrebbe potuto offrire gratis al ministro la sua magione romana senza tirare fuori un euro per tre anni e non per i 17 mesi ottenuti. La terza cosa che ha detto Lorenzoni al pm Piscitelli è che per lui quella casa in cerca di autore era destinata non a Milanese ma a Tremonti. Una dichiarazione che mette in serio imbarazzo il ministro e rende sempre urgente la sua convocazione come testimone davanti ai pm che indagano su Milanese.

Sono troppi i dubbi e le incongruenze tra le sue dichiarazioni e i verbali di testimoni e indagati. A partire da quelli di Alfredo Lorenzoni. Il segretario generale dei Piceni viene convocato la prima volta a Napoli da Piscitelli il 28 giugno. Al pm che gli chiede conto della casa di via Campo Marzio risponde: “Il contratto è stato stipulato il primo febbraio 2009. Il canone di locazione è stato stabilito in 8.500 euro mensili (…) concordammo contrattualmente con il Milanese l’esecuzione a suo carico di lavori per una cifra complessiva di 200 mila euro (conteggiati secondo il nostro prezzario ) dal cui ammontare andava mensilmente scomputato il canone di locazione fino al raggiungi mento di quell’ importo. Mi consta che i lavori siano stati effettivamente eseguiti”.

Peccato che i lavori non siano mai stati pagati da Milanese. Come scoprono i magistrati che convocano il costruttore Proietti per chiedergli perché. Anche perché la società Edil Ars ha fatto lavori senza gara per 5 milioni di euro con la Sogei, una società informatica controllata dal Ministero dell’economia, solo nel 2010. Proietti ha la risposta pronta: “i lavori sono stati fatti solo per 52 mila euro, come contabilizzato nel mio bilancio”. E perché non sono stati pagati? “Milanese mi diceva che avrebbe pagato tutto alla fine dell’intervento complessivo di 200 mila euro. Quando il responsabile del Pio Sodalizio, Lorenzoni”, precisa Proietti al Fatto, “venne a vedere i lavori eseguiti, io gli feci notare che valevano solo 52 mila euro, ma lui disse che avremmo ultimato l’intervento dopo”.

Evidentemente le due versioni erano dissonanti. E quella di Proietti puntella perfettamente la difesa di Milanese alla Camera: “I lavori di restauro effettivamente eseguiti ammontano a soli 50.000 euro; l’affitto che io avrei dovuto corrispondere avrebbe dovuto essere scalato dall’ammontare delle spese per il restauro, peraltro effettuato solo in minima parte; il Ministro ha corrisposto, quale partecipazione all’affitto dell’immobile, a partire dalla seconda metà del 2008, la somma mensile di circa 4 mila euro, corrispostemi settimanalmente”.

Insomma, l’importo dei lavori effettivamente realizzati è determinante. Ecco perché il 7 luglio Alfredo Lorenzoni viene riconvocato da Piscitelli. ”In relazione ai lavori di via Campo Marzio 24 confermo che la stima di quelli necessari, da effettuare secondo il nostro prezziario, ammontava a circa 250 /260 mila euro”, spiega ai pm Lorenzoni “in precedenza l’Edil Ars aveva presentato per quell’appartamento, su incarico del nuovo inquilino, un preventivo per circa 400 mila euro che noi non prendemmo neanche in considerazione perché sproporzionato. Non erano previsti lavori di consolidamento statico ma di manutenzione ordinaria. Questo preventivo di fatto rifiutato fu restituito all’Edil Ars. (…) lo ho verificato che i lavori -per quel che ricordo durati circa quattro mesi -sono stati effettivamente realizzati anche a un livello medio alto (di fattura e di materiali impegnati). ln sostanza la tipologia di lavori per noi ritenuti necessari e conteggiati secondo quel computo prima descritto è stata integralmente realizzata senza trascurarne o differirne nessuno degli stessi. lo ci sono stato più volte (sei o sette volte) e comunque l’appartamento è venuto molto bene”. Altro che “romanella” come aveva definito in dialetto romanesco il lavoro fatto alla bell’e meglio Proietti. Ma chi era il beneficiario di tutti questo giro di lavori, canoni scomputati e contratti? Anche su questo Lorenzoni parla chiaro: “Confermo che fu Proietti a dirmi per la prima volta che l’appartamento era destinato ad essere abitato dal Ministro Tremonti. Fu lo stesso Milanese a confermarmi la circostanza e poi io stesso in diverse occasione dei miei accessi all’interno dello stabile, ne ho avuto conferma anche perché la presenza del Ministro non passa inosservata per la presenza della scorta”.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08 ... ro/149298/
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Re: "Arrestate il deputato Milanese"

Messaggioda NinoMed » 02/08/2011, 15:21

Tabulati e cassette, via libera della Camera
Milanese si difende: "Sono innocente"A Montecitorio il voto sull'ex consigliere politico del ministro Giulio Tremonti coinvolto nell'inchiesta P4. "Ho un solo modo per liberami dall'onta che mi sovrasta: che le indagini proseguano e vadano a compimento nel più breve tempo possibile". "La macchina del fango attacca i partiti"

ROMA - Via libera della Camera all'autorizzazione a procedere all'apertura delle cassette di sicurezza del deputato Pdl Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro Giulio Tremonti e all'utilizzazione in processo dei tabulati relativi alle sue utenze telefoniche, richieste dai pm napoletani nell'ambito dell'indagine sulla P4 per la quale è stato chiesto anche l'arresto. A favore dell'autorizzazione all'uso dei tabulati si sono espressi 538 deputati mentre in 28 si sono opposti. A favore dell'apertura delle cassette, invece, i sì sono stati 545 e i no 23.

Milanese, presenta in Aula, si difende: "Sono schiacciato dal vento della calunnia, io sono innocente e nessuno di questi fatti è vero e ho un solo modo per dimostrarlo al più presto, di liberami dall'onta che mi sovrasta: che le indagini proseguano e vadano a compimento nel più breve tempo possibile". Semivuoti i banchi del governo, occupati solo dalle ministre Pdl (Carfagna, Prestigiacomo, Meloni) e dai ministri Romani e Rotondi.

Milanese rivolge un appello ai deputati, citando per nome il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: "Se volete essere i miei giudici dovete farlo con conoscenza, chiedete anche voi di indagare su chi mi calunnia con accuse false. Io l'ho già fatto e lo farò in seguito con denunzie formali. Chiedete che si cerchi
la verità, pretendete che insieme ai miei tabulati vengano acquisiti anche quelli di coloro che mi accusano di aver fornito loro informazioni riservate".

"Questo accertamento - continua Milanese - non è stato fatto. Chiedetevi perché. Bersani, è evidente l'attacco mosso da più parti al sistema dei partiti. Non intervenire per capire cosa c'è dietro questa macchina del fango sarà per tutti noi imperdonabile".
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